• Il partito della passione

    Il partito della passione

    Tutti coloro che contestano da sinistra il governo Renzi dovrebbero rispondere a una domanda: esiste una combinazione alternativa di politica economica, riforme istituzionali, posizionamento nel rapporto con l’Europa e con il mondo che possa realisticamente offrire migliori risultati all’Italia, a lavoratori e disoccupati, a giovani e anziani, in termini di maggior reddito e minori diseguaglianze, garanzie sociali e diritti civili? Non si tratta di una domanda retorica, ma di un invito alla discussione, alla valutazione razionale di costi e benefici delle possibili alternative. Se si ritiene che una diversa combinazione di quegli elementi permetterebbe di ottenere, ad esempio, più ampi margini di flessibilità sui conti, maggiori o più rapidi investimenti europei sul modello del […]

  • Silenzio.

    La città invisibile

    Anticipiamo l’editoriale che aprirà il nuovo numero di Left Wing, «Città». Tutto sommato non è passato molto tempo da quando autorevoli pensatori profetizzavano la fine delle città. Grazie alla rivoluzione digitale, con la globalizzazione che accorciava le distanze e connetteva tutti, ci spiegavano, ognuno avrebbe potuto vivere, lavorare, socializzare, senza muoversi dalla sua tenda nel deserto o dal suo sperduto eremo in montagna. E forse non avremmo più nemmeno sentito il bisogno di viaggiare, frequentando quotidianamente, attraverso internet, le persone e i luoghi più lontani, con il semplice ausilio di una webcam e di un microfono. La storia è andata in un’altra direzione. E non solo perché un cittadino romano e un aborigeno australiano, […]

  • Ave Marco

    Il politico come avanguardia artistica

    È morto Marco Pannella, l’uomo che aveva fatto della politica un’opera d’arte, del partito un’installazione itinerante, della sua iniziativa un flash mob permanente. Una performance sempre nuova e in fondo sempre uguale a se stessa, perché incentrata sempre sullo stesso soggetto: lui, con il suo corpo e la sua personalità, le sue passioni e le sue idiosincrasie, i suoi monologhi e i suoi travestimenti. Se Roberto Casaleggio ha rappresentato in qualche misura la via timida al pannellismo, possiamo dire che Marco Pannella ha rappresentato la via sofisticata al grillismo. Più che un politico è stato un performer, un poeta, un artista postmoderno. Non è stato un politico di avanguardia, ma un’avanguardia artistica che ha […]

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    Le ceneri di Tortora

    Il 18 maggio di ventotto anni fa moriva Enzo Tortora dopo una breve malattia, pena accessoria dell’esperienza umana e giudiziaria a cui fu sottoposto. Era il 17 giugno del 1983 quando, sulla base delle dichiarazioni di alcuni presunti pentiti della Nuova Camorra Organizzata, veniva arrestato per ordine della Procura di Napoli. Associazione a delinquere di stampo camorristico e spaccio di droga, le accuse. In quel momento Enzo Tortora raccoglieva davanti al televisore oltre venti milioni di telespettatori, era un uomo colto, forse non particolarmente simpatico (certo è che, dal giorno del suo arresto, la scarsa simpatia verrà ampiamente ricambiata da colleghi giornalisti e opinione pubblica). Le accuse a Tortora erano inconsistenti, ma le reazioni furono devastanti, non solo […]

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    Una politica per le questioni intrattabili

    Ogni volta che nel dibattito pubblico si solleva una questione legata al rispetto dei diritti di categorie invise al conformismo dell’opinione pubblica (migranti, imputati, detenuti, vittime delle violenze della polizia), il contrappunto alla voragine populista è rappresentato spesso dalla voce autorevole di Luigi Manconi, e dalla galassia di persone e associazioni attorno alle quali gravita (A buon diritto, Antigone, solo per citarne alcune). Sono pochi e sparuti, come villaggi berberi dispersi nel deserto, ai quali però si guarda come agli ultimi avamposti di civiltà. «Politicamente io mi definirei un radicale di sinistra estrema, tuttavia sempre interessato a trattare le questioni intrattabili e, se possibile, a governarle», diceva in un’intervista di qualche anno fa. Indubbiamente […]

Cosa dicevamo il
26 gennaio 2009
cosa dicevamo

Il silenzio degli economisti

Qualche anno fa Robert Barro, professore di economia a Harvard, sostenne che una delle mosse più abili della cosiddetta rivoluzione delle aspettative razionali era stata proprio quella di usare il termine “razionale”. I contestatori di quell’approccio furono così costretti a fare i conti con un dilemma: schierarsi dalla parte dell’irrazionalità o descrivere gli altri come irrazionali, entrambe posizioni molto scomode per qualunque studioso. Sta soprattutto qui, secondo me, la grande forza – ma in ultima istanza anche la debolezza – di un modo di pensare che ha egemonizzato la cultura occidentale negli ultimi trent’anni. Una forza esaltata dalla lunga stagione conservatrice in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, dopo l’attenta opera di preparazione svolta […]