• Scartoffie.

    Una verità lunga quarantuno anni

    Il 28 maggio 1974 a Brescia era stata indetta una manifestazione di tutte le sigle sindacali e del Comitato Unitario Permanente Antifascista, per protestare contro una serie impressionante di attentati che si era scatenata in città e nel paese, colpendo sedi sindacali, partiti politici, uffici pubblici, e culminata con la morte di un giovane neofascista bresciano mentre trasportava un ordigno esplosivo. Migliaia di insegnanti, operai, pensionati, studenti scesero in piazza, in una città di duecentomila abitanti dei quali almeno la metà lavorava nelle fabbriche. Le manifestazioni partirono da diversi punti, in lunghi cortei fitti, e confluirono in piazza per i discorsi dei rappresentanti sindacali. Alle 10,12 una bomba, nascosta in un cestino del colonnato, esplose, […]

  • Con calma.

    Roma non ha tempo per la cultura

    Dallo tsunami di notizie che sommerge i giornali e la rete sulle sorti di Roma è totalmente assente il tema della cultura. E questo, purtroppo, non ci stupisce più. D’altro canto nel bel paese là dove ‘l sì suona, nella patria di santi, poeti e navigatori, di cultura e beni culturali si parla quasi solo quando ci sono le assemblee sindacali del Colosseo, per qualche modifica normativa che rischia di rimettere in gioco l’intero sistema di tutela o per la chiusura di un cinema o di un teatro che indigna a tempo determinato. Di politiche culturali si parla pochissimo, solo in alcuni circoli ristretti e semi clandestini e, preferibilmente, in inglese. Il che rende, forse, […]

  • rosa rossa

    Alcune domande per il Pse

    Un distinto signore scrisse più di un secolo e mezzo fa una frase rimasta nella storia: “Uno spettro si aggira per l’Europa: quello del comunismo”. Lo stesso termine potrebbe essere usato, con accezione opposta, per descrivere la situazione attuale del socialismo europeo. Il processo di integrazione continentale non solo non sembra più ineluttabile ma rischia di entrare in una fase involutiva e di regressione che l’accordo sulla Grecia non sarà certo sufficiente a scongiurare. Questa regressione dipende da molti fattori, ma fra essi non può non esservi annoverata anche la totale assenza di quei “motori” politici che avrebbero dovuto creare le condizioni per far ripartire la macchina europea. Il percorso comune delle forze socialiste e […]

  • La consegna delle chiavi

    Monuments men

    La Grecia, secondo quanto stabilito con l’Eurogruppo, dovrà creare un fondo da 50 miliardi di euro, nel quale verranno trasferiti beni e attività da privatizzare, a garanzia del nuovo prestito. Ma prima ancora che l’accordo fosse siglato è tornata a circolare – come fosse attuale – una notizia del 2011 secondo la quale la Finlandia chiedeva, a garanzia dei prestiti concessi, beni pubblici greci tra i quali alcune isole e, addirittura, l’Acropoli di Atene con tutto il Partenone. Dopo il 2011, a dire il vero, non sembra che il paese scandinavo abbia reiterato la sua proposta. Tuttavia, poco più di un anno fa, la nostra Corte dei Conti avanzò un’ipotesi addirittura più sconcertante. La Corte, […]

  • Accomodatevi

    Tortura italiana

    La parola “tortura” deve risuonare come un termine esotico, che rimanda a democrazie incompiute e luoghi remoti dalla società italiana contemporanea: stanze di pietra tra le montagne del Pakistan; camere di sicurezza in un palazzo mediorientale; mefitiche caserme diroccate nel centro dell’Africa. Un concetto vago, la cui assenza dal nostro immaginario quotidiano consente di rivendicare la nostra superiorità – giuridica, sociale, culturale – esercitando una forma di osservazione etologica, un birdwatching delle violazioni dei diritti umani perpetrate tra i rami di qualche paese dal nome impronunciabile, come se non ci riguardasse. Deve essere così, perché altrimenti non si trova una spiegazione razionale alla mancanza di volontà politica di introdurre in Italia una norma che punisca […]

Radio Left Wing
Cosa dicevamo il
18 dicembre 2006
cosa dicevamo

Billionaire 451

Le cose migliori succedono quando sono via. Ero all’estero quando Lapo Elkann si spinse ai limiti clinici della maschile propensione a far di tutto pur di farsi lasciare da una donna, anche tramite comunicato stampa. Ero a seimila chilometri quando Salvatore Sottile fece le prove generali della rappresentazione teatrale che aspettavamo da sempre, quella in cui Ettore Scola adatta all’Italia Noel Coward: “Ore undici…”, “Chi ci trombiamo?”. Sono in un altro continente in questo dicembre in cui i giornalisti scoprono che, in stanze in cui non erano archiviati i loro articoli mai scritti sulla vita privata dei calciatori, c’erano cassetti di foto delle chiappe dei terzini scattate ma mai pubblicate; che, forse, dietro al […]