• Flessibilità

    All’Europa non può bastare la flessibilità

    In pochi mesi il governo Renzi è passato dalla speranza di una debole ripresa all’amara constatazione della prosecuzione dell’infinita recessione italiana. Infatti, solo un rimbalzo tecnico del pil dello 0,1% a fine 2013 ha impedito all’Istat di computare 12 trimestri con segno negativo. E sarà di poca consolazione se il pil dovesse avere un rimbalzino nel prossimo trimestre, visto che entrano in vigore le nuove regole che contabilizzano anche le attività illegali e pompano artificialmente il dato. Il pil arretra su tutti i fronti: consumi, investimenti, esportazioni. Si rischia di inanellare il terzo anno consecutivo con pil nominale in riduzione: un evento mai avvenuto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Sicuramente è un colpo […]

  • Parlamento

    Perché dico no alle preferenze

    In questi anni di crescente distacco tra politica e sentire comune le liste bloccate sono apparse come quanto di più lontano si possa immaginare per avvicinare, o riavvicinare, i cittadini alla vita politica del Paese. Tuttavia, tornare al sistema delle preferenze sarebbe un rimedio peggiore del male.  Lo dico da giovane donna che con esse si è misurata più volte, per fortuna sempre con esiti positivi, prima al consiglio comunale di Napoli, due volte, e poi come candidata al Parlamento alle primarie del PD. Il ritorno a quel sistema sarebbe una scelta assai poco in linea con la spinta al cambiamento che ormai investe e incalza la politica. Una scelta con lo sguardo rivolto […]

  • Ponticello

    Una via flessibile agli eurobond

    Con cauto ottimismo apprendiamo che nella politica economica europea a una stagione di austerità potrebbe finalmente seguirne una di flessibilità. Il tema diviene quindi: quale flessibilità in un’eurozona che impone alla Bce primariamente un obiettivo di inflazione? Come gestire i livelli di disoccupazione in Europa, mediamente ben oltre il 10%, ma che nelle periferie superano il 20%? Come supplire all’assenza di una politica fiscale comune per l’Europa che a oggi continua ad avere diciassette bilanci statali differenti? Basterà rinforzare il bilancio dell’Ue con i gettiti della tassa sulle transazioni finanziarie, la Tobin Tax? Problemi simili c’erano già alla partenza dell’euro a fine anni novanta. Ben consapevoli di questi ostacoli architetturali a uno sviluppo omogeneo […]

  • scale

    Togliamo all’Europa l’alibi tecnocratico

    Che il vertice europeo di fine giugno non potesse portare a miracolosi cambi di rotta era chiaro a tutti, a cominciare dal governo italiano che non si è abbandonato a facili proclami della vigilia. Se guardiamo alle conclusioni non possiamo non prendere atto che di risultati concreti non ve ne sono stati. Anzi, se limitassimo la nostra analisi solo ai fatti di casa nostra, c’è da segnalare la sgradita sorpresa di un Consiglio europeo che pretende dal nostro paese un anticipo del pareggio di bilancio al 2015, un anno prima di quanto invece aveva stabilito il nostro governo ad aprile, ma comunque un anno dopo rispetto a quanto fissato inizialmente dal governo Letta. Ci sono […]

  • Cgil

    Il “maggioritario” senza regole della Cgil

    La Cgil è bloccata ormai da troppi anni. Ha continuato a vivere schiacciata sul breve termine, in crescente afasia politica, senza fare le scelte strategiche essenziali a conservarsi in buona salute come organismo di rappresentanza e senza neppure avviare una vera discussione. Al contrario, alla crisi di rappresentatività ha teso a rispondere con l’arroccamento e l’adozione di meccanismi artificiali di legittimazione, quali la continua ricerca del riconoscimento reciproco tra i soggetti indeboliti della rappresentanza sociale e la pretesa di costruire, per via pattizia, un monopolio contrattuale destinato a crollare nelle aule dei tribunali. È fallita anche la scommessa del suo recente congresso, di ricercare il cambiamento aprendo una vera e propria fase costituente con […]




Cosa dicevamo il
25 ottobre 2010
cosa dicevamo

Leggi elettorali e modelli di capitalismo

La Seconda Repubblica può essere giudicata da diversi punti di vista, ma non c’è dubbio che il tentativo di innescare una dinamica competitiva attraverso l’introduzione di una legge elettorale maggioritaria rappresenti un elemento essenziale del progetto che ne sta alla base. Un progetto che ha trovato realizzazione prima nei referendum contro il proporzionale, quindi nella pratica dei principali soggetti politici, per culminare nell’interpretazione bipartitica della vocazione maggioritaria del 2008. Nelle intenzioni, la competizione tra due forze politiche ben identificabili avrebbe dovuto restituire potere di scelta ai cittadini, contendibilità delle posizioni politiche e quindi responsabilizzazione dei governi. Corollario più o meno dichiarato di questo progetto la marginalizzazione delle forze estreme a favore di una convergenza al […]