• Tsipras

    L’exit strategy di Tsipras

    Il futuro della Grecia è di nuovo appeso all’esito di un referendum. Sembra improvvisamente di essere tornati indietro di quattro anni, a quel 31 ottobre 2011 quando l’allora premier socialista George Papandreou, con una mossa a sorpresa, annunciò che il piano di ristrutturazione del debito greco sarebbe stato sottoposto a un referendum popolare entro la fine dell’anno. Le analogie però finiscono qui. Quattro anni fa Papandreou annunciò un referendum che doveva servire a confermare l’accordo che aveva appena chiuso con la troika. “I sacrifici sono stati duri – disse il premier greco – ma aiuteranno a porre nuove fondamenta per il futuro. L’accordo raggiunto a Bruxelles è fondamentale per il paese, apre nuovi orizzonti […]

  • 1890

    Il Colosseo nel deserto

    Lo scorso fine settimana una coppia di amici scandinavi ha portato a Roma i due figli per far loro visitare la città eterna per la prima volta. È stato, ovviamente, un tour a tappe forzate e dopo piazza Navona, il Pantheon, San Pietro, sabato mattina sono andati anche al Colosseo. ”Bellissimo”, hanno detto i due adolescenti, ma hanno aggiunto che l’enorme affollamento di turisti li aveva messi molto a disagio. Quando ho mostrato alla coppia di amici le immagini del mausoleo di Cecilia Metella e della Villa dei Quintilii sono rimasti senza fiato e i due ragazzi hanno detto che, tutto sommato, sarebbe stato meglio passeggiare sull’Appia che farsi prendere a spintoni al Colosseo. Sono […]

  • Tutto fresco

    L’Italia rischia di perdere la sfida del Ttip

    Il 10 giugno il Parlamento europeo metterà ai voti una risoluzione d’indirizzo sul Transatlantic trade and investment partnership (meglio conosciuto con il suo acronimo Ttip) che darà indicazioni alla Commissione europea sui limiti e le criticità da considerare durante il negoziato. Da settimane va avanti un’intensa campagna sui social network e su alcuni giornali per spingere i deputati europei a dare un parare contrario alla risoluzione, che secondo i suoi critici porterebbe a un drastico calo della qualità della vita e del processo democratico sia in Europa che negli Stati Uniti. L’obiettivo dichiarato dell’accordo è definire nuovi accessi al comparto di beni e servizi attraverso l’eliminazione o l’armonizzazione di misure cosiddette “non-tariffarie” (come l’etichettatura, […]

  • Foto segnaletiche

    La scandalosa idea di abolire la galera

    Immaginate il campus di un’università americana molto liberal. Il candidato alle elezioni presidenziali è sul palco, seduto tra un professore di diritto e uno di storia contemporanea. Immaginate ora una studentessa, biondina, ordinata, che si avvicina al microfono e pone una domanda semplice e senza via d’uscita: «Nel 1975 lei ha firmato un articolo sulla rivista di questa università, in cui auspicava l’abolizione del carcere. Cosa ne pensa oggi, è ancora favorevole?». Immaginate ora un candidato che non si mostri sorpreso, ma che si limiti a rispondere: «Sì, la penso come allora: il carcere dovrebbe essere abolito». Quel candidato perderebbe le elezioni. La pretesa di sicurezza è il doping della competizione politica ed è un’idea indissolubilmente legata […]

  • Hello!

    Quando il welfare state creò Orson Welles

    Se volete conoscere i particolari del pessimo carattere di Orson Welles, delle sue intemperanze alimentari, del suo essere politicamente scorretto ben oltre l’invettiva personale, della sua ossessione nei confronti dei difetti fisici di amici e conoscenti, allora dovete leggere A pranzo con Orson (Adelphi), una serie di conversazioni a tavola tra Welles e Henry Jaglom svoltesi tra il 1983 e il 1985. E malgrado l’enorme quantità di malignità, giudizi sommari, preconcetti misogini, omofobi e razzisti, è molto probabile che Orson continuerà a starvi simpatico per quel meccanismo che rende irresistibili le grandi intelligenze che ostentano con noncuranza la loro (pretesa) malvagità e insolenza. In molti fissano l’esordio di Welles nel film Quarto potere del […]

Radio Left Wing
Cosa dicevamo il
12 dicembre 2005
cosa dicevamo

Perché i Ds offrono il collo al nemico

In queste settimane mi dolgo di non essere iscritto ai Ds. Perché sull’assalto mediatico portato a Giovanni Consorte e a Unipol vorrei capire meglio – cosa che si può fare solo dal “di dentro” – che cosa diavolo spinga mezzo partito o giù di lì a offrire il collo agli avversari. Avversari che stanno nella stessa coalizione e che hanno loro uomini alla testa di banche italiane senza che nessuno meni scandalo (sto chiaramente parlando della Margherita). E che sono poi sulla poltrona di comando di grandi e grandissimi giornali che si pretendono anch’essi “di sinistra”. L’avversione per D’Alema non può davvero giustificare una così cieca e talora persino complice acquiescenza a uno scempio […]