• Sì-Avvenire

    Il rischio autoritario si chiama populismo

    «Stammi a sentire, se io sbaglio il voto questa volta va a finire che non mangio e non mangiate per una decina d’anni». Così risponde Ugo Fantozzi alla moglie Pina, che gli porge un panino, immerso da giorni in un delirio mistico elettorale in cui scorrono davanti a lui Spadolini, Longo, Pannella, Almirante, come fantasmi dickensiani. Devo dire che anch’io sento in questo momento il peso della scelta, e come Fantozzi ho passato le ultime settimane chiuso in una stanza a studiare, con i fantasmi della riforma costituzionale, della deriva autoritaria e dei padri costituenti. Premetto che ho molti amici che votano No, ma le posizioni del Sì e del No si sono attorcigliate in […]

  • Sì-Avvenire

    L’urgenza di riformare una pessima riforma

    Sono stato eletto sindaco della mia città, Lugo di Romagna, nel maggio del 1993, quando c’erano ancora i gruppi Pci e Dc (il consiglio comunale era stato eletto prima del congresso di Rimini). Dal 1990 al 2001 ho vissuto l’unico ciclo di riforme istituzionali di questo paese. Nel ’90 si vara la legge 142, «Ordinamento degli enti locali», attesa dalla nascita della Repubblica, poi la 241, «Riforma del procedimento amministrativo» e infine nel 1993 l’elezione diretta dei sindaci. Finalmente si dava corpo a quanto scritto nella Costituzione e si sanciva il ruolo dei comuni a fondamento della nostra repubblica. Ordinamento, amministrazione, elezione: avevamo la sensazione di cambiare finalmente lo stato italiano, il Pci vinceva […]

  • Sì-Avvenire

    Non avvertite anche voi lo scricchiolio?

    In questa fase di scontro tra titaniche convinzioni, di confronto sull’efficacia persuasiva di una tesi sull’altra, esprimo qualche considerazione di natura più emozionale circa la riforma affidata al referendum confermativo. Comincio dalla reazione avuta all’epoca della sua presentazione, a caldo: una sottile delusione, una condivisione tenue, un renitente consenso. Mi era parsa sin da subito una scelta caratterizzata dal compromesso, quale in effetti era. Una manutenzione straordinaria, ancorché l’edificio fosse contraddistinto da crepe tali da giustificare una più profonda ristrutturazione. Mi riferisco al grado di ammaloramento del sistema politico democratico, schiacciato dalla pressione e rapidità dei mutamenti sociali, culturali ed economici provocati dalla globalizzazione e dagli effetti della rivoluzione tecnologica, e dalla conseguente mobilità […]

  • Sì-Avvenire

    L’importanza delle domande

    Se oggi qualcuno mi dicesse che il bicameralismo paritario è una buona idea che va difesa, che permette il controllo di una camera sull’operato dell’altra o che evita di promulgare leggi seguendo ondate emotive, gli risponderei che invece è inutile da settant’anni. Avere due camere non ha mai evitato che si approvassero leggi sciocche o dannose. Non ha nemmeno permesso di avere leggi soltanto decenti quando sarebbe stato il tempo, come nel caso della violenza sessuale o delle unioni civili. Grazie di tutto, ma il bicameralismo paritario può riposare in pace. Se oggi qualcuno mi esprimesse i suoi dubbi sulla composizione del nuovo Senato, gli chiederei innanzitutto se finora eleggere una camera riservata agli ultraquarantenni, come […]

  • Sì-Avvenire

    In piena facoltà, Egregio Segretario

    Il 4 dicembre voterò Sì. Per ridurre i costi della politica? No, non direi. Io credo nel costo della politica, anzi vorrei stipendi più adeguati, ad esempio per i consiglieri comunali e per il loro lavoro (che è molto serio, a volerlo fare seriamente), e vorrei un Paese in cui in trasparenza e con le dovute regole si possa essere fieri del budget destinato alla crescita dei partiti e della politica. Perché poi arriva il miliardario ossigenato di turno che per solleticare i bassi istinti si riduce lo stipendio da eletto (e sai che sforzo, poverino) o salta fuori un Brunetta a dire che lo stipendio dei parlamentari dovrebbe essere uguale a quello percepito nella […]

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Cosa dicevamo il
23 novembre 2010
cosa dicevamo

Cose che ho imparato da Vieni via con me

1) Che si possono prendere delle persone, metterle davanti a una telecamera a elencare cose a caso ed essere seguiti da milioni di telespettatori. 2) Che si possono prendere delle persone, metterle davanti a una telecamera a elencare cose a caso e battere persino il Grande Fratello. 3) Che per fare un programma che prende delle persone e le mette davanti a una telecamera a elencare cose a caso devi essere Fabio Fazio. 4) Che se sei Roberto Saviano puoi fare tutto. 5) Che se sei Roberto Saviano e stai con Fabio Fazio (o viceversa) puoi fare tutto, elenchi di cose a caso compresi. 6) Che se stai con Fabio Fazio e Roberto Saviano […]