• Euro

    Scontro in Bce, guerra su Maastricht

    È sufficiente leggere la stampa tedesca delle ultime settimane per rendersi conto di quanto sia aumentato il grado di politicizzazione del dibattito pubblico europeo. La Germania – o forse sarebbe più appropriato dire: una parte delle sue classi dirigenti – sta mostrando una preoccupante regressione verso il suo stato post-bellico, quando era un gigante economico dai piedi d’argilla. Lo si è visto con l’atteggiamento tutt’altro che benevolo tenuto la settimana scorsa nei confronti della comunicazione che la Commissione europea ha fatto sull’interpretazione flessibile del patto di stabilità. E lo si vede – in misura addirittura superiore – dalla violenza con cui viene sistematicamente attaccata l’ipotesi sempre più concreta che la Bce dia il via al […]

  • Notte

    Contro i fanatici c’è bisogno di più teologia

    Di fronte ai fatti di Parigi, in cui terroristi islamici hanno sterminato la redazione del giornale satirico Charlie Hebdo e sparso sangue di francesi laici, musulmani ed ebrei, il compito del teologo è allo stesso tempo semplice e complicato. Semplice perché per vocazione (in senso sia professionale sia spirituale) il teologo sa che la sola risposta di lungo periodo è il dialogo tra persone e lo scavo dei significati che si celano dietro a ogni parola che cita il nome di Dio – e nel caso degli assassini di Parigi quelle parole che citavano Dio come movente erano chiaramente blasfeme. Ma è anche una posizione molto complicata quella del teologo, che si sente obbligato […]

  • No pasaran

    Non siamo in guerra

    Senza alcuna pretesa di sistematicità o di esaustività, provo a ordinare gli argomenti che si sono usati non per giustificare l’orrenda strage di Parigi, ma per sottrarsi all’obbligo di pensare che siamo in guerra. Per la verità, io stesso non penso che noi europei (sottolineo: noi europei) siamo in guerra, in una condizione non dico da leva militare obbligatoria e sforzo bellico dell’industria nazionale, ma nemmeno di riduzione degli spazi e delle forme ordinarie della vita civile e politica. Quelli che parlano di terza guerra mondiale – dal Papa in giù – solitamente accusano gli altri di non avere il coraggio di chiamare le cose col loro nome. Il minimo dunque che si possa […]

  • Charlie

    Parigi e il problema delle “periferie fallite”

    In questi giorni, dopo i tragici attentati di Parigi, lo sforzo più grosso che sento di dover fare non è quello di resistere al sentimento della paura, ma alla sensazione di nausea che sempre più spesso mi coglie ogni qualvolta apro un giornale o ascolto un programma televisivo in cui illustri ospiti che fino a ieri l’altro sapevano tutto di casta, manine e calcio si scoprono teologi ed esperti di cultura islamica oltre che, ovviamente, strateghi di politica internazionale. La verità è che in questo paese sappiamo poco o niente di quello che accade attorno a noi, anche se tutti ne abbiamo un’opinione. I tre ragazzi francesi che hanno scatenato l’inferno a Parigi non erano […]

  • je suis charlie

    Ironia della sorte

    Undici anni fa, dinanzi all’attentato islamista alla stazione di Madrid, il capo del governo spagnolo José María Aznar dichiarò che quella data, l’11 marzo 2004, occupava già il suo posto nella storia dell’infamia. Le bombe fecero quasi duecento morti e oltre duemila feriti: non c’è dubbio che il suo 11 settembre l’Europa lo ha avuto allora, ma non è possibile stabilire una gradazione sulla scala dell’atrocità. Certo è che l’immagine di uomini di trent’anni armati fino ai denti, a volto coperto e presumibilmente ben protetti da un giubbotto antiproiettili che uccidono a sangue freddo, uno dopo l’altro, anziani disegnatori satirici armati solo della loro matita, come è accaduto ieri nella redazione del giornale umoristico […]

Radio Left Wing
Cosa dicevamo il
18 luglio 2005
cosa dicevamo

Il capitale umano

Se Il falò delle vanità di Tom Wolfe è il più grande romanzo realista scritto nella seconda metà del XX secolo, Il capitale umano di Stephen Amidon (Mondadori) è certo tra i migliori scritti nella prima metà del XXI. E non solo perché il XXI secolo è appena cominciato. Come nel capolavoro di Tom Wolfe, anche qui la trama si compone gradualmente delle diverse voci e dei pensieri di un’ampia galleria di personaggi. Lì New York, centro della grande finanza e crocevia delle più stridenti ingiustizie, in cui al ricco Sherman McCoy basta sbagliare uno svincolo per ritrovarsi nell’inferno di Harlem; qui il grande affresco della vita in una piccola città americana, microcosmo sociale […]