• Renzi Schulz

    Renzi e la strategia del pan per focaccia

    La dialettica fra Italia e Commissione europea sviluppatasi nelle ultime settimane segna senza dubbio una novità di rilievo per il nostro paese. Nella lettura che prevale fra commentatori e policymaker di casa nostra, l’attuale costruzione europea si è trasformata da soluzione a problema. Da un lato ci sono una serie di questioni aperte – dalla bad bank agli aiuti di stato – su cui l’Italia mostra di sentirsi discriminata rispetto a quanto avvenuto nel caso di altri paesi membri. Dall’altro sembra esserci una crescente – anche se tardiva – consapevolezza che l’attuale governance economica è inadeguata non solo per uscire dalla crisi, ma anche per garantire all’Unione europea il ruolo che le compete nello scacchiere internazionale. […]

  • Crow

    Il ponte della civiltà

    I ponti sono luoghi romantici, a volte rievocano un passato di cui si sente nostalgia e in cui le cose sembravano più semplici. Il mondo era diviso in due blocchi contrapposti, attraversato dal brivido dell’equilibrio nucleare e i russi erano i cattivi. La guerra fredda che polarizzava il pianeta tra Mosca e Washington ha ispirato la letteratura e la cinematografia di mezzo secolo: era affascinante, romantica, e consentiva di raccontare un nemico definito e un conflitto sterminato tra armi nucleari, spie e lo spazio, mentre Berlino, tagliata in due dal muro, era un diorama geopolitico in cui le cose succedevano davvero. Il ponte di Glienicke, che unisce Potsdam con un angolo di Berlino, corre […]

  • lw

    La beffa del liberismo-populismo bancario

    Del dibattito sul sistema bancario italiano sviluppatosi a seguito della crisi di quattro piccole banche locali ci sono due cose positive. La prima è che tutti si sono improvvisamente accorti che in questi ultimi anni l’Unione europea non è stata affatto ferma a contemplare il vuoto e ha prodotto una mole spaventosa di legislazione, fino a ieri pressoché sconosciuta ai più ma ora diventata argomento di discussione pure sui giornali di provincia. Mai avremmo pensato che acronimi come Mifid, BRRD e CRR sarebbero diventati pop. La seconda cosa positiva è che – altrettanto improvvisamente – si è scoperto che il principio “basta soldi alle banche” che negli ultimi anni tanti consensi ha portato al populismo italiano […]

  • Alla carica?

    Si potrebbe fare tutti la guerra mondiale

    Il dibattito aperto dagli attentati di Parigi non è cominciato nel modo più incoraggiante, tra quelli che riscoprivano Oriana Fallaci e quelli che piangevano solo per i morti di Beirut, con la destra che evocava lo scontro di civiltà e la sinistra radicale che elencava qualunque altro massacro compiuto in Medio Oriente fino a oggi, e di cui fino a ieri non si era minimamente curata, con lo stesso tono con cui dopo l’11 settembre cominciò a ripetere che bisognava ricordare pure l’11 settembre cileno del ’73. E con fior di scrittori, giornalisti e intellettuali di tutti gli orientamenti a profetizzare l’esplosione della terza, quarta o quinta guerra mondiale, per vedere di nascosto l’effetto […]

  • Benvenuti.

    La legittima difesa nel selvaggio West

    “Niente mi ha fatto pensare che fosse disarmato”, disse Wyatt Earp, seduto sul banco degli imputati il 16 novembre del 1881. Furono queste le parole con cui lo sceriffo di Tombstone si difese da una delle accuse di omicidio che gli vennero mosse dopo la più famosa sparatoria della storia americana: trenta secondi di pallottole furenti in cui furono uccisi i due fratelli McLaury e Billy Clanton, trenta secondi passati alla storia come la sfida dell’O.K. Corral. Wyatt Earp, i suoi fratelli Morgan e Virgil e John Henry “Doc” Holliday furono tutti accusati di omicidio volontario per avere sparato senza lasciare ai tre cowboy – termine con cui in Arizona si indicavano spesso i ladri di […]

Cosa dicevamo il
9 giugno 2010
cosa dicevamo

Il Granducato di Germania

In questi giorni sta finalmente venendo alla luce lo scontro sotterraneo in corso tra Francia e Germania sulla strategia che l’Unione europea dovrà seguire per affrontare la nuova fase della crisi, dopo che gli interventi per il salvataggio del sistema bancario privato hanno finito per gravare pesantemente sui bilanci pubblici dei singoli stati. L’annullamento del vertice franco-tedesco di ieri, rinviato alla prossima settimana senza fornire giustificazioni di alcun tipo, lascia trasparire la crescente irritazione francese per le scelte politiche della cancelliera Merkel e del suo governo, ancora una volta incapace di assumere un’iniziativa di respiro europeo che possa ridare slancio all’intero continente. I fatti sono noti: l’attacco speculativo di cui è stata recentemente vittima […]