• populisti

    Scusaci Beppe

    Devo chiedere scusa a Beppe Grillo. Per anni ho creduto che fosse un populista, un propalatore di bufale, omofobo e razzista. Mi sbagliavo. In realtà, come ora sappiamo, non era Beppe Grillo a scrivere sul blog che i poliziotti italiani si erano ammalati a decine per la tubercolosi portata dagli immigrati e a denunciare che «il Passaparola di ieri con l’ingresso delle malattie infettive dall’Africa e il contagio di tbc di 40 poliziotti finora accertati è caduto nel nulla». A dire che è meglio non pagare le tasse perché «se tutti le pagassimo, i politici ruberebbero il doppio». A sostenere che che lo ius soli è sbagliato, perché «la cittadinanza a chi nasce in Italia, […]

  • Chi va là.

    I diritti degli altri

    Il vittimismo pavloviano sulla libertà d’informazione è un rumore di fondo, si leva ogni volta che qualcuno fa notare come ci sia qualcosa di profondamente sbagliato nel modo in cui vengono raccontate le indagini su alcuni giornali. Non ci si può permettere di usare espressioni come «violazione del segreto istruttorio», «indagini, non processo», «presunzione di innocenza», «indagini, non prove», «rispetto della dignità delle persone» senza venire immediatamente presi a pesci in faccia dagli eroi dell’informazione libera, e arruolati nell’esercito degli insabbiatori e dei fiancheggiatori, come se il valore in gioco fosse uno, e uno soltanto. La notizia, per chi si occupa di cronaca giudiziaria, è sempre la fase cruenta di un’indagine: la sua apertura, […]

  • Giuseppe Vacca.

    Compagni

    Cara Left Wing, io alla kermesse del Lingotto non c’ero, come non c’ero a sentire Emiliano qui e Orlando là. Ma mi sono fatto l’idea che all’ingresso, dove distribuivano i badge, si riproducesse l’immortale vignetta delle Sturmtruppen, con gli addetti all’accoglienza a chiedere: «Chi va là? Amiken o nemiken?». E i visitatori a rispondere: «Semplici conoscenti» (e il tutto mi sembrerebbe molto in linea con gli ultimi anni di vita dell’agglomerato politico che abbiamo seguitato a votare). Post Scriptum. Ho scoperto oggi che «kermesse» viene dalle parole olandesi «kerk» (chiesa) e «mis» (messa) e insomma stava a indicare non un evento ciclistico ma la messa in onore del santo patrono. Mai termine fu più […]

  • bagagli

    I sovranisti delle cappelliere

    Sono seduto in treno. Torno dal Lingotto e ho sei, piacevolissime ore di studio dinanzi a me – e con me la più classica delle sfogliatelle che non immaginavo di poter acquistare alla stazione di Torino Porta Nuova. (Sono meridionale e me ne vanto). Il vagone è pieno. Di fronte a me è seduto un giovane omone grande e grosso, che oltre ad essere grande e oltre a essere grosso è pure, pensa un po’, di colore nero. La qual cosa a Torino non si notava tanto, e neppure a Milano, ma a Bologna si è cominciata a notare molto di più, perché è salita sul treno una esile signora di mezza età – […]

  • olanda

    Riformismi olandesi

    Cara Left Wing, sai che a me piace andare nei paesi dove si vota per chiedere in giro cosa ne pensano delle elezioni, come in Olanda domani? In Olanda ci vado sempre volentieri, sono strani, hanno il re all’Aia, il governo all’Aia e la Camera dei Deputati (che qui si chiama Seconda Camera) all’Aia, però la capitale è Amsterdam. A dire il vero hanno anche una Prima Camera, sempre all’Aia, una specie di Senato composto di rappresentanti degli enti locali non eletti direttamente e che non scrive leggi, che forse non è una cosa così strana. Devo averne già sentito parlare da qualche parte. Non starò a dirti che per eleggere un deputato basta lo 0,67% […]

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Cosa dicevamo il
13 marzo 2006
cosa dicevamo

Endorsing Inzaghi

Filippo Inzaghi non è elegante, non è potente, non è un virtuoso. Non è nemmeno un generoso mangiachilometri alla Gattuso, idolo delle folle per l’impegno e la dedizione. Capita spesso, anzi, che passi un’intera frazione di gioco senza dare consistenti segni di vita. Quando poi si tratta di sgomitare in area di rigore il nostro è, gradasso e mentitor senza vergogna, un cascatore tra i più impenitenti e plateali in circolazione. Perfino il suo soprannome – Superpippo – fa pensare che in fin dei conti sia una presa in giro, e che lo sappia pure, di non essere un eroe vero. Nelle discussioni da bar sport capita spesso di sentirla, la parola definitiva, quella […]