• La barcaccia

    Sindrome olandese

    Forse in questi giorni è un’affermazione impopolare, ma questo sdegno antiolandese, nato dopo gli atti di vandalismo di Roma (a piazza Campo de’ Fiori e a piazza di Spagna), mi lascia tanto, tanto perplessa. E non capisco il senso di andare a manifestare di fronte all’ambasciata olandese. Mi ricorda un po’ – e sicuramente mi sbaglio – la pretesa, dopo il massacro di Parigi, di sentire l’esplicita condanna da parte di ogni musulmano che si incontrava. Cinquecento olandesi ubriachi e notoriamente teppisti scatenano la loro ottusa (e alcolizzata) rabbia contro una fontana del Bernini e ora ci aspettiamo un autodafé da ciascun cittadino neerlandese. Io ‘sta cosa non la capisco, anche perché ci sono […]

  • Bomba

    Come imparammo ad amare la guerra

    Torna la grande politica. Cioè: torna la guerra. Si tratta solo di scegliere dove la si vuol fare: se ad est, in Ucraina, oppure a sud, in Libia. Fermo restando che nostri soldati sono impegnati in missioni internazionali anche in altri scenari, e che fra Siria e Iraq c’è forse spazio per succulente operazioni di terra a fianco degli americani, se solo Obama mostrasse finalmente i muscoli. Insomma: un ricco bouquet. Come in ogni guerra che si rispetti – figuriamoci quando a disposizione ce n’è più d’una, c’è però da considerare il fronte interno. Sul fronte interno, infatti, c’è bisogno di rendere concettualmente pensabile, quindi possibile, infine, auspicabile, la mobilitazione, impegnandosi quindi in una […]

  • Silenzio

    Un problema di classe dirigente culturale

    A partire dalla metà degli anni Novanta del secolo scorso, di fronte alla volontà delle nuove classi dirigenti politiche di dare vitalità e centralità al sistema culturale italiano e romano, si decise di intervenire imprimendo un nuovo impulso a un settore fino a quel momento marginalizzato. Si inaugurarono nuovi musei e istituzioni culturali, si sperimentarono nuove forme di gestione, si riformarono le strutture amministrativo-burocratiche, aumentarono gli stanziamenti pubblici e vennero individuate nuove personalità, alcune davvero competenti e addirittura talentuose, per presiedere, dirigere o partecipare al governo di istituzioni, assessorati, festival, case delle arti, enti, fondazioni pubbliche o semipubbliche, spa a vocazione culturale: erano le nuove risorse chiamate a gestire nuovi contesti. Un vento fresco […]

  • Traffico

    Uscire dall’ingorgo greco-tedesco

    Il problema della permanenza della Grecia nell’euro e dell’attuale prova di forza con la Germania somiglia a un problema di mobilità stradale. Per fare un ingorgo perfetto sono infatti indispensabili, in uno stesso incrocio e nello stesso momento, due precisi tipi di automobilista. Il primo è quello che vuole fare il furbo, deciso a passare anche se il rosso è già scattato, costi quel che costi. Il secondo è quello che ai furbi, costi quel che costi, non intende darla vinta, deciso dunque a partire al verde anche se questo significa tagliare loro la strada, lasciandoli bloccati al centro dell’incrocio, in un crescendo di clacson e insulti. “Costi quel che costi” è la formula […]

  • Quirinale

    Ve lo do io il museo del Quirinale

    La prima volta che ho sentito parlare dell’idea di trasformare il Quirinale in un museo è stato circa due anni fa, nel 2013, poco prima della nota vicenda che condusse alla rielezione di Giorgio Napolitano. La proposta era di fare del palazzo del Quirinale un grande, grandissimo museo della cultura italiana o, addirittura, un formidabile polo turistico. Per diversi mesi l’idea ha continuato a scorrere ipogea per riemergere in occasione delle dimissioni di Napolitano e dell’elezione del nuovo presidente della Repubblica. E’ la casa degli italiani, si dice, e quindi gli italiani devono potervi entrare liberamente. In Spagna il museo del Prado accoglie milioni di persone e – si aggiunge – anche il Palazzo […]

Radio Left Wing
Cosa dicevamo il
18 dicembre 2006
cosa dicevamo

Billionaire 451

Le cose migliori succedono quando sono via. Ero all’estero quando Lapo Elkann si spinse ai limiti clinici della maschile propensione a far di tutto pur di farsi lasciare da una donna, anche tramite comunicato stampa. Ero a seimila chilometri quando Salvatore Sottile fece le prove generali della rappresentazione teatrale che aspettavamo da sempre, quella in cui Ettore Scola adatta all’Italia Noel Coward: “Ore undici…”, “Chi ci trombiamo?”. Sono in un altro continente in questo dicembre in cui i giornalisti scoprono che, in stanze in cui non erano archiviati i loro articoli mai scritti sulla vita privata dei calciatori, c’erano cassetti di foto delle chiappe dei terzini scattate ma mai pubblicate; che, forse, dietro al […]