• Ponticello

    Una via flessibile agli eurobond

    Con cauto ottimismo apprendiamo che nella politica economica europea a una stagione di austerità potrebbe finalmente seguirne una di flessibilità. Il tema diviene quindi: quale flessibilità in un’eurozona che impone alla Bce primariamente un obiettivo di inflazione? Come gestire i livelli di disoccupazione in Europa, mediamente ben oltre il 10%, ma che nelle periferie superano il 20%? Come supplire all’assenza di una politica fiscale comune per l’Europa che a oggi continua ad avere diciassette bilanci statali differenti? Basterà rinforzare il bilancio dell’Ue con i gettiti della tassa sulle transazioni finanziarie, la Tobin Tax? Problemi simili c’erano già alla partenza dell’euro a fine anni novanta. Ben consapevoli di questi ostacoli architetturali a uno sviluppo omogeneo […]

  • scale

    Togliamo all’Europa l’alibi tecnocratico

    Che il vertice europeo di fine giugno non potesse portare a miracolosi cambi di rotta era chiaro a tutti, a cominciare dal governo italiano che non si è abbandonato a facili proclami della vigilia. Se guardiamo alle conclusioni non possiamo non prendere atto che di risultati concreti non ve ne sono stati. Anzi, se limitassimo la nostra analisi solo ai fatti di casa nostra, c’è da segnalare la sgradita sorpresa di un Consiglio europeo che pretende dal nostro paese un anticipo del pareggio di bilancio al 2015, un anno prima di quanto invece aveva stabilito il nostro governo ad aprile, ma comunque un anno dopo rispetto a quanto fissato inizialmente dal governo Letta. Ci sono […]

  • Cgil

    Il “maggioritario” senza regole della Cgil

    La Cgil è bloccata ormai da troppi anni. Ha continuato a vivere schiacciata sul breve termine, in crescente afasia politica, senza fare le scelte strategiche essenziali a conservarsi in buona salute come organismo di rappresentanza e senza neppure avviare una vera discussione. Al contrario, alla crisi di rappresentatività ha teso a rispondere con l’arroccamento e l’adozione di meccanismi artificiali di legittimazione, quali la continua ricerca del riconoscimento reciproco tra i soggetti indeboliti della rappresentanza sociale e la pretesa di costruire, per via pattizia, un monopolio contrattuale destinato a crollare nelle aule dei tribunali. È fallita anche la scommessa del suo recente congresso, di ricercare il cambiamento aprendo una vera e propria fase costituente con […]

  • Lotta politica

    Modello ateniese

    L’atto di nascita della democrazia ateniese è una riforma elettorale. Nei giorni in cui tutti i maggiori partiti italiani discutono di come riformare le istituzioni, il sistema di voto e le immunità, può forse essere utile un veloce ripassino su come tali problemi furono affrontati duemilacinquecento anni fa. Nel 507 avanti Cristo Clistene ridisegnò i collegi elettorali che eleggevano la Bulé, il consiglio della città, l’organo che aveva la competenza esclusiva sulle proposte di legge, sulla gestione delle finanze pubbliche, sulle relazioni estere, sull’esercito e sulla sicurezza. Clistene divise il territorio ateniese in tre regioni: area urbana, zona costiera ed entroterra; ogni regione fu divisa a sua volta in dieci circoscrizioni territoriali, ciascuna delle […]

  • Tunnel

    Mille giorni dopo venti anni

    Senza dubbio il governo Renzi ha segnato subito una netta discontinuità su questioni importanti di politica economica, a partire dal sostegno al reddito delle fasce medio-basse della popolazione attraverso il bonus di 80 euro. Nel programma dei prossimi mille giorni, stando alla nuova scadenza che il presidente del Consiglio si è dato nel suo discorso di oggi in Parlamento, ci sono però aspetti su cui la direzione di marcia non è ancora del tutto chiara. Il primo è il lavoro. Con il decreto Poletti e i successivi interventi migliorativi in commissione si è avviato un ciclo riformatore di grande importanza: c’è un disegno di legge delega che andrà riempito e sappiamo dal governo che […]

Cosa dicevamo il
26 marzo 2007
cosa dicevamo

Il talento di Mr. Woodcock

In questo paese nessuno fa mai il proprio lavoro. I settimanali non pubblicano le foto di cui sono in possesso. I fotografi non fanno (veri) scoop. I giornalisti si guardano bene dal prendere iniziative, tanto intercettazioni e indiscrezioni arrivano ogni mattina in redazione, gentilmente confezionati in pacchetto regalo. I produttori si fanno passare i nomi delle soubrette da piazzare nei loro programmi dai Lele Mora di turno, e soprattutto da Lele Mora in persona. I politici si preoccupano dell’uso improprio delle intercettazioni solo quando il problema li tocca da vicino (e anche allora diciamo che ci mettono un po’ a recepire, e diciamo pure che ci mettono il tempo necessario a farsi venire il […]