• Cambiare verso

    Cambiare verso sull’occupazione femminile

    Sarà che è il direttore del Fondo Monetario Internazionale, sarà che con gli uomini italiani a volte parlare in un’altra lingua serve, sarà che nemo propheta in patria, fatto sta che anche se noi donne italiane lo andiamo dicendo da tempo, ci è voluto il rimprovero urbi et orbi di Christine Lagarde in prima pagina sul Corriere della Sera per riaccendere finalmente i riflettori sull’emergenza dell’occupazione femminile nel nostro Paese. “Sul lavoro alle donne siete i peggiori” ha detto senza troppi giri di parole l’ex ministro dell’economia francese, spiegando che “un cambiamento di rotta potrebbe avere effetti benefici sulla produzione di reddito aggiuntivo e quindi sull’uscita dalla stagnazione” e scatenando per tale via un vero e […]

  • conseguenze climatiche

    Fronteggiare il riscaldamento globale

    I dati sulle conseguenze climatiche del riscaldamento globale emersi nel quinto rapporto IPCC – Forum scientifico dell’Onu sul cambiamento climatico – sono assai allarmanti. Preoccupa, ovviamente, l’aumento medio di 0,6 gradi delle temperature e la prospettiva di ulteriori aumenti che secondo le previsioni potrebbero arrivare fino a 4,5 gradi entro la fine del secolo, ma soprattutto la consapevolezza che le scelte politiche, che si inizieranno a mettere in campo da subito, daranno i loro risultati solo tra molti anni. Siamo, infatti, di fronte a un processo di cambiamento climatico che ha portato a conseguenze irreversibili. Questo rapporto arriva, peraltro, alla vigilia dell’avvio del semestre italiano di presidenza europea fornendo così al nostro paese una […]

  • Obama-Renzi

    Parla con lui

    C’è un episodio della vecchia serie “Ai confini della realtà” intitolato “Wordplay”. C’è un tizio che la mattina si sveglia e dopo un po’ si accorge che la gente usa parole per lui strane e incomprensibili, fuori posto. In ufficio lo salutano con un “Buona angolarità”, la moglie lo avvisa che il bambino non ha fame, tornato da scuola non ha “neppure toccato il suo dinosauro”. È una situazione bizzarra, che peggiora progressivamente. Il tizio passa dallo stupore, al nervosismo, alla rabbia furente. Tutti paiono parlare – non si sa perché – una lingua assurda, fatta di parole familiari, riconoscibili, ma in un ordine stravolto, che alla fine per il malcapitato non è più […]

  • Sciopero

    All’Italia serve un Job Pact

    Non c’è niente di nuovo nel precarizzare la vita di milioni di persone. La sinistra italiana lo ha fatto a più riprese, dagli anni 90 in poi, credendo a chi teorizzava che col sacrificio delle tutele si sarebbe creato d’incanto nuovo lavoro. Una tesi già in sé discutibile per lo scambio che propone, ma tanto più insopportabile perché infondata, come la storia di questa crisi ha ormai ampiamente dimostrato. Se oggi le imprese non assumono, evidentemente, la ragione non sta nella rigidità del mercato del lavoro, ma nella mancanza di commesse. Per invertire la rotta occorre rilanciare gli investimenti – a partire dagli investimenti pubblici – e sostenere i consumi. Cose che il governo, […]

  • Senso unico

    Il verso liberista della Terza Via

    Nei commenti al confronto fra Matteo Renzi e Massimo D’Alema abbiamo assistito al grande ritorno di una categoria tanto affascinante quanto scivolosa: il primato della politica. Per molti, infatti, ad accomunare Renzi e D’Alema sarebbe proprio il tentativo di restituire alla politica il ruolo che le spetta, secondo un discorso che ormai da anni descrive la sfida in campo come una lotta tra finanza e politica. È un’analisi che non convince fino in fondo. Per la stessa ragione per cui non convince l’idea che serva un’Europa politica contro un’Europa delle banche. Il punto è che una “Europa politica” esiste eccome, ed è quella dominata e disegnata dall’ideologia neoliberista (bisognerebbe provare a chiedere ai cittadini […]

Cosa dicevamo il
12 dicembre 2005
cosa dicevamo

Perché i Ds offrono il collo al nemico

In queste settimane mi dolgo di non essere iscritto ai Ds. Perché sull’assalto mediatico portato a Giovanni Consorte e a Unipol vorrei capire meglio – cosa che si può fare solo dal “di dentro” – che cosa diavolo spinga mezzo partito o giù di lì a offrire il collo agli avversari. Avversari che stanno nella stessa coalizione e che hanno loro uomini alla testa di banche italiane senza che nessuno meni scandalo (sto chiaramente parlando della Margherita). E che sono poi sulla poltrona di comando di grandi e grandissimi giornali che si pretendono anch’essi “di sinistra”. L’avversione per D’Alema non può davvero giustificare una così cieca e talora persino complice acquiescenza a uno scempio […]