• Riflessi

    Il non detto del Quirinale

    C’è una ragione se il semplice avvicinarsi dell’elezione di un nuovo capo dello stato alimenta tante tensioni e suscita tanti foschi scenari. Si dirà che la ragione è banale, trattandosi dell’incarico più importante che una democrazia possa mettere in palio. Ma anche ammesso che sia poi tutto così normale, a questa ragione, e alle tante altre che si potrebbero elencare, da un po’ di tempo se ne è aggiunta un’altra. Il vero problema è che la Seconda Repubblica non ha mai sciolto il nodo della forma di governo: i referendum elettorali e l’ideologia maggioritaria hanno sfigurato l’impianto parlamentare della nostra Costituzione, portandoci a quello che è stato definito un “presidenzialismo di fatto”, senza regole e […]

  • Benigni

    Parola dell’attore

    Cara Left Wing, qualche anno fa Nando Dalla Chiesa, del quale seguivo il corso di sociologia all’università, pensò bene di riunirci tutti in aula e di farci vedere “L’albero degli zoccoli” nella versione in lingua originale, quella che aveva bisogno dei sottotitoli in italiano; e poi ebbe la perfidia di imporci di scrivere una specie di tesina, da discutere in sede di esame. Sarà che il film l’avevo già visto, sarà che non sapevo bene da che parte iniziare, fatto sta che quella tesina la scrissi non sul film, ma su noi studentelli, sulle nostre reazioni, sulle risate, gli sbadigli e tutto il resto. Che è più o meno quello che sto facendo adesso, […]

  • Deserto

    Nazione senza partito

    Che il Partito democratico abbia vinto 2 a 0 le elezioni regionali in Calabria e in Emilia Romagna è un fatto. Che ormai giunte di centrosinistra amministrino quasi ovunque le regioni italiane, che il Pd goda di un consenso ampio anche in nuovi settori di elettorato e che grazie a esso e a Matteo Renzi si stia finalmente e lentamente riaffermando il primato e l’autonomia della politica, pure. Ma, come già in molti hanno sottolineato in questi giorni, il voto delle regionali conferma e addirittura rilancia l’allarme su quanto non si arresti la crescita della sfiducia e la distanza dell’elettorato italiano dalla politica e dalle tradizionali forme di partecipazione. Un dato così negativo, quello fatto registrare nelle due […]

  • Salotto buono

    La sinistra non abita a Tor Sapienza

    In un paese nel quale i politici fanno spesso a gara nel dirsi d’accordo con le gerarchie ecclesiastiche, è davvero singolare come le parole pronunciate dal Papa qualche settima fa, durante l’incontro con i movimenti popolari, siano cadute nel vuoto. “Nessuna famiglia senza tetto, nessun contadino senza terra, nessun lavoratore senza diritti, nessuna persona senza la dignità del lavoro”, ha detto Francesco, esortando i più deboli a non rimanere con le braccia incrociate, ma a organizzarsi per rivendicare diritti, opportunità, maggiore democrazia e nuove forme di partecipazione. Parole semplici ma nette, che hanno anticipato di qualche giorno il violento conflitto esploso a Tor Sapienza, rivolte contro l’assistenzialismo paternalista, il degrado delle periferie, il dramma […]

  • Giustizia

    Se il tribunale può solo condannare

    La sentenza che ha mandato assolti i boss della camorra, condannando invece il loro avvocato, Michele Santonastaso, per le minacce contro Roberto Saviano e Rosaria Capacchione – pronunciate nel dare lettura di un’istanza di remissione della Corte, nel processo Spartacus 2, sei anni fa – sembra appartenere a un mondo rovesciato. In un mondo con la testa in su e i piedi per terra, non si condannano gli avvocati dei camorristi, ma i camorristi. E però, la calma e la ponderazione necessarie per riflettere sulla sentenza (in attesa delle sue motivazioni), suggeriscono di scrivere un’altra volta questa proposizione di quasi ordinario buon senso: in un mondo normale, sono i camorristi a essere condannati, non […]




Cosa dicevamo il
20 gennaio 2008
cosa dicevamo

Veltroni contro i velociraptor

Quale dovesse essere la posizione ufficiale sul Pd è stato evidente ieri all’ora di pranzo, quando mi ha telefonato il pregiato direttore della pregiata qui presente fanzine e – dopo rapidi convenevoli di buona educazione – mi ha chiesto di scrivere qualcosa sul solipsismo veltroniano. Alla mia obiezione: “Direttore, non è che sia il mio genere” (che voleva dire: “Fuori c’è il sole, amerei passare svagata le prossime ore”), lui ha risposto che invece proprio sì: “Sei tu quella che si occupa di costume” (che voleva dire: “Abbi pazienza, davvero io non so più cosa dire”). Il punto è che Walter è abituato a confrontarsi con storie di ampio respiro e per sé immagina […]