• Puzzle

    Il problema del Pd con l’integrazione

    La tragedia nel Canale di Sicilia ha riportato al centro dell’attenzione i problemi dell’integrazione. Un tema particolarmente scomodo per il Partito democratico di Matteo Renzi, per la semplice ragione che integrazione, in un certo senso, è il contrario di disintermediazione. A questo punto forse dovrei spiegare in che senso è il contrario. Ma preferisco prenderla alla larga, partendo da una commedia francese del 1992, La crisi! di Coline Serreau, dove lo spiantato Michou finisce per caso nel lussuoso salotto di un deputato socialista, scandalizzandolo con le sue opinioni razziste e sospettosamente vicine alla propaganda lepenista. Michou si guarda intorno, paragona il posto in cui vive il parlamentare a quello in cui vive lui, e […]

  • Silenzio

    I vizi degli altri

    Roma. Interno notte. Un giovane impiegato della compagnia telefonica ha il compito di assicurarsi che le conversazioni sull’interurbana per Genova non siano disturbate, e così si inserisce in una telefonata in corso. Da un lato dell’apparecchio, a Genova, una donna; dall’altro lato, un uomo, un ministro, il relatore di un decreto che sarebbe stato approvato il giorno seguente. – Sei tu, cara? – Sì (segue una conversazione di carattere familiare) – Guarda che domani sarà approvato un provvedimento catenaccio di carattere finanziario che avrà enorme ripercussione in Borsa. Questi titoli (li enumera) perderanno tanti punti, e altri ne guadagneranno altrettanti, compresi i titoli di stato. Hai capito? – Perfettamente. – Tu domani mattina dovresti vendere […]

  • Il mondo

    L’importanza di essere internazionali

    L’aggettivo “internazionale” è l’ossessione del momento. C’è la comunità internazionale, la legittimità internazionale, il mandato internazionale, la Corte di giustizia internazionale, l’economia internazionale. Nelle nostre università fioriscono titoli e dottorati internazionali, progetti internazionali, ricerche internazionali. Si parla di profilo internazionale di un politico o di un artista. Dire di una persona che ha gusto internazionale, significa porla al di sopra della massa, in uno scenario da film di 007, mentre fino a pochi anni fa l’espressione era forse interpretabile come sinonimo di gusti dozzinali e scontati. L’uso del termine sembra tratto dal linguaggio sportivo: il livello internazionale è quello superiore rispetto a quello nazionale, e tanto più a quello locale. Le vecchie borghesie nazionali […]

  • Biblioteca

    Per l’Europa un ebook non è un libro

    Ho comprato un lettore per libri elettronici soprattutto perché ho casa piccola e perché detesto viaggiare con valige troppo voluminose. E’ anche vero che gli ebook costano meno dei libri di carta e che quella tavoletta di plastica è davvero un mezzo straordinariamente utile. Tutto questo senza nulla togliere ai libri di carta. Perché un-libro-è-un-libro, come scandisce una campagna per l’abbassamento dell’Iva sugli ebook (recentemente decretata in Italia): è allo stesso tempo, nel medesimo spazio, un bene materiale (il supporto) e immateriale (il contenuto). Il che non è molto diverso da quanto accade con un disco in vinile, un cd o un lettore mp3. Sennonché, se siamo abituati a considerare l’immaterialità della musica, non […]

  • Acquario

    Usciamo (insieme) dall’Acquario

    Ieri, all’Acquario romano, si sono riunite le diverse anime della minoranza del Pd. E’ stata una riunione importante, in parte rovinata da chi ha tentato di trasformarla in un incontro di lotta nel fango, ma comunque ricca di contenuti con cui credo sia utile interloquire. Certo, non è facile trovare una visione comune tra i tanti interventi. Forse l’unica cosa che davvero ha unito quella platea è un giudizio non positivo (diciamo così) sull’attuale gestione del Pd e sul suo presunto spostamento a destra. C’è chi parla di mutazione genetica, chi di snaturamento, chi di vendita della casa. Ecco, io credo che queste valutazioni vadano prese sul serio e che se ne debba discutere. Ma […]

Radio Left Wing
Cosa dicevamo il
27 aprile 2008
cosa dicevamo

Mi fidavo di te

Ho passato l’ultima mezz’ora a discutere del braccialetto e della mia incapacità di comprendere perché sia proprio quella la cosa che farà perdere il ballottaggio a Rutelli (voglio dire: a me sembrano più gravi le gigantografie in cui molesta le vecchie sui tram – vecchie senza braccialetto, perdipiù), quindi non aspettatevi un’analisi compiuta della sconfitta. Io al massimo posso fornirvi i puntini, poi a unirli dovete pensarci voi. E fatemi sapere che disegno ne esce alla fine. Nell’estate del 2006 intervistai Jovanotti. Ci dicemmo, come sempre accade, molte più cose di quante ne riuscirono a entrare nell’articolo pubblicato. Due di queste, in particolare, mi sono tornate in mente in questi giorni. Il pretesto dell’intervista […]