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Parliamo alle mamme

Lettera di risposta al nostro appello


Cara Left Wing,

sono una mamma di tre bambini (Martino 6 anni, Gualtiero 4 anni e la piccola Anna 4 mesi). Sono orgogliosa e felice della famiglia che mio marito Cristiano ed io stiamo costruendo. Ma sento il dovere di fare alcune considerazioni. Dirò forse una banalità, ma oggi non è facile essere genitore e crescere tre bambini. Non parlo solo di valori e di educazione, ma della vita concreta di tutti i giorni. Parlo di piccoli ma grandi ostacoli che, come mamma, mi trovo ad affrontare nella gestione quotidiana dei bambini nel momento in cui mi confronto con il mondo esterno. Un mondo nel quale, rispetto a quello in cui vivevano le “mamme di una volta” (le nostre madri o le nostre nonne), la vita è più frenetica, è più caotica. Gli stimoli e le necessità a cui siamo costantemente sottoposti sono innumerevoli. E sicuramente anche il contesto famigliare che prima supportava le donne che diventavano madri ne risente ed è mutato.

Come capita a molte coppie, non possiamo contare (per diverse ragioni) sull’aiuto pratico di nonni o parenti e ce la dobbiamo cavare da soli. Mio marito lavora, quindi mi occupo io dei bambini durante la giornata. E, purtroppo, devo ammettere che la società e il mondo che ci circonda non sono ben disposti nei confronti di una mamma con bambini. Non viviamo in una comunità a misura di bambino e famiglia. Mancano i servizi, manca l’attenzione, manca la sensibilità, sia da parte del singolo che da parte della collettività. Andare all’agenzia delle entrate per chiedere un’informazione, presentare a scuola l’auto-certificazione per le vaccinazioni, ritirare una raccomandata alla posta. Semplici e banali esempi di piccole incombenze che mi trovo ad affrontare per la gestione quotidiana della mia famiglia e che sono “costretta” a fare portandomi i bambini al seguito.

Da nessuna parte trovo ambienti che vengono incontro alle mie esigenze e a quelle dei bambini. Non parlo (solo) di attivare per esempio una fila dedicata alle mamme negli uffici pubblici. Parlo di atteggiamenti, di predisposizione, di accoglienza, di tutela e di dare valore a qualcosa che forse ha perso di significato: l’essere una mamma. Spesso ho la sensazione che per la comunità noi mamme con bambini siamo un peso e non una risorsa. Perché? Parliamone a Tarquinia.

Daniela Forlani
Mamma

   
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