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    Regole di ingaggio

    Caro Ministro Minniti, siamo totalmente favorevoli alla sua politica di accoglienza che ci pare sia ferma sia attiva, nonché alla concessione dello ius soli nei termini, per il poco che ne capiamo, previsti dalla legge che si sta facendo strada al Senato. Detto questo, siamo anche completamente d’accordo con il Giuliano Ferrara che ieri lamentava la zuccherosità della comunicazione “a favore”. Perché, anche se detestiamo le maschere pubbliche di Salvini e Grillo, non pensiamo che attorno allo ius soli sia in corso il derby fra buoni e cattivi, ma che piuttosto abbiamo a che fare con problemi grossi ai quali ognuno reagisce come sa e come può. E quello zucchero non tempera affatto l’allarme […]

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    La guerra dei socialbot

    Gran parte della nostra esistenza quotidiana sarà presto mediata dai robot: automobili a guida automatica, elettrodomestici che spolverano, frullatori che vorticano la frutta in poltiglia, ma prima avviano le bucce al sacchetto dell’umido (da lì in poi dovrebbe pensarci la Raggi). Così guadagneremo – se non smarriamo le password – più tempo per l’attività cui, per istinto di branco, principalmente aneliamo: comunicare. Comunicazione sentimentale (tipo amori, affetti); comunicazione dialogica, per incrociare, come i cervi le corna, le opinioni correnti circa Iddio, il Ragù, il Medio Oriente, Montalbano, la Casta e Barbara d’Urso. E qui, dove comanda l’opinione, si sa che ciascuno è il robot di se stesso perché rifrigge la “cultura” che gli fa da […]

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    Se si sgonfia la bolla della rabbia

    Le amministrative di ieri, al di là di tante analisi, suggeriscono l’idea che si sia abbassato il fuoco sotto il pentolone della società italiana. Ed è probabile che ciò stia avvenendo per modifiche nei fattori strutturali, essenzialmente economici, che quel fuoco avevano fatto divampare. A partire dalla crisi Lehman Brothers con conseguente disoccupazione, oscuramento delle prospettive di individui e famiglie, blocco dell’ascensore sociale, trascinamento in basso del ceto medio. A supporlo siamo indotti – prima che dalle statistiche dell’Istat, che pure mostrano da qualche tempo indicatori occupazionali e di fatturato di segno positivo – dal ritorno della platea televisiva alle dimensioni del 2009, cioè prima della crisi, dopo il rigonfiamento di circa il 10% che […]

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    Il cane da guardia del maggioritario

    La vicenda della legge elettorale evidenzia nodi di rilevo circa il ruolo del Potere di Informare e del Potere Politico in Italia. I giornali, cioè i gruppi editoriali di appartenenza (Repubblica, Corriere, Fatto), sono ostili a ogni architettura, al di là della difettosità di qualsiasi modello. E sì che stavolta la grossa novità, dopo sessantotto anni, è che la legge sembra concordata dall’85% delle forze in campo. Si pensi, per contro, ai precedenti: la baraonda del 1953 col varo, di forza, della legge che si guadagnò (immeritatamente) l’epiteto di «legge truffa»; l’approvazione a stretta maggioranza del Mattarellum nel 1993; il mezzo golpe del Porcellum nel 2005; il drammone delle fiducie sull’Italicum nel 2016, vero motore […]

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    Un’estate da leoni

    Se, come pare, entro il 7 luglio sarà in vigore la legge elettorale ispirata al modello tedesco, che, in buona sostanza, premia maggioritariamente i partiti quanto più riescono a diventare grandi, la politica in tv vivrà un’estate notevole. La congiunzione astrale dei cicli elettorali è infatti assolutamente straordinaria perché, ammesso che per noi si creino le condizioni per andare a votare alla fine di settembre, le urne verranno aperte in contemporanea con gli elettori tedeschi e col ricordo ancora freschissimo delle legislative francesi che si saranno svolte a fine giugno. È evidente che il voto pressoché contemporaneo, e inevitabilmente intrecciato, dei tre paesi più cospicui come popolazione e pil si presenterà come una sorta di […]

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Cosa dicevamo il
27 luglio 2007
cosa dicevamo

Partito democratico e Partito di Dio

Come sarà l’incontro tra il Partito democratico, il Pd, e il partito di Dio, il pD, le due novità della politica italiana degli ultimi anni? Da un lato, il progetto di una nuova forza politica fondata sull’incontro fatale tra cattolici non clericali, disposti a riconoscersi come cittadini in una società pluralista senza superiorità etiche, e laici non laicisti, capaci di confrontarsi con una religiosità che non è un ferrovecchio del passato o una pratica poco urbana da gestire in gran segreto, ma un motore di cambiamento della storia. Dall’altro, la grande ipoteca che la Chiesa italiana ha esercitato grazie alla debolezza della politica, in seguito alla vittoria dell’astensionismo ai referendum del 2005 e grazie […]