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L’ultimo segretario del Pd
La crisi dei mutui è scoppiata nell’estate del 2007. La nazionalizzazione della Northern Rock è stata annunciata il 17 febbraio del 2008. Sostenere che fino a un anno fa nessuno potesse prevedere una simile crisi, pertanto, è semplicemente falso. A meno che non s’intenda la parola “previsione” nel suo significato letterale. A rigor di termini, infatti, non si trattava di previsioni, ma di constatazioni. Senza contare che della bolla immobiliare americana e degli effetti che la sua esplosione avrebbe prodotto sull’economia mondiale si parlava da anni. Dove non ha potuto la mano invisibile… continua
Brigatisti vecchi e nuovi
Le accuse rivolte dagli imputati a Pietro Ichino nell’aula del processo alle nuove Brigate Rosse – a cominciare dalla più antica e sinistra, l’accusa di essere un “venduto” – non hanno ovviamente bisogno di repliche, non foss’altro perché si smentiscono da sole (cosa avrebbe da guadagnarci un uomo che per le sue idee vive da oltre dieci anni sotto scorta, quando potrebbe condurre una vita ben più tranquilla e confortevole…) continua
Sogni americani
“Si potrebbe poi sperare tutti in un mondo migliore”, cantava Enzo Jannacci, descrivendo il sogno di “un bel mondo sol con l’odio, ma senza l’amore”, dove “ognuno sia già pronto a tagliarti una mano”. Qui sta però, purtroppo, il difetto di tutti gli intellettuali italiani: quando servirebbero, non si trovano mai. Non c’è bisogno di aggiungere altre parole alle molte che sono state dette sull’importanza di queste elezioni americane… continua
La compagnia del Bavaglino
Da molto tempo siamo abituati ad ascoltare i monologhi di Marco Travaglio ad Anno Zero, a leggerne quotidianamente le opinioni sull’Unità, a ritrovarlo da Fabio Fazio o altrove per presentare il suo nuovo libro, cosa che peraltro gli accade più o meno con la stessa frequenza con cui a Sarah Palin capita di presentare qualcuno dicendo: “Lui è il più piccolo”. Mai però avremmo potuto immaginare che al momento di dare il titolo alla sua ultima fatica… continua
Non salvate il soldato Veltroni
A chi ha a cuore le sorti del Partito democratico, il lento trascorrere del mese di agosto non ha risparmiato le preoccupazioni; non tanto per le molte polemiche che hanno riempito le pagine dei giornali, quanto per gli argomenti con cui sono state affrontate dai dirigenti del Pd. A Eugenio Scalfari e a Nanni Moretti che lamentavano la scomparsa dell’opinione pubblica, ad esempio, si sarebbe potuto rispondere che per il Partito democratico… continua
L’analisi del vuoto
La discussione “ampia e approfondita” che il Partito democratico, dopo la sconfitta, ha finalmente deciso di avviare, dovrebbe partire da una premessa. Questa: sostenere che il risultato delle politiche è stato un successo o un mezzo successo, come continua a fare Walter Veltroni, non aiuta. Di sicuro non ha aiutato nel ballottaggio di Roma, dove un diverso atteggiamento forse non sarebbe stato sufficiente per vincere… continua
Promemoria per discussioni approfondite
In un’intervista di oggi all’Unità – che lo definisce “fedelissimo del segretario” – Giorgio Tonini dice che Walter Veltroni ha fatto benissimo a proporre un congresso, perché “dobbiamo evitare un pericolo mortale: una lunga fase di mugugni e mezze recriminazioni, sassi lanciati e mani nascoste”. Pienamente d’accordo con lui, sottoponiamo il seguente articolo a quella “discussione ampia e approfondita”… continua
La staffetta
“Di chi dobbiamo avere più paura, babbo – domanda oggi la figlia di Bobo sulla prima pagina dell’Unità – di Montezemolo che attacca i sindacati o della Lega che li difende?”. Nel volto stupefatto del padre c’è tutto lo smarrimento del militante democratico. E anche del fedele lettore dell’Unità, che su quelle stesse pagine, a due giorni dalle parole di Luca Cordero di Montezemolo, non ha ancora trovato una sola replica… continua
Rien ne va plus
Negli ultimi giorni tutti i partiti italiani sono stati investiti da un terremoto che ne ha modificato la collocazione e la fisionomia. L’apparentamento con la lista di Antonio Di Pietro e il probabile accordo con i Radicali decisi dal Pd – ma soprattutto la rottura tra Udc e Pdl – hanno cambiato di colpo le carte in tavola. E forse, chissà, cambieranno anche l’esito della partita che si giocherà di qui al 13 aprile… continua
Contro il veltronismo
Cosa si può dire di un segretario di partito che proponga agli avversari un ambizioso progetto di riforme istituzionali, parlando di occasione storica e non esitando ad aggiungere che il fallimento comporterebbe addirittura “rischi per la democrazia”, e che subito dopo affermi, come se niente fosse, che comunque il suo partito si presenterà alle successive elezioni con un’altra proposta di riforma delle istituzioni e della legge elettorale? continua
Quattro operai sono morti
Quattro operai sono morti a causa dell’incendio che si è sviluppato mercoledì sera in una grande fabbrica di Torino, appartenente a una delle principali multinazionali del settore, la tedesca ThyssenKrupp. Giornali e telegiornali ne hanno parlato a lungo, com’era giusto fare, con un cospicuo numero di pagine e di servizi, inchieste, interviste. Eppure, nello scrivere i nomi delle quattro vittime, dobbiamo consultare quelle pagine per non sbagliare… continua
Il dialogo
Walter Veltroni e Silvio Berlusconi dialogano. E questa, nell’Italia di oggi, è una notizia. Viene in mente il famoso quadro raffigurante una pipa sopra la scritta: “Questa non è una pipa”. Non perché quello tra Veltroni e Berlusconi non sia un dialogo, ma perché non dovrebbe essere una notizia. O almeno non dovrebbe esserlo – per ripetere una citazione che è recentemente tornata di gran moda – in un paese normale. continua
Sicofanti, intrallazzatori e beoti
Per paradossale che possa apparire a prima vista, alla radice delle ricorrenti polemiche sulla casta, i costi e il teatrino della politica sta una certa idea dell’Italia e degli italiani. Può apparire un paradosso, perché quella retorica parte proprio dalla negazione di qualsiasi legame tra popolo e “classe politica”, assolvendo il primo e condannando la seconda: di qua le vittime, di là gli oppressori. Eppure in quella retorica… continua
Le primarie della società politica
In attesa dei dati completi e definitivi, è possibile fin d’ora azzardare alcune considerazioni sul voto del 14 ottobre, che ha fatto giustizia di non pochi luoghi comuni sul carattere di queste primarie e sulla natura del Partito democratico. Innanzitutto, appare rilevante il ruolo svolto dai candidati dei collegi nel favorire una partecipazione così ampia. Non a caso, la percentuale dei votanti in rapporto a quella degli elettori… continua
L’Anno Zero del Pd
Nei giorni in cui i due principali partiti del centrosinistra si apprestavano a dare vita al Partito democratico – attraverso un grandioso processo costituente che mentre scriviamo sta raccogliendo oltre due milioni di cittadini – a dominare il dibattito pubblico erano (ancora) la crisi della politica e la rivolta contro i partiti, considerati come oligarchie autoreferenziali e improduttive (la “casta”). Questo è il paradosso… continua
Libro e moschetto, liberale perfetto
Sulla prima pagina del Corriere della sera, ieri, Gian Antonio Stella ha citato un articolo del 1919 a firma di un antico e illustre collaboratore del suo giornale, Luigi Einaudi, il quale già allora osservava: “A Roma spadroneggia un piccolo gruppo di padreterni, i quali si sono persuasi, insieme con qualche ministro, di avere la sapienza infusa nel vasto cervello”. Quindi Einaudi proseguiva nella consueta polemica liberista… continua
E’ partita l’opa sulla Cgil
Per capire le ragioni dell’improvvisa crisi nel rapporto tra Cgil e governo non serve guardare al merito dell’accordo (si fa per dire) sottoscritto. Non c’è dubbio infatti che i sindacati, e la Cgil in particolare, abbiano ottenuto più di quanto fino a poco tempo fa fosse anche solo lontanamente immaginabile: non solo un drastico ammorbidimento allo scalone, ma anche gli interventi per le pensioni minime, per i giovani e per i lavori usuranti. continua
Coming out
Il governo Prodi vive da tempo una sorta di crisi permanente. Il buon esito della trattativa sulle pensioni non cancella questo dato di fatto e non basta nemmeno a nasconderlo, come dimostrano le tensioni che l’accordo continua a generare nell’Unione, conseguenza di un male più profondo che da tempo corrode il centrosinistra. E che non può essere ricondotto semplicemente alla banale formuletta dei “problemi di comunicazione”. continua










