La bellezza sfasciata di Jack Nicholson

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Non ricordo com’ero vestita, quando uscendo da un’intervista pensai che potevo anche smettere di fare questo mestiere, tanto ormai il più figo del mondo l’avevo incontrato. Ricordo però perfettamente che l’allora sessantaseienne più figo del mondo aveva un maglione blu, con dei buchini da tarli di quelli che solo i più fighi del mondo possono permettersi di non far rattoppare. Quand’è che Jack Nicholson è diventato Jack Nicholson? Per me, nei pomeriggi dei sedici anni, quando il tizio di cui ero innamorata, un diciannovenne che si dava arie da poeta maledetto, mandava a ripetizione il vhs di Shining. Chiunque altro avesse riempito fogli e fogli di “Il mattino ha l’oro in bocca” mi sarebbe sembrato un cretino; […]

Vintage Revolution

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Domenica le Monde lanciava in prima pagina il dibattito sul «populisme de Mélenchon», con quattro intellettuali di diverso orientamento a dire la loro su quella che al momento sembrerebbe la principale sorpresa delle presidenziali francesi: il sessantacinquenne leader della France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon. Se è vero che tre indizi fanno una prova, e per tracciare una retta bastano due punti, è difficile resistere alla tentazione di intravedere dietro il suo exploit una tendenza di fondo nella sinistra occidentale al tempo della grande crisi, dopo l’inaspettata ascesa del settantaseienne Bernie Sanders alle ultime primarie democratiche negli Stati Uniti, arrivato a un passo dal soffiare la candidatura a Hillary Clinton, e le nettissime vittorie interne del […]

Francia al bivio

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A una settimana dal voto in Francia, l’incertezza regna sovrana. Ed è un’incertezza che pesa sul futuro dell’intera Europa, non solo su quello dell’Eliseo. Perché la quadriglia di candidati che i sondaggi danno favoriti offre un ventaglio di soluzioni molto ampio. Che può significare il definitivo naufragio del progetto europeo, o il primo passo di una nuova navigazione. Favoriti sono, stando alle ultime rilevazioni, Emmanuel Macron e Marine Le Pen. Il primo è il più europeista del lotto; la seconda, la più critica nei confronti dell’Unione europea… continua a leggere

Razionalità pericolose

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Anche se l’atteso, nuovo test nucleare nordcoreano non vi è stato, Pyongyang non ha mancato di flettere i muscoli, facendo sfilare i suoi nuovi missili a raggio intermedio nella parata che celebrava i 105 anni dalla nascita del suo fondatore, Kim Il-sung (nonno dell’attuale leader Kim Jong-un) e rilanciando proclami bellicosi contro gli Stati Uniti e l’amministrazione Trump. Muscoli contro muscoli; follia contro follia. È questa la rappresentazione che le due parti, e molti osservatori, sembrano voler offrire di un’escalation che pare avvicinarsi giorno dopo giorno a un punto di non ritorno. Posto che i muscoli non sono ovviamente gli stessi, visto il monumentale gap di potenza tra Stati Uniti e Corea del Nord, proviamo […]

L’eredità difficile di Obama

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«La riflessione sulle questioni internazionali di questo presidente, e di questa amministrazione, non sono affatto meno sofisticate o articolate di quelle di chi li ha preceduti; è probabilmente vero il contrario». A scriverlo è Mario Del Pero, professore di Storia internazionale a Sciences Po e tra i principali americanisti italiani, ma il presidente di cui parla, e che difende dall’accusa di superficialità e improvvisazione, non è l’impulsivo e imprevedibile Donald Trump. È invece Barack Obama, a suo tempo al centro di critiche e interrogativi, come si vede, non meno radicali di quelli che oggi vengono suscitati dal suo pur diversissimo successore… continua a leggere (Francesco Cundari)

Non si finisce mai di fare le madri

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Noi figli non sappiamo proprio mai badare a noi stessi? Cosa vogliono da voi? Voi madri, dico. È una delle domande che si pone Louis C.K., il più formidabile comico vivente, di cui finalmente è possibile vedere un monologo in Italia (s’intitola 2017, è su Netflix). Tra le molte cose sue mai viste qui, tra cui i monologhi teatrali uno più favoloso dell’altro, c’è la serie Louie. In una delle puntate C.K. (che nella serie interpreta una versione di se stesso) frequenta una ragazza grassa. La quale gli dice una serie di grandi verità… continua a leggere (Gioia)

Trump e la Russia

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Le tensioni tra Russia e Stati Uniti sembrano crescere di giorno in giorno in una spirale viziosa inarrestabile e assai pericolosa. È un gioco delle parti, come sostengono taluni? O siamo di fronte a qualcosa di più rilevante e strutturale? Soprattutto, come si mette in asse quanto sta avvenendo con mesi di campagna elettorale durante i quali l’ostentato elemento di discontinuità promesso da Trump era quello di abbandonare la linea dell’ostracismo verso Mosca in favore di una nuova, intensa collaborazione russo-statunitense? Diverse risposte possono offerte. Il punto di partenza, però, deve essere un elemento di contesto troppo spesso negletto. Il presunto isolazionismo di Trump, così enfatizzato da tanti commentatori e critici del Presidente, non è […]

Cara Kate, la scuola di George sarà un inferno

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Cara Kate, benvenuta all’inferno. A settembre George andrà a scuola, Kensington Palace ha annunciato che i fortunati candidati al titolo di “compagno di classe” nelle didascalie delle foto reali sono gli alunni della Thomas’s di Battersea, una primaria privata – e assai costosa, ci mancherebbe – della quale non sapevo niente e ora so tutto. Non è la scuola di William, la divisa costa 370 sterline, è lontana da casa (addirittura oltre il fiume, dove non arriva neanche la metropolitana: che sublime snobismo). È una scuola mista – non è il momento di fare i disinvolti con le discriminazioni di genere – e il motto d’istituto è: «Sii gentile». Ma per carità, Kate, non t’illudere. L’altra sera al galà della National Portrait Gallery hai detto che […]

Siria, è Putin che rischia di più

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La Siria doveva costituire tanto il medium quanto il fine di quel riavvicinamento tra Russia e Stati Uniti che l’elezione di Donald Trump sembrava preconizzare. L’interesse condiviso a sconfiggere l’ISIS e stabilizzare il paese, abbandonando i vecchi progetti americani di rimuovere il dittatore Bashar al-Assad, sembrava produrre una oggettiva convergenza d’interessi, cementata anche da un linguaggio – di cruda realpolitik – che accomunava Putin e Trump. Da questa convergenza sarebbe scaturita una collaborazione che avrebbe permesso l’ottenimento degli obiettivi auspicati, a Mosca come a Washington, su tutti quello di una Siria governata da Assad e alleata della Russia, ma non levatrice di pericoli e minacce per gli Usa e i loro alleati regionali… continua […]

Se Salvini e Grillo stanno con Putin

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La risposta militare di Donald Trump all’uso delle armi chimiche da parte del regime di Bashir al-Assad ha dato uno strattone robusto all’opinione pubblica internazionale. Inorridita per l’uso del gas da parte del dittatore siriano, ma forse non altrettanto convinta delle buone ragioni dell’intervento americano: non bisognava attendere un pronunciamento formale delle Nazioni Unite? Non bisognava portare la decisione sull’impiego delle armi dinanzi a qualche foro multilaterale? Non doveva esserci l’Unione Europea a fianco dell’America? Accanto a questi dubbi che più o meno ricorrono sempre, tutte le volte che si dimostra l’inanità degli organismi sovranazionali, quasi sempre bloccati da veti reciproci e incapaci di intraprendere iniziative autonome, stanno i dubbi sul nuovo Presidente a […]