Un po’ di Xanax e passa tutto

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Era l’inizio degli Anni 90, i giornali americani la chiamavano bye-bye blues, addio tristezza: il Prozac era una capsula bianca e verde che esercitava un certo fascino su noi ragazzine che frequentavamo solo teppisti di buona famiglia, e l’eroina non era mai stata un rischio perché non avremmo saputo dove trovare uno spacciatore (e meno male: eravamo così ignare di tutto che come minimo ci avrebbero venduto qualcosa che ci ammazzava), e non avremmo mai preso in considerazione la cocaina (ritenuta volgarissima). Nel 1994 Elizabeth Wurtzel scrisse un memoir, Prozac nation, che celebrò la capsula bianca e verde come desiderio cool di quegli anni. Non solo fa dimagrire, leggevamo: cancella retroattivamente l’infanzia infelice; già allora credevamo a qualunque stronzata leggessimo […]

Il partito dei cavalieri bianchi

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Con il titolo: «Io servo lo Stato, non il governo», «Repubblica» ha pubblicato ieri, nelle pagine interne, un’intervista al Capo della Polizia Franco Gabrielli che avrebbe meritato la prima pagina. Gliela diamo noi oggi. Non potendo citarla per esteso, ci limitiamo a riproporne un brano su cui vale la pena soffermarsi, il seguente: «il livello di disonestà intellettuale utilizzato nella vicenda Consip per sostenere che in questo Paese esistono pochi cavalieri bianchi le cui mani vengono legate da vertici di Polizia corrivi con la Politica e le sue convenienze, servi di un progetto eversivo che avrebbe dovuto cambiare prima la Costituzione e poi mettere in un angolo la magistratura, è pari solo allo sconforto […]

Una sfida alla sindrome dei capponi

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Questa legge elettorale s’ha da fare. Nella prima direzione dopo l’elezione a segretario, Matteo Renzi non ha vestito i panni di Don Rodrigo, ma neppure quelli di Don Abbondio. Non ha fatto la faccia feroce, ma non ha neppure mostrato particolari timidezze. E ha subito messo in chiaro: basta logoramento interno: si vota, e ci si attiene alle decisioni assunte a maggioranza. Quanto al matrimonio con Forza Italia e i Cinquestelle è ora – almeno per quanto riguarda il Pd, che lo ha già promosso col voto – molto prossimo ad essere celebrato. C’è anche una data: il 7 luglio. O la nuova legge viene approvata entro quel termine, o non si potrà più […]

Come diventare Ivanka Trump

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La parola “tremendous” compare nove volte. E nel caso ci fossero ulteriori dubbi sulla natura di Ivanka Trump, il nuovo libro appena uscito negli Stati Uniti – Women who work, rewriting the rules for success (Portfolio Penguin) – ne afferma con pienezza l’identità: lei è la figlia del capo. E di Ivana, naturalmente: «La donna più capace che abbia mai conosciuto. […] Spudoratamente femminile in un’industria di maschi, per prima ha incarnato cosa significhi essere una donna multidimensionale – una donna che lavora a tutti gli aspetti della vita»… continua a leggere

Una sinistra rossa e blu

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La liberazione dell’Italia dal nazifascismo, resa possibile dall’unità di tutte le forze antifasciste, quest’anno è stata celebrata dalle diverse anime della sinistra all’insegna della divisione e della reciproca delegittimazione. Un risultato davvero paradossale. Oltre all’incresciosa vicenda romana, ancor più incresciosa perché si ripete da alcuni anni, con la spaccatura tra l’Anpi e i movimenti palestinesi da un lato, la comunità ebraica e il Pd dall’altro, ad alimentare le polemiche è stata la manifestazione milanese. Qui i democratici hanno sfilato con bandiere e magliette dell’Unione europea, in piazza dietro lo striscione blu «Noi, patrioti europei» e su twitter dietro l’hashtag «#TuttoBlue»… continua a leggere

La bellezza sfasciata di Jack Nicholson

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Non ricordo com’ero vestita, quando uscendo da un’intervista pensai che potevo anche smettere di fare questo mestiere, tanto ormai il più figo del mondo l’avevo incontrato. Ricordo però perfettamente che l’allora sessantaseienne più figo del mondo aveva un maglione blu, con dei buchini da tarli di quelli che solo i più fighi del mondo possono permettersi di non far rattoppare. Quand’è che Jack Nicholson è diventato Jack Nicholson? Per me, nei pomeriggi dei sedici anni, quando il tizio di cui ero innamorata, un diciannovenne che si dava arie da poeta maledetto, mandava a ripetizione il vhs di Shining. Chiunque altro avesse riempito fogli e fogli di “Il mattino ha l’oro in bocca” mi sarebbe sembrato un cretino; […]

Vintage Revolution

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Domenica le Monde lanciava in prima pagina il dibattito sul «populisme de Mélenchon», con quattro intellettuali di diverso orientamento a dire la loro su quella che al momento sembrerebbe la principale sorpresa delle presidenziali francesi: il sessantacinquenne leader della France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon. Se è vero che tre indizi fanno una prova, e per tracciare una retta bastano due punti, è difficile resistere alla tentazione di intravedere dietro il suo exploit una tendenza di fondo nella sinistra occidentale al tempo della grande crisi, dopo l’inaspettata ascesa del settantaseienne Bernie Sanders alle ultime primarie democratiche negli Stati Uniti, arrivato a un passo dal soffiare la candidatura a Hillary Clinton, e le nettissime vittorie interne del […]

Francia al bivio

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A una settimana dal voto in Francia, l’incertezza regna sovrana. Ed è un’incertezza che pesa sul futuro dell’intera Europa, non solo su quello dell’Eliseo. Perché la quadriglia di candidati che i sondaggi danno favoriti offre un ventaglio di soluzioni molto ampio. Che può significare il definitivo naufragio del progetto europeo, o il primo passo di una nuova navigazione. Favoriti sono, stando alle ultime rilevazioni, Emmanuel Macron e Marine Le Pen. Il primo è il più europeista del lotto; la seconda, la più critica nei confronti dell’Unione europea… continua a leggere

Razionalità pericolose

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Anche se l’atteso, nuovo test nucleare nordcoreano non vi è stato, Pyongyang non ha mancato di flettere i muscoli, facendo sfilare i suoi nuovi missili a raggio intermedio nella parata che celebrava i 105 anni dalla nascita del suo fondatore, Kim Il-sung (nonno dell’attuale leader Kim Jong-un) e rilanciando proclami bellicosi contro gli Stati Uniti e l’amministrazione Trump. Muscoli contro muscoli; follia contro follia. È questa la rappresentazione che le due parti, e molti osservatori, sembrano voler offrire di un’escalation che pare avvicinarsi giorno dopo giorno a un punto di non ritorno. Posto che i muscoli non sono ovviamente gli stessi, visto il monumentale gap di potenza tra Stati Uniti e Corea del Nord, proviamo […]

L’eredità difficile di Obama

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«La riflessione sulle questioni internazionali di questo presidente, e di questa amministrazione, non sono affatto meno sofisticate o articolate di quelle di chi li ha preceduti; è probabilmente vero il contrario». A scriverlo è Mario Del Pero, professore di Storia internazionale a Sciences Po e tra i principali americanisti italiani, ma il presidente di cui parla, e che difende dall’accusa di superficialità e improvvisazione, non è l’impulsivo e imprevedibile Donald Trump. È invece Barack Obama, a suo tempo al centro di critiche e interrogativi, come si vede, non meno radicali di quelli che oggi vengono suscitati dal suo pur diversissimo successore… continua a leggere (Francesco Cundari)