Un popolo di divagatori

Mare mare mare.

Al liceo c’erano materie più o meno ostiche quando si trattava di essere interrogati. Il latino, la fisica, la matematica lasciavano poco spazio alla divagazione, quell’arte che consisteva nell’eludere una domanda di cui non si conosceva la risposta, sviando il discorso su un qualunque altro tema di cui si avesse una minima cognizione. Era una tecnica che alcuni maneggiavano magistralmente in materie come lettere, storia e filosofia, e in cui una scena muta

Pikettismi

Pikettismi.

Thomas Piketty, celebrato autore del bestseller mondiale Il Capitale nel XXI secolo e meno fortunato coautore del programma del candidato socialista alle presidenziali francesi Benoît Hamon (6 per cento), sfoga oggi tutta la sua frustrazione in una sorprendente intervista. Nel giorno in cui si apre la sfida decisiva tra Emmanuel Macron e Marine Le Pen per l’Eliseo, infatti, l’economista spiega che Hamon aveva un fior di programma economico (ma pensa un po’) e se ha perso così male buona parte della colpa

Trame

cospirazione

A leggere ricostruzioni e retroscena di oggi, si direbbe proprio che nel paese sia in atto una spregiudicata manovra di potere, un sordido complotto, un’oscura trama ordita da politici senza scrupoli con l’inconfessabile obiettivo di restituire la parola agli elettori.

Mutazioni

mutation

Smentita la polemica sul crollo degli iscritti, che sono crollati dopo il 2013, e da allora in poi non hanno fatto che aumentare; travolta dai numeri la tesi di un partito senza direzione, composto di militanti al tempo stesso scoraggiati e infuriati, avendo questi votato in massa per Matteo Renzi; scomparse dai radar per manifesta insussistenza dell’oggetto tutte le polemiche su regole, tempi e date del congresso – più un buon numero di altre polemiche minori che non ricordiamo per non abusare della pazienza del lettore

Moniti

Romano Prodi.

Come dare torto a Enrico Letta? Dovremmo tutti ascoltare con più attenzione, ha detto l’ex premier in un’intervista, i «moniti» di Romano Prodi, che «guarda al Pd, la creatura che tanto ama, con ansia e preoccupazione». Oggi ad esempio, a domanda sulle primarie del Pd, il Professore ha dichiarato: «Ricordatevi che sono capace di tutto». Ci piacerebbe che qualche volta fosse anche capace di sorprenderci. Ma ha ragione Letta: serve più attenzione. Non si gioca così con i risentimenti degli altri.

Doppiezze

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Campagne giustizialiste in difesa del garantismo, mozioni contro un ministro a tutela del governo, scissioni in nome dell’unità, e tutto questo in polemica con la «doppia morale» degli altri, ma sempre al grido: lui è peggio di me. Quousque tandem, Pier Luigi?

Post-politica

emiliano

Dopo la Brexit e la vittoria di Donald Trump, c’è da augurarsi che la sinistra abbia imparato la lezione. Di fronte alla proposta di abolizione totale degli stipendi dei politici avanzata da Michele Emiliano, speriamo bene che Matteo Renzi e Andrea Orlando non cadano nella trappola in cui è già caduta Hillary Clinton, mettendosi a farci la predica su quello che si può e quello che non si può fare, con sopracciglio e ditino alzato. Dicano piuttosto forte e chiaro che sono d’accordo, che è proprio quello che ci vuole.

L’atomo fuggente

Atomi.

La scissione dell’atomo è una delle figure più abusate per descrivere i travagli della sinistra, quando monta un movimento di separazione per dare vita a un nuovo soggetto politico. Ma è una figura completamente sbagliata. Infatti, quella che viene chiamata «scissione dell’atomo» è in realtà la fissione nucleare che, spiegata come a scuola, si ha quando un nucleo pesante si scinde in nuclei più piccoli

Rivoluzione

Rivoluzione.

Sin dai tempi di Togliatti, le rare volte in cui il Partito comunista italiano parlava di rivoluzione socialista, lo faceva per dire che era quello che non voleva fare in Italia. Perché allora le parole avevano un peso, ancorate com’erano a una realtà ben concreta e visibile a tutti.

Ipse dixit

Versailles.

Basta leader arroganti e autoritari, basta personalismi, basta inseguire Grillo e l’antipolitica! Bene, era ora: chi è che lo dice? Michele Emiliano.