Dis-Coll, una piccola vittoria sulla precarietà

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Per chi fa politica, la sensazione di avere cambiato in meglio la vita delle persone è rara, ma bellissima. Richiede un tempo infinito, passato a studiare, parlare, scrivere, lottare. La più piccola delle conquiste può richiedere anni, quando si tratta di smuovere interessi profondi o di promuovere un’idea diversa, un principio. Quando alla fine si riesce ad arrivare su quella cima, è un po’ come quando cammino sui sentieri delle mie montagne, in Piemonte: ci si sente stanchi, col fiato corto, ma di una stanchezza corroborante. È stata questa la sensazione che ho provato martedì scorso, in commissione Lavoro, quando abbiamo finalmente inserito nel Ddl Autonomi la Dis-Coll – Disoccupazione per i Collaboratori – […]

Le conseguenze dell’Austerity

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Si intitola L’austerità all’indomani della Grande Recessione ma forse il titolo più adatto avrebbe potuto essere Le conseguenze economiche delle politiche di austerità. Si tratta di un articolo recentemente pubblicato dal National Bureau of Economic Research che va ad aggiungersi all’ormai sconfinata letteratura sui disastri prodotti dalle politiche fiscali restrittive in Europa negli anni scorsi. A impressionare sono innanzitutto gli effetti sul pil e sui conti pubblici dei paesi che l’hanno applicata. Prescritta come la cura per rilanciare la crescita e ridurre il debito pubblico di Grecia, Italia, Portogallo, Spagna e Irlanda, l’austerità ha prodotto esattamente l’opposto: il pil si è inabissato di ben 18 punti percentuali e il debito è salito di 16 punti. Se […]

Le origini della banca pubblica in Italia

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La prima richiesta popolare per la costituzione di una banca pubblica in Italia risale al 1364 e nacque nella Repubblica di Venezia. I disastri bancari lagunari erano talmente frequenti che nemmeno l’introduzione, nel 1270, di una cauzione per l’esercizio dell’attività bancaria a tutela dei depositanti – prima di 3000 lire, poi accresciuta a 5000 lire nel 1318 – riuscì a indurre un comportamento più appropriato da parte dei banchieri e ad arginare la lunga catena di fallimenti, con le inevitabili ricadute sui depositanti. La voce popolare chiese così di togliere la licenza di esercizio delle banche ai privati e affidarla allo Stato. Ma allora – come oggi, o almeno fino a poco tempo fa […]

Opa sull’Italia

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Dopo la vittoria del No al referendum del 4 dicembre, l’attacco finanziario all’economia italiana, in corso da tempo, ha conosciuto un’accelerazione. Già il mattino del 5 dicembre l’amministratore delegato francese di Unicredit, Jean Pierre Mustier, annunciava la cessione di Pioneer, asset manager del gruppo con 225 miliardi di euro di risparmio gestito, ad Amundi, società di gestione di Crédit Agricole, terza banca transalpina, respingendo l’offerta congiunta di Poste Italiane e Cassa depositi e prestiti. L’evento più spettacolare, però, è stato l’avvio di una scalata ostile a Mediaset da parte del gruppo Vivendi, colosso francese di contenuti per televisione, musica e cinema, controllato da Vincent Bolloré. Tra il 12 e il 22 dicembre Bolloré ha […]

La via greca alla crisi bancaria

Un passo dopo l'altro.

Se la crisi della Grecia nell’estate del 2011 fu la replica di quanto visto soltanto tre anni prima con il fallimento di Lehman Brothers, le apparenti difficoltà del Monte dei Paschi di Siena rischiano di diventare il terzo atto di questa tragedia. Più passa il tempo più diventa evidente che, nonostante la dura lezione che gli eventi del recente passato hanno dato a studiosi e responsabili di politiche pubbliche, continua a dominare il dibattito una visione distorta del funzionamento dei sistemi finanziari moderni. Eppure se c’è una cosa che la crisi finanziaria ci ha insegnato è che i sistemi finanziari sono istituzioni estremamente complesse e interconnesse tra di loro. Con il tracollo di Lehman Brothers questi molteplici (ma a volte invisibili) legami tra istituti di credito, […]

Renzi e la strategia del pan per focaccia

Renzi Schulz

La dialettica fra Italia e Commissione europea sviluppatasi nelle ultime settimane segna senza dubbio una novità di rilievo per il nostro paese. Nella lettura che prevale fra commentatori e policymaker di casa nostra, l’attuale costruzione europea si è trasformata da soluzione a problema. Da un lato ci sono una serie di questioni aperte – dalla bad bank agli aiuti di stato – su cui l’Italia mostra di sentirsi discriminata rispetto a quanto avvenuto nel caso di altri paesi membri. Dall’altro sembra esserci una crescente – anche se tardiva – consapevolezza che l’attuale governance economica è inadeguata non solo per uscire dalla crisi, ma anche per garantire all’Unione europea il ruolo che le compete nello scacchiere internazionale. […]

La beffa del liberismo-populismo bancario

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Del dibattito sul sistema bancario italiano sviluppatosi a seguito della crisi di quattro piccole banche locali ci sono due cose positive. La prima è che tutti si sono improvvisamente accorti che in questi ultimi anni l’Unione europea non è stata affatto ferma a contemplare il vuoto e ha prodotto una mole spaventosa di legislazione, fino a ieri pressoché sconosciuta ai più ma ora diventata argomento di discussione pure sui giornali di provincia. Mai avremmo pensato che acronimi come Mifid, BRRD e CRR sarebbero diventati pop. La seconda cosa positiva è che – altrettanto improvvisamente – si è scoperto che il principio “basta soldi alle banche” che negli ultimi anni tanti consensi ha portato al populismo italiano […]

L’exit strategy di Tsipras

Tsipras

Il futuro della Grecia è di nuovo appeso all’esito di un referendum. Sembra improvvisamente di essere tornati indietro di quattro anni, a quel 31 ottobre 2011 quando l’allora premier socialista George Papandreou, con una mossa a sorpresa, annunciò che il piano di ristrutturazione del debito greco sarebbe stato sottoposto a un referendum popolare entro la fine dell’anno. Le analogie però finiscono qui. Quattro anni fa Papandreou annunciò un referendum che doveva servire a confermare l’accordo che aveva appena chiuso con la troika. “I sacrifici sono stati duri – disse il premier greco – ma aiuteranno a porre nuove fondamenta per il futuro. L’accordo raggiunto a Bruxelles è fondamentale per il paese, apre nuovi orizzonti […]

L’Italia rischia di perdere la sfida del Ttip

Tutto fresco

Il 10 giugno il Parlamento europeo metterà ai voti una risoluzione d’indirizzo sul Transatlantic trade and investment partnership (meglio conosciuto con il suo acronimo Ttip) che darà indicazioni alla Commissione europea sui limiti e le criticità da considerare durante il negoziato. Da settimane va avanti un’intensa campagna sui social network e su alcuni giornali per spingere i deputati europei a dare un parare contrario alla risoluzione, che secondo i suoi critici porterebbe a un drastico calo della qualità della vita e del processo democratico sia in Europa che negli Stati Uniti. L’obiettivo dichiarato dell’accordo è definire nuovi accessi al comparto di beni e servizi attraverso l’eliminazione o l’armonizzazione di misure cosiddette “non-tariffarie” (come l’etichettatura, […]

L’uomo che fece la rivoluzione al Fmi

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La notizia delle dimissioni di Olivier Blanchard da capo economista del Fondo monetario internazionale chiude una stagione davvero eccezionale per l’istituto di Washington, e non solo perché il suo mandato finisce così per coincidere con quello della più grave crisi economica dagli anni trenta. Quando, sette anni fa, Blanchard varcò il portone del Fmi, la credibilità dell’istituzione era infatti ai minimi storici. Lo scoppio della crisi aveva già dimostrato l’inconsistenza delle analisi e delle ricette di politica economica predicate con invidiabile ostinazione nel trentennio precedente. Inoltre l’indagine dell’Independent evaluation office sulla qualità, la rilevanza e il profilo della ricerca nel periodo compreso fra il 1999 e il 2008 aveva gettato una luce sinistra sull’attività del […]