Su Vivendi-Tim servono risposte chiare

Intreccio.

Bene ha fatto il governo ad avviare l’istruttoria formale per verificare l’eventuale attivazione dei Golden Powers dello Stato circa le attività critiche e strategiche svolte da Tim nel settore delle comunicazioni. L’avvio di una vera e propria istruttoria è a mio avviso un atto dovuto, che ho sollecitato nei giorni scorsi, alla luce di una serie di controverse decisioni e comportamenti posti in essere da Tim e dalla sua proprietà in questi mesi. A cominciare dalla fine, e cioè dalla recente acquisizione del controllo in Tim da parte di Vivendi, sancita dalla Commissione europea e “trasformata”, nell’ultimo cda di luglio, nell’acquisizione anche della Direzione e del Coordinamento della attività di Tim. Tanto la formalizzazione del controllo […]

Come uscire dal Fiscal Compact

Euro.

La probabile prossima integrazione delle regole del Fiscal Compact nei trattati europei – prevista, vale la pena ricordarlo, dallo stesso Fiscal Compact – costituisce un’importante occasione per aprire una discussione sulla riforma dell’attuale governance economica europea. Se pochi anche all’interno delle istituzioni comunitarie ormai credono che il Patto di stabilità e crescita possa avere un futuro nel suo stato attuale, non si può non rendergli almeno l’onore delle armi, riconoscendogli il merito di aver reso politicamente possibile la creazione dell’Unione monetaria e l’introduzione della moneta unica. Tuttavia, non si può negare che esso non sia stato in grado di produrre né stabilità né crescita, e abbia determinato nel corso degli anni danni non piccoli […]

Non si liquida una politica industriale

Ricordi.

La vicenda Alitalia impone alcune riflessioni. Non c’è dubbio che la legittima scelta dei lavoratori abbia prodotto un’accelerazione drammatica alla crisi. Il piano rigettato era sicuramente doloroso, ma consentiva di tenere aperta una prospettiva di vita per la compagnia. Oggi il rischio di fallimento e liquidazione è concreto. Ma sarebbe sbagliato considerarlo un esito ineluttabile e prima di accettarlo occorre verificare con attenzione ogni possibile alternativa. Anche perché la vicenda Alitalia qualcosa da insegnare al paese ce l’ha. E soprattutto a chi – per riflesso ideologico – è solito riproporre in modo automatico analisi e presunte soluzioni ripetutamente bocciate dalla storia. Sorrido quando in Italia sento parlare di privatizzazioni come strumento per rendere più efficienti […]

La lezione dei voucher

cameriere

I voucher sono un capitolo chiuso per la storia del diritto del lavoro italiano, ma non imparare da quello che ci hanno insegnato sarebbe stupido. Chiariamo anzitutto un punto: l’effetto dirompente dei voucher è dipeso dall’introduzione di uno strumento iperflessibile in un mercato del lavoro prevalentemente rigido. Uno strumento che non aveva bisogno di intermediazioni (con il tabaccaio al posto del consulente del lavoro), che creava un’unità di misura oraria, che a fronte dell’usuale burocrazia contrattuale consentiva una regolarità semplice. Troppo semplice: per questo il governo aveva introdotto la loro tracciabilità, per limitarne gli abusi. Non è evidentemente bastato: si è continuato ad utilizzarli come sostitutivi di un lavoro che deve avere maggiori tutele. Molti […]

Dis-Coll, una piccola vittoria sulla precarietà

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Per chi fa politica, la sensazione di avere cambiato in meglio la vita delle persone è rara, ma bellissima. Richiede un tempo infinito, passato a studiare, parlare, scrivere, lottare. La più piccola delle conquiste può richiedere anni, quando si tratta di smuovere interessi profondi o di promuovere un’idea diversa, un principio. Quando alla fine si riesce ad arrivare su quella cima, è un po’ come quando cammino sui sentieri delle mie montagne, in Piemonte: ci si sente stanchi, col fiato corto, ma di una stanchezza corroborante. È stata questa la sensazione che ho provato martedì scorso, in commissione Lavoro, quando abbiamo finalmente inserito nel Ddl Autonomi la Dis-Coll – Disoccupazione per i Collaboratori – […]

Le conseguenze dell’Austerity

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Si intitola L’austerità all’indomani della Grande Recessione ma forse il titolo più adatto avrebbe potuto essere Le conseguenze economiche delle politiche di austerità. Si tratta di un articolo recentemente pubblicato dal National Bureau of Economic Research che va ad aggiungersi all’ormai sconfinata letteratura sui disastri prodotti dalle politiche fiscali restrittive in Europa negli anni scorsi. A impressionare sono innanzitutto gli effetti sul pil e sui conti pubblici dei paesi che l’hanno applicata. Prescritta come la cura per rilanciare la crescita e ridurre il debito pubblico di Grecia, Italia, Portogallo, Spagna e Irlanda, l’austerità ha prodotto esattamente l’opposto: il pil si è inabissato di ben 18 punti percentuali e il debito è salito di 16 punti. Se […]

Le origini della banca pubblica in Italia

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La prima richiesta popolare per la costituzione di una banca pubblica in Italia risale al 1364 e nacque nella Repubblica di Venezia. I disastri bancari lagunari erano talmente frequenti che nemmeno l’introduzione, nel 1270, di una cauzione per l’esercizio dell’attività bancaria a tutela dei depositanti – prima di 3000 lire, poi accresciuta a 5000 lire nel 1318 – riuscì a indurre un comportamento più appropriato da parte dei banchieri e ad arginare la lunga catena di fallimenti, con le inevitabili ricadute sui depositanti. La voce popolare chiese così di togliere la licenza di esercizio delle banche ai privati e affidarla allo Stato. Ma allora – come oggi, o almeno fino a poco tempo fa […]

Opa sull’Italia

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Dopo la vittoria del No al referendum del 4 dicembre, l’attacco finanziario all’economia italiana, in corso da tempo, ha conosciuto un’accelerazione. Già il mattino del 5 dicembre l’amministratore delegato francese di Unicredit, Jean Pierre Mustier, annunciava la cessione di Pioneer, asset manager del gruppo con 225 miliardi di euro di risparmio gestito, ad Amundi, società di gestione di Crédit Agricole, terza banca transalpina, respingendo l’offerta congiunta di Poste Italiane e Cassa depositi e prestiti. L’evento più spettacolare, però, è stato l’avvio di una scalata ostile a Mediaset da parte del gruppo Vivendi, colosso francese di contenuti per televisione, musica e cinema, controllato da Vincent Bolloré. Tra il 12 e il 22 dicembre Bolloré ha […]

La via greca alla crisi bancaria

Un passo dopo l'altro.

Se la crisi della Grecia nell’estate del 2011 fu la replica di quanto visto soltanto tre anni prima con il fallimento di Lehman Brothers, le apparenti difficoltà del Monte dei Paschi di Siena rischiano di diventare il terzo atto di questa tragedia. Più passa il tempo più diventa evidente che, nonostante la dura lezione che gli eventi del recente passato hanno dato a studiosi e responsabili di politiche pubbliche, continua a dominare il dibattito una visione distorta del funzionamento dei sistemi finanziari moderni. Eppure se c’è una cosa che la crisi finanziaria ci ha insegnato è che i sistemi finanziari sono istituzioni estremamente complesse e interconnesse tra di loro. Con il tracollo di Lehman Brothers questi molteplici (ma a volte invisibili) legami tra istituti di credito, […]

Renzi e la strategia del pan per focaccia

Renzi Schulz

La dialettica fra Italia e Commissione europea sviluppatasi nelle ultime settimane segna senza dubbio una novità di rilievo per il nostro paese. Nella lettura che prevale fra commentatori e policymaker di casa nostra, l’attuale costruzione europea si è trasformata da soluzione a problema. Da un lato ci sono una serie di questioni aperte – dalla bad bank agli aiuti di stato – su cui l’Italia mostra di sentirsi discriminata rispetto a quanto avvenuto nel caso di altri paesi membri. Dall’altro sembra esserci una crescente – anche se tardiva – consapevolezza che l’attuale governance economica è inadeguata non solo per uscire dalla crisi, ma anche per garantire all’Unione europea il ruolo che le compete nello scacchiere internazionale. […]