La destra culturale
Domani uscirà in libreria un piccolo esempio di battaglia politico-culturale: “In alto a destra”. Un libro che sembra fatto apposta per attirarsi le solite, facili e non benevole ironie… continua
L’individualista metodologico a Pomigliano
Ma perché l’individualismo è metodologico? Voglio dire: all’indomani del referendum che a Pomigliano ha sancito la vittoria dei sì, Piero Ostellino sul Corriere della Sera ha spiegato che con la maggioranza dei favorevoli all’accordo con la Fiat a Pomigliano “sotto il profilo culturale e del metodo c’è stata la vittoria dell’individualismo metodologico, che riconduce le dinamiche sociali all’individuo, ponendolo al centro, rispetto a quell’astrazione ideologica chiamata collettività”. In qual modo si sia trattato di una vittoria del genere non è chiaro: forse per Ostellino è sufficiente che il sindacato esca sconfitto… continua
La cellula e i suoi proprietari
Creazione della vita artificiale, si dice. Ma, si obietta, non è affatto creazione e non è neppure vita. Non è creazione, perché la creazione procede ex nihilo, mentre nel caso del Mycoplasma mycoides JCVI-syn 1.0 c‘è del materiale di partenza: i composti chimici necessari per sintetizzare le molecole; e non è neppure vita, perché la vita consiste in molto più che non il suo motore. Quel che si sarebbe infatti ottenuto nel laboratorio di Craig Venter è solo la sostituzione del motore principale di una cellula… continua
Il Pd torna al lavoro
Ecco come la racconta Platone: la vita associata nasce per le varie necessità degli uomini. I primi e più fondamentali bisogni sono cibo, casa, vestiti: cose così. E la divisione del lavoro è il modo migliore per farvi fronte, dal momento che nessun uomo è autosufficiente. Con la divisione del lavoro sorge anche il commercio, insieme alle altre attività necessarie allo scambio dei prodotti. Fin qui Platone non vede sorgere alcun problema. Tutti vanno d’amore e d’accordo. I problemi cominciano per lui quando gli uomini… continua
La dannazione della retorica
A quanto pare, le celebrazioni per il centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia sono cominciate. Senza un grammo di retorica, senza neanche un briciolo di declamatoria eloquenza. Tanto che si sarebbe potuta tenere più bassa persino la cifra, e fare come se l’unità avesse solo cent’anni, o anche meno: per non esagerare con l’enfasi. Centocinquant’anni, infatti, sono tanti: qualcuno potrebbe inorgoglirsi sul serio. Se gli anni fossero invece solo trenta o quaranta, le celebrazioni potrebbero… continua
Il caso Kurras e le origini della tensione
La stampa italiana ha dedicato poca attenzione alla notizia, che ha invece acceso in Germania un accalorato dibattito sul recente passato. Eppure si tratta di una rivelazione che dovrebbe suscitare un certo interesse anche qui, almeno in una parte della sinistra italiana. Il 21 maggio scorso, il quotidiano Frankfurter Allgemeine e il canale pubblico Zdf svelavano il ritrovamento di un dossier della Stasi dedicato a Karl-Heinz Kurras, il poliziotto di Berlino Ovest che il 2 giugno del 1967 sparò allo studente Benno Ohnesorg… continua
L’asintoto verticale della donna
Ha detto tutto Fabio Fazio, nel presentarla: lei è la donna più bella del mondo. Punto e fine della discussione. E delle polemiche su quello che avrebbe detto, quello che non avrebbe dovuto dire e quello che avrebbe dovuto rettificare. Passiamo ad altro. E invece no, a volte le cose più semplici e ovvie non sono affatto semplici e ovvie. Per esempio, colui che ha commissionato questo pezzo, mentre cercavo di illustrargli… continua
Un labirinto senza pareti
Esistono, spiega Kant nella “Critica del Giudizio”, un modus aestheticus e un modus logicus: il giudizio procede secondo il modus logicus solo quando obbedisce a principi determinati, mentre segue il modus aestheticus quando non dispone di siffatti principi. Il che non vuol dire che non disponga di nulla e che non proceda affatto. Non vuol dire neppure che proceda a casaccio, altrimenti non sarebbe un modo… continua
Il gusto democratico per la miseria genuina
Tra i docenti invitati alla scuola estiva del Pd, lo scorso settembre, figurava Vandana Shiva, vice presidente di Slow Food International. Domenica 26 ottobre, in una intervista al Tg3 trasmessa dal Salone del Gusto, la stessa Vandana Shiva ha ripetuto che “semi sterili ogm hanno causato in questi anni centomila suicidi tra i contadini indiani”. Il senso di colpa dell’Occidente ricco si è nuovamente scatenato, rimproverandosi di abusare… continua
L’inquilino democratico e lo sfratto dei valori
La prendo alla lontana. Nel settembre del 1966, sui Quaderni piacentini, Sebastiano Timpanaro propose questo bell’esempietto: “La posizione del marxista odierno, a volte, sembra simile a quella di chi, standosene al primo piano di una casa, dicesse rivolto all’inquilino del secondo piano: «Lei crede di essere autonomo, di reggersi da solo? Si sbaglia! Il Suo si regge solo perché poggia sul mio, e se crolla il mio, crolla anche il Suo…» continua
Quelli che i bamboccioni
Io ero rimasto al punto in cui la parola “bamboccioni”, uno di quei termini che nel lessico nazionale se ne escono all’improvviso dalla crisalide per vivere la loro effimera stagione, significava più o meno una cosa come “uomo o donna già verso/oltre la trentina, di scarso talento e ancor più scarsa intraprendenza che, incapace di trovare una prospettiva autonoma di vita, preferisce rimanere sotto l’ala protettrice dei genitori”… continua
Il trionfo della perversione
“Questo paese è impazzito”, così era sbottato l’ex-presidente del Consiglio, se non ricordo male, qualche mese prima della caduta del governo. Per certi versi non aveva torto, come abbiamo potuto constatare, anche se forse si potrebbe calibrare meglio quell’impressione. Non si tratta infatti di vera follia, cioè di psicosi. Come vorrei provare a suggerire in poche parole, quasi per scherzo, ma con un pizzico di serietà… continua








