D’Alema brutto
Dinanzi a scelte e dichiarazioni come quelle di Sergio Marchionne su Pomigliano e sulla delocalizzazione in Serbia, tutte le forze politiche hanno l’occasione di mostrare al paese quale idea abbiano del suo sviluppo economico, sociale e civile; come intendano il ruolo dei sindacati e che valore diano ai diritti dei lavoratori; quale collocazione ritengano auspicabile per l’Italia nel famoso mercato globale. Questioni tanto più stringenti per la sinistra. Il problema è che sin dall’inizio, con un’intervista al Corriere della sera, Walter Veltroni si è schierato senza esitazioni dalla parte della Fiat; mentre Nichi Vendola, con toni a dir poco accesi, si è schierato dalla parte opposta… continua
Democratica
Grande attesa per l’evento organizzato domani da Democratica, fondazione-scuola di politica veltroniana, che per discutere il tema “L’informazione e la sua libertà” ha chiamato a confronto il direttore di Repubblica, Ezio Mauro, e l’ex direttore del Corriere della sera, Paolo Mieli. Non meno interessanti si annunciano però anche i successivi appuntamenti, come quello dal titolo “Medio Oriente, cultura della convivenza e ruolo della democrazia”, con relazioni di Donald Rumsfeld e del Mullah Omar, o il confronto tra Pupo e Lady Gaga sul tema “Per una musica d’impegno civile”. Rinviato a data da destinarsi, invece, l’atteso dibattito su “Ordine pubblico e diritto al dissenso”, pare per l’impossibilità di contattare il generale Bava Beccaris e per precedenti impegni di Pol Pot. continua
La conchiglia di Nichi
“Le primarie sono come il gesto del bambino che ascolta la conchiglia e sente il rumore del mare”, ha detto Nichi Vendola in uno dei suoi tanti slanci lirico-politici. In effetti, il gesto di accostare all’orecchio quel che resta della corazza di un invertebrato defunto, per gioire di un ingannevole effetto uditivo, ci pare renda perfettamente l’idea vendoliana della politica: l’eco lontana di qualcosa che non esiste, in realtà, da nessuna parte. Puro suono. Però lirico. continua
Vita artificiale
“Ora che abbiamo imparato – ha dichiarato lo scienziato Craig Venter – per sintetizzare un cromosoma di uno o due milioni di basi impiegheremo circa tre o quattro mesi. Ma vogliamo andare oltre e passare dai batteri alle alghe, che potrebbero finalmente svolgere funzioni utili per l’uomo”. Tranquillizzanti i primi commenti venuti dall’assemblea nazionale del Pd. L’esperimento non risulta infatti applicabile ai partiti. continua
Libero mercato
L’Unione europea approva il prestito alla Grecia e Piazza Affari fa +11%. Pare proprio che tra i maggiori sostenitori dell’ingerenza pubblica in economia ci siano i mercati. continua
Altolà
“Casini lancia il governo di salute pubblica, altolà da Pdl e Lega”, riassumevano ieri sera le agenzie. Un riassunto chiaro, lineare e comprensibile, che ci ha fatto andare a dormire molto più sereni di come ci eravamo svegliati. Dopo avere ascoltato il discorso di Walter Veltroni al seminario di Area democratica, infatti, per lunghe ore avevamo temuto che il titolo sarebbe stato: “Casini lancia il governo di salute pubblica, altolà dal Pd”. continua
Modelli
Sono la litigiosità, le “risse” e i “tradimenti” continui che hanno portato alla caduta di Romano Prodi prima e di Walter Veltroni poi, ha detto venerdì Silvio Berlusconi, confermando così un’opinione largamente diffusa tra i sostenitori dell’uno e dell’altro. E da tanti autorevoli osservatori. Prima di riproporla, però, bisognerebbe osservare meglio l’occasione scelta da Berlusconi per un simile riconoscimento: una cerimonia di beatificazione in vita che è difficile definire congresso. E dove l’unico azzardato tentativo di esprimere una posizione diversa, quello di Fini, è stato semplicemente ignorato, come si fa con gli ospiti sgraditi. Nella nuova casa, come del resto nella vecchia, chiunque la pensi diversamente dal capo ha infatti una sola libertà, quella di andarsene.
Waltergate
Dimissionato in fretta e furia. Sostituito dal suo vice, che nell’insediarsi giura sulla Costituzione. Abbandonato da tutti. Veltroni aveva studiato fin da bambino per essere Kennedy. Gli è andata male. In compenso ha offerto una buona imitazione di Nixon.
Emergenze
Gli immigrati che a Lampedusa sono usciti dal centro di permanenza e hanno manifestato lungo le strade dell’isola gridavano due slogan. Il primo diceva: “Libertà”. Il secondo: “Aiutateci”.
Se la luna indica il dito
Sul principale quotidiano italiano, controllato non per nulla da tutte le principali banche del paese e passato nel breve volgere di una crisi economica dal liberismo assoluto (giavazziano) allo statalismo integrale (tremontiano), il titolo dell’intervista a Giuliano Amato recita così: “Banche, attente alla politica”. Noi avremmo detto il contrario.
La novità
La tesi secondo cui “con questi dirigenti non vinceremo mai”, onestamente, l’avevamo già sentita. Il repertorio ormai lo conosciamo a memoria: non si può andare avanti così, con gli stessi vecchi metodi e con le stesse vecchie facce di sempre, dopo ogni sconfitta, mai che si facciano da parte, manco a parlarne, sempre lì, attaccati alla poltrona, inamovibili, incriticabili, indiscutibili. Quello che non avevamo mai sentito e onestamente mai avremmo creduto di sentire, nemmeno all’indomani di una sconfitta traumatica come quella subita dal Pd, era che a fare questo discorso sarebbe stato il segretario.









