L’adulterio culturale

E adesso si parla di corna». Il mio caporedattore aveva le idee chiare su come si vende un giornale. Solo che noi si scriveva per un quotidianaccio locale e qualche sbandata i provinciali – si sa – possono pure permettersela. Laura Kipnis invece insegna all’università di Chicago, ha una faccia molto metro e, dando alle stampe “Against love”, ha rivestito di una mantellina scientifica pruriti in sé – giustamente – animali. Il lavoro, che verosimilmente venderà molto, parla di tradimenti, ma – dice la studiosa – «alla fine è un libro politico». Vi si afferma infatti che il matrimonio è nato per legittimare il controllo del capitale. Dunque, fedifraghi di tutto il mondo unitevi: le scappatelle destrutturano il sistema e le sue “relazioni stabili alienanti”.
La questione struttura-sovrastruttura è troppo ingarbugliata per essere affrontata qui con costrutto, ma una cosa è chiara: l’idea che la variabile economica sia, “in ultima analisi”, l’elemento che spiega tutti i fenomeni sociali – anche le corna – è stata messa a perdere già da un po’. E scientificamente. Ma, se proprio non se ne può fare a meno, allora possiamo dire che, in fondo, il “sistema” – per vendere libri – si riconferma subdolo e furbetto. Il mio vecchio caporedattore direbbe: «E adesso si parla di corna, culturalmente».

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