La permanente del centro

Un tempo c’era Fossati con la canzone popolare. Alzati che si sta alzando, e i congressisti battevano le mani mentre il testo incalzava. C’è stato poi il De Gregori de La storia: una bella canzone che scalda i cuori sebbene meno categorica nel ritmo. Con Prodi si è passati dal cantautorato radical alla sacralità del sudore: la vita da mediano di Ligabue è una di quelle cose da bar padano che fa emozionare dopo il terzo giro di birra. Però azzeccata, pulita, vera. E sincero e passionale è stato anche l’utilizzo de Il cuoco di Salò da parte di Alleanza Nazionale. Però un limite dovrebbero porlo. I cantautori voglio dire. Se al congresso dell’Udc mandano a tutto spiano Battiato giocando grossolanamente sulla suggestione del Centro di gravità e sulla sua permanenza qualcosa da eccepire ci sarebbe. Follini ha scelto la canzone soltanto per il ritornello, senza curarsi della vecchia bretone e soprattutto dei gesuiti euclidei. Insomma, non c’è fervore, ma solo l’effetto fonico della battuta che richiama il claim della campagna. E Battiato dovrebbe un po’ sorriderne.

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