La prima vertenza del reality

A Mediaset quest’anno il calcio non porta bene. Dopo che Serie A ha portato un numero di problemi di gran lunga superiore agli spettatori, a peggiorare la situazione ci si è messo pure Campioni, il reality calcistico di Italia 1. Gli ascolti di questa stagione sono molto bassi, perfino più dell’anno scorso, e la trasmissione rischia di chiudere in sordina. Essendo infatti legata al campionato del Cervia, non possono neppure staccarle la spina e porre fine alle sue sofferenze. Sarebbe come interrompere il Grande Fratello lasciando i concorrenti chiusi nella casa; inevitabilmente finirebbero per chiedersi cosa ci rimangono a fare lì dentro. Che è un po’ quel che si stanno domandando anche i giocatori […]

Perché i Ds offrono il collo al nemico

In queste settimane mi dolgo di non essere iscritto ai Ds. Perché sull’assalto mediatico portato a Giovanni Consorte e a Unipol vorrei capire meglio – cosa che si può fare solo dal “di dentro” – che cosa diavolo spinga mezzo partito o giù di lì a offrire il collo agli avversari. Avversari che stanno nella stessa coalizione e che hanno loro uomini alla testa di banche italiane senza che nessuno meni scandalo (sto chiaramente parlando della Margherita). E che sono poi sulla poltrona di comando di grandi e grandissimi giornali che si pretendono anch’essi “di sinistra”. L’avversione per D’Alema non può davvero giustificare una così cieca e talora persino complice acquiescenza a uno scempio […]

Se Veneziani si annoia

Marcello Veneziani è uno di quegli esemplari di destra-destra che piacciono anche alla cosiddetta sinistra-sinistra. Perché sarà stato anche uno dei caporioni della Rai berlusconiana, ma il suo tratto movimentista emana tuttora una fragranza intellettuale vigorosamente anti-plutocratica. E quando leggi le sue cose – così come quelle del salotto della sinistra irriducibile – è come se ci fossero un sacco di sottintesi tipo, sì ok, questo mondo è liberaldemocratico, ci stiamo dentro da un pezzo, però… L’editoriale di domenica su Libero (“Facciamo una Rivoluzione. Solo così rimarremo vivi”), sebbene sia una provocazione intellettuale, resta un cameo piuttosto evocativo. “Tra uno sbadiglio e una smorfia di dolore da glaciazione – scrive – ti viene ad […]

Mediorientalia. E ora la Siria

Una tonnellata di esplosivo ad alto potenziale può causare molti danni. Quella utilizzata il 14 febbraio scorso per uccidere l’ex premier libanese Rafiq Hariri, in particolare, continua a risuonare e a far tremare il complicato sistema politico siriano-libanese. Da quella data infatti è stato un succedersi di scossoni: il sussulto nazionalista e antisiriano in Libano (protettorato siriano di fatto dagli accordi di Ta’if del 1989) delle manifestazioni degli studenti, poi culminato nelle elezioni politiche di questa estate…

Stalin, la City e la crisi dei valori

Sulle pagine culturali del Financial Times sabato scorso Harry Eyres osservava che Stalin era decisamente più colto di George W. Bush o di Tony Blair. Testualmente: “Joseph Stalin was undoubtedly far more cultured in this sense than either Tony Blair or George W. Bush”. In this sense, cioè nel senso che alla parola cultured danno gli spagnoli. Poche righe sopra il giornalista ha infatti spiegato che in Spagna mai ha sentito attribuire la minima accezione negativa al termine culto, associandolo magari a snobismo o presunzione (“Non posso ricordare una sola persona che io abbia incontrato in Spagna per la quale essere culto era una cosa cattiva” annota con sconcerto). Tra i libri preferiti da […]

Le vene e i polsi della modernità

Forse non vediamo l’ora di lasciarcela alle spalle, la modernità. Forse siamo stanchi, annoiati, svuotati, oppure disillusi. Sicuramente disillusi. Forse abbiamo bisogno di saggezze millenarie almeno quanto di novità dell’ultim’ora. Forse cominciamo a sentire che alla modernità mancano le fondamenta. Forse, dopo tanti passi avanti, sentiamo il bisogno di fare qualche passo indietro. Tanto più che nessuno ormai si assume l’onere di mettere un fine e dare un senso a tutto questo gran correre verso il futuro. E come non appare vano, allora, il progresso, se non conduce da nessuna parte? Forse il progetto d’emancipazione che la modernità ha coltivato, pur salutare, si è rivelato alla lunga un prodotto povero e vuoto di autentica […]

La compagnia delle grandi cose

Un uomo cammina attraverso un bosco, sale su una montagna e vede il mondo disteso ai suoi piedi; contempla il suo bambino, che tiene per la prima volta fra le braccia; o assapora la felicità di occupare una posizione che tutti gli invidiano; noi chiediamo: che cosa potrà mai contenere l’animo suo? Certo, e così pare anche a lui, molte cose importanti e profonde; solo non ha la presenza di spirito di prenderle, diciamo così, alla lettera. Le cose mirabili che gli stanno dinanzi e intorno rinchiudendolo come in una cassa magnetica, estraggono da lui tutti i pensieri. Il suo sguardo coglie mille particolari, ma egli ha l’arcana impressione di aver sparato tutte le […]

Il suicidio della rivoluzione

Se si volesse trovare un volume in cui si è incarnata in Italia la rivoluzione conservatrice, difficilmente si potrebbe sopravvalutare il ruolo svolto dal Suicidio della rivoluzione del filosofo Augusto Del Noce. Pubblicato originariamente da Rizzoli nel 1979, è stato riedito lo scorso anno dall’editore Nino Aragno di Torino: operazione meritoria (purtroppo rovinata dalla quantità di refusi di stampa) da cui traiamo occasione per un commento così intempestivo. La centralità della filosofia italiana del secolo XX per Del Noce non è casuale: il Risorgimento italiano infatti porta alle estreme conseguenze la contraddizione vista come centrale nella vicenda dell’Europa moderna, ovvero il dissidio tra Stato e Chiesa. Proprio in Italia la costruzione dello Stato si […]

Democrazia e cittadinanza

Nei giorni scorsi i giornali hanno riportato i dati che emergono dal quinto rapporto su “Immigrazione e cittadinanza in Europa” steso dalla Fondazione Nord-Est e dall’Università degli studi di Urbino, sorta di monitoraggio degli orientamenti e degli atteggiamenti degli europei nei confronti del fenomeno migratorio. Conviene cominciare di lì. L’immigrazione è un fenomeno preoccupante per quote rilevanti della popolazione europea. Ma si mantiene ampia la disponibilità a concedere più diritti agli stranieri, ed è maggioritaria l’opinione di chi giudica non solo necessario, ma positivo l’apporto degli stranieri. In Italia, tuttavia, la preoccupazione è in aumento. In generale è più alta nei paesi entrati di recente nella comunità europea, dove pure il fenomeno migratorio è […]

Una faccenda grave

Amici miei, siamo di certo molto lieti nel vedere ciascuno di voi qui questa sera. Siamo qui stasera per una faccenda grave. In un senso generale, siamo qui perché prima di tutto e innanzi tutto siamo cittadini americani, e siamo decisi ad esercitare la nostra cittadinanza nel suo significato più pieno. Siamo qui anche a causa del nostro amore per la democrazia, perché abbiamo la radicata convinzione che la democrazia, quando da un fragile foglio di carta si traduce nella concretezza di un atto, è la migliore forma di governo che esista sulla terra.[…] E voglio dire che non siamo qui per far ricorso alla violenza. Non lo abbiamo mai fatto. Voglio che sia […]