Le mani su Topolinia

Io sono convinto che la società civile sia una cosa buona. E’ fatta di gente che lavora sodo, la società civile. Sono professionisti, imprenditori, editori, mamme, registi che meno male che ci sono sennò chi lo fa il pungolo per una-politica-diversa? Con questa idea nel cuore, sabato vado in centro a fare due passi. Perché la società civile passeggia e c’è un mondo là fuori. Insomma, sono al semaforo e mi si para un seipertre: “vota il cambiamento”, c’è scritto, e non mi capacito perché per vendere un assorbente un’azienda di specchiata civiltà civile debba scimmiottare i programmi elettorali, brutti, sporchi, tutti uguali e lontani dai bisogni della gente e delle aziende serie che c’hanno da produrre, mica gigioneggiare in Transatlantico. Poi vado in edicola e scopro che Topolino ha deciso di andare alle urne: a Topolinia ci sono tre liste – pure il Centro – e non capisco perché una pubblicazione della società civile debba cercare di umettare la tiratura sfruttando questa cosa delle elezioni con tutti quei politici che sono una casta, ecco sì, una casta separata. Mentre torno a casa penso: stai a vedere che adesso un regista della società civile fa un film su Berlusconi e poi dice che non è un film su Berlusconi e lo fa pure uscire a due settimane dal voto.

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