La differenza tra Ilary e Anna

“Non potete costringermi a fare la parte della stronza, io lo amo ancora”. Lo ha detto Anna Falchi a chi le suggeriva di tutelarsi e precipitare i tempi della crisi…

Ipotesi sulla piccola vittoria

Le nostre ultime elezioni non possono essere spiegate, nelle loro molteplici inspiegabilità, senza porsi una domanda: perché tutti sono stati tanto sorpresi…

E’ finita una lunga diversità

Ripubblichiamo qui l’editoriale uscito sulla prima pagina di Repubblica sabato 17 ottobre 1998, a proposito della nascita (imminente) del primo governo D’Alema…

Il socialismo come figura retorica

Il socialismo borghese giunge alla sua più pura espressione quando diventa una semplice figura retorica. Libero commercio! nell’interesse della classe operaia; dazi protettivi! nell’interesse della classe operaia; carcere cellulare! nell’interesse della classe operaia. Questa è l’ultima parola, l’unica detta seriamente, del socialismo borghese. Il loro socialismo consiste appunto nell’affermazione che i borghesi sono borghesi – nell’interesse della classe operaia. (Karl Marx, Il manifesto del partito comunista) a cura di Massimo Adinolfi

La grande occasione

I nodi non sciolti, prima o poi, vengono al pettine. Questa sembra essere la lezione da trarre dopo l’intervista di Massimo D’Alema al Corriere della sera. L’intervento del presidente ds e le reazioni che le sue parole hanno suscitato pongono l’Italia dinanzi a un bivio. A questo punto la politica ferma non può stare: o va avanti, o torna indietro. Per il centrosinistra è un’occasione storica. E’ la grande occasione mancata al tempo della commissione bicamerale. E non è un caso che a riaprirla siano state proprio le parole di Massimo D’Alema. Il problema posto nell’intervista di venerdì è perfino elementare: occorre trovare una via d’uscita dalla crisi che consenta alla coalizione che ha […]

Salvati

Avendo passato buona parte dei nostri due anni di vita a polemizzare con chi del partito democratico o riformista che dir si voglia non intendeva nemmeno discutere, l’improvvisa moltiplicazione dei suoi sostenitori ci ha colto un po’ alla sprovvista. Soprattutto quando tra i nuovi arrivati, per mostrarsi signorili, si è cominciato ad attribuire a Michele Salvati la primogenitura dell’iniziativa. A loro beneficio e con spirito di amicizia, ci sentiamo pertanto in dovere di ricordare che nel suo famoso appello per il partito democratico pubblicato sul Foglio il professor Salvati invitava i riformisti dei Ds a promuovere una scissione e ad abbandonare il loro partito al correntone guidato da Cofferati, per confluire con la Margherita […]

Il popolo del partito

Se di qua si riesce a fare il Partito Democratico (e adesso non si può non fare) di là diventa molto probabile che nasca il Partito del Popolo. Il sasso in piccionaia Berlusconi lo ha lanciato poco prima delle politiche e la sinistra, se non vuole che torni – soprattutto in epoche di presunti pareggi – una conventio ad excludendum senza guerra fredda (sarebbe il colmo), dovrebbe augurarsi che la Cdl vada avanti. E dovrebbe anche chiedersi cosa sia questo Popolo del nuovo partito di centrodestra. Michele Serra scrive che il concetto di Popolo è stato ghigliottinato dal Mercato e, semmai, oggi esistono soltanto target. Ecco, quando la sinistra parla di “paese profondo” – […]

Pietas riformista

Cara Left Wing – Leggo su Repubblica che il sottosegretario al Welfare Maurizio Sacconi dichiara che “qualora si formasse un governo Prodi e questo proponesse le modifiche, anche più modeste, alla legge Biagi, noi opporremmo fiero ostruzionismo ad esse tanto in Parlamento quanto nelle piazze”. E che “il nome di Marco Biagi peserà come una maledizione sulla testa di coloro che lo hanno criminalizzato da vivo e che ora ne vogliono cancellare l’opera e financo la memoria”. Ecco, dopo aver letto più volte queste parole per essere sicuro di aver capito bene, domando: sarebbero questi i “riformisti” del centrodestra con i quali bisognerebbe cercare un’intesa? Gabriele Arcangelo * Una simile dichiarazione suggerisce per il […]

Utili idioti e inutili intellettuali

Con tutto il rispetto che meritano le persone, gli studi, le cattedre e le prestigiose testate che ospitano le opinioni di tanti autorevoli intellettuali, crediamo sia venuto il momento di porre senza tanti giri di parole un problema che riguarda gli attori del nostro dibattito pubblico. Sia chiaro sin d’ora che nulla abbiamo da eccepire sulla professionalità di studiosi quali Luca Ricolfi, Francesco Billari o Antonio Agosta. Quello che qui vorremmo discutere e sollevare come problema è l’emergere di una nuova figura pubblica, quella dell’intellettuale statistico, che nulla ha a che vedere con i concreti meriti o demeriti delle persone qui citate solo a mo’ di esempio…

La musa ispiratrice di Aaron Sorkin

Per una buona sceneggiatura occorre un’approfondita documentazione, a volte un’esperienza sul campo. Dalle notizie che arrivano in questi giorni dal New York Post, sembra lo sapesse bene anche Aaron Sorkin, che con le sue geniali sceneggiature ha fatto la fortuna di West Wing. La nostra non è solo una stupida fissazione, ma una questione che riguarda da vicino tutti i fedelissimi della serie. Dimitra Ekmektsis, ex squillo di alto bordo, ha rivelato nel suo libro, “Confessions of a High-Priced Call Girl” (qui il sito del libro), come tra il 1990 e il 1992 Sorkin sia stato un suo affezionatissimo cliente. E non si è fermata qui (altrimenti a cosa servirebbero i libri di confessioni?). […]