The Da Vinci Load

Dallo scorso martedì è andato in distribuzione negli Stati Uniti il dvd The Da Vinci Load, parodia porno del Codice Da Vinci. Il dvd si aggiunge a un altro dal titolo identico, di genere gay, uscito il 19 maggio, proprio lo stesso giorno del film con Tom Hanks.
La trasposizione pornografica di pellicole di successo, perlopiù in genere farsesco, è un’abitudine piuttosto consolidata del cinema per adulti, ma è la prima volta che la parodia appare in contemporanea con la pellicola ispiratrice. L’operazione, dovuta alla Hustler di Larry Flynt, mira a sfruttare direttamente il colossale battage pubblicitario del film di Ron Howard. La trama ci racconta di un Priorato del Seme, che scopre quale incredibile segreto si celi dietro il sorriso della Gioconda: per dipingere il ritratto Leonardo avrebbe mischiato al colore il proprio sperma. Agenti del priorato decidono quindi di rubare il celebre ritratto ed eliminare chiunque si ponga sulla loro strada. Se il racconto vi pare ridicolo e di cattivo gusto, vi ricordiamo che il best seller di Dan Brown inizia con un uomo nudo, morto, che si è appena dipinto un pentacolo di sangue sulla pancia, lasciando indicazioni nascoste sui quadri del Louvre, e prosegue spiegandoci che Gesù Cristo avrebbe sposato la Maddalena, fuggendo poi in Francia e dando inizio alla dinastia dei merovingi.
Le recensioni della versione per adulti sono entusiastiche. Parlano di uno dei prodotti migliori degli ultimi anni grazie alla qualità dei sarcastici dialoghi, e non risparmiano lazzi al film di Ron Howard – almeno l’umorismo del porno è volontario, dicono – né spietate critiche alla qualità letteraria e alla credibilità del libro, che avrebbe trovato nel porno il suo medium naturale. Per colmo di sfortuna l’ambivalente titolo delle parodie è stato utilizzato anche in alcune stroncature del colossal holliwoodiano. The Da Vinci Load, si può tradurre infatti sia come “lo sperma di Da Vinci” nell’ovvia intenzione dei produttori della Hustler, sia come “il mattone Da Vinci”, a significare la pesantezza del thriller con Tom Hanks.
Il dissacratore impenitente e impunito è stato quindi finalmente dissacrato, senza alcuna pietà né rispetto. Ciò che non ha potuto l’Opus Dei è invece riuscito, in un contrappasso sublime, alla dissoluta Babilonia della San Fernando Valley.
E’ escluso che diventare lo zimbello del porno fosse nei programmi di Dan Brown, ma se fossimo in lui non faremmo troppe storie. In fondo è il sigillo finale a un successo davvero senza confini.
Quel che impressiona del fenomeno Dan Brown, infatti, non è tanto la diffusione del libro, pur ragguardevole, ma l’assoluta ricchezza e varietà dell’indotto che è riuscito a generare o a rivitalizzare. Basta mettere piede in libreria per inciampare in metri cubi di nuove edizioni e ristampe sulle vere spiegazioni dei veri misteri, su tutto ciò che avreste voluto sapere sul codice Da Vinci e non avete mai osato chiedere, su templari, rosacroce ed esotermismi vari, fino alle eleganti riedizioni del Codice atlantico, Leonardo originale, e mostre in ogni dove sull’eclettico genio del Rinascimento.
Si può giustamente obiettare che lo stesso Dan Brown altro non è che la manifestazione più recente e vistosa dell’indotto generato da Leonardo Da Vinci, un indotto che dura da cinquecento anni, ma è certamente seccante, per l’autore americano, vedere questo sciame di mosche cocchiere dalle quali non ricaverà una lira di royalty, e forse nemmeno un po’ di gratitudine. Meglio le parodie allora. Almeno una copia del dvd, con dedica di Missy Monroe, la bionda protagonista del Da Vinci Load, non sarà difficile da rimediare.

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