La vittoria mutilata del Dottor House

Molte sono le qualità del dottor House, ma due sono quelle che risaltano subito: la snervante abilità nell’evidenziare il cuore di un problema (che sia di salute o meno, non fa differenza) e l’innato talento nel diventare in breve tempo insopportabile a chiunque gli stia attorno. Possiamo dire che a questo punto se ne sono accorti proprio tutti, anche quelli che non hanno mai visto nemmeno una puntata del telefilm. Perché questa settimana il dottor House ha fatto al palinsesto televisivo quello che di solito fa ai suoi pazienti. Domenica scorsa, infatti, “Dr. House – Medical division” è stato il programma più visto in prima serata, battendo “Fattore C” (di Bonolis) e “Wild West” (il nuovo reality di Alba Parietti), e mettendo quindi in luce tutti i limiti delle due trasmissioni. Il sorpasso è stato a lungo sottolineato dai giornali, che si sono affannati a decretare la morte dei reality (insieme ai varietà tutti) e la vittoria ormai imminente dei telefilm americani. Nessuno più di noi, che da anni peroriamo la causa delle serie tv, celebrerebbe una simile notizia con sincero entusiasmo, ma temiamo sia un annuncio un po’ prematuro, e tendenzialmente illusorio. Senza contare che – come chiunque saprebbe, se seguisse davvero il dottor House – la prima diagnosi è sempre quella sbagliata. Per dirla con il dottore, la malattia (ossia il successo della serie) è solo la diretta conseguenza di altre cause che hanno minato il già debilitato fisico del palinsesto televisivo (ossia l’insuccesso delle altre trasmissioni). Ed è da quelle quindi che si deve trarre una corretta diagnosi. Perché lungi da noi – fondamentalisti del genere – voler sminuire la portata del trionfo dei telefilm americani, ma non ci sembra che la televisione italiana si sia votata improvvisamente alla conversione degli infedeli.
A conferma dei nostri timori, pochi giorni dopo la celebrazione del grande successo di House, è arrivata la rivoluzione dei palinsesti Mediaset. Rivoluzione che – neanche a dirlo – non ha riguardato solo i programmi con palesi necessità di rilancio (tramite definitiva cancellazione per “Formula Segreta” e tramite rianimazione per “Fattore C”), ma anche il nostro medico misantropo, e con lui tutti gli altri telefilm in onda su Italia 1. Insomma, lo strapotere televisivo delle serie americane è ancora lontano da venire, e continuerà a esserlo finché la primaria preoccupazione delle reti sarà di non insidiare il successo di altri programmi. Dunque, verosimilmente, non lo vedremo mai. E tanto meno lo vedrà il nostro eccentrico dottore. Perché ogni volta che il dottor House brilla per abilità e perfidia, i telespettatori gongolano, ma i suoi rivali molto meno.

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