Guantanamo mon amour

Cara Left Wing – Dice Il Foglio che a Guantanamo non si sta niente male: “la stragrande maggioranza dei detenuti vive in celle con aria condizionata e servizi, sceglie da un menu tre pasti al giorno (compresi biscotti, gelati e burro di noccioline), ha due ore d’aria al giorno, gioca a scacchi e a backgammon. Alcuni dei detenuti giocano a calcio, a basket, mangiano tutti insieme eccetera”. Gliel’ha detto uno del Daily Telegraph. Da non perdere la definizione della base di Guantanamo da parte del temerario reporter del Daily: “la base navale di 45 miglia quadrate che il governo americano ha affittato da Cuba”. Davide Vari

Programmisti

Giovedì 24 novembre 2005, dalla prima pagina del Corriere della sera, Dario Di Vico criticava “la sinistra malata di programmismo”. Quasi tutti gli editoriali del 2006 sono stati invece dedicati alla carenza di programmi del centrosinistra. Ora che il programma è stato presentato, si chiedono quattro o cinque idee-forza, semplici e chiare come il “meno tasse per tutti” di Berlusconi, perché se il programma è troppo lungo si ricade nel programmismo. A questo punto, per non offrire altri punti di riferimento al nemico, noi consiglieremmo piuttosto il modello della programmazione Mediaset: un intero palinsesto di idee-forza, da cambiare ogni 24-48 ore, senza preavviso. Come primo lancio, visti i bei risultati della legge sulla detassazione […]

Grandi dibattiti

Non avere un pensiero e saperlo esprimere: è questo che fa di qualcuno un giornalista. (Karl Kraus)

The Black Dahlia Murder

Indizi. Una metropoli, disorganico combo di sovraffollamento, traffico, cemento e vetro – Detroit, nella fattispecie. Una frase, “Omicidio della Dalia Nera”, un titolo di cronaca capace di scatenare suggestioni morbose e di grande letteratura; cinque ragazzi decisi a riflettere in musica tutto questo più le proprie personali ossessioni. Potrebbe la soluzione del caso essere differente da un sound cupo, introverso e persino involuto? Volendo, potrebbe essere una soluzione qualsiasi: ma ai The Black Dahlia Murder interessa (e piace) solo il lato oscuro della Forza. Quando si formano, nel gennaio 2001, non è per tessere raffinati ricami o distribuire carezze: Trevor Strnad (voce), Brian Eschbach e John Kempainen (chitarre), David Lock (basso) e Cory Grady […]

Candidature controfattuali

Le candidature sono una faccenda seria. I partiti devono fare i conti con tante aspirazioni e qualcuno ci resta inevitabilmente male. Soprattutto con la nuova legge elettorale che, seppure proporzionale, non contempla il voto di preferenza. Che, se ci pensate bene, è una contraddizione in termini, essendo la preferenza una specie di proporzionale individuale. Intendiamoci, la nostra non è una critica ai partiti che la loro centralità nella scelta ce l’hanno sempre avuta e ci mancherebbe altro. Solo che stavolta c’è meno spazio per il risultato a sorpresa e la trombatura è preventiva. Prendete Fiorello Cortiana dei Verdi di Milano. Gli hanno anteposto in lista Roberto Poletti, ex leghista di Radio Padania Libera che […]

Perché le Olimpiadi sono meravigliose

I Giochi olimpici sono l’occasione per scoprire, o riscoprire con cadenza quadriennale, nuovi mondi sportivi. Lo sci alpino, nel complesso, è in cattedra tutti gli inverni. Per quanto l’anno olimpico sia importante, e per il singolo atleta sia l’occasione di coronare una carriera con un’unica gara, o di vivere nel rammarico, come è toccato allo sfortunato Ghedina, per chi lo sport lo guarda in tv si tratta di intensità diverse di uno stesso sapore. La particolarità dei Giochi è data dal resto, dalle discipline che escono dal menu ordinario, dallo scoprire in che altri modi la forza, la destrezza, il coraggio, citius altius et fortius, si possono esprimere. Il coraggio è, ad esempio, quello […]

Underworld Evolution

Kate Beckinsale ha un incisivo inferiore leggermente storto, e questo ci dice due cose. La prima è che il numero di primi piani del suo viso in Underworld Evolution è decisamente elevato. La seconda è che non ha, al netto di un probabile body double per un accoppiamento vampirescamente sensuale, alcun altro difetto fisico registrabile. A ben vedere il comprensibile – per una vampira di circa seicento anni – difetto dentale dice anche una terza cosa. Se abbiamo passato tanto tempo a osservare ogni dettaglio della bella Selene, è perché in sala non c’era troppo altro da fare, tra una sanguinosa battaglia e la successiva. Il primo Underworld, giusto due anni fa, era girato […]

Vignette danesi e populismi europei

A voler dare ampiezza e profondità all’affaire delle caricature jutlandesi di Maometto occorre andare alla vittoria elettorale del centro-destra danese nell’autunno 2001. Una vittoria piena di discontinuità, che il vostro qui presente scandinavista aveva a sua volta stoltamente sottovalutato. In quei mesi del 2001, sconvolti dall’attentato delle Twin Towers, si andavano determinando alcune trasformazioni che per processo cumulativo avrebbero condotto alle circostanze odierne…

Vignette danesi e infelicità araba

La vicenda delle vignette su Maometto è la cartina di tornasole per misurare, ancora una volta con preoccupazione, quanto siano tesi, in questa caotica fase storica di transizione mondiale, i rapporti tra occidente e resto del mondo. E mentre in altri continenti ciò si esprime con una competizione economica, si pensi a Cina e India, o con il voto – per esempio in America Latina, ora un continente governato interamente dalla sinistra su basi di orgoglio indipendentista – i popoli arabi questo non riescono a farlo…

L’allegra famiglia degli intellettuali

Sul Corriere della sera di domenica scorsa Alfonso Berardinelli ha replicato a un articolo di Aldo Grasso, offrendo involontariamente un’impietosa radiografia del mondo intellettuale italiano. Il succo della polemica è presto detto: qualche giorno fa, sul blog Nazione indiana (www.nazioneindiana.com), alcuni raffinati intellettuali di sinistra accusano Berardinelli di essersi venduto l’anima, almeno da quando ha preso a scrivere per il Foglio; sabato Aldo Grasso lo difende a modo suo, sostenendo che Berardinelli è sempre “lo stesso di Quaderni piacentini, lo stesso di Linea d’Ombra, lo stesso di Diario: il tono apodittico, il ditino alzato, il bigottismo della scelta di campo”; infine Berardinelli afferma che Grasso, con tono apodittico e ditino alzato, vorrebbe far credere […]