Berlusconi come Michael Jackson?

Rich è un bambino ricchissimo che possiede beni fuori dal comune: tra gli altri un’astronave d’oro, una barca a vela e un campo da baseball. Tuttavia i soldi non fanno la felicità e Rich si ritrova spesso a dover affrontare la solitudine…

Mediorientalia. Palestina al voto

Con il voto dei poliziotti e dei servizi di sicurezza, anticipato di qualche giorno per assicurare un loro pieno impegno nel regolare svolgimento delle elezioni quattro giorni dopo, i palestinesi hanno cominciato a votare…

Gli anni di fango

Il primo comizio della campagna elettorale tenuto in Procura dal presidente del Consiglio è solo l’ultimo passo di una danza che è cominciata da tempo. Dagli anni di piombo siamo passati agli anni di fango, dopo un lungo intermezzo che tra fine anni ottanta e inizio anni duemila è stato forse troppo frettolosamente suddiviso in prima e seconda Repubblica. Nel corso della cruenta battaglia che si è scatenata attorno alle banche e al principale quotidiano del paese molte teste coronate sono rotolate nel cesto. In rapida successione sono caduti: due ministri dell’Economia, il governatore della Banca d’Italia, il capo della corrente di maggioranza della magistratura italiana; mentre i vertici di quello che probabilmente è […]

Intellettuali

Prima domanda: quanti in buona fede ritengono che oggi, con tutto quello che è emerso dalle indagini, la detenzione di Gianpiero Fiorani abbia ancora il minimo senso dal punto di vista del pericolo di inquinamento delle prove o di reiterazione del reato? Seconda domanda: quanti in buona fede possono sostenere che la sua detenzione abbia oggi altra ragione che non sia il desiderio di ottenere per le spicce una piena e dettagliata confessione? Terza domanda: quanti intellettuali liberali ne hanno chiesto dunque la scarcerazione, in nome del più sacro dei principi del liberalismo che va sotto il nome di habeas corpus? Ve lo diciamo noi: due. Per la precisione Oscar Giannino e Piero Ostellino, […]

Bach in chiave black metal

Un affaticato cigolio per introduzione. Un coro in accompagnamento. Un break di percussioni, improvviso sussulto metallico avvinto a echi di musica cameristica. Al culmine, evoluzione affatto forzata, fuga d’organo e ascesa al sublime: Johann Sebastian Bach suonato in chiave black metal; il movimento finale della “Toccata e Fuga in Re minore” che s’innalza dal cuore della foresta più nera a lambire l’algida luce lunare. E’ “It Is Not Sound”, una delle tracce migliori di “Blood Inside”, ultima fatica dei norvegesi Ulver, band metal tra le più originali, poliedriche e innovative dell’intera scena. Fondati nel 1993 dal vocalist Khristoffer G. Rygg (noto anche come Garm e Trickster G. e per le collaborazioni con Borknagar e […]

Verso il Superbowl

Il football americano entra nel vivo dei playoff e regala, come al solito, emozioni e spettacolo. Delle quattro partite giocate questo weekend la più bella si è rivelata essere quella fra gli Indianapolis Colts – i migliori di Lega in stagione regolare – e i Pittsburgh Steelers guidati da un sempre più convincente Ben Roethlisberger. Le premesse per una gara “calda” ci sono tutte, soprattutto dopo le dichiarazioni in settimana di Joey Porter, linebacker degli Steelers. In pratica il difensore ha accusato i Colts di essere “donnette che giocano un football spettacolare, ma non abbastanza fisico”. Gli Indianapolis Colts giocano in casa con i favori del pronostico, ma l’inizio della partita è un vero […]

Il presidente Bartlet, la croce e le opere

Si possono dire tante cose a proposito del season finale della seconda stagione di West Wing, andato in onda in Italia su Fox la settimana scorsa. Ad esempio, che Josiah Bartlet è il Presidente che qualunque bipede senziente dotato di un briciolo di intelligenza voterebbe, quali che siano i suoi (suoi del bipede votante) orientamenti politici, etici e culturali pregressi. Ma questo si sapeva già. Ciò che non si sapeva, invece, è che Bartlet è cattolico. Lo spettatore lo apprende dai flashback copiosamente distribuiti nel corso della puntata, nei quali il Presidente viene mostrato all’epoca in cui era studente di high school, dalle parti degli anni ‘50, alle prese con l’inizio della sua vocazione […]

Match Point

Per fortuna, Woody Allen ha avuto una buona idea. Gli sarà venuta per caso, passando davanti a quel cartellone pubblicitario del profumo Calvin Klein in cui Scarlett Johansson sorrideva e non guardava. L’ossessione deve essere cominciata lì: una specie di cotta adolescenziale per la più bella del Liceo Hollywood. Intorno ci ha costruito un film, “Match Point”, e ha colto l’occasione per provare a inventare qualcosa di nuovo. Non è facile, per chi in trent’anni ha raccontato – a ritmo serrato – di amori e di nevrosi, insegnando le parole precise per dirlo, le immagini essenziali per spiegarlo meglio. Ha anche un’età, quel signore con gli occhiali. E la lucidità necessaria a capire che […]

Bertinotti con la maglietta a strisce

Il libro intervista di Fausto Bertinotti, Il ragazzo con la maglietta a strisce (Aliberti editore), si può leggere in due modi. Come una sorta di Recherche proustiana, cioè una ridescrizione di se stessi ad uso pubblico. Oppure come una chiacchierata sullo stato e il ruolo della cultura, un po’ rimasticatura del pensiero negativo francofortese e un po’ «costruzione di uno spazio pubblico» possibilmente nuovo. Il tutto tenuto insieme da una domanda che aleggia in un’aria tiepida da caminetto acceso (il libro nasce da una conversazione amichevole con la regista Wilma Labate): che vuol dire essere comunisti qui e ora? Nella sezione proustiana si usano parecchio due parole: “confine” (bella) e “attraversamento” (bella ed evocativa). […]

Le reni dei Ds

L’ elettore Ds va in edicola la domenica mattina con apprensione. Piglia il Corriere della Sera e tuffa preoccupato gli occhi nell’editoriale. Dovrà passare il giorno del Signore mortificato da una ramanzina di Galli della Loggia o pensieroso per i consigli a serramanico di Battista? Domenica scorsa il professor Panebianco si chiedeva: “Vorranno i Ds uscire dal limbo, chiudere finalmente la lunga fase del post-comunismo?”. Perché – spiegava – è in ultima analisi questo il motivo per cui non si fa il partito democratico subito. La svolta della Bolognina ha lasciato sul tappeto un “problema irrisolto” e servirebbe un poderoso scatto di reni che i dirigenti Ds non si sentono di fare. Insomma la […]