Il magazzino delle parole

Il mondo dello scrivere e del dover scrivere è pieno di grosse parole e concetti che hanno perduto i loro oggetti. Gli attributi dei grandi uomini e dei grandi entusiasmi vivono più a lungo delle loro cause, e perciò v’è una quantità di attributi in sopravanzo. Sono stati coniati chissà quando da un uomo importante per un altro uomo importante, ma entrambi sono morti da un pezzo, e i concetti sopravvissuti devono essere adoperati. Perciò per l’attributo si cerca sempre l’uomo. La «grandiosa potenza» di Shakespeare, l’«universalità» di Goethe, la «profondità psicologica» di Dostoevskij, e tutte le altre immagini che una lunga evoluzione letteraria s’è lasciata dietro ingombrano i cervelli di quelli che scrivono, […]

Consorte, Musil e il regolo di Merlo

Tra le penne più brillanti e prestigiose della stampa italiana c’è sicuramente quella di Francesco Merlo. E’ un giudizio che non vorremmo venisse minimamente oscurato da quanto segue. Lo scorso 11 gennaio è apparso su Repubblica un articolo a sua firma, dal suggestivo titolo: “Mister Coop e il regolo di Musil”. Mister Coop: Giovanni Consorte. Ora, non sono molti i giornalisti che possono permettersi di leggere la vicenda Consorte-Unipol scomodando Robert Musil e il suo Uomo senza qualità. Merlo lo può. Il guaio è che questa volta, nonostante lo sfavillìo della prosa, non ne imbrocca una. L’uomo senza qualità, che si chiama Ulrich ed è un matematico, si vede infatti assegnata da Merlo la […]

Il Primo tempo di Roberto Colaninno

Il libro-intervista di Roberto Colaninno con Rinaldo Gianola non poteva uscire in un momento migliore. Primo tempo (Rizzoli) è la storia di un imprenditore partito da una piccola azienda, passato poi dalla Sogefi all’Olivetti e di qui ripartito per la “madre di tutte scalate”, quella alla Telecom. Un colosso che avrebbe conquistato, gestito per pochi anni e infine abbandonato tra molte amarezze, per ricominciare ancora una volta da capo con la Piaggio, che proprio ora si appresta al debutto in Borsa…

Mediorientalia. Dietro Ahmadinejad

L’Iran e i suoi tremila anni di storia non sono mai stati facilmente comprensibili per il resto del mondo. I greci e i romani lo hanno a lungo combattuto, raramente hanno tentato di dialogarci. Per questo non stupisce l’odierna incomprensione sul vero significato degli ultimi atteggiamenti verso il mondo esterno adottati dal nuovo presidente Ahmadinejad, peraltro anche lui un oggetto misterioso. L’incomprensione è antica e culturalmente ben radicata. E il fatto che sul tavolo ci sia soprattutto la questione nucleare…

I soldi e la vita secondo l’Avvenire

L’editoriale di Giorgio Ferrari su Avvenire del 4 Gennaio merita una risposta. Il giornale della Chiesa italiana sostiene che la telefonata fra Piero Fassino e Giovanni Consorte “rivela senza mediazioni come il segretario del maggior partito di opposizione abbia necessità, per sentirsi protetto, di poter disporre di una banca”. Quindi si domanda come sia possibile che oggi “non ci si senta a proprio agio nel nido della politica senza il senso di sicurezza che deriva dall’avere una banca alle proprie spalle”…

Il Principe Mezzosangue

La speranza era che anche a Hogwarts funzionasse come nella vita reale. Che il penultimo anno fosse il migliore: quello in cui i rapporti sono intensi ma con davanti ancora tutto il tempo che serve, senza ansie da prestazioni finali e addii inaccettabili. L’anno in cui succedono le cose davvero importanti, oltre che le più divertenti. E dopo i primi capitoli di Harry Potter e il Principe Mezzosangue, l’illusione pareva ancora reggere. Prime pagine di terrorismo cupo, l’intuizione geniale di un Primo Ministro britannico tenuto formalmente al corrente delle tensioni che, mentre di là atterriscono la comunità magica, di qua provocano tragedie di una certa sinistra familiarità. Solo che – e la signora Rowling […]

Il riposo del Cavaliere

Simili a quegli abitanti dei paesi baltici che l’ultimo dell’anno si lanciano completamente nudi nelle acque gelate, dopo l’uscita di scena di Antonio Fazio e la nomina di Mario Draghi al vertice della Banca d’Italia, tanti illustri politici e autorevoli commentatori si sono gettati sulle pagine dei giornali per festeggiare l’inizio della nuova era. Abbiamo fatto fatica ad arrivare all’ultima riga di molti di tali articoli, per lo stesso irrefrenabile impulso di distogliere lo sguardo che abbiamo provato osservando la corsa di quei giovani dell’est, trasmessi come di consueto a capodanno da tutte le televisioni del mondo. Dalla prima pagina del Corriere della sera, tanto per fare un esempio, Ernesto Galli della Loggia ha […]

Il ritorno di Martina Hingis

Se sei una bambina cecoslovacca, i tuoi genitori sono entrambi tennisti e ti chiami Martina, non puoi che essere una predestinata. E Martina Hingis ha fatto ben poco per smentire le previsioni. La storia del tennis femminile dei secondi anni Novanta è costellata dai record di precocità della tennista di Košice: la più giovane ad aver vinto un torneo dello Slam da juniores, la più giovane vincitrice di Wimbledon (anche se in doppio), la più giovane vincitrice di uno Slam nel XX secolo (l’Australian Open 1997). Non fra le giocatrici più potenti, Hingis compensava questa sua lacuna con un grande senso tattico e con un’abilità sotto rete inusuale per i nostri tempi, abituati a […]

Cordelli e il silenzio degli intellettuali

Perché gli intellettuali tacciono? Buona domanda. Specialmente se si ritiene che tocca a un intellettuale rispondere, visto che questi non potrà rispondere affermativamente, senza dimostrare nei fatti che gli intellettuali non tacciono, oppure che egli non è un intellettuale. È come con il barbiere di Bertrand Russell, che nel villaggio è il solo autorizzato a fare la barba a tutti quelli che non sanno radersi da soli, e che dunque non può sbarbare se stesso se non a condizione di non essere se stesso, cioè appunto il barbiere. Nel villaggio globale, rectius: nel villaggio provinciale dell’informazione politica italiana, Dino Messina rivolge il discorso al loquace Franco Cordelli e lo sventurato risponde (Corriere della Sera, […]

L’unica regola che conta in 24

Noi crediamo in Jack Bauer. Non vogliamo che ci sia alcun dubbio in proposito. E’ l’unica regola che conta in 24. Noi crediamo in lui e in tutto ciò che fa, anche quando le sue scelte sembrano un sicuro suicidio, cosa che peraltro succede piuttosto spesso. Perché seguire 24 è soprattutto una questione di fede: fede nel protagonista. Quelli che perdono tempo a farsi domande sulle procedure adottate, sull’opportunità di certe mosse o sulla logica della trama si stanno distraendo con inutili questioni che non hanno la minima importanza. Hanno perso la fede, o peggio non l’hanno mai veramente avuta. Il fatto è che nella terza stagione, che va attualmente in onda su Rete […]