Pretty Democrat

Voglio la favola, Edward”. E’ così che diceva Julia Roberts in Pretty Woman a Richard Gere che le proponeva una sistemazione vantaggiosa, ma non esattamente romantica. Una proposta che qualunque ragazza nella posizione di Vivian, prostituta suo malgrado, avrebbe accettato. Ed è un po’ quello che pensano tutti quelli che criticano il Partito democratico e pure tutti quelli che al Partito democratico vorrebbero sinceramente credere. Eravamo insulse sedicenni la prima volta che abbiamo sentito Julia Roberts pronunciare queste parole, eppure già allora ci erano sembrate fin troppo pretenziose. Probabilmente eravamo fin da allora ragazzine riformiste, molto prima di saperlo, e molto prima che lo sapessero tutti gli altri (erano pur sempre i primissimi anni […]

L’ex fidanzata perfetta

Don’t rush down the aisle (non correre all’altare) sono le parole con le quali, a dare retta alle ricostruzioni dei tabloid, la regina Elisabetta ha espresso il suo autorevole consiglio al nipote dubbioso sul futuro della propria relazione. “Caution! Don’t rush down the aisle” dovrebbe essere scritto su un cartello, da collocarsi su tutte le navate d’Inghilterra, al pari di “Don’t lean out of the window” sui finestrini dei treni. E dovrebbe altresì venire insegnato fin dalla culla da ogni madre assennata a ogni figlia promettente. La caccia al miglior partito è uno sport di resistenza, oltre che altamente competitivo, e andare in fuga troppo presto può essere fatale. L’ex semisuocera della real coppia […]

Partiti

Per essere onesti, a noi pareva che al congresso dello Sdi fosse semplicemente arrivata al capolinea l’esperienza della Rosa nel Pugno. Secondo Marco Pannella, invece, con gli interventi di Fabio Mussi e Gavino Angius alle assise socialiste “la lunga ondata dell’annuncio della riscossa civile e laica alla sconfitta del referendum ha salutato il suo travolgente arrivo”. E un moderato scetticismo sul travolgente arrivo, comunque, non impedisce anche a noi di salutarne di tutto cuore la partenza.

Sweet suite

Con “Suite XVI” gli Stranglers festeggiano la sedicesima fatica in studio, giocano, more solito, con i doppi sensi goliardici (la pronuncia richiama “Sweet Sixteen” – e, sì, è quello che pensate) e confermano il buon momento inaugurato con il precedente “Norfolk Coast”. Anzi, laddove quest’ultimo lavoro si presentava più strutturato e “pensato”, il nuovo perde qualcosa in costruzione ma guadagna in dinamicità e immediatezza. I puristi avranno gioco facile nel sostenere che non si tratta di un capolavoro e che la band rimastica i suoi temi: il punto, tuttavia, sta proprio qui – non sono mai stati davvero totalmente concettuali, gli Strangolatori, nemmeno nei loro album “concept” con un tema e una storia vera […]

Indovina chi resta a cena

L’ altra sera sono andato a cena da amici. Il menu prevedeva una pasta mari e monti e io ho fatto notare che si trattava di una scelta culinaria inaccettabile, pallida e stanca riedizione del vecchio compromesso tra funghi e gamberetti, che gettava alle ortiche le sane radici della cucina mediterranea. Se si fosse perseverato su quella linea sarei stato costretto ad andarmene, portando con me una parte degli ospiti, o almeno il gatto. La cena è proseguita in un crescendo di accostamenti azzardati, e le mie proteste si sono levate più alte e più ferme ad ogni portata. Un paio d’ore dopo, stravaccato sul divano, tentavo con scarso successo di vincere la sonnolenza […]

Il sepolcro dell’identità

Sabato mattina, tirandosi dietro il fratellino più piccolo, mia figlia strillava: “Papà è femmina! Papà è femmina!”. Gioco che ha imparato a scuola , in prima elementare, come gridare “cacca molle!” all’indirizzo di chi è più lento nello svolgere un esercizio. “Embè? Anche tu sei femmina”, ho risposto io. Stupita, mia figlia s’è fermata, ci ha pensato su per un momento, poi ha esclamato trionfante: “Ma tu sei maschio!”, e ha ripreso a strillare. Allora io ho continuato: “Ma se tu dici che sono maschio, allora ammetti che non sono femmina”, e benché sia riuscito per qualche secondo a farle temere che le avessi rovinato il gioco, non c’è voluto molto perché provasse a […]

Cristiani fuori dalla Chiesa

Quando leggo il catechismo del Concilio di Trento, mi sembra di non avere nulla in comune con la religione che vi è esposta. Quando leggo il Nuovo Testamento, i mistici, la liturgia, quando vedo celebrare la messa, sento con una sorta di certezza che questa fede è la mia, o più esattamente che sarebbe la mia se non ne fossi allontanata dalla mia imperfezione. (…) Se questi pensieri sono veramente incompatibili con l’appartenenza alla Chiesa (…) non vedo come io possa evitare di concludere che la mia vocazione è essere cristiana fuori dalla Chiesa. (Simone Weil, Lettera a un religioso) a cura di Massimo Adinolfi

Opa opa opa!

Ogni giorno che passa, la lettura delle cronache e dei commenti che appaiono sui maggiori quotidiani a proposito di Telecom Italia ci confermano in una nostra antica convinzione: viviamo in un paese meraviglioso. Anzi, nel paese delle meraviglie. In ogni paese del mondo – quel pianeta che gira attorno al sole nello spazio, s’intende, non quello del cappellaio matto e dei conigli parlanti – il controllo della principale azienda di telecomunicazioni è affare di sicurezza nazionale, politica internazionale e servizi segreti. Nel mondo di oggi, quello in cui si parla tanto di convergenza tecnologica e investimenti in ricerca e sviluppo, tutti quegli investimenti sulla magica frontiera dell’innovazione – dal rendimento incerto e assai differito […]

Coscienze critiche

Sempre più spesso, dopo la sua polemica uscita dai Ds, il parere di Nicola Rossi compare in bella evidenza sulle pagine dei maggiori quotidiani. In un ruolo esposto peraltro a un’agguerrita concorrenza come quello di “coscienza critica” del centrosinistra. La cosa ci dispiace parecchio. In primo luogo perché non abbiamo mai voluto confondere il riformismo coerente e intransigente di Nicola Rossi con il liberalismo anglo-olandese di tanti altri. E in secondo luogo perché, all’indomani della sua uscita dai Ds, avevamo tratto la conclusione che fosse un fine intellettuale, ma un pessimo politico. E ora ci assale il sospetto che sia vero il contrario.

Dopopartita a Wimbledon

Ripubblichiamo qui l’articolo comparso su Repubblica il 3 gennaio 2006, a firma Marco Mensurati, dal titolo: “Le intercettazioni – Ricucci: Rcs? Io vinco, è matematico”. Sottotitolo: “Ho quattro alleati con il 2%. E Romiti, Edison e Bertazzoni vendono…”