La sagra dei rifiuti

Il governo ha deciso che la Campania ha bisogno di tre termovalorizzatori e di un numero imprecisato di discariche. Sarebbe serio che una volta esaurita la fase acuta dell’emergenza alcuni nodi strutturali venissero al pettine, per essere di esempio a politici e amministratori campani. In questi giorni sono finiti sulla graticola la coppia di ferro Bassolino-Iervolino e il ministro Pecoraro. Nulla si è detto invece del presidente della provincia di Napoli, Dino Di Palma. E la presidenza della provincia di Napoli è per dogma feudo esclusivo dei Verdi. Qualcuno potrebbe forse mettere il naso nei bilanci della provincia, che stranamente non sono disponibili sul suo sito web, per vedere quanto è stato investito in sagre paesane e onorari ad artisti più o meno famosi, e quanto invece nella promozione della raccolta differenziata dei rifiuti. Sì, perché la raccolta differenziata, secondo i Verdi, è l’unica opzione perseguibile per risolvere il problema dei rifiuti, mentre i termovalorizzatori servono solo a disseminare morte e veleni. Domanda: avendo otto milioni di euro da spendere, come li hanno divisi tra manifestazioni canore e raccolta differenziata? La soluzione ve la diamo tra poco.
I Verdi hanno inanellato in questi anni una serie di successi e forse è il caso di metterli in fila per averne una visione d’insieme. Innanzi tutto, hanno gettato a mare un’intera generazione di fisici e ingegneri nucleari, e la cultura tecnologica delle uniche centrali elettriche che non emettono anidride carbonica, per poi importare energia elettrica da centrali nucleari poste ai nostri confini, e generalmente sopravento, in modo da averne tutti i danni possibili e nessun vantaggio, oltre a pagare l’energia molto più dei nostri competitori europei. Quindi hanno chiuso la ricerca nelle biotecnologie agricole distruggendo una generazione di scienziati, frustrando una classe di studenti di biotecnologia ed esponendo il nostro paese alle bizzarrie dei prezzi delle derrate alimentari mondiali che stanno causando le attuali impennate dei costi dei prodotti alimentari.
Quello che vediamo in questi mesi è solo un prologo di quello che ci attende. Il prossimo 25 gennaio la società di analisi economiche Nomisma (fondata da Romano Prodi) esporrà il suo ultimo rapporto sul futuro della soia e del mais nel mondo decretando che: a) non è possibile immaginare di avere filiere alimentari senza soia e mais da ogm che già da dieci anni servono, come mangimi, a fare prodotti Dop (Denominazione di origine protetta) e Igp (Indicazione geografica protetta) come Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Prosciutto di Parma, Prosciutto di San Daniele, etc; b) l’Italia produceva nel 2001 il 98 per cento del mais di cui aveva bisogno e nel 2006 solo l’86, intanto il prezzo del mais è raddoppiato e quello del grano duro triplicato (l’Italia è il primo importatore al mondo di grano duro!); c) se non smettiamo di perseguire questo sogno dell’ogm-free, oltre a perdere la coltivazione del mais (la soia è già persa), non si faranno in Europa nemmeno più le carni di manzo e maiale, con danni economici stimabili nell’ordine di varie decine di miliardi di euro.
E non è tutto. I Verdi, infatti, stanno ora cercando di imporre un’alimentazione derivante dalla sola agricoltura biologica come se ci avessero raddoppiato gli stipendi e come se agricoltura biologica fosse sinonimo di sicurezza alimentare. Per chi ancora non se ne fosse reso conto, in gran parte i fertilizzanti usati in agricoltura biologica sono le famose farine animali bandite anni fa come mangimi zootecnici. Una simile dittatura alimentare fa strage non solo del buon senso e del portafoglio, ma anche del diritto dei consumatori vegetariani a non alimentarsi con insalatine cresciute in una sorta di camposanto.
Sia nel caso dei termovalorizzatori che nel caso delle coltivazioni da ogm l’argomento usato dai Verdi è lo stesso: non si possono fare perché nei pressi si trova un’area ecologica, un parco naturale, una zona di produzione tipica di qualche alimento. L’occupazione del territorio da parte dei Verdi è un aspetto che ci dovrebbe preoccupare tutti, perché è l’anticamera per andare a dettare legge a decine di chilometri di distanza su ogni possibile attività umana. Chi ha avuto modo di leggere la nuova bozza di legge sull’agricoltura biologica vi può scoprire che alla voce Aree Verdi Pubbliche la legge recita: “_Devono_ essere coltivate con metodi biologici”, in evidente dispregio delle prerogative regionali, comunali e circoscizionali. Ma sopratutto viene istituito il “distretto produttivo biologico” che ha una superfice limitata, ma estende a dismisura i suoi effetti sulle aree circostanti subordinando di fatto qualunque altra attività.
Serve un’attenta vigilanza per evitare che forze politiche irresponsabili, che hanno già portato la Campania allo stato in cui si trova, estendano ora il loro raggio d’azione all’intero territorio nazionale. Gli entusiasmi filo-ambientalisti di Walter Veltroni e la firma che ha accordato al documento di Mario Capanna contro gli ogm mostrano la fragilità della dirigenza nazionale del Pd, ma se la guida non è salda e capace di guardare lontano non sarà solo la Spagna a tallonarci come Pil individuale. E i rischi per la tenuta del paese si faranno sempre più gravi.

P.S. I numeri cui accennavamo nell’indovinello iniziale sono: 150.000 euro per la promozione della raccolta differenziata, cifra da dividere per i 91 comuni della provincia esclusa Napoli, e 7,5 milioni di euro per sagre paesane, concerti e feste di piazza.

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