Il richiamo dell’Alaska

Siete giovani, siete democratici, andate alla scuola estiva del Partito. E l’ultimo giorno ascoltate il discorso del capo. Vi aspettate che dia la linea, ma lui fa di più. Vi dà una visione, un’idea forte, un ideale. Questo: “La felicità è reale solo quando è condivisa”. No, non siete al Meeting di Comunione e liberazione, siete proprio alla scuola estiva del Partito democratico, e a parlare sul palco c’è Walter Veltroni…

La novità

La tesi secondo cui “con questi dirigenti non vinceremo mai”, onestamente, l’avevamo già sentita. Il repertorio ormai lo conosciamo a memoria: non si può andare avanti così, con gli stessi vecchi metodi e con le stesse vecchie facce di sempre, dopo ogni sconfitta, mai che si facciano da parte, manco a parlarne, sempre lì, attaccati alla poltrona, inamovibili, incriticabili, indiscutibili. Quello che non avevamo mai sentito e onestamente mai avremmo creduto di sentire, nemmeno all’indomani di una sconfitta traumatica come quella subita dal Pd, era che a fare questo discorso sarebbe stato il segretario.

L’inquilino democratico e lo sfratto dei valori

La prendo alla lontana. Nel settembre del 1966, sui Quaderni piacentini, Sebastiano Timpanaro propose questo bell’esempietto: “La posizione del marxista odierno, a volte, sembra simile a quella di chi, standosene al primo piano di una casa, dicesse rivolto all’inquilino del secondo piano: «Lei crede di essere autonomo, di reggersi da solo? Si sbaglia! Il Suo si regge solo perché poggia sul mio, e se crolla il mio, crolla anche il Suo…»

La compagnia del Bavaglino

Da molto tempo siamo abituati ad ascoltare i monologhi di Marco Travaglio ad Anno Zero, a leggerne quotidianamente le opinioni sull’Unità, a ritrovarlo da Fabio Fazio o altrove per presentare il suo nuovo libro, cosa che peraltro gli accade più o meno con la stessa frequenza con cui a Sarah Palin capita di presentare qualcuno dicendo: “Lui è il più piccolo”. Mai però avremmo potuto immaginare che al momento di dare il titolo alla sua ultima fatica…

Non salvate il soldato Veltroni

A chi ha a cuore le sorti del Partito democratico, il lento trascorrere del mese di agosto non ha risparmiato le preoccupazioni; non tanto per le molte polemiche che hanno riempito le pagine dei giornali, quanto per gli argomenti con cui sono state affrontate dai dirigenti del Pd. A Eugenio Scalfari e a Nanni Moretti che lamentavano la scomparsa dell’opinione pubblica, ad esempio, si sarebbe potuto rispondere che per il Partito democratico…

I miti della Seconda Repubblica

Il tema della riforma elettorale è stato costantemente al centro della lunga transizione italiana, e il modo con cui è stato affrontato ha contribuito non poco ad ostacolarne l’approdo verso una moderna democrazia dell’alternanza di tipo europeo. L’incapacità del vecchio sistema dei partiti di trasformarsi per tempo e le modalità del suo crollo repentino hanno infatti contribuito all’affermazione di un approccio ideologico a questo tema…

Ricambio generazionale e fighismo percepito

La prima volta che l’ho sentita, questa storia dei giovani che dovrebbero prendere il potere e salvare la situazione perché guarda com’è ridotta l’Italia, ero giovane. Il bello è che erano giovani pure loro. Magari un giorno lo racconteremo ai nostri nipoti: sai, piccino, io ho visto un tempo in cui i giovani erano giovani. Il primo sospetto mi venne quando Mario Adinolfi smise di parlare di “under qualche cosa”…

Foto di famiglia nel Pd

All’assemblea costituente del Pd, Gianni Cuperlo ha parlato di una vecchia foto di famiglia che da troppo tempo rappresenta il gruppo dirigente, sempre lo stesso da quindici anni. Un gruppo dirigente che oggi dovrebbe dunque preoccuparsi innanzi tutto di favorire l’emergere di nuovi protagonisti, e poi farsi da parte. La tesi non è nuova, ma è naturale che torni a imporsi dopo la sconfitta elettorale, e soprattutto dopo il dibattito…

Brutti colpi

Walter Veltroni si dichiara “molto sorpreso e colpito dalla protervia con cui alcune normette vengono introdotte di nascosto” e critica aspramente buona parte dell’azione di governo in questo primo mese, ma soprattutto “il decreto su Retequattro, le uscite della Lega sull’Europa, le intercettazioni e l’intenzione di inserire il lodo Schifani nel decreto sicurezza”. Sia chiaro – intercettazioni a parte – noi siamo pienamente d’accordo con lui. Solo, forse, un po’ meno sorpresi. E (di conseguenza) meno colpiti.

Necessità e urgenza di polemiche razionali

“La necessità non è una situazione oggettiva, implica soltanto un giudizio o una valutazione personale. In fondo, sono straordinarie e urgenti solo le situazioni definite tali”. Misuriamoci con questa molto filosofica considerazione, senza rivelare, per ora, se sia tratta dalla dialettica trascendentale di Kant o dal saggio sul concetto del politico di Carl Schmitt. E domandiamo: davvero, “in fondo”, le cose stanno così? Bisogna essere…