Quindicenni perenni

Poi tutto cambiò, il 16 febbraio del 2007. Ma quando cominciai a scrivere su Left Wing – e in generale: per lettori non consanguinei – il pettegolezzo si fondava su poche semplici regole (e di conseguenza la realtà). Angelina era una sfasciafamiglie, Brad uno smidollato, Jen la zitella dai lunghi capelli: precisamente come adesso. Epperò credetemi: in modo diverso. La storia eravamo noi. I giornali – quelli online, aggiornati ogni sei ore; quelli venduti la mattina nelle edicole; quelli recapitati, con squisita eccentricità e significativo ritardo, in abbonamento – si limitavano a distribuire puntini di presunta verità. Informazioni, le chiamavamo. Non erano più affidabili di adesso, solo meno forsennate. Ci davano il tempo di scegliere le […]

Come abbiamo perso la guerra del buon senso

Va bene, le diseguaglianze sono aumentate. Ma c’è una cosa che rimane ripartita in maniera più o meno uguale fra gli uomini, nonostante la fine dei Trenta Gloriosi, la globalizzazione, la rivoluzione neoliberale, la finanziarizzazione dell’economia, la crisi del 2007-2008 e tutto quello che è venuto dopo: il buon senso. Non lo dico io, lo dice René Descartes, in apertura del suo Discorso del metodo. Dice proprio così: «Il buon senso è la cosa del mondo meglio distribuita». E fornisce subito la controprova: «Ciascuno infatti pensa di esserne cosi ben provvisto che perfino quelli che sono più difficili a contentarsi in ogni altra cosa, non sogliono desiderarne più di quanto ne posseggono». Se in […]

Un’esplosione di cambiamento

Dopo Pier Luigi Bersani, prosegue sul Fatto quotidiano la serie delle interviste ai massimi esperti nel campo delle scissioni, suddivisioni e manipolazioni subatomiche della sinistra. Oggi è la volta di Roberto Speranza, che dal 2017 a oggi, con Bersani, e sempre in nome dell’unità della sinistra – anzi, di più: del centrosinistra – ha promosso esperimenti di avanguardia come, nell’ordine:

Quindici anni di allegre preoccupazioni

E così sono quindici anni di questa strana rivista, nata come una specie di newsletter, qualcosa in meno di un giornale e qualcosa in più di un blog – qualche antipatico scrisse: una «fanzine» – un sito al tempo stesso avveniristico e anacronistico, specie all’inizio, persino nel linguaggio di programmazione (ma della delirante idea di un sito interamente in flash, nel 2003, parleremo un’altra volta). Una piccola pazzia che a un certo punto si è incarnata in qualcosa di più serio, o forse meno: una sorta di bimestrale che usciva, con una certa regolarità, un po’ quando ci pareva. Nel frattempo, accanto alla rivista cartacea e alla rivista online, è nata persino una radio. […]

Tirarsi su

Comincia a prendere corpo nelle chiacchiere e sui giornali (da ultimo oggi Franco Arminio sul Corriere della Sera) una sorta di lamentazione sulla depressione che, con epicentro al sud, infuria sulla penisola. Non di meteo si tratta, ma di anime, le nostre, che sarebbero piombate in un cronico “sentirsi giù” che paralizza l’azione, dilata le attese, avvolge il nulla col nulla. Così uno, anziché anticipare i francesi nell’indossare il gilet da battaglia, si lascia andare alla sonnolenza pomeridiana, all’account che surroga il sociale, al voto a dispetto, più che disperato. Sono analisi nel contempo esatte e diversive. Esatte perché anche noi leggiamo la cupezza nelle facce di tanti, compresi gli studenti con i quali […]

La lezione garantista di Spataro

Nel comunicato stampa firmato ieri il procuratore della Repubblica di Torino non si limita a rimproverare al ministro dell’Interno di avere diffuso la notizia di un’operazione ancora in corso, mettendone a rischio l’esito. Armando Spataro dà al ministro anche una lezione di elementi minimi di stato di diritto. In un passaggio del comunicato di cui forse è sfuggita qualche sfumatura, il procuratore si rivolge al ministro come un professore si rivolgerebbe a uno studente di procedura penale all’oscuro di tutto: la polizia giudiziaria non ha fermato «15 mafiosi nigeriani», ma «sta eseguendo un’ordinanza cautelare emessa su richiesta della Dda di questo Ufficio, dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Torino». E non […]

Sovranità contro sovranismo

Conosciamo persone (il barista, lo studente, il fruttivendolo) di pessimo umore per tasse, affitti, lavori ingrati, lavori mancanti, lavori vagheggiati, ma inafferrabili. Carlo Calenda nel suo libro (Orizzonti Selvaggi, Feltrinelli) ne spiega la ragione di fondo: lo sviluppo dei Paesi ex poveri che ha sottratto/sconvolto molti mestieri e molte certezze del ceto medio di casa nostra. È vero che per un lavoro (e un cliente) che perdi oggi un altro ne sorgerà l’indomani. Ma fra l’oggi e il domani c’è, per l’appunto, la nottata del malessere, l’incubo del cadere all’indietro, di avere perso insieme con il presente anche il futuro. I talk show mettono in scena quest’ansia e il sovran-populismo ne è il termometro. Mentre […]

La voluttà della punizione

Per comprendere fino in fondo la nostra smodata passione per le manette e le pene servirebbe la psicanalisi, e non la filosofia del diritto. La naturale propensione a pretendere per gli altri punizioni esemplari è sempre temperata dalla tolleranza per se stessi, vittime dell’ingiustizia e del destino. La voluttà della punizione è al centro della vita pubblica, e la nostra anima giustiziera ha sempre trovato un modo per mettere in chiaro che noi eravamo il popolo e volevamo giustizia, segnando una linea invalicabile tra noi e loro, tra la parte buona della società e i trasgressori. La passione per la pena esemplare ha avuto fasi diverse nell’età moderna, si è trasformata ma non è […]

L’autunno e l’inverno della Rai

A guardare l’auditel di questo autunno spiccano due vincitori: la Rai che avanza di mezzo punto grazie alle reti maggiori (1,2,3) e nonostante la flessione delle minori (da Rai 4 a proseguire); La7 che cresce di un punto saziando il suo pubblico di pensionati pensierosi. Mentre Mediaset arretra marcatamente, tranne che con la nuova Rete 4 di Palombelli, Chiambretti, Porro. Il sorriso della Rai di oggi non si estende al suo domani perché, a dirla brutalmente, mai è stata così indeterminata la sua ragion d’essere e mai così infido l’ancoraggio al sistema politico istituzionale. Riguardo al primo aspetto, il problema non è nuovo perché nel Paese esiste da sempre (e perfino misurata dai referendum […]

Prospettive di Midterm

Nel secolo breve, in realtà i due secoli da metà settecento a metà novecento, la classe operaia, generata dalla fabbrica, è stata il punto di riferimento sociale della politica. L’altro riferimento, istituzionale, erano gli Stati “padroni a casa propria”, delineati dalla Pace di Vestfalia del 1648. Punti non più fermi perché, dalla metà del novecento, non solo la fabbrica e la classe cominciavano a essere dissolte dall’automazione e dalla delocalizzazione, ma il capitale diveniva apolide perché assurgendo a pura finanza dimenticava ogni patria e confine. Di conseguenza la sovranità degli Stati decadeva da piena a residuale sicché non ne esistono più che possano definirsi davvero “sovrani” (e questa è la ragione per cui i […]