Priorità

Matteo Renzi si dimostra ancora una volta tanto abile sulla tattica (giratela come volete: è lui che ha messo la prima zeppa nella porta su cui Matteo Salvini si è rotto la spalla) quanto spregiudicato sulla strategia (l’apertura al taglio dei parlamentari, che resta una minaccia all’intero sistema di pesi e contrappesi della nostra democrazia). Ma non sta qui, o almeno non dovrebbe, il cuore di ogni discorso e ragionamento su questa pazza pazza crisi: il punto

Contro la sacralizzazione dei beni culturali

Nel film The Social Network di David Fincher c’è una scena in cui due studenti di Harvard sono seduti nell’anticamera dell’ufficio del rettore, in attesa di essere ricevuti. In un clima molto formale, l’assistente del rettore li informa che sono in un edificio assai prestigioso, di cento anni più antico del Paese in cui si trova, e che quindi facessero molta, molta attenzione. I due, increduli, rispondono: «Siamo seduti su delle sedie». La scena mi è tornata in mente leggendo dell’ordinanza della sindaca di Roma Virginia Raggi che vieta di sedersi sui gradini della scalinata di Trinità dei Monti che domina Piazza di Spagna. Ieri pomeriggio una pattuglia di vigili urbani è intervenuta, ha […]

Se neanche il Pd difende l’habeas corpus

La visita di Ivan Scalfarotto ai due cittadini americani accusati dell’omicidio del vicebrigadiere dei Carabinieri Mario Cercello Rega ha scatenato un’ondata di polemiche, prevedibili dall’area di governo, forse un po’ meno dal Partito democratico. La visita di un parlamentare a dei detenuti non è mai un gesto di solidarietà, ma l’esercizio di una prerogativa che non può essere giudicata a seconda della propria sensibilità: è un atto ispettivo delle condizioni di detenzione, a tutela di quell’incolumità di chi è sottoposto al potere coercitivo dello Stato che è scritta in Costituzione. Le visite dei parlamentari in carcere sono frequenti, e raramente ne sentiamo parlare. Si va in carcere perché sono zone chiuse, accessibili a pochi, […]

Attendiamo sfiduciati

È andata così: il caso Savoini è ormai uscito persino dalle ultime pagine dei giornali e della mozione di sfiducia a Salvini si riparlerà, forse, a settembre, se qualcuno ancora se ne ricorderà. Per difendere le proprie postazioni e impedire ogni bilanciamento dei poteri, è emersa, per l’ennesima volta, la vera maggioranza parlamentare che regge questo governo, e va dal Movimento 5 stelle all’intero centrodestra. Se non altro, il voto

Fiscal Chernobyl

Qualche giorno fa, in una sessione intensiva di bingelistening, ho ascoltato le cinque puntate del podcast che ha accompagnato l’uscita di ogni puntata di Chernobyl, la miniserie coprodotta con Hbo della quale ha parlato e scritto mezzo mondo, Left Wing inclusa. Ho sentito Craig Mazin, l’autore, sceneggiatore e produttore di quello che è considerato l’evento televisivo dell’anno raccontare a Peter Sagal che la domanda sulla quale si reggono tutte le cinque ore della serie gli si era incistata da qualche parte del cervello e non se ne era andata più: what is the cost of lies, qual è il costo delle bugie? E poi l’ho sentito dire, con la fede nel giusto e nel […]

La carica dei Realconformisti

Ci sono molti modi di difendere un governo che ha già dalla sua la maggioranza parlamentare e forse anche la maggioranza dei consensi, e se ne fa forte per predicare l’odio contro gli immigrati, fare pressioni sulle forze dell’ordine per utilizzarle contro ong e avversari politici, e allo stesso scopo non esita ad abusare del proprio potere in mille altri modi (salvo poi proteggersi dietro l’immunità), minacciando così la tenuta dello stesso stato di diritto, cioè la libertà e il futuro di ognuno di noi. Per un po’ sono andati per la maggiore i disumanisti. Quelli capaci cioè di rimproverare a chiunque anche il più banale gesto di umanità compiuto nei confronti di uno […]

La coscienza di Conte

Giuseppe Conte ha definito il caso Sea-Watch «un ricatto politico che è stato compiuto scientemente e deliberatamente attraverso l’utilizzo strumentale della vita di quaranta persone». Il fatto che per Conte, evidentemente, l’autore del ricatto non sia né Matteo Salvini né il suo governo (né, di conseguenza, Conte medesimo), bensì la capitana della Sea-Watch, nulla toglie alla limpida e indiscutibile verità

I cimiteri di Trieste

Cara Left Wing, non so che rapporto hai con i cimiteri. A me piacciono, quando viaggio e ne ho la possibilità vado sempre a visitarli perché mi sono fatto l’idea – banale, mi rendo conto: ma non mi ritengo un pensatore, diciamo – che dicono molto più dei vivi che dei morti. Comunque, qualche giorno fa passavo a Trieste di ritorno dalla Slovenia. Mi piace fermarmi in quella città, vuoi perché ha la piazza più bella del nostro paese, vuoi perché mentre aspetti di attraversare la strada ti può capitare di ascoltare due donne parlarsi in una lingua fatta di slavo e triestino e chissà cos’altro ancora come se niente fosse, vuoi perché se […]

Fermiamo il bullismo marinaresco di Salvini

La decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo di respingere il ricorso con cui la Sea-Watch chiedeva di poter sbarcare in un porto italiano le quarantadue persone imprigionate a bordo da dodici giorni non è una decisione nel merito. La Corte – che non è un organismo dell’Unione europea, ma del Consiglio d’Europa, un’organizzazione internazionale diversa dalla Ue, di cui fanno parte anche stati come Russia, Ucraina, Turchia, e che decide sul rispetto dei diritti contenuti nella Convenzione europea dei diritti dell’uomo – era chiamata a valutare la concessione di una misura eccezionale (in questo caso lo sbarco di tutti i passeggeri), consentita solo quando vi sia un rischio imminente di un danno irreparabile. […]

Dentro Chernobyl

C’è un istante, brevissimo, nella seconda puntata di Chernobyl, la serie attualmente in onda su Sky, in cui una donna, richiamata dal rumore dei colpi all’ingresso dei soldati che stanno iniziando l’evacuazione forzata di una intera città, va ad aprire la porta dell’appartamento del grande palazzo brutalista di Pryp’jat’ nel quale vive. Io e i miei amici quella porta l’abbiamo vista. Nel senso che siamo entrati in uno di quei palazzi di Budivelnykiv Prospekt, abbiamo guardato le cassette della posta al centro del pianerottolo che divide le due lunghe ali dell’edificio dove la gente si incrociava per prendere l’ascensore, abbiamo salito le scale per sedici piani fino ad arrivare all’ultimo dove ci siamo separati […]