Genesi di una sconfitta non annunciata

Assuefazione o vocazione alla sconfitta. Fatto sta che a Milano il centrosinistra perde nettamente le elezioni amministrative: calano i votanti rispetto alle politiche ma aumenta lo scarto di voti tra le due coalizioni a favore del centrodestra. Esiste una chiave di lettura della sconfitta?

Chi ha stretto il cappio a Consorte

In quel singolare Paese teorico della sovranità e del potere moderno che è la Francia, restano in piedi un Capo dello Stato e il suo fedelissimo ministro degli Esteri anche se fanno scrivere da propri accoliti ai magistrati finte lettere anonime secondo le quali è il loro avversario ministro degli Interni ad aver intascato tangenti internazionali…

Parlamentari uniti e partiti divisi

I gruppi unitari dell’Ulivo di Camera e Senato, promessi durante tutta la campagna elettorale, sono stati dunque creati. E’ un fatto rilevante per la politica italiana, a cui però forse non si sta rivolgendo la dovuta attenzione e su cui gli stessi partiti che li hanno costituiti, i Ds e la Margherita, non hanno sviluppato una riflessione…

Il Codice Juventus delle grandi famiglie

Se la Juventus comprava effettivamente gli arbitri, se Luciano Moggi era effettivamente a capo di una cupola che controllava ogni minimo movimento all’interno del calcio italiano, se gli errori arbitrali erano effettivamente frutto di un complotto e se di questo complotto erano attori giornalisti, banche, piccoli trafficanti di calciatori e grandi famiglie del capitalismo italiano del Nord, per quale ragione gli italiani non dovrebbero credere anche alle teorie di Dan Brown?

Il valore etico delle intercettazioni

Ripubblichiamo qui l’intervista rilasciata da Diego Della Valle ad Alberto Statera, uscita su Repubblica del 9 agosto 2005, nel pieno delle polemiche sulle scalate ad Antonveneta, Banca nazionale del lavoro e Rizzoli-Corriere della sera (il titolo originale era: “Il patto del Corriere è saldo, su Bankitalia parli Ciampi”)

Lo spettacolo deve continuare?

Prima la politica, poi le banche, ora il calcio. L’Italia non è un paese spaccato in due, come una mela. L’Italia è un paese in via di spappolamento, come una mela cotta. A venire meno – o come minimo a mostrare crepe profonde, sotto i colpi degli scandali ricorrenti – sono le sue strutture portanti: prima un’intera classe dirigente, con l’assetto politico che l’aveva generata; poi le basi del suo sistema economico e finanziario, le banche; ora il principale fenomeno sociale di massa, il calcio, con tutto il suo peso economico, culturale e politico…

Perché D’Alema sarebbe una disgrazia

cosa dicevamo

Caro Direttore, mi chiedi di scrivere, stavolta. Mi chiedi di rompere l’abitudine di telefonarti a notte fonda, di mettere una buona volta le mie obiezioni per iscritto e lasciarti dormire in pace. Mi chiedi di rompere il silenzio che negli ultimi dieci minuti mi sono imposta sull’argomento D’Alema-al-Quirinale. Mi chiedi di sostenerne la candidatura, e io mi chiedo se tu sia impazzito. In pochi – lucidi analisti politici con a cuore i destini del paese – abbiamo compreso il rischio dell’eventualità di un D’Alema presidente della repubblica. Di primo acchito, oltre a me stessa, mi vengono in mente solo Lorenzo Cesa e Aldo Cazzullo. E’ evidente a tutti noi – statisti come Cesa, liberi […]

Perché occorre il metodo Galli

Raccogliendo qua e là spunti e argomenti, mi sono fatto un’idea abbastanza precisa di chi potrebbe ricoprire l’incarico di presidente della Repubblica con soddisfazione di tutti, e in particolare del Corriere della sera, i cui editoriali prodighi di consigli e ricchi di riflessioni ho tenuto in particolare conto nell’analisi seguente. Non sarà il metodo Ciampi, ma sono sicuro che è comunque un buon metodo per raggiungere sin dalla prima votazione una larga intesa, che vada ben oltre i confini della maggioranza di governo, e abbia il plauso della stampa libera…

Un’ipotesi sui franchi tiratori

Nelle righe che seguono vogliamo avanzare l’ipotesi, puramente ricostruttiva e mancante di qualsiasi notizia riservata, che nella notte tra venerdì e sabato scorso il capo del governo uscente, dopo essersi accorto che Andreotti poteva essere eletto veramente alla presidenza del Senato (e non si limitava quindi a fargli fare un figurone davanti agli italiani moderati), sia stato costretto a correre in soccorso…

Dottor Amato e Mister Hyde

Ripubblichiamo qui l’intervista rilasciata dall’allora deputato del Pds Franco Bassanini ad Antonio Padellaro, uscita sull’Espresso del 31 maggio 1992, nel pieno del dibattito sull’elezione del presidente della Repubblica (l’occhiello recitava: “Quirinale/candidati mancati – Il consigliere di Craxi in corsa per il Colle? Il deputato Bassanini ha avuto un sussulto: lui non lo avrebbe mai votato. Qui spiega perché”)…