Bettiniani brava gente

“Interferenze, pressioni, richieste di posti. Questa è l’attività pubblica? Se è così rischiamo di diventare tutti prigionieri di una politica che fa schifo alla brava gente. Una politica invadente, prepotente e autoreferenziale. Una svolta rispetto a tutto questo non può più attendere”. Così, dopo il caso Mastella, ha parlato a Repubblica Goffredo Bettini, discusso capo del centrosinistra romano da quasi vent’anni, scatenando un’ondata di panico nei consigli di amministrazione di tutte le società municipalizzate di Roma e del Lazio.

Garantismi

Da tempo, a proposito del cambio di proprietà all’Unità, un’angosciosa domanda ci tormenta: perché chiamare a comporre il comitato dei garanti, tra gli ex direttori del giornale, solo Furio Colombo e Alfredo Reichlin? Davvero non capiamo per quale ingiusto ostracismo non si voglia allargare il comitato anche a Pietro Ingrao, Aldo Tortorella, Emanuele Macaluso, Claudio Petruccioli, Massimo D’Alema, Walter Veltroni, Renzo Foa, Peppino Caldarola, Mino Fuccillo e Paolo Gambescia.

Moratorie

Ma in fondo Giuliano Ferrara cosa ha chiesto, con la sua proposta di moratoria sull’aborto? Di garantire “fondi al movimento per la vita e ai centri di assistenza che lavorano contro l’aborto”. D’accordo, sui centri sarebbe forse il caso di vigilare, ma non è la fine del mondo. Intanto però il dibattito ferve, e nessuno si prende la briga di trovare una risposta concreta, laica e razionale all’appello. Eppure è semplice: si introduca l’Ici sui cinema parrocchiali, e i fondi sono bell’e trovati.

Il capo della libertà

Convinti come siamo della necessità del dialogo, in segno di buona volontà, ci uniamo di tutto cuore all’elogio che di Silvio Berlusconi ha fatto oggi al Giornale (che lo riporta con la dovuta evidenza, anche nella titolazione), la pasionaria storaciana Daniela Santanchè: “Un capo-popolo più che uno statista. Tra il guru e il mago”.

Densità culturale

Il consueto editoriale sulla deprimente povertà culturale della politica italiana, sul Corriere della sera, sabato è stato affidato a Dario Di Vico. E così, in attesa che Luca Cordero di Montezemolo colmi questo vuoto d’intelletto e di cultura, Di Vico si fa forte dell’impietosa analisi di Giuseppe De Rita. Sulla sua scorta, il vicedirettore del Corriere ci spiega qual è il problema: i maggiori partiti, per quanto rinnovati, non riescono a presentarsi con “la densità tipica della cultura politica”, preferendo attingere più che altro “ai manuali di marketing”. Peccato che una così dura sentenza Di Vico la emetta in un denso editoriale in cui parla di “offerta politica” che “si va ristrutturando” (mentre, ovviamente, […]

Partiti e liquidi

Il tesoriere del Pd, Mauro Agostini, ha finalmente preso carta, penna e coraggio in mano per chiedere al tesoriere dei Ds, Ugo Sposetti, alcuni chiarimenti in materia di soldi. Non è chiaro per quale ragione Agostini abbia inviato la sua lettera, invece che a Sposetti, al Corriere della sera. Né si capisce bene con chi ce l’abbia, visto che la scelta di conferire gli immobili di proprietà dei Ds ad alcune fondazioni – così da provvedere in tempi ragionevoli all’estinzione dei debiti del disciolto partito – non è stata un’oscura manovra di Sposetti, ma una decisione degli stessi Ds. E non si ricordano obiezioni da parte di alcuno, allora. Ma soprattutto stupisce l’improvvisa passione […]

Simboli senza partiti

Sul Magazine del Corriere, Angelo Panebianco riflette sulla forma-partito del XXI secolo. In capo all’articolo, mette la seguente considerazione: un partito deve adeguarsi ai tempi. Ma un partito che si adegui ai tempi, senza essere capace di cambiarli almeno un po’, e comunque di incidere sul loro corso, non è un partito politico: al massimo è un centro studi. In coda, invece, Panebianco propone la seguente riflessione: in Italia i partiti politici che sono sulla piazza buttano via sigle e simboli perché si vergognano del loro passato. Ma a parte il fatto che c’è chi li raccoglie, e qualche notaio potrebbe confermare che le fiamme tricolori e le democrazie cristiane e i partiti comunisti […]

Il taglio di Luca

Un altro avrebbe detto: questo governo non è capace nemmeno di tappare una buca, far camminare un autobus, tenere aperto un ospedale. Luca Cordero di Montezemolo, per eccitare la furia popolare, ha detto invece: “Questo governo non è capace nemmeno di tagliare due centimetri alle cravatte”. Eppure ha ragione. Sin dalla sua prima finanziaria, per dire, questo stesso governo non solo non è stato capace di tagliare due centimetri alle cravatte, due peli al visone, due zolle d’erba al campo da golf, ma nemmeno due ore di cassa integrazione alla Fiat.

Sondaggi

Walter Veltroni unico candidato capace di attrarre maggiori consensi di Silvio Berlusconi. Pd al 29 per cento. A quanto pare, secondo il sondaggio di Repubblica.it, se si candidasse con la Casa delle libertà Veltroni stravincerebbe le elezioni.

Solitudini

Commentando a caldo l’enorme affluenza alle primarie, Fabio Mussi ha dichiarato che “da solo il Partito democratico non andrà da nessuna parte”. Poi è scoppiato a piangere.