Lo strano caso del Pugilatore a riposo

C’è una gerarchia di valore tra un bene culturale e l’altro? Ovvero, vale di più un’opera rinascimentale o una antica? E’ peggiore la prospettiva della perdita di un affresco di epoca augustea o di una statua barocca? Tenete presente questa domanda mentre provo a raccontarvi una storia. Sappiamo che in epoca di Expo le opere d’arte migrano verso nord, come le rondini in primavera. Quadri che si trovano a Firenze si spostano in Lombardia e sculture solitamente romane partono per Firenze. D’altra parte sappiamo che da alcuni anni opere di autori molto carismatici, con soggetti accattivanti o la cui fama è stata amplificata da libri o film di successo, vengono molto corteggiate per soddisfare […]

L’invenzione dell’austerità

La parola austerità è al centro del dibattito politico europeo: predicata a gran voce dalle élite protestanti del continente come regola di virtù etica, è vissuta dalle popolazioni dell’Europa cattolica e ortodossa come sinonimo dell’ipocrisia dello «spirito del capitalismo», che ammanta di paroloni moralisti una banale attività di recupero dei crediti, per altro concessi con modalità da strozzini. Nella fatica del suo costruirsi l’Europa è tornata a una disputa cinquecentesca, quando i principi tedeschi e olandesi tuonavano contro la lussuria e la depravazione delle corti rinascimentali italiane, francesi e spagnole, e queste ultime piagnucolavano per l’assenza di un «imperio» politico, in grado di mettere in riga gli appetiti dei mercanti del Nord. Il termine […]

La via splatter alle politiche culturali

La scorsa settimana è apparsa la notizia secondo la quale, a causa delle ristrettezze di bilancio del Comune di Roma, il settore della cultura capitolino sarà tagliato del 27 per cento, dopo che era già stato severamente ridotto nei due anni precedenti. Qualche giorno prima, il 20 febbraio, la biblioteca degli Uffizi a Firenze è rimasta chiusa per carenza di organico. Intanto ci sono realtà importantissime nel settore dello spettacolo che, a causa del definanziamento della parte pubblica, faticano a tirare avanti e questo malgrado il successo di pubblico, l’alto tasso di innovazione e internazionalizzazione e la buona gestione. Intanto salgono al cielo i peana e i gemiti per la caduta dei consumi culturali, […]

Sindrome olandese

Forse in questi giorni è un’affermazione impopolare, ma questo sdegno antiolandese, nato dopo gli atti di vandalismo di Roma (a piazza Campo de’ Fiori e a piazza di Spagna), mi lascia tanto, tanto perplessa. E non capisco il senso di andare a manifestare di fronte all’ambasciata olandese. Mi ricorda un po’ – e sicuramente mi sbaglio – la pretesa, dopo il massacro di Parigi, di sentire l’esplicita condanna da parte di ogni musulmano che si incontrava. Cinquecento olandesi ubriachi e notoriamente teppisti scatenano la loro ottusa (e alcolizzata) rabbia contro una fontana del Bernini e ora ci aspettiamo un autodafé da ciascun cittadino neerlandese. Io ‘sta cosa non la capisco, anche perché ci sono […]

Un problema di classe dirigente culturale

A partire dalla metà degli anni Novanta del secolo scorso, di fronte alla volontà delle nuove classi dirigenti politiche di dare vitalità e centralità al sistema culturale italiano e romano, si decise di intervenire imprimendo un nuovo impulso a un settore fino a quel momento marginalizzato. Si inaugurarono nuovi musei e istituzioni culturali, si sperimentarono nuove forme di gestione, si riformarono le strutture amministrativo-burocratiche, aumentarono gli stanziamenti pubblici e vennero individuate nuove personalità, alcune davvero competenti e addirittura talentuose, per presiedere, dirigere o partecipare al governo di istituzioni, assessorati, festival, case delle arti, enti, fondazioni pubbliche o semipubbliche, spa a vocazione culturale: erano le nuove risorse chiamate a gestire nuovi contesti. Un vento fresco […]

Ve lo do io il museo del Quirinale

La prima volta che ho sentito parlare dell’idea di trasformare il Quirinale in un museo è stato circa due anni fa, nel 2013, poco prima della nota vicenda che condusse alla rielezione di Giorgio Napolitano. La proposta era di fare del palazzo del Quirinale un grande, grandissimo museo della cultura italiana o, addirittura, un formidabile polo turistico. Per diversi mesi l’idea ha continuato a scorrere ipogea per riemergere in occasione delle dimissioni di Napolitano e dell’elezione del nuovo presidente della Repubblica. E’ la casa degli italiani, si dice, e quindi gli italiani devono potervi entrare liberamente. In Spagna il museo del Prado accoglie milioni di persone e – si aggiunge – anche il Palazzo […]

Contro i fanatici c’è bisogno di più teologia

Di fronte ai fatti di Parigi, in cui terroristi islamici hanno sterminato la redazione del giornale satirico Charlie Hebdo e sparso sangue di francesi laici, musulmani ed ebrei, il compito del teologo è allo stesso tempo semplice e complicato. Semplice perché per vocazione (in senso sia professionale sia spirituale) il teologo sa che la sola risposta di lungo periodo è il dialogo tra persone e lo scavo dei significati che si celano dietro a ogni parola che cita il nome di Dio – e nel caso degli assassini di Parigi quelle parole che citavano Dio come movente erano chiaramente blasfeme. Ma è anche una posizione molto complicata quella del teologo, che si sente obbligato […]

Di cosa parla Benigni quando parla di Dio

Dopo qualche giorno, è facile raccogliere insieme le critiche principali rivolte alla performance di Benigni da parte di quelli che non la bevono. Sono quattro. La prima viene da quelli che dichiarano di avere amato il Benigni di una volta, e di non riconoscerlo più nel Benigni dell’altra sera: dov’è finito – si chiedono – il Benigni irriverente e sfrontato degli esordi, il toscanaccio che scherzava con i santi? Benigni che legge i dieci comandamenti è come Maradona che fa l’elogio di Blatter: non c’è più religione. O piuttosto ce ne sarebbe troppa, anche grazie alle fiction con preti e monache trasmesse dalla Rai. La seconda critica guarda al cachet del comico toscano: quattro […]

Parola dell’attore

Cara Left Wing, qualche anno fa Nando Dalla Chiesa, del quale seguivo il corso di sociologia all’università, pensò bene di riunirci tutti in aula e di farci vedere “L’albero degli zoccoli” nella versione in lingua originale, quella che aveva bisogno dei sottotitoli in italiano; e poi ebbe la perfidia di imporci di scrivere una specie di tesina, da discutere in sede di esame. Sarà che il film l’avevo già visto, sarà che non sapevo bene da che parte iniziare, fatto sta che quella tesina la scrissi non sul film, ma su noi studentelli, sulle nostre reazioni, sulle risate, gli sbadigli e tutto il resto. Che è più o meno quello che sto facendo adesso, […]

Se il tribunale può solo condannare

La sentenza che ha mandato assolti i boss della camorra, condannando invece il loro avvocato, Michele Santonastaso, per le minacce contro Roberto Saviano e Rosaria Capacchione – pronunciate nel dare lettura di un’istanza di remissione della Corte, nel processo Spartacus 2, sei anni fa – sembra appartenere a un mondo rovesciato. In un mondo con la testa in su e i piedi per terra, non si condannano gli avvocati dei camorristi, ma i camorristi. E però, la calma e la ponderazione necessarie per riflettere sulla sentenza (in attesa delle sue motivazioni), suggeriscono di scrivere un’altra volta questa proposizione di quasi ordinario buon senso: in un mondo normale, sono i camorristi a essere condannati, non […]