Wikileaks e la trappola della trasparenza

Proviamo a prenderla dall’altra parte: esiste un diritto a non sapere? Ed è possibile che il non sapere rientri tra le condizioni per cui certe relazioni fra gli uomini possano aver luogo? La prima domanda ha una risposta abbastanza certa: è difficile negare che nei casi di adozione, per esempio, si abbia tutto il diritto di non conoscere i genitori naturali. Così come si ha anche il diritto di rimanere nell’ignoranza circa informazioni che possano essere ricavate dal nostro patrimonio genetico…

I tempi del Pci

Non abbiamo sondaggi e non lo abbiamo nemmeno domandato a nessuno, ma ci scommetteremmo. Alla mostra sul Pci, oggi aperta per l’ultimo giorno a Roma, prima di passare a Livorno e per diverse altre città d’Italia, i visitatori si potrebbero dividere in due categorie: quelli che si domandano se tutto sommato il Pci, un partito che non esiste più da vent’anni, meritasse una celebrazione così imponente da parte dei suoi discendenti; e quelli che si domandano se tutto sommato, considerati…

Leonardo Sciascia e i democratici

Proviamo a dare ragione a Leonardo Sciascia in ciascuno dei momenti in cui il suo confronto con il Pci si è fatto teso, aspro, polemico, e dopo aver tutto concesso vediamo se una qualche essenziale ragione non stesse comunque dalla parte del Partito comunista. Emanuele Macaluso ha scritto un libro che ce ne offre l’occasione: “Leonardo Sciascia e i comunisti” (Feltrinelli). Libro bello, intenso, a tratti vibrante di commozione: per esempio nelle prime pagine, che raccontano come alcuni…

Gli highlander della Prima Repubblica

Il libro di Chiara Geloni, Highlander – Storie, cimeli e ideali della Prima Repubblica (editrice Memori), non è solo la raccolta di dodici interviste a politici, giornalisti e intellettuali che hanno attraversato con vario grado di responsabilità i decenni repubblicani. Le interviste sono state realizzate nel corso di un programma settimanale di Red Tv e il mezzo televisivo ha aiutato in questo caso a rendere gradevole il linguaggio, pur senza impoverire i contenuti. Ma nel libro c’è più di dodici…

Cose che ho imparato da Vieni via con me

cosa dicevamo

1) Che si possono prendere delle persone, metterle davanti a una telecamera a elencare cose a caso ed essere seguiti da milioni di telespettatori. 2) Che si possono prendere delle persone, metterle davanti a una telecamera a elencare cose a caso e battere persino il Grande Fratello. 3) Che per fare un programma che prende delle persone e le mette davanti a una telecamera a elencare cose a caso devi essere Fabio Fazio. 4) Che se sei Roberto Saviano puoi fare tutto. 5) Che se sei Roberto Saviano e stai con Fabio Fazio (o viceversa) puoi fare tutto, elenchi di cose a caso compresi. 6) Che se stai con Fabio Fazio e Roberto Saviano […]

Il futuro e la libertà del caciocavallo

Un manifesto di “persone perbene e intellettualmente oneste”, dice il filosofo Giacomo Marramao. Cioè, non stiamo troppo a pensarci, di destra. Un manifesto firmato da persone che in futuro, quando una nuova fase politica sarà aperta nel paese (e qualche contributo a chiudere quella presente pare che effettivamente Gianfranco Fini voglia darlo), potranno anche trovarsi in disaccordo, uno con Sinistra e libertà e l’altro con Futuro e libertà, ma per il momento partono almeno da “una comune base di valori”. Un incontro, checché ne dicano i firmatari del finiano Manifesto di ottobre, provenienti da sponde politiche distanti e addirittura opposte…

Galli e il mito del bipolarismo berlusconiano

Di giorni il ventesimo secolo ne conta più o meno trentaseimilacinquecento, ma possono bastarne tre per tracciare la storia d’Italia. O almeno: questo è l’intento del libriccino di Ernesto Galli della Loggia, Tre giorni nella storia d’Italia, che sceglie il 28 ottobre 1922 (Marcia su Roma), il 18 aprile 1948 (vittoria della Dc sul frontismo socialcomunista) e il 27 marzo 1994 (prima vittoria di Silvio Berlusconi), per mostrare i caratteri originali del Novecento italiano. Le tre date hanno un tratto comune evidente…

L’ultima ridotta dei veteroliberisti

Se si volesse raccontare con poche parole cosa è stata la lunga fase di egemonia liberista nel mondo occidentale, si potrebbe dire che la politica fu costretta a spogliarsi progressivamente delle proprie competenze e dei propri strumenti regolativi (quelli che in gergo venivano chiamati, non a caso, “strumenti di politica economica”), delegandoli interamente al mercato, unanimemente identificato come unica istituzione capace di garantire allocazioni efficienti che massimizzassero il benessere sociale…

Vieni avanti, meritevole

Siamo all’inizio dell’anno scolastico, seguite per cortesia il piccolo ragionamento in due tempi di Roger Abravanel, guru della meritocrazia. Primo tempo: sono stati messi a punto dei test – i test Pisa e Invalsi – che misurano intelligenza e capacità dei ragazzi in età scolare. Essere intelligenti e capaci aiuta: conseguire un buon risultato nei test dovrebbe quindi essere sicuro indice della possibilità di avere successo. Di qua stanno le «competenze della vita», di là il «successo nelle società post-industriali»…

Calippo e rivoluzione

cosa dicevamo

Tanto allarme e tanto moralismo per nulla, intorno alle due ragazze romane del tormentone sul “calippo” e la “bira”. Specialmente da commentatori progressisti, sconvolti dal fatto che due adolescenti intervistate da un giornalista televisivo, sulla spiaggia di Ostia, si esprimano in dialetto. Se ognuno facesse un carotaggio storico della propria famiglia lungo il XX secolo, prima di parlare, forse sentiremmo meno scemenze. Fino a cinquant’anni fa le classi popolari non solo parlavano (esclusivamente) il dialetto, ma erano anche analfabete, a favore della pena di morte, pensavano che la verginità prima del matrimonio fosse un dovere della donna e che andare a puttane fosse la naturale vita sessuale dell’uomo. Eccetera. Mia nonna Ines (nata nel […]