Il minimo storico della Tv

Il dato auditel più notevole di questo inizio di 2018 è che la platea della televisione ha raggiunto il suo minimo storico, dopo avere più che riassorbito, perdendo uno spettatore ogni dieci, la bolla gonfiata dagli anni peggiori della crisi economica. A ennesima verifica della norma per cui a tasche vuote corrispondono platee casalinghe piene. E tanto per evidenziare che, a differenza dei consumi culturali “intenzionali” (quali cinema, teatro, libri, musei, concerti) l’attenzione che prestiamo alla televisione è frutto delle circostanze che ce la parano più o meno frequentemente dinanzi. Mentre la platea si contrae, e qui passiamo all’altro dato notevole, La7 ha preso a guadagnare posizioni invertendo, in capo a quattro anni, l’arretramento della […]

Insoddisfatti e sognatori

Don Matteo e C’è posta per te, due fra le più imponenti presenze nella tv italiana, sono tornati fra noi: da una parte, al giovedì su Rai uno, le avventure di provincia in salsa di Frassica, dall’altra, di sabato su Canale 5, lacrime a dirotto tutt’altro che asciugate da Maria De Filippi. Folle di spettatori che solo Montalbano, Sanremo e la Nazionale possono emulare. Il successone dell’eterno ritorno del sempre uguale. Nel frattempo nel mondo esterno è successo di tutto: Berlusconi ha governato ed è andato e tornato dai servizi sociali; i tecnici ci hanno salvato da un abisso e noi ve li abbiamo spinti; la sofferenza unita alla speranza – e cioè la sinistra […]

Indietro tutta

Noi, d’istinto, saremmo per limitare le presenze dei politici, specie in campagna elettorale, a una apposita trasmissione denominata Tribuna Politica, con uno o due giornalisti a fare le domande e uno o più concorrenti elettorali a dare le risposte e a darsele l’un l’altro. Ovviamente la nostra è una posizione retrò, che manca di apprezzare il forte contributo culturale e sociale fornito dai talk show alla missione di “umanizzare la politica”, esibendone gli esponenti un tanto al kilo, stritolandoli fra obblighi di scaletta, niagara di applausi del pubblico di scena, intervalli pubblicitari che finanziano la baracca. Va da sé che questo meccanismo narrativo ha selezionato il battutista rissoso rispetto allo schermidore dialettico, i lessici aggressivi […]

La prima settimana della Rai

È solo la prima di 52 settimane, e quindi potrà essere smentita da tutte quelle che seguiranno, però la situazione degli ascolti rispetto agli anni passati è decisamente interessante. Il primo dato è che la bolla d’ascolto della tv lineare, generata dalla crisi economica che costringeva la gente a stare in casa per evitare spese, è stata riassorbita poiché la massa del pubblico è ormai al di sotto dei minimi precedenti la crisi, fatto salvo l’ascolto nel day time, dal mattino presto fino all’inizio dei tg serali, che fa storia a sé perché deriva dal pubblico (anziani e casalinghe) più anziano e dunque abitudinario, crisi o non crisi. Il secondo dato è il guadagno di […]

Canone inverso

Durante una campagna elettorale esistono solo segnali e non proposte. Tanto più col proporzionale che, a differenza del maggioritario, non dovrebbe dare il governo a uno schieramento predefinito. E dunque libera tutti, negandogliene il potere, dall’incombenza di adempiere perentoriamente e tempestivamente alle promesse acchiappavoti. Sicché le promesse vanno considerate tutt’al più premesse, posizioni di partenza nella trattativa con i futuri colleghi della futura maggioranza che governerà. Di cosa è premessa la promessa di Renzi di togliere il canone dalla bolletta? Di molte cose diverse, anche opposte, a seconda dei dettagli a contorno. E qui conterà moltissimo chi farà parte della maggioranza e con quali rapporti di forza interni e nei confronti dell’opposizione. Trascuriamo per il momento […]

Bolle e Meraviglie

Al cinema non andiamo se non in via eccezionale e per lo più accompagnando il nipote fra gli Avengers vari. Sulla tv generalista, buttiamo l’occhio solo di passaggio, mentre cerchiamo la pagina delle serie di Sky o Netflix, e sempre col terrore di imbatterci in Scanzi, Travaglio o Don Matteo. Per questo ci ha molto sorpreso questo inizio di 2018 in cui Rai uno – anziché cavarsela come l’anno passato con un paio di film e fiction – prima con le danze di Bolle il 1° gennaio e poi con l’Angela delle Meraviglie il 4 gennaio, ci ha inchiodato fino alla fine delle due ore di programma, neanche fossimo tornati bambini, ai tempi del monopolio […]

Narcisi, anonimi, desocializzati

Internet è tecnologicamente trasparente, tant’è che permette di conoscere chi (se persona fisica) o cosa (se robot) muove le tastiere. Ma per strappare le maschere servono fior di mezzi e di capacità che solo Stati e Grandi Imprese possono permettersi. Mentre nulla può la gente come noi, che si affaccia sui social per scorrere le time line e infilarci di tanto in tanto commenti politici, ricette, foto di gatti e di figlioli. Così a noi non resta che sorbire quel che passa il convento, anche se sospettiamo che la sbobba propinata dagli utenti mascherati sia adulterata. Di questo ci stavamo costernando su twitter in quanto @sbalassone, quando Ennio de Bernardis, @debe, ci ha richiamati […]

La solitudine di Gomorra

Babbo Natale (non osiamo attendercelo da Gesù Bambino) ci porterà il finale di Gomorra e nel contempo ci sbarazzerà della dibattuta questione del “cattivo esempio senza contraltari” che il programma starebbe offrendo (ancora, qualche sera fa, il sindaco di Napoli ha detto all’inclito pubblico del Premio Napoli, che “le stese” (l’aggirarsi sparacchiando al cielo) dopo la messa in scena nella fiction, si sono non casualmente moltiplicate nella realtà). Il punto problematico è che, per quanto negativi, gli “eroi del racconto” non sono meno eroici e ammirabili di quelli positivi, perché sono resi eroici dal meccanismo stesso delle vicissitudini, dei colpi e dei rovesci di fortuna, degli ostacoli che scavalcano, delle trappole da cui sgusciano. Da […]

Il falò della comunicazione

Amici meno sprovveduti di noi ci avevano preannunciato che Renzi&C, auspicando la non conferma di Visco a governatore di Banca d’Italia, cercavano guai. Già arrivati sul piano mediatico col rinfocolamento dei roghi Etruria anti-Boschi (padre e figlia) in sostituzione di quelli Consip anti-Renzi (padre e figlio),  estinti dalla dimostrata fellonia di alcuni inquirenti&giornalisti. Dal che si deduce che se vuoi fare politica, oltre a eliminare i familiari in vita, deve saperti autolimitare. Puoi riformare i diritti (fine vitae, eccetera) che al peggio rabbuiano qualche vescovo retrò, ma devi tenerti alla larga dall’intreccio editoria-finanza, popolato da odi reciproci ma unito contro i parvenu (amarcord il caso Unipol-Bnl del 2005, «abbiamo una banca»…) e, ancor di più, […]

Bufale siamesi

I racconti fasulli sono sempre esistiti, al punto che tutta la cultura può esserne considerato un unico ammasso, dove – ma è il suo bello – teorie e visioni si avvicendano smentendosi a catena. E se questo vale per le scienze e le filosofie, ancor più si verifica con il sorgere dei mass media, che fin dalle origini non si rivolgono affatto a “tutti”, ma ai “loro” (lettori, spettatori, audience), cioè ai segmenti del corpo sociale che ne condividano a priori l’impostazione. In sostanza, le fake news sono state sempre cibo per le varie fake views. Basti osservare come si guatano all’edicola due avventori che chiedano l’uno il Foglio e l’altro la Verità di […]