La prima settimana della Rai

È solo la prima di 52 settimane, e quindi potrà essere smentita da tutte quelle che seguiranno, però la situazione degli ascolti rispetto agli anni passati è decisamente interessante. Il primo dato è che la bolla d’ascolto della tv lineare, generata dalla crisi economica che costringeva la gente a stare in casa per evitare spese, è stata riassorbita poiché la massa del pubblico è ormai al di sotto dei minimi precedenti la crisi, fatto salvo l’ascolto nel day time, dal mattino presto fino all’inizio dei tg serali, che fa storia a sé perché deriva dal pubblico (anziani e casalinghe) più anziano e dunque abitudinario, crisi o non crisi. Il secondo dato è il guadagno di […]

Canone inverso

Durante una campagna elettorale esistono solo segnali e non proposte. Tanto più col proporzionale che, a differenza del maggioritario, non dovrebbe dare il governo a uno schieramento predefinito. E dunque libera tutti, negandogliene il potere, dall’incombenza di adempiere perentoriamente e tempestivamente alle promesse acchiappavoti. Sicché le promesse vanno considerate tutt’al più premesse, posizioni di partenza nella trattativa con i futuri colleghi della futura maggioranza che governerà. Di cosa è premessa la promessa di Renzi di togliere il canone dalla bolletta? Di molte cose diverse, anche opposte, a seconda dei dettagli a contorno. E qui conterà moltissimo chi farà parte della maggioranza e con quali rapporti di forza interni e nei confronti dell’opposizione. Trascuriamo per il momento […]

Bolle e Meraviglie

Al cinema non andiamo se non in via eccezionale e per lo più accompagnando il nipote fra gli Avengers vari. Sulla tv generalista, buttiamo l’occhio solo di passaggio, mentre cerchiamo la pagina delle serie di Sky o Netflix, e sempre col terrore di imbatterci in Scanzi, Travaglio o Don Matteo. Per questo ci ha molto sorpreso questo inizio di 2018 in cui Rai uno – anziché cavarsela come l’anno passato con un paio di film e fiction – prima con le danze di Bolle il 1° gennaio e poi con l’Angela delle Meraviglie il 4 gennaio, ci ha inchiodato fino alla fine delle due ore di programma, neanche fossimo tornati bambini, ai tempi del monopolio […]

Narcisi, anonimi, desocializzati

Internet è tecnologicamente trasparente, tant’è che permette di conoscere chi (se persona fisica) o cosa (se robot) muove le tastiere. Ma per strappare le maschere servono fior di mezzi e di capacità che solo Stati e Grandi Imprese possono permettersi. Mentre nulla può la gente come noi, che si affaccia sui social per scorrere le time line e infilarci di tanto in tanto commenti politici, ricette, foto di gatti e di figlioli. Così a noi non resta che sorbire quel che passa il convento, anche se sospettiamo che la sbobba propinata dagli utenti mascherati sia adulterata. Di questo ci stavamo costernando su twitter in quanto @sbalassone, quando Ennio de Bernardis, @debe, ci ha richiamati […]

La solitudine di Gomorra

Babbo Natale (non osiamo attendercelo da Gesù Bambino) ci porterà il finale di Gomorra e nel contempo ci sbarazzerà della dibattuta questione del “cattivo esempio senza contraltari” che il programma starebbe offrendo (ancora, qualche sera fa, il sindaco di Napoli ha detto all’inclito pubblico del Premio Napoli, che “le stese” (l’aggirarsi sparacchiando al cielo) dopo la messa in scena nella fiction, si sono non casualmente moltiplicate nella realtà). Il punto problematico è che, per quanto negativi, gli “eroi del racconto” non sono meno eroici e ammirabili di quelli positivi, perché sono resi eroici dal meccanismo stesso delle vicissitudini, dei colpi e dei rovesci di fortuna, degli ostacoli che scavalcano, delle trappole da cui sgusciano. Da […]

Il falò della comunicazione

Amici meno sprovveduti di noi ci avevano preannunciato che Renzi&C, auspicando la non conferma di Visco a governatore di Banca d’Italia, cercavano guai. Già arrivati sul piano mediatico col rinfocolamento dei roghi Etruria anti-Boschi (padre e figlia) in sostituzione di quelli Consip anti-Renzi (padre e figlio),  estinti dalla dimostrata fellonia di alcuni inquirenti&giornalisti. Dal che si deduce che se vuoi fare politica, oltre a eliminare i familiari in vita, deve saperti autolimitare. Puoi riformare i diritti (fine vitae, eccetera) che al peggio rabbuiano qualche vescovo retrò, ma devi tenerti alla larga dall’intreccio editoria-finanza, popolato da odi reciproci ma unito contro i parvenu (amarcord il caso Unipol-Bnl del 2005, «abbiamo una banca»…) e, ancor di più, […]

Bufale siamesi

I racconti fasulli sono sempre esistiti, al punto che tutta la cultura può esserne considerato un unico ammasso, dove – ma è il suo bello – teorie e visioni si avvicendano smentendosi a catena. E se questo vale per le scienze e le filosofie, ancor più si verifica con il sorgere dei mass media, che fin dalle origini non si rivolgono affatto a “tutti”, ma ai “loro” (lettori, spettatori, audience), cioè ai segmenti del corpo sociale che ne condividano a priori l’impostazione. In sostanza, le fake news sono state sempre cibo per le varie fake views. Basti osservare come si guatano all’edicola due avventori che chiedano l’uno il Foglio e l’altro la Verità di […]

Un disagio spettacolare

Cara Left Wing, spero che tu abbia letto la Teoria della classe disagiata del nostro comune amico Raffaele Alberto Ventura. È uno dei non frequenti casi nei quali l’hype creatosi nella bolla di gente come noi si rivela piuttosto all’altezza del contenuto che lo ha generato, e insomma sono una dozzina di euro ben spesi (spero che entrambi apprezzerete la mia fedeltà di scuderia). Ventura ieri sera si è presentato di fronte a una sala di aspiranti architetti, qui a Milano. Gente come lui, acculturata e iperqualificata; per essere più precisi, gente quasi come lui (la prima, visibile e sostanziale differenza è che i componenti del pubblico non sono ancora stati in grado di scrivere […]

Non è l’Arena, per fortuna

Mai titolo fu, per fortuna, più azzeccato di «Non è l’Arena». Il Gilletti dell’Arena ci pareva un clone riccioluto del Paragone della Gabbia. Entrambi detestabili ai nostri ferventi occhi antipopulisti, con gli ospiti egotici e indignati e il pubblico di plauditori in sala. Mentre Non è l’Arena, che abbiamo cominciato a seguire con diffidenza e nell’attesa di doverci incazzare, ce lo siamo visto fin oltre la mezzanotte, cioè ben al di là della tv, serie e maratone Mentana a parte, che normalmente sopportiamo. Il fatto è che la durata ha consentito un programma “diverso” e non un semplice trasloco (operazione sempre perdente) rivelando in Giletti un conduttore/narratore al servizio di un linguaggio da talk show […]

Renzi contro tutti

La nostra opinione è che la parabola discendente del  favore per il “Renzi rinnovatore”, quello del 40% alle europee, sia dovuta non ai problemi di carattere, al raggio troppo corto del cerchio dei collaboratori e, tanto meno, al fatto che Maria Elena Boschi abbia il padre incastrato nel fallimento Etruria. La discesa nel favore popolare è iniziata invece, e ci sembra chiarissimo, quando si è passati al Jobs Act e alla Buona Scuola, e cioè alle leggi sul lavoro dipendente e alla organizzazione della pubblica istruzione che incidevano sulla dimensione di massa del problema italiano (fino al 2012 la tripletta era completata dal sistema pensionistico, ma la riforma Fornero, checché se ne pensi per […]