Se si sgonfia la bolla della rabbia

Le amministrative di ieri, al di là di tante analisi, suggeriscono l’idea che si sia abbassato il fuoco sotto il pentolone della società italiana. Ed è probabile che ciò stia avvenendo per modifiche nei fattori strutturali, essenzialmente economici, che quel fuoco avevano fatto divampare. A partire dalla crisi Lehman Brothers con conseguente disoccupazione, oscuramento delle prospettive di individui e famiglie, blocco dell’ascensore sociale, trascinamento in basso del ceto medio. A supporlo siamo indotti – prima che dalle statistiche dell’Istat, che pure mostrano da qualche tempo indicatori occupazionali e di fatturato di segno positivo – dal ritorno della platea televisiva alle dimensioni del 2009, cioè prima della crisi, dopo il rigonfiamento di circa il 10% che […]

Il cane da guardia del maggioritario

La vicenda della legge elettorale evidenzia nodi di rilevo circa il ruolo del Potere di Informare e del Potere Politico in Italia. I giornali, cioè i gruppi editoriali di appartenenza (Repubblica, Corriere, Fatto), sono ostili a ogni architettura, al di là della difettosità di qualsiasi modello. E sì che stavolta la grossa novità, dopo sessantotto anni, è che la legge sembra concordata dall’85% delle forze in campo. Si pensi, per contro, ai precedenti: la baraonda del 1953 col varo, di forza, della legge che si guadagnò (immeritatamente) l’epiteto di «legge truffa»; l’approvazione a stretta maggioranza del Mattarellum nel 1993; il mezzo golpe del Porcellum nel 2005; il drammone delle fiducie sull’Italicum nel 2016, vero motore […]

Un’estate da leoni

Se, come pare, entro il 7 luglio sarà in vigore la legge elettorale ispirata al modello tedesco, che, in buona sostanza, premia maggioritariamente i partiti quanto più riescono a diventare grandi, la politica in tv vivrà un’estate notevole. La congiunzione astrale dei cicli elettorali è infatti assolutamente straordinaria perché, ammesso che per noi si creino le condizioni per andare a votare alla fine di settembre, le urne verranno aperte in contemporanea con gli elettori tedeschi e col ricordo ancora freschissimo delle legislative francesi che si saranno svolte a fine giugno. È evidente che il voto pressoché contemporaneo, e inevitabilmente intrecciato, dei tre paesi più cospicui come popolazione e pil si presenterà come una sorta di […]

L’élite dell’aria che vibra

Bello il titolo scelto da Marco Tutino, compositore e organizzatore teatrale, per raccontare la sua storia di ragazzo che sceglie la musica come professione: Il mestiere dell’aria che vibra (Ponte alle Grazie). Un racconto che ha diversi pregi, come le pagine di «istruzioni per l’uso» di quel complesso artigianato di lusso che è l’opera lirica. Il cuore del libro è una proposta di politica culturale e artistica che parte da una piccola storia musicale, quella della corrente neoromantica. Nell’aprile del 1981, poco prima di diplomarsi, Tutino scrive una lettera aperta al suo insegnante di allora che viene pubblicata sulla rivista Musica/Realtà, proponendo un nuovo modo di scrivere musica antitetico  alla musica d’avanguardia e post avanguardia, accusata  di essere divenuta un linguaggio […]

Il museo delle sentenze

Oggi all’ordine del giorno ci sono le sentenze del Tar sugli annullamenti delle nomine di alcuni dei direttori di musei Statali avvenute a seguito di un bando pubblico del ministero della Cultura del gennaio 2015. La discussione si è accesa immediatamente tra coloro che «io l’avevo detto», quelli che «il solito Tar del Lazio» e chi «la sentenza dimostra il fallimento della riforma Franceschini». Come spesso accade in queste circostanze, molti interpretano i fatti attraverso filtri che mettono insieme simpatie e antipatie, ambizioni e frustrazioni, preconcetti e speranze per il futuro. Tuttavia la questione, per quanto tecnicamente complessa, è anche drammaticamente semplice. Il Tar ha emesso due diverse sentenze. La prima afferma che la procedura di selezione si […]

Zuffe private e pubbliche virtù

Non è certo elegante che una azienda si adoperi ad azzoppare i prodotti dei concorrenti, ma Striscia (il report quotidiano di Canale 5) lo fa regolarmente e, fin qui, pazienza. Da tempo non ci facciamo neanche più caso. La “intercettazione ambientale” sparata contro Insinna, il conduttore del contrapposto Affari Tuoi, merita tuttavia un commento almeno sotto due profili. Il primo è il salto di codice fra linguaggio “pubblico” e linguaggio “confidenziale”. Insinna, a nostro parere, non ha abusato del secondo ma piuttosto del primo quando a fine marzo a Carta Bianca ha trasudato espressioni fiorite dove il concetto meno mieloso era «dovremmo essere tutti più amici gli uni verso gli altri». Qualsiasi persona perbene si […]

Ricordi di Twin Peaks

Dopo una lunga attesa, un’attesa che per qualcuno è durata più o meno venticinque anni, lunedì è andata finalmente in onda la nuova puntata di Twin Peaks. È stato come quando sai che rivedrai una persona di cui sei stato innamorato tanti anni prima, e che quando tutto è finito non hai più incontrato nemmeno per caso: hai preferito conservare intatti i ricordi di quei giorni felici e burrascosi, intensi e complicati. Senza capire bene se i ricordi siano qualcosa che abbiamo o che abbiamo perso, come si chiedeva Woody Allen in uno dei suoi film più pensosi. Per questo rivederla un po’ ti spaventa. Ed è così anche con Twin Peaks, perché venticinque anni […]

Coraggio cercasi

La Rai del primo Amministratore dall’ampio potere sta terminando il suo ciclo esattamente da dove con tutta evidenza avrebbe dovuto cominciare: la riforma della struttura dell’informazione. Perché sono tutti lì i nodi organizzativi ed economici che costringono la Rai, ben che vada, alle fughe da fermo. Come sciogliere quei nodi? L’idea più gettonata è di «liberare la Rai dalla politica», formulata in versione sbarazzina da bar («privatizziamo») e pensosa da convegno (facciamo la Fondazione, diamo le nomine ai Rettori d’Ateneo e via contorcendo). Ma i problemi sono più interni alla Rai che derivanti dal sistema di leggi e poteri che la condiziona, anche perché in questi anni qualcosa di nuovo è accaduto: la cancellazione […]

Il nome del blu

blu

Cara Left Wing, non so se hai letto la storia del nuovo blu senza nome. C’è questo chimico della Oregon State University che facendo inavvertitamente casino con degli ossidi e un forno si è ritrovato a creare un blu inesistente in natura. Dicono che sia la prima tonalità di blu nuova in duecento anni. Naturalmente non ci è voluto moltissimo perché si trovasse una forma di sfruttamento commerciale e quindi un’azienda chiedesse alla Food and Drug Administration il permesso di vendere le matite del nuovo blu dopo i test di tossicità. Altrettanto naturalmente l’azienda in questione si è trovata di fronte al problema del nome da dare al colore, ché mica puoi mandare il bambino […]

Lacrime di bufala

Evan Williams (ieri su tutti i giornali) e Zuckerberg (tre mesi fa), rispettivamente padri di Twitter e Facebook, si dicono preoccupati perché gli odiatori compulsivi, i terroristi esplosivi, gli allevatori di bufale e i vari mungitori di click abusano delle loro creature socializzanti al punto da renderle repellenti agli stessi occhi dei genitori. E gli inventori sono i primi a non veder rimedio, al punto che Zuckerberg ha sparato la assunzione di 3.000 (tremila) controllori per individuare e fulminare i contenuti sconvenienti. Iniziativa bufalesca in se stessa, come l’idea di arrestare uno tsunami con poveracci che ne ingurgitino le onde. Lacrime di bufala a parte, l’irruzione dell’“eccesso” nella comunicazione non è cosa nuova se […]