La discesa di Orfeo

Joshua Green sul New York Times del 15 luglio annota che nonostante l’evidenza della mail circa i russi noleggiati per sputtanare Hillary, i seguaci di Trump non hanno fatto una piega. Il punto, congettura Johsua, è che le destre non sono più quelle di una volta perché, partiti dai loro nidi estremi, i club paranoici – dai nazi agli entusiasti religiosi – hanno fornito alla palude conservatrice lo spirito di crociata che andava cercando contro il progressismo e contro la corrosione dei valori, dei portafogli e dei mestieri antichi. E come capita nelle crociate, il fine assolve i mezzi, compreso il pappa e ciccia con lo storico e atomico avversario eurasiatico. Del resto in Italia […]

Come uscire dal Duopolio

Francesco Siliato, nella sua rubrica sul Sole 24 ore di giovedì, puntualizza che metà dei costi dei programmi Rai sono coperti dal canone e non dalla pubblicità e che la star attira i ricavi pubblicitari nella stessa proporzione con cui una ciliegina contribuisce al valore della torta a cui sta in cima. Un doppio argomento immediatamente brandito dai mass media più importanti, a partire da Dagospia, per dare addosso a Fazio, la ciliegia, e Orfeo, il pasticcere, corifei del nesso fra compensi e pubblicità e omissivi sul ruolo svolto dal canone. Il lato utile, anche se incidentale, di tanta polemica, infervorata dalla coincidenza con i ballottaggi, sta nel richiamare gli sguardi sul ruolo del canone […]

Tempi di colombe

Incrociando le statistiche dell’Auditel con quelle dell’Istat risulta che se l’occupazione sale l’ascolto tv scende, e la ragione è chiara: chi sta al lavoro non guarda la tv, mentre chi è senza lavoro soggiorna più a lungo in casa ed è costretto ad accontentarsi della compagnia della tv. Questo, di certo, è quanto è avvenuto dalla crisi in poi. Sul fronte dell’occupazione la più recente rottura al ribasso risale all’autunno del 2012, nel pieno delle politiche di austerità. E non per caso è allora che si gonfia il voto di protesta che, ingigantendo M5S provocherà la non vittoria del Pd alle politiche di fine 2013. E le cose continueranno ad andare di male in peggio […]

L’iceberg sotto il caso Fazio

Nella questione del re-ingaggio di Fabio Fazio si incrociano nodi di sistema che vanno molto al di là  della congruità fra compenso e persona. La sorpresa è che se ne parli. Al punto che Michele Anzaldi ― in genere opinabile, ma stavolta concreto e razionale (non è mai troppo tardi, anche per un Segretario della Vigilanza) ― ha allestito una bozza di provvedimento (la leggevamo ieri su Repubblica) che, al di là della questione “tetti” relativa ai compensi delle star, sembra mirare al sodo e cioè al rapporto fra la Rai e i fornitori di produzioni di intrattenimento. Perché l’iceberg da cui spunta “Fazio” è la pluridecennale espropriazione della sovranità aziendale, frutto non del “degrado”, ma del […]

Omini coi baffi in tv

In questi tempi di populismi il pensiero corre a Hitler, tant’è che National Geographic offre da qualche mese su piattaforma Sky una serie davvero notevole di repertori sul nazismo e connessi stupori per le grandi battaglie, le incredibili fortezze, le immaginifiche coreografie. Nazismo in cinemascope. Santoro invece (con M di giovedì 22, che si concluderà la sera del 29) ha cercato di scavare nelle analogie fra l’allora e l’oggi e di usare il microscopio per cogliere i dettagli politici e biografici del collasso della democrazia in uno dei paesi guida del mondo. Volendo capire quanto conta il contesto storico, economico e sociale e quanto la persona, omino coi baffi o in felpa che sia. Cosa […]

Regole di ingaggio

Caro Ministro Minniti, siamo totalmente favorevoli alla sua politica di accoglienza che ci pare sia ferma sia attiva, nonché alla concessione dello ius soli nei termini, per il poco che ne capiamo, previsti dalla legge che si sta facendo strada al Senato. Detto questo, siamo anche completamente d’accordo con il Giuliano Ferrara che ieri lamentava la zuccherosità della comunicazione “a favore”. Perché, anche se detestiamo le maschere pubbliche di Salvini e Grillo, non pensiamo che attorno allo ius soli sia in corso il derby fra buoni e cattivi, ma che piuttosto abbiamo a che fare con problemi grossi ai quali ognuno reagisce come sa e come può. E quello zucchero non tempera affatto l’allarme […]

La guerra dei socialbot

Gran parte della nostra esistenza quotidiana sarà presto mediata dai robot: automobili a guida automatica, elettrodomestici che spolverano, frullatori che vorticano la frutta in poltiglia, ma prima avviano le bucce al sacchetto dell’umido (da lì in poi dovrebbe pensarci la Raggi). Così guadagneremo – se non smarriamo le password – più tempo per l’attività cui, per istinto di branco, principalmente aneliamo: comunicare. Comunicazione sentimentale (tipo amori, affetti); comunicazione dialogica, per incrociare, come i cervi le corna, le opinioni correnti circa Iddio, il Ragù, il Medio Oriente, Montalbano, la Casta e Barbara d’Urso. E qui, dove comanda l’opinione, si sa che ciascuno è il robot di se stesso perché rifrigge la “cultura” che gli fa da […]

Se si sgonfia la bolla della rabbia

Le amministrative di ieri, al di là di tante analisi, suggeriscono l’idea che si sia abbassato il fuoco sotto il pentolone della società italiana. Ed è probabile che ciò stia avvenendo per modifiche nei fattori strutturali, essenzialmente economici, che quel fuoco avevano fatto divampare. A partire dalla crisi Lehman Brothers con conseguente disoccupazione, oscuramento delle prospettive di individui e famiglie, blocco dell’ascensore sociale, trascinamento in basso del ceto medio. A supporlo siamo indotti – prima che dalle statistiche dell’Istat, che pure mostrano da qualche tempo indicatori occupazionali e di fatturato di segno positivo – dal ritorno della platea televisiva alle dimensioni del 2009, cioè prima della crisi, dopo il rigonfiamento di circa il 10% che […]

Il cane da guardia del maggioritario

La vicenda della legge elettorale evidenzia nodi di rilevo circa il ruolo del Potere di Informare e del Potere Politico in Italia. I giornali, cioè i gruppi editoriali di appartenenza (Repubblica, Corriere, Fatto), sono ostili a ogni architettura, al di là della difettosità di qualsiasi modello. E sì che stavolta la grossa novità, dopo sessantotto anni, è che la legge sembra concordata dall’85% delle forze in campo. Si pensi, per contro, ai precedenti: la baraonda del 1953 col varo, di forza, della legge che si guadagnò (immeritatamente) l’epiteto di «legge truffa»; l’approvazione a stretta maggioranza del Mattarellum nel 1993; il mezzo golpe del Porcellum nel 2005; il drammone delle fiducie sull’Italicum nel 2016, vero motore […]

Un’estate da leoni

Se, come pare, entro il 7 luglio sarà in vigore la legge elettorale ispirata al modello tedesco, che, in buona sostanza, premia maggioritariamente i partiti quanto più riescono a diventare grandi, la politica in tv vivrà un’estate notevole. La congiunzione astrale dei cicli elettorali è infatti assolutamente straordinaria perché, ammesso che per noi si creino le condizioni per andare a votare alla fine di settembre, le urne verranno aperte in contemporanea con gli elettori tedeschi e col ricordo ancora freschissimo delle legislative francesi che si saranno svolte a fine giugno. È evidente che il voto pressoché contemporaneo, e inevitabilmente intrecciato, dei tre paesi più cospicui come popolazione e pil si presenterà come una sorta di […]