La beffa del liberismo-populismo bancario

Del dibattito sul sistema bancario italiano sviluppatosi a seguito della crisi di quattro piccole banche locali ci sono due cose positive. La prima è che tutti si sono improvvisamente accorti che in questi ultimi anni l’Unione europea non è stata affatto ferma a contemplare il vuoto e ha prodotto una mole spaventosa di legislazione, fino a ieri pressoché sconosciuta ai più ma ora diventata argomento di discussione pure sui giornali di provincia. Mai avremmo pensato che acronimi come Mifid, BRRD e CRR sarebbero diventati pop. La seconda cosa positiva è che – altrettanto improvvisamente – si è scoperto che il principio “basta soldi alle banche” che negli ultimi anni tanti consensi ha portato al populismo italiano […]

L’exit strategy di Tsipras

Il futuro della Grecia è di nuovo appeso all’esito di un referendum. Sembra improvvisamente di essere tornati indietro di quattro anni, a quel 31 ottobre 2011 quando l’allora premier socialista George Papandreou, con una mossa a sorpresa, annunciò che il piano di ristrutturazione del debito greco sarebbe stato sottoposto a un referendum popolare entro la fine dell’anno. Le analogie però finiscono qui. Quattro anni fa Papandreou annunciò un referendum che doveva servire a confermare l’accordo che aveva appena chiuso con la troika. “I sacrifici sono stati duri – disse il premier greco – ma aiuteranno a porre nuove fondamenta per il futuro. L’accordo raggiunto a Bruxelles è fondamentale per il paese, apre nuovi orizzonti […]

L’Italia rischia di perdere la sfida del Ttip

Il 10 giugno il Parlamento europeo metterà ai voti una risoluzione d’indirizzo sul Transatlantic trade and investment partnership (meglio conosciuto con il suo acronimo Ttip) che darà indicazioni alla Commissione europea sui limiti e le criticità da considerare durante il negoziato. Da settimane va avanti un’intensa campagna sui social network e su alcuni giornali per spingere i deputati europei a dare un parare contrario alla risoluzione, che secondo i suoi critici porterebbe a un drastico calo della qualità della vita e del processo democratico sia in Europa che negli Stati Uniti. L’obiettivo dichiarato dell’accordo è definire nuovi accessi al comparto di beni e servizi attraverso l’eliminazione o l’armonizzazione di misure cosiddette “non-tariffarie” (come l’etichettatura, […]

L’uomo che fece la rivoluzione al Fmi

La notizia delle dimissioni di Olivier Blanchard da capo economista del Fondo monetario internazionale chiude una stagione davvero eccezionale per l’istituto di Washington, e non solo perché il suo mandato finisce così per coincidere con quello della più grave crisi economica dagli anni trenta. Quando, sette anni fa, Blanchard varcò il portone del Fmi, la credibilità dell’istituzione era infatti ai minimi storici. Lo scoppio della crisi aveva già dimostrato l’inconsistenza delle analisi e delle ricette di politica economica predicate con invidiabile ostinazione nel trentennio precedente. Inoltre l’indagine dell’Independent evaluation office sulla qualità, la rilevanza e il profilo della ricerca nel periodo compreso fra il 1999 e il 2008 aveva gettato una luce sinistra sull’attività del […]

Sul Jobs Act c’è ancora da lavorare

Il Jobs Act è stato forse l’atto legislativo più rilevante degli ultimi mesi. Si è trattato di un passaggio politico particolarmente delicato, peraltro non ancora compiuto, in mancanza di tutti i decreti attuativi. Ma non c’è bisogno di attenderli per discutere alcuni effetti della riforma, e di come eventualmente correggere il tiro, a partire da due dati di fatto. Il primo è che l’idea secondo cui una maggiore flessibilità in uscita sarebbe in grado di incoraggiare investimenti e occupazione su scala aggregata è quanto meno azzardata e poco supportata dai dati disponibili. Il secondo è che in Italia l’esperimento di abbattimento del cosiddetto costo di disattivazione dei posti di lavoro non è una novità introdotta […]

Scontro in Bce, guerra su Maastricht

È sufficiente leggere la stampa tedesca delle ultime settimane per rendersi conto di quanto sia aumentato il grado di politicizzazione del dibattito pubblico europeo. La Germania – o forse sarebbe più appropriato dire: una parte delle sue classi dirigenti – sta mostrando una preoccupante regressione verso il suo stato post-bellico, quando era un gigante economico dai piedi d’argilla. Lo si è visto con l’atteggiamento tutt’altro che benevolo tenuto la settimana scorsa nei confronti della comunicazione che la Commissione europea ha fatto sull’interpretazione flessibile del patto di stabilità. E lo si vede – in misura addirittura superiore – dalla violenza con cui viene sistematicamente attaccata l’ipotesi sempre più concreta che la Bce dia il via al […]

I tre errori dei nuovi no-euro

Proprio mentre il governo italiano è impegnato in una difficile trattativa con la Commissione europea per l’applicazione dei margini di flessibilità previsti dal Patto di Stabilità, una parte del Partito democratico sembra improvvisamente far propria l’idea – finora patrimonio esclusivo della Lega, del Movimento 5 Stelle e di alcuni partiti di estrema destra – di abbandonare la moneta unica. Basterebbero le analisi di molti economisti sugli effetti devastanti di una scelta di questo tipo per archiviare la questione come una boutade autunnale. Ma sono proprio i pilastri portanti del ragionamento del fronte anti-euro del Partito democratico che risultano essere piuttosto deboli. I tre argomenti utilizzati – ovvero che il perpetrarsi della crisi sarebbe colpa […]

Se lo stress test premia la finanza tossica

Due settimane fa la Banca centrale europea ha completato il cosiddetto Comprehensive Assessment, una valutazione integrata e approfondita sui bilanci consolidati di 130 banche europee. Tale esame – che è parte fondamentale del Single supervisory mechanism, un sistema di analisi e di vigilanza unico per le banche della zona euro – aveva l’obiettivo prioritario di promuovere una maggiore stabilità e trasparenza nel sistema finanziario del continente. Superate le aspettative ansiogene dei mercati finanziari, i risultati di questo esercizio per il sistema bancario hanno occupato i media del continente per alcuni giorni. Ma al netto delle valutazioni sui singoli casi di banche che non hanno superato l’esame, la discussione pubblica non ha trattato nel loro complesso […]

All’Europa non può bastare la flessibilità

In pochi mesi il governo Renzi è passato dalla speranza di una debole ripresa all’amara constatazione della prosecuzione dell’infinita recessione italiana. Infatti, solo un rimbalzo tecnico del pil dello 0,1% a fine 2013 ha impedito all’Istat di computare 12 trimestri con segno negativo. E sarà di poca consolazione se il pil dovesse avere un rimbalzino nel prossimo trimestre, visto che entrano in vigore le nuove regole che contabilizzano anche le attività illegali e pompano artificialmente il dato. Il pil arretra su tutti i fronti: consumi, investimenti, esportazioni. Si rischia di inanellare il terzo anno consecutivo con pil nominale in riduzione: un evento mai avvenuto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Sicuramente è un colpo […]

Una via flessibile agli eurobond

Con cauto ottimismo apprendiamo che nella politica economica europea a una stagione di austerità potrebbe finalmente seguirne una di flessibilità. Il tema diviene quindi: quale flessibilità in un’eurozona che impone alla Bce primariamente un obiettivo di inflazione? Come gestire i livelli di disoccupazione in Europa, mediamente ben oltre il 10%, ma che nelle periferie superano il 20%? Come supplire all’assenza di una politica fiscale comune per l’Europa che a oggi continua ad avere diciassette bilanci statali differenti? Basterà rinforzare il bilancio dell’Ue con i gettiti della tassa sulle transazioni finanziarie, la Tobin Tax? Problemi simili c’erano già alla partenza dell’euro a fine anni novanta. Ben consapevoli di questi ostacoli architetturali a uno sviluppo omogeneo […]