Sul Jobs Act c’è ancora da lavorare

Il Jobs Act è stato forse l’atto legislativo più rilevante degli ultimi mesi. Si è trattato di un passaggio politico particolarmente delicato, peraltro non ancora compiuto, in mancanza di tutti i decreti attuativi. Ma non c’è bisogno di attenderli per discutere alcuni effetti della riforma, e di come eventualmente correggere il tiro, a partire da due dati di fatto. Il primo è che l’idea secondo cui una maggiore flessibilità in uscita sarebbe in grado di incoraggiare investimenti e occupazione su scala aggregata è quanto meno azzardata e poco supportata dai dati disponibili. Il secondo è che in Italia l’esperimento di abbattimento del cosiddetto costo di disattivazione dei posti di lavoro non è una novità introdotta […]

Scontro in Bce, guerra su Maastricht

È sufficiente leggere la stampa tedesca delle ultime settimane per rendersi conto di quanto sia aumentato il grado di politicizzazione del dibattito pubblico europeo. La Germania – o forse sarebbe più appropriato dire: una parte delle sue classi dirigenti – sta mostrando una preoccupante regressione verso il suo stato post-bellico, quando era un gigante economico dai piedi d’argilla. Lo si è visto con l’atteggiamento tutt’altro che benevolo tenuto la settimana scorsa nei confronti della comunicazione che la Commissione europea ha fatto sull’interpretazione flessibile del patto di stabilità. E lo si vede – in misura addirittura superiore – dalla violenza con cui viene sistematicamente attaccata l’ipotesi sempre più concreta che la Bce dia il via al […]

I tre errori dei nuovi no-euro

Proprio mentre il governo italiano è impegnato in una difficile trattativa con la Commissione europea per l’applicazione dei margini di flessibilità previsti dal Patto di Stabilità, una parte del Partito democratico sembra improvvisamente far propria l’idea – finora patrimonio esclusivo della Lega, del Movimento 5 Stelle e di alcuni partiti di estrema destra – di abbandonare la moneta unica. Basterebbero le analisi di molti economisti sugli effetti devastanti di una scelta di questo tipo per archiviare la questione come una boutade autunnale. Ma sono proprio i pilastri portanti del ragionamento del fronte anti-euro del Partito democratico che risultano essere piuttosto deboli. I tre argomenti utilizzati – ovvero che il perpetrarsi della crisi sarebbe colpa […]

Se lo stress test premia la finanza tossica

Due settimane fa la Banca centrale europea ha completato il cosiddetto Comprehensive Assessment, una valutazione integrata e approfondita sui bilanci consolidati di 130 banche europee. Tale esame – che è parte fondamentale del Single supervisory mechanism, un sistema di analisi e di vigilanza unico per le banche della zona euro – aveva l’obiettivo prioritario di promuovere una maggiore stabilità e trasparenza nel sistema finanziario del continente. Superate le aspettative ansiogene dei mercati finanziari, i risultati di questo esercizio per il sistema bancario hanno occupato i media del continente per alcuni giorni. Ma al netto delle valutazioni sui singoli casi di banche che non hanno superato l’esame, la discussione pubblica non ha trattato nel loro complesso […]

All’Europa non può bastare la flessibilità

In pochi mesi il governo Renzi è passato dalla speranza di una debole ripresa all’amara constatazione della prosecuzione dell’infinita recessione italiana. Infatti, solo un rimbalzo tecnico del pil dello 0,1% a fine 2013 ha impedito all’Istat di computare 12 trimestri con segno negativo. E sarà di poca consolazione se il pil dovesse avere un rimbalzino nel prossimo trimestre, visto che entrano in vigore le nuove regole che contabilizzano anche le attività illegali e pompano artificialmente il dato. Il pil arretra su tutti i fronti: consumi, investimenti, esportazioni. Si rischia di inanellare il terzo anno consecutivo con pil nominale in riduzione: un evento mai avvenuto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Sicuramente è un colpo […]

Una via flessibile agli eurobond

Con cauto ottimismo apprendiamo che nella politica economica europea a una stagione di austerità potrebbe finalmente seguirne una di flessibilità. Il tema diviene quindi: quale flessibilità in un’eurozona che impone alla Bce primariamente un obiettivo di inflazione? Come gestire i livelli di disoccupazione in Europa, mediamente ben oltre il 10%, ma che nelle periferie superano il 20%? Come supplire all’assenza di una politica fiscale comune per l’Europa che a oggi continua ad avere diciassette bilanci statali differenti? Basterà rinforzare il bilancio dell’Ue con i gettiti della tassa sulle transazioni finanziarie, la Tobin Tax? Problemi simili c’erano già alla partenza dell’euro a fine anni novanta. Ben consapevoli di questi ostacoli architetturali a uno sviluppo omogeneo […]

Togliamo all’Europa l’alibi tecnocratico

Che il vertice europeo di fine giugno non potesse portare a miracolosi cambi di rotta era chiaro a tutti, a cominciare dal governo italiano che non si è abbandonato a facili proclami della vigilia. Se guardiamo alle conclusioni non possiamo non prendere atto che di risultati concreti non ve ne sono stati. Anzi, se limitassimo la nostra analisi solo ai fatti di casa nostra, c’è da segnalare la sgradita sorpresa di un Consiglio europeo che pretende dal nostro paese un anticipo del pareggio di bilancio al 2015, un anno prima di quanto invece aveva stabilito il nostro governo ad aprile, ma comunque un anno dopo rispetto a quanto fissato inizialmente dal governo Letta. Ci sono […]

Mille giorni dopo venti anni

Senza dubbio il governo Renzi ha segnato subito una netta discontinuità su questioni importanti di politica economica, a partire dal sostegno al reddito delle fasce medio-basse della popolazione attraverso il bonus di 80 euro. Nel programma dei prossimi mille giorni, stando alla nuova scadenza che il presidente del Consiglio si è dato nel suo discorso di oggi in Parlamento, ci sono però aspetti su cui la direzione di marcia non è ancora del tutto chiara. Il primo è il lavoro. Con il decreto Poletti e i successivi interventi migliorativi in commissione si è avviato un ciclo riformatore di grande importanza: c’è un disegno di legge delega che andrà riempito e sappiamo dal governo che […]

Ecco il disegno criminale dietro Unipol-Bnl

Con la sentenza di assoluzione “perché il fatto non sussiste” emessa dai giudici della III sezione penale della Corte d’Appello di Milano si è forse definitivamente chiusa una delle vicende più oscure e misteriose della storia recente. Si tratta di un episodio che ha segnato in maniera determinante la vita economica e politica della Seconda Repubblica. Oltre otto anni sono passati da quell’estate del 2005, quando la tentata scalata di Unipol alla Banca nazionale del lavoro passò nell’arco di poche settimane dalle rubriche specializzate dei giornali economici alle prime pagine di tutti i principali quotidiani nazionali. Giovanni Consorte, che di Unipol era presidente e amministratore delegato, venne presentato come il protagonista di un disegno […]

Gli ideologi della recessione

Il workshop Ambrosetti che periodicamente si tiene a Cernobbio è da sempre una ghiotta occasione per raccogliere analisi e opinioni sullo stato dell’economia italiana. Se si scorre la rassegna stampa degli ultimi anni i commenti rilasciati dagli autorevoli partecipanti seguono una liturgia fissa e la diagnosi sui mali del nostro paese non subisce mai modifiche sostanziali. I problemi sono sempre i soliti: i conti pubblici in disordine, il debito pubblico troppo elevato, la bassa produttività, l’eccessiva regolamentazione dei mercati dei prodotti e dei servizi, la rigidità del mercato del lavoro, la burocrazia che schiaccia l’iniziativa privata, il welfare troppo generoso, eccetera. Anche il ricettario per uscire dalla crisi segue la stessa litania di sempre: riforme […]