Qualcosa è cambiato

Ufficialmente è cominciata soltanto domenica la visita diplomatica del presidente Bush in quella che i giornali americani, con crudele e forse persino involontaria ironia, chiamano la capitale dell’Unione europea. Ma l’avvicinamento a Bruxelles era stato percepito nettamente già all’indomani della trionfale rielezione del presidente e ampiamente confermato dai toni concilianti del segretario di stato Condoleezza Rice nella sua recente tournée diplomatica. Certo è che nella capitale dell’Unione europea il presidente degli Stati Uniti non sarà ricevuto né dal re, né dal presidente eletto, né da alcuna figura istituzionale comparabile, per la semplice ragione che tale figura non esiste, come non esiste la capitale d’Europa. Undici capi di stato e di governo si alzeranno a […]

Potere al popolo

Il primo passo era senza dubbio il più difficile, ma è stato compiuto il 30 gennaio dagli iracheni che sono andati a votare sotto le bombe. In massa, possiamo dire oggi, visto che la commissione elettorale ha dichiarato un’affluenza vicina al sessanta per cento. Il secondo passo era meno difficile ma forse persino più critico: attendere l’esito di quel voto da cui molti prevedevano sarebbe sorta una nuova teocrazia islamica (ipotesi che peraltro non ci sentiremmo di escludere neanche ora). Da questo punto di vista i risultati annunciati domenica sembrano comunque tranquillizzanti: la coalizione sciita raccoglie il 47 per cento dei voti, non raggiunge la maggioranza assoluta ed è ben lontana da quei due […]

La nouvelle vague riformista dei Ds

Era il congresso dei Ds, forse l’ultimo, ma osservando l’abbraccio fisico e politico tra Veltroni, Fassino e D’Alema, avrebbe potuto essere un film di Sergio Leone. Non certo il Buono, il brutto e il cattivo, come potremmo dire con una facile battuta. Piuttosto C’era una volta in America. Quello era il clima che si respirava, mentre Cofferati sposava la federazione ed esortava ad andare avanti, fino al futuro “aggregato riformista”; mentre Bassolino rilanciava sulla federazione e sul nuovo soggetto politico; mentre Veltroni scandiva che dopo la federazione “verrà il tempo in cui ci sarà un grande partito riformista, una grande forza di riformismo moderno che diventi il primo partito italiano” (e lo stiamo riprendendo […]

Competition is referendum

A dispetto del risultato bulgaro già incassato nelle sezioni (79,1 per cento alla mozione Fassino), quello che si apre giovedì 3 febbraio sarà il più combattivo congresso nella pur breve storia dei Ds. Mentre dinanzi alla platea di Roma verrà sancito il risultato che incorona Piero Fassino segretario incontrastato del partito, in Iraq sarà ancora in corso il conteggio delle schede. Quali che siano i dati reali sull’affluenza e nonostante le inquietanti notizie su intere zone in cui i seggi non sarebbero stati nemmeno aperti, non sarà possibile nascondersi dietro un dito: gli elettori che hanno sfidato le bombe dei terroristi hanno fatto piazza pulita di molti equivoci. A cominciare dalla distinzione tra terroristi […]

L’outing riformista di Veltroni

Nell’estate del 2003 Romano Prodi poneva come condizione del suo ritorno alla guida dell’opposizione il costituirsi di una nuova forza unitaria del centrosinistra. Massimo D’Alema rispondeva lanciando la proposta del partito riformista. Dopo il 31,1 per cento raccolto da Uniti nell’Ulivo alle europee, alcuni dei suoi principali leader spiegarono con dovizia di particolari perché quel risultato fosse una sconfitta. Da allora e fino a poche settimane fa, la lista unitaria è stata data per morta, i suoi sostenitori per moribondi e la sola espressione “partito riformista” è divenuta un vero e proprio tabù. Un’espressione, come ha ammonito Rutelli pochi giorni fa, da non pronunciare. Eppure quel risultato delle europee, al di là dei conti […]

La sinistra riunita

In vista delle prossime regionali, il centrosinistra ha ormai definito tutte le proprie candidature. In Puglia a decidere saranno i suoi stessi elettori, attraverso primarie che già si annunciano come una delle novità più significative di questi tempi: migliaia di votanti registrati, una sfida coinvolgente e un clima pressoché idilliaco tra il margheritino Boccia e il rifondatore Vendola. La lista unitaria sarà presente nella maggior parte delle regioni. Coerentemente e conseguentemente a quest’esito, anche le mille sparse anime della sinistra radicale si riuniscono (per ora in un convegno, domani chissà) per darsi una forma più compiuta nel nuovo assetto della coalizione e del bipolarismo. L’alleanza guidata da Prodi non dovrà più stringere precari patti […]

Dopo il diluvio, chi?

Lo tsunami che ha travolto l’Asia è stata la prima catastrofe globale, come hanno testimoniato le prime pagine della stampa internazionale e come i suoi commentatori non hanno mancato di sottolineare. Ma il disastro che ha unito per la prima volta il mondo dall’occidente ricco ai paesi arretrati, democrazie mature e autocrazie orientali, non avrà alcuna conseguenza degna di nota su quella stessa economia globale che pure è la vera responsabile della sua unificazione. Non è detto però che non abbia invece conseguenze di grande rilievo sull’asse d’equilibrio della politica internazionale, dopo i fasti dell’unilateralismo americano e la veemente campagna contro le Nazioni Unite guidata dall’Amministrazione Bush. E’ singolare che la prima catastrofe del […]

Che venga il vecchio

Il braccio di ferro attorno alle candidature per le elezioni regionali che da settimane inchioda il centrosinistra al tavolo della trattativa somiglia molto alla prova di forza sulla lista unitaria. Una prova di forza che al tavolo della trattativa, il centrosinistra ce lo tiene inchiodato da mesi. Il risultato è il disorientamento degli elettori e la ritrovata fiducia della maggioranza, come si evince dall’inedita franchezza con cui tutti i partiti della Casa delle Libertà hanno giustificato gli ultimi interventi legislativi a favore degli imputati vicini al presidente del Consiglio. La paralisi del centrosinistra è dunque il frutto di quelle due sfibranti prove di forza incrociate, quella sulla lista e quella sulle candidature, aggravata dall’intrecciarsi […]

Appello per la lista dell’Ulivo

Quale che sia l’esito della crisi del governo e della maggioranza, certo è che il centrosinistra fermo non può stare. Forza Italia e la Casa delle libertà viaggiano verso il minimo storico, i loro elettori sono scontenti e se un nuovo scatto del premier non riuscirà a risvegliarli, anche con la loro semplice astensione consegneranno la maggioranza dei voti alla Grande alleanza democratica. Il centrosinistra è arrivato sino a quella linea di confine che lo separa dagli incerti e dai delusi del sogno berlusconiano. Ora può solo indietreggiare o avanzare, può richiudersi nelle antiche parole d’ordine, preoccupandosi esclusivamente di serrare i propri ranghi, oppure può varcare quel confine e conquistare, per la prima volta […]

Compagni, avanti il gran partito

Nelle sezioni dei Ds si è ormai cominciato a votare. La mozione di Piero Fassino si prepara a superare l’ottanta per cento, il correntone a evaporare e gli alleati della federazione dell’Ulivo a ricevere il forte impulso del fatto compiuto che il segretario diessino ha deciso di mettere sul tavolo in vista delle regionali: il pronunciamento ufficiale, democratico e largamente maggioritario di centinaia di migliaia di iscritti per la federazione, dunque per la lista unitaria. Si tratta di due partite, l’una in casa dall’esito scontato, l’altra in trasferta dall’esito ancora imprevedibile. Ma è evidente che qualora la decisione ultima sulla presentazione della lista Uniti nell’Ulivo in tutte o quasi tutte le regioni alle elezioni […]