La sconfitta multilaterale

In questi lunghi mesi di occupazione abbiamo chiesto ripetutamente che la sinistra non abbandonasse l’Iraq. Lo abbiamo fatto perché ritenevamo si stesse giocando una partita cruciale, il cui esito avrebbe influenzato il futuro del Medio Oriente, quindi dell’Occidente, quindi del mondo intero. Abbandonare il campo ci sembrava un’inutile fuga dalle nostre responsabilità, perché una cosa è rifiutarsi di invadere un paese, altra cosa è decidere – una volta che quel paese è già stato invaso e trascinato nel caos – di fare fagotto e lasciare che gli invasi si arrangino tra loro. Abbiamo fatto il tifo per tutti quelli che in questi mesi hanno cercato di ricostruire una gestione multilaterale del conflitto, si chiamassero […]

Io non c’entro

Di fronte al concreto rischio che la nave coli a picco da un momento all’altro, molti comportamenti sono più che leciti. E’ lecito tuffarsi in acqua in preda al panico, accalcarsi sulle scialuppe di salvataggio oppure gettarsi nella stiva per tappare le falle. Il capitano e gli ufficiali possono ritenere, ragionevolmente, che non vi sia più nulla da fare per salvare l’imbarcazione e organizzare nel modo migliore la sua evacuazione, oppure possono concentrare i loro sforzi nel tentativo di mantenerla a galla. Quello che non è lecito, invece, è che una parte degli ufficiali abbandoni la nave e il resto dell’equipaggio perché loro lo avevano detto sin dall’inizio che la rotta era sbagliata, dunque […]

Lo sciopero del paese selvaggio

I lavoratori di Melfi hanno molte buone ragioni per scioperare, costretti come sono da oltre dieci anni a guadagnare un quinto in meno dei loro colleghi, nonostante il loro sia lo stabilimento con la manodopera più giovane e qualificata, capace di raggiungere i più alti livelli di produttività. Il fatto che i lavoratori di Termini Imerese guadagnino più dei loro colleghi di Melfi è forse non soltanto una fotografia della Fiat di oggi (tra l’altro, in Sicilia il costo della vita è anche più basso che in Basilicata), ma un esemplare ritratto del paese. Ragioni assai meno valide hanno i lavoratori dell’Alitalia che in questi giorni sono tornati a paralizzare gli aeroporti, nessuna le […]

Tutti a casa?

Di questi tempi in Italia è tutto un fuggi fuggi. Via dall’Iraq subito, grida una parte della sinistra. Via il Perugia dal campionato, minaccia il vulcanico presidente Gaucci. Non si può restare in Iraq in queste condizioni, e chissene frega dei tentativi di riportare tutto sotto il controllo dell’Onu, tanto anche la scadenza del 30 giugno è “inutile”. E come si fa a partecipare a un campionato falsato dagli errori arbitrali? Meglio lasciar stare e andare a giocare qualche bella amichevole. A ben vedere i due casi non sono così diversi. Di fronte a un’ingiustizia subita (si tratti della guerra unilaterale o degli errori arbitrali) si smette di giocare, si abbandona il campo e […]

Battersi in ritirata

La decisione di Zapatero di ritirare immediatamente le truppe spagnole dall’Iraq segue di pochi giorni altre due decisioni di non minore rilievo: la decisione del presidente degli Stati Uniti George W. Bush di appoggiare il piano di ritiro unilaterale di Israele da una parte dei territori occupati e quella dello stesso Sharon di uccidere Rantisi, leader politico di Hamas, ad appena due settimane dall’eliminazione del leader spirituale Yassin. Attorno al Medio Oriente, si assiste dunque a una lugubre danza di riposizionamento tipicamente levantina, in cui è difficile stabilire quanto nelle posizioni di ognuno prevalga il tatticismo, quanto la preoccupazione per il consenso interno e quanto la logica della trattativa con la pistola sul tavolo. […]

Nel pantano

Il rapimento di quattro italiani cambia sensibilmente la nostra percezione degli eventi, ma ormai non c’erano più molti dubbi sul fatto che nelle ultime due settimane la situazione in Iraq si fosse tremendamente complicata. A seguire il giovane Al Sadr non sono i seguaci del vecchio regime né i terroristi di Al Qaeda; per la prima volta ad insorgere è stata una parte, seppure minoritaria, di quegli sciiti che avevano aperto le porte del paese agli alleati. E’ difficile dire se e come la rivolta proseguirà, anche perché sembra essere motivata più da uno scontro per l’egemonia interna alle diverse fazioni sciite in vista del passaggio dei poteri che da una reale volontà di […]

Sindrome Guantanamo

L’ esplosione di Madrid, dove tre terroristi islamici hanno preferito farsi saltare piuttosto che arrendersi agli agenti, uccidendone uno e ferendone molti altri, sancisce definitivamente il cambiamento di status della lotta al terrorismo. Quello che fino a ieri era prevalentemente un tema di politica estera è oggi, anche per noi, innanzi tutto un tema di politica interna. L’operazione della polizia spagnola si è rivelata tempestiva e probabilmente ha evitato altre stragi. Ed è giunta alla vigilia della drammatica rivolta sciita in Iraq e pochi giorni dopo il fermo di 161 immigrati disposto in Italia dal ministro Pisanu, con una scelta che ha sollevato dubbi pesanti come macigni sulla nostra concezione di democrazia, di stato […]

Gli ex primi

All’ultimo vertice dei capi di stato e di governo dell’Unione europea erano presenti quelli che, di fatto, erano ormai due ex capi di governo: José Maria Aznar e Silvio Berlusconi. La triste parabola del primo rappresenta l’unica vera lezione spagnola di cui l’Italia dovrebbe tener conto. La costruzione di un partito incentrato sulla figura “carismatica” (sia pure tra virgolette) decisionista e battagliera del suo leader si è sciolta in una malinconica parodia: smentito pubblicamente da tutti i direttori dei principali quotidiani spagnoli – è di sabato l’ultimo schiaffo rifilatogli direttamente dal direttore del Pais a proposito delle telefonate di pressione dalla Moncloa – Aznar ha speso gli ultimi giorni del suo mandato nel tentativo […]

Fare cordone

Cosa è successo alla manifestazione per la pace del 20 marzo? Si potrebbe dire che è tornata l’onda lunga dell’opposizione alla guerra e che l’effetto Madrid non ha creato un riflesso d’ordine, ma ha rivitalizzato anche in Italia un movimento pacifista che sembrava avviato al declino. Ma la verità è che in quel movimento sfilavano diversi e giganteschi striscioni inneggianti alla “resistenza irachena” con tanto di traduzione in caratteri arabi. Sfilavano insieme a tanta parte di quei cittadini senza particolare collocazione politica, ai cattolici, alle persone semplicemente e vagamente di sinistra. Ma la verità è che il corteo di sabato somiglia più all’ultima fiammata che alla rinascita di un grande movimento popolare. Ed è […]

Al Qaeda alle elezioni

Ogni comunità ha il suo anno zero, il suo momento fondante, il giorno dell’epifania da cui far ripartire la propria visione del mondo e su cui ridefinire la propria identità rispetto al passato e per il futuro. Accade ai popoli, alle comunità religiose, ai partiti politici e alle singole persone. Quando l’epifania del singolo diverge improvvisamente da quella della propria comunità si ha la scissione, sia essa di una minoranza fortemente ideologizzata o la testimonianza critica di una persona. L’11 settembre è stata una potente e tragica epifania, che ha prodotto negli Stati Uniti una nuova e diffusa consapevolezza di sé e del proprio posto nel mondo, ma anche pericolosi elementi di scissione all’interno […]