Grecia e Spagna, Carinzia e Italia

Domenica si è votato in Grecia e in Carinzia, dove hanno vinto la destra liberale di Karamanlis e la destra populista di Joerg Haider. In Spagna si voterà domenica, ma si sa già che vincerà la destra moderata e modernizzatrice di Aznar, sebbene per interposta persona (il grigio Mariano Rajoy). In Grecia, dopo ventitré anni quasi filati di governo socialista, la vittoria di Nuova democrazia preoccupa più che altro per le origini greco-macedoni del suo leader, che certo è assai improbabile si mostri incline al compromesso sulla delicata situazione balcanica, ma che per il resto non può essere confuso con la destra sciovinista e reazionaria di Haider (assai più simile alla formazione Allarme ortodosso, […]

La guerra è finita

Silvio Berlusconi ha preso la sua decisione: al bivio tra l’erta salita del leader di una destra conservatrice europea e la ripida discesa del “miliardario della strada” in guerra contro l’establishment, ha scelto la strada conosciuta. Ma questa volta la via vecchia potrebbe non essere la più saggia, perché è il paesaggio a essere cambiato. Dinanzi alla crisi industriale, sociale e civile del paese, all’incapacità delle forze sociali di controllare le ricorrenti ondate di scioperi selvaggi, all’impreparazione di tutti i partiti dinanzi a un paese che tende sempre più a “scartare di lato”, Berlusconi sceglie la risposta mimetica, quella da sempre a lui più congeniale: una “politica selvaggia”, una campagna elettorale permanente da capo […]

Il triciclo in fondo al canyon

Sul merito della questione c’è davvero poco da dire. Se il parlamento italiano, folgorato dal pacifismo, bocciasse il decreto di finanziamento delle nostre missioni di pace, i soldati dovrebbero abbandonare non solo l’Iraq, ma anche Bosnia, Kosovo, Albania, Eritrea, Etiopia. E certo la pace nel mondo non ne trarrebbe giovamento. Se a votare no fosse solo la sinistra, assisteremmo al paradosso di parlamentari che voterebbero contro missioni in gran parte volute, pensate e sostenute da loro stessi, regalandone a Berlusconi merito e prestigio. A fronte del rifiuto di far votare a parte la missione “Antica Babilonia” da parte del governo, la scelta di non votare ci pare dunque assai sensata e degna di lode. […]

Fine della fiera

La convenzione della lista unitaria che si è conclusa appena due giorni fa ha già dimostrato tutto quello che doveva dimostrare. La campagna elettorale del centrosinistra non poteva cominciare in modo migliore: la forza d’urto della nuova aggregazione si misura sin da ora nella reazione unanime di commentatori, alleati e avversari, cui non è più concesso distogliere lo sguardo dalla sostanza politica dell’evento. Relegate nei trafiletti che meritano le ultime polemiche interne alla coalizione, cessati i colpi di coda dell’antico regime che ingessava l’opposizione nelle sue contraddizioni, l’intera opinione pubblica è finalmente chiamata a confrontarsi con un fatto nuovo e d’importanza indiscutibile: al Palaeur di Roma è nato l’embrione della prima forza politica del […]

Falsa partenza

Accingendoci a scrivere questo articolo, intorno alla mezzanotte di domenica, tenevamo davanti lo schema che nel corso della settimana era venuto formandosi nella nostra mente: da un lato la crisi del governo Berlusconi, aggravata dall’incertezza strategica in cui si sta lentamente consumando il suo leader; dall’altro la tenuta delle istituzioni (dal Quirinale alla Cassazione, dalla Consulta alla stessa Banca d’Italia). Sullo sfondo, la coincidenza tra le agitazioni dei medici e dei magistrati, all’insegna di una ritrovata unità delle rispettive categorie: tutte le correnti della magistratura e tutte le 42 sigle dei medici, nello stesso giorno, annunciavano lo sciopero contro il governo. Lo schema che abbiamo qui brevemente riassunto serviva fondamentalmente ad argomentare una riflessione: […]

Dieci anni al bivio

In questi giorni Silvio Berlusconi sembra esitare davanti a un bivio: da un lato la ripida discesa verso lo spirito del ‘94, da percorrere alla bersagliera come l’outsider spregiudicato e antipolitico in guerra contro l’establishment della Prima Repubblica; dall’altro la dura e assai meno familiare salita del leader europeo, capace con una mano di trattenere Tremonti e con l’altra di rassicurare Fini e Follini, senza dimenticarsi di Ciampi. Il centrosinistra si è già trovato dinanzi allo stesso bivio: Ds, Margherita, Sdi e persino una parte consistente della galassia girotondina hanno scelto la seconda strada, quella di una lista unitaria tesa a delineare un nuovo soggetto politico europeo, il partito riformista, e una nuova leadership, […]

Palla lunga e pedalare

Per una volta Berlusconi avrebbe dovuto imparare dal centrosinistra. Di fronte al ripresentarsi dello spettro di un paese “selvaggio” il premier aveva due possibilità: scegliere di chiudere definitivamente la lunga transizione italiana e trasformare la sua coalizione superandone le molte anomalie, o tornare alle origini e cavalcare gli umori e i sentimenti più retrivi del paese. Le celebrazioni del decennale di Forza Italia non lasciano dubbi su quale di queste due strade abbia scelto. Ed è un peccato, perché a trarre beneficio dalla chiusura di una lunga stagione di rivoluzionari senza rivoluzione e dalla nascita di una destra europea sarebbe stata la democrazia italiana. Così invece Berlusconi otterrà forse un (relativo) successo personale e […]

Vittoria (ma è solo un teatro)

A prima vista si direbbe che la sinistra italiana sia in via di guarigione. Dalla sconfitta del 2001 in poi è stata additata al ludibrio dei propri elettori da Nanni Moretti, contestata al suo interno da minoranze sconfitte nelle urne dei congressi ma ansiose di rifarsi nelle piazze, circondata in un interminabile girotondo da un’ampia cerchia di giornalisti, personaggi dello spettacolo, sindacalisti e intellettuali fermamente intenzionati a metterla sotto processo. Non è stato soltanto un fenomeno mediatico, predeterminato ed eterodiretto; nonostante l’indubbia influenza di gruppi di potere di varia estrazione, ben consapevoli di quanto andavano facendo, quel movimento è stato un fenomeno reale. E bene ha fatto lo storico Paul Ginsborg a dargli una […]

Seconda morte della Prima Repubblica

Cosa lega la morte di Norberto Bobbio, lo scandalo Parmalat, la battaglia politica su Bankitalia, la due giorni dei girotondi, le assemblee del parlamentino di An e dei seguaci di Storace, il successo dello sciopero dei Cobas e le elezioni europee? A tenere insieme fatti apparentemente tanto disparati, al di là della pur significativa coincidenza temporale, è la sensazione che essi trasmettono al paese: la fine di un ordine. La fine di quell’ordine etico-politico che aveva in Bobbio il suo massimo rappresentante; la fine di un ordine economico, basato su un intreccio tutt’altro che limpido tra sistema bancario e grande impresa, sopravvissuto persino a tangentopoli; la fine di un ordine politico, fondato sul primato […]

Il partito della competition

Il nuovo anno della politica italiana è stato inaugurato dagli interventi dei leader del centrosinistra. In ordine di apparizione: Prodi, Fassino, D’Alema, Parisi, Veltroni. A tenere banco è ancora la questione dell’ingresso di Di Pietro e Occhetto nella lista unitaria. Non è tema irrilevante, perché dalla presenza dell’ex pm si capirà se alle europee si presenterà un cartello elettorale destinato a sciogliersi il giorno dopo, o l’embrione di un futuro partito riformista. E’ su questo che si sta giocando la partita dei leader, come del resto si era capito già a luglio, quando all’intervista di Prodi (più vaga) seguì quella di D’Alema, che orientava decisamente il progetto verso la costruzione del nuovo partito. Lo […]