Il riformismo è partito

Persino noi che siamo degli appassionati della prima ora, proprio non riusciamo a immaginare discussione più noiosa di quella sul futuro partito dell’Ulivo, se sarà democratico o riformista, se sarà più figlio dell’America o dell’Europa e se in Europa sarà più legato ai socialisti o ai liberaldemocratici. Discussione che ci ricorda parecchio quella sulle primarie. Non a caso alla vigilia della consultazione osservavamo: “Come sempre avviene in Italia, gli aspiranti becchini si sono travestiti da solerti infermieri: preoccupati delle possibili infiltrazioni di elettori di centrodestra, letteralmente angosciati dalla possibilità che qualcuno voti più volte, incapaci di prendere sonno al pensiero che le primarie possano indebolire la leadership o dividere la coalizione del centrosinistra anziché […]

Mozione riformista

Una ragione dovrà pur esserci se in questo paese il più ascoltato commentatore politico si chiama Adriano Celentano. Ieri Rutelli affossava la lista dell’Ulivo sostenendo che i Ds e Prodi intendevano forzare verso il partito unico; oggi lo stesso Rutelli si dice disponibile alla lista unitaria purché sia il primo passo verso il partito unico. Chi lo capisce è bravo. Quanto a noi, che bravi non siamo, lunedì 20 giugno scrivevamo mestamente: “E così la lista unitaria non si farà, i partiti del centrosinistra correranno nel proporzionale ognuno con il proprio simbolo e il progetto di una nuova formazione politica che riunifichi e dia forza ai tre principali filoni del riformismo italiano è rimandato […]

Si diceva, la rimonta del Cavaliere

Gli elettori del centrosinistra che domenica hanno votato alle primarie si contano in milioni. Quattro milioni di persone che hanno cercato il loro seggio, si sono messe in fila, hanno pagato un euro e hanno votato per il leader dell’Unione. Non si tratta di stime né di sondaggi, non arriveranno i dati della questura a dire che in realtà erano poco più di tremila. Al massimo arriverà Mastella. Anzi, è già arrivato, con la più che comprensibile premura di chi sa di dover mettere le mani avanti. Il risultato delle primarie ridisegna la geografia del centrosinistra e restituisce una fotografia dell’Italia che costringerà molti a rivedere le proprie analisi. Il Cavaliere che giornali e […]

A cosa servono le primarie

Domenica 16 ottobre, per la prima volta nella storia d’Italia, si svolgeranno elezioni primarie. Come in tutte le prime volte, molte cose sono state lasciate al caso o all’improvvisazione e molti hanno avuto da ridire. Pochi si sono avveduti dell’essenziale: non era mai successo prima. Certo è significativo che le primarie – ultimo tassello di un sistema maggioritario in cui sono gli elettori a decidere persino sui candidati – si svolgano proprio nei giorni in cui in parlamento si vota sul ritorno alla proporzionale. Come sempre avviene in Italia, gli aspiranti becchini si sono travestiti da solerti infermieri: preoccupati delle possibili infiltrazioni di elettori di centrodestra, letteralmente angosciati dalla possibilità che qualcuno voti più […]

La legge civetta

Il modo in cui la prova di forza tra Casini e Berlusconi si è improvvisamente risolta con l’accordo sulla legge elettorale ricorda un celebre dialogo di Pulp Fiction. Quello in cui due killer professionisti, un minuto prima di entrare nella stanza d’albergo in cui uccideranno a sangue freddo due persone, discutono animatamente implicazioni morali e ragionevolezza del comportamento del loro capo, che ha fatto scaraventare dalla finestra un loro collega colpevole di aver praticato un massaggio ai piedi alla sua fidanzata. Discussione che si sposta rapidamente verso la domanda se in qualche modo l’incauto massaggiatore dovesse aspettarsi una simile reazione e se tale reazione fosse o meno commisurata all’offesa subita. E infine, se un […]

Dove eravamo rimasti

La crisi della maggioranza ha il difetto di tanti recenti film d’azione americani. Più precisamente, ci ricorda una di quelle serie spionistiche alla 24 in cui il buono si rivela un cattivo, il cattivo un buono, la missione da compiere un complotto e il complotto una montatura, il tutto nei primi cinque minuti del primo episodio. Insomma, basta distrarsi il tempo per bere un bicchier d’acqua e non ci si capisce più niente. La storia comincia con il ministro Tremonti che si schiera contro il governatore della Banca d’Italia e contro Gianfranco Fini, perde lo scontro e di conseguenza il posto, sostituito dal suo più morbido direttore generale al Tesoro, Domenico Siniscalco. Siniscalco chiude […]

Der Kanzler

Tre deputati in più. A questo sembra essersi ridotto, nelle urne, il vantaggio della Cdu/Csu (con 225 seggi) sulla Spd (222), dopo una campagna elettorale iniziata con un divario di 18 punti percentuali, e conclusa con i media di mezzo mondo unanimi nel sottolineare, con malcelata soddisfazione, che la rimonta di Schröder si era interrotta e che il partito di Angela Merkel avrebbe conquistato tra il 41 e il 43 per cento dei voti. E invece la Cdu/Csu ha ottenuto solo il 35,2 per cento: cioè oltre tre punti in meno rispetto alle elezioni del 2002, solo parzialmente compensati dal 9,8 per cento dei liberaldemocratici (più 2,4). Si comprende perciò l’euforia del cancelliere, e […]

Rcs, radiografia di una nazione

Quello che sta accadendo in Italia può essere spiegato in molti modi, ma una cosa è chiara come la luce del sole: non può essere chiamato il caso Fazio. L’ipotesi che alcuni banchieri e uomini d’affari impegnati nella scalata di un istituto di media grandezza siano stati favoriti dal governatore pur avendo commesso gravi scorrettezze – e reati spesso di difficilissima definizione – si è trasformata giorno dopo giorno in una guerra civile istituzionale. Forse aveva ragione Oscar Giannino a ricorrere qui ai termini dell’antropologia criminale. Certo è che nemmeno la fantasia di Agatha Christie aveva mai immaginato un simile intreccio. Inutile girarci intorno, tutto questo non può essere addebitato esclusivamente ad Antonio Fazio. […]

Le divisioni del Centro

Non fu un caso se in Italia la necessità di una visione condivisa della storia e dell’identità nazionale cominciò a porsi come problema politico all’inizio degli anni Novanta, sull’onda delle discussioni intorno al cosiddetto revisionismo storico del decennio precedente. Non fu un caso se questo avvenne all’indomani del crollo dell’Unione sovietica, dinanzi al trattato di Maastricht e al tramonto della Prima Repubblica, tra le inchieste di Mani Pulite e i referendum sul sistema elettorale (tutti eventi concentrati non per nulla tra il 1991 e il 1992). Non fu un caso perché è nei grandi momenti in cui si scrive il futuro di un paese che una parte degli intellettuali e delle classi dirigenti avvertono […]

L’ultima spiaggia

La politica, i giornali e persino le guerre, in genere, rispettano il calendario delle stagioni. Agosto è il mese ideale per riflettere sulle proprie scelte, tanto sul percorso intrapreso tra le mille difficoltà di ogni giorno, quanto sul nuovo bivio che si approssima. Quel bivio, per l’Unione e per la politica italiana, si chiama primarie. La strada percorsa fino a questo punto, per noi, si chiama difesa del bipolarismo e dell’autonomia della politica. L’obiettivo intermedio si chiama costruzione di un nuovo grande soggetto unitario del centrosinistra, l’obiettivo ultimo partito riformista. Lungo questa strada abbiamo registrato delle vittorie e delle sconfitte. L’abbandono della lista unitaria alle prossime elezioni politiche, evidentemente, rientra tra queste ultime. Il […]