Progetti culturali

Uno degli imparaticci teorici di origine nazionalista è quello di contrapporre la storia al diritto naturale. Ma cosa significa una tale contrapposizione? Nulla o solo la confusione nel cervello dello scrittore. Intanto il “diritto naturale” è un elemento della storia, indica un “senso comune politico e sociale” e come tale è un “fermento” di operosità. La quistione potrebbe esser questa: che un teorico spieghi i fatti col così detto “diritto naturale”, ma questo è un problema di carattere individuale, di critica a opere individuali ecc. e in fondo non è altro che critica al “moralismo” come canone d’interpretazione storica. Roba che ha la barba. Ma in realtà, al di sotto di questo sproposito c’è […]

Sputacchiere non negoziabili

Questo pervicace uomo nell’uomo va alla mattina in ufficio e non potendo protestare efficacemente contro l’andamento del mondo, si contenta di non staccare più lo sguardo da un punto segreto di cui nessuno vuole accorgersi, sebbene sia chiaro che di lì ha origine tutta l’infelicità umana che non ha ancora trovato il suo salvatore. Tali punti fissi, in cui il centro d’equilibrio di una persona coincide con il centro d’equilibrio del mondo, possono essere ad esempio una sputacchiera con un coperchio facile a scattare, o l’abolizione delle saliere nei ristoranti per evitare che prendendo il sale col coltello si diffonda il flagello della tubercolosi, o l’adozione di un nuovo sistema di stenografia che con […]

Il popolo degli intellettuali

Questa espressione – “gli umili” – è caratteristica per comprendere l’atteggiamento tradizionale degli intellettuali italiani verso il popolo e quindi il significato della “letteratura per gli umili”. Non si tratta del rapporto contenuto nell’espressione dostoievschiana di “umiliati e offesi”. In Dostojevschij c’è potente il sentimento nazionale-popolare, cioè la coscienza di una missione degli intellettuali verso il popolo, che magari è “oggettivamente” costituito di “umili” ma deve essere liberato da questa “umiltà”, trasformato, rigenerato. Nell’intellettuale italiano l’espressione di “umili” indica un rapporto di protezione paterna e padreternale, il sentimento “sufficiente” di un propria indiscussa superiorità, il rapporto come tra due razze, una ritenuta superiore e l’altra inferiore, il rapporto come tra adulto e bambino nella […]

La certezza di avere ragione

E’ dovere dei governi, e degli individui, formarsi opinioni che rispondano il più possibile al vero; formarsele con cura, e non imporle mai ad altri se non si è certi di aver ragione. Ma, una volta che ne siano certi (così proseguirebbero i sostenitori di questa posizione), sarebbero mossi non dalla coscienza ma dalla viltà se evitassero di agire in base alle proprie opinioni e permettessero a dottrine che in buona fede ritengono pericolose per il benessere dell’umanità, in questa vita o in un’altra, di diffondersi senza freno, per la sola ragione che altri, in tempi meno illuminati, hanno perseguitato opinioni oggi considerate vere […]. Nella guida della nostra condotta possiamo, e dobbiamo, presumere […]

Alle origini del diritto d’espressione

Se nessuno può rinunziare alla libertà di pensare e di giudicare secondo il proprio criterio, e se ciascuno per insopprimibile diritto di natura è padrone dei propri pensieri, ne viene che, in una comunità politica, avrà un esito sempre disastroso il tentativo di costringere uomini che hanno diversi e contrastanti pareri a formular giudizi e ad esprimersi in conformità con quanto è stato prescritto dall’autorità sovrana. D’altro canto, gli uomini non sanno tacere: non sanno farlo i più provveduti e prudenti, tanto meno poi la gente comune. Confidare agli altri i propri disegni e le proprie opinioni, quando pur sarebbe necessario tacere, è una sorta di debolezza molto diffusa. Sarà dunque quanto mai oppressivo […]

Fare filosofia è trattenersi

Come ho detto sovente, la filosofia non mi porta a nessuna rinuncia, perché non mi vieto di dire qualcosa, bensì abbandono una certa combinazione di parole come priva di senso. Ma in un altro senso la filosofia esige una rinuncia, però una rinuncia del sentimento, non dell’intellltto. Ed è forse questo il motivo che la rende così difficile a molti. Può essere difficile non usare un’espressione, com’è difficile trattenere le lacrime o uno sfogo dell’ira. (Ludwig Wittgenstein, The Big Typescript) a cura di Massimo Adinolfi

Le leggi fondamentali della stupidità

Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione. La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della persona stessa. Una persona stupida è una persona che causa un danno a un’altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita. Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. In particolare i non stupidi dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, ed in qualunque circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore. La persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista. […]

Staccare la spina

Ho visto troppe morti terribili, che se avessi potuto, avrei dato io il colpo decisivo per impedire una ulteriore sofferenza […]. Ricordo ancora mia moglie, quando era alla fine, che mi supplicava con gli occhi di esaudire il suo desiderio di “staccare la spina”, come si dice, appunto, e non potei farlo; ma da allora ho giurato a me stesso che, se mi capiterà l’occasione, lo farò. (Indro Montanelli, da “Il Gazzettino” del 10/5/2000) a cura di Massimo Adinolfi

Philosophe

Il mondo è pieno di persone di spirito, e di molto spirito, che giudicano sempre; sempre indovinano, perché indovinare significa appunto giudicare senza rendersi conto di possedere un adeguato motivo di giudizio. Ignorano i limiti dello spirito umano; credono che esso possa conoscere tutto: perciò provano vergogna se non trinciano giudizi, e immaginano che l’intelligenza stia tutta nel giudicare. Il filosofo pensa che stia nel ben giudicare; è più contento di sé se sospende la propria facoltà di giudizio, che non se decidesse prima di essersi ben reso conto del motivo che lo ha indotto a decidersi. Perciò giudica e parla meno, ma giudica con maggior sicurezza e parla meglio; non evita i vivaci […]

Fine del mondo vero

Il “mondo vero” – un’idea che non serve più a niente, che non vincola nemmeno più – un’idea divenuta inutile, superflua, dunque, un’idea confutata: eliminiamola! (Giorno chiaro; prima colazione; ritorno del bon sens e della serenità; rossore di vergogna di Platone; baccano indiavolato di tutti gli spiriti liberi.) Il mondo vero lo abbiamo eliminato: quale mondo è rimasto? Quello apparente, forse?… Ma no! Col mondo vero abbiamo eliminato anche quello apparente! (Mezzogiorno; momento dell’ombra più corta; fine dell’errore più lungo; culmine dell’umanità; INCIPIT ZARATHUSTRA.) (Friedrich Nietzsche, Crepuscolo degli idoli) a cura di Marco Beccaria