L’incontro delle civiltà

Eh, er bianco, già, laggiù ce fa furore! E dice che, si lui ce l’incoraggia, Bisogna vede lei come ce sgaggia, Quanno ce se pò mette a fà l’amore. Che dichi? La quistione der colore? Be’ vedi: er bianco, lui, si ‘na servaggia, Capischi, si Dio liberi l’assaggia, Nun te lo lassa più, fino che more. E mica ce sarebbe tanto male; La gran dificortà è che ci ha er difetto De nasce co’ quer porco naturale, Che come vede l’erba ce s’intrufola, E quanno viè la notte che va a letto, Puzza un po’ de l’odore de la bufola. Però, capischi, o bufola o vaccina, Da quele parti lì, si ci hai famija, […]

Vivere di ribellione

Ribellione? È una parola che non avrei voluto sentirti dire – osservò Ivan in tono penetrante – Si può forse vivere di ribellione? Perché io voglio vivere! Ora dimmi francamente una cosa, mi appello a te, e tu rispondimi. Immagina di essere tu a costruire l’edificio del destino umano, con lo scopo ultimo di far felici gli uomini, di dare loro, alla fine, pace o tranquillità; ma immagina anche che per arrivare a questo sia necessario e inevitabile far soffrire un solo piccolo essere, per esempio quella bambina che si batteva il petto col minuscolo pugno, e sulle sue lacrime invendicate fondare appunto questo edificio: accetteresti di essere l’architetto, a queste condizioni? Dimmelo, e […]

La risata di Dio

Ma che cos’è il romanzo? Dice un bellissimo proverbio ebraico: l’uomo pensa, Dio ride. Prendendo spunto da questa massima, mi piace immaginare che François Rabelais abbia udito un giorno la risata di Dio, e che sia nata così l’idea del primo grande romanzo europeo. Mi diverte pensare che l’arte del romanzo sia venuta al mondo come eco della risata di Dio. […] L’arte, ispirata dalla risata di Dio non dipende, per sua essenza, dalle certezze ideologiche, ma anzi le contraddice. Come Penelope, essa disfa, nel corso della notte, la trama che teologi, filosofi, scienziati, hanno tessuto durante il giorno. (Milan Kundera, L’arte del romanzo) a cura di Massimo Adinolfi

Fondare una scuola

Sono io soltanto incapace di fondare una scuola, oppure nessun filosofo può farlo? Io non posso fondare una scuola, perché, in realtà, non voglio essere imitato. In ogni caso, non da coloro che pubblicano articoli in riviste di filosofia. (Ludwig Wittgenstein, Pensieri diversi) a cura di Massimo Adinolfi

Non sol chi vence vien lodato

Correte pure e fate il vostro sforzo in una cosa de sì fatta importanza, e resistete sin a l’ultimo spirto. Non sol chi vence vien lodato, ma anco chi non muore da codardo e poltrone. (Giordano Bruno, Cena delle ceneri) a cura di Massimo Adinolfi

Tracciare i confini

Proprio così usiamo la parola gioco. Infatti, in che modo si delimita il concetto di gioco? Che cos’è ancora un gioco e che cosa non lo è più? Puoi indicare i confini? No. Puoi tracciarne qualcuno, perché non ce ne sono di già tracciati […]. «Ma allora l’applicazione della parola non è regolata; e non è regolato il “gioco” che giochiamo con essa». – Non è limitato dovunque da regole, ma non esiste neppure nessuna regola che fissi, per esempio, quanto in alto o con quale forza si possa lanciare la palla da tennis, e tuttavia il tennis è un gioco e ha anche regole. (Ludwig Wittgenstein, Ricerche filosofiche) a cura di Massimo Adinolfi

Tipi di libri

Il tipo di libro con cui Ugo [di San Vittore] era a contatto quando, durante l’infanzia nelle Fiandre o l’adolescenza in Sassonia, gli fu insegnato a tener in mano la cannuccia o la penna, è ben poco paragonabile con gli oggetti stampati che teniamo nei nostri scaffali. Il suo aspetto non aveva nulla di quel caratteristico pacco di fogli fabbricati a macchina, coperti di segni tipografici e incollati sul dorso, che per noi è un libro. Le pagine erano ancora di pergamena anziché di carta. La pelle traslucida di pecora o di capra era coperta di scrittura a mano e ravvivata da miniature eseguite con sottili pennelli. Attraverso quelle pelli la Perfetta Sapienza poteva […]

Il socialismo come figura retorica

Il socialismo borghese giunge alla sua più pura espressione quando diventa una semplice figura retorica. Libero commercio! nell’interesse della classe operaia; dazi protettivi! nell’interesse della classe operaia; carcere cellulare! nell’interesse della classe operaia. Questa è l’ultima parola, l’unica detta seriamente, del socialismo borghese. Il loro socialismo consiste appunto nell’affermazione che i borghesi sono borghesi – nell’interesse della classe operaia. (Karl Marx, Il manifesto del partito comunista) a cura di Massimo Adinolfi

Colui che sta avanti

Vi sono quattro argomenti di Zenone che fanno difficoltà a coloro che vogliono risolverli. Il primo è quello sull’impossibilità del movimento, in quanto ciò che si muove deve raggiungere la metà prima del termine […]. Secondo è l’argomento detto Achille. Consiste in questo, che il più lento non sarà mai raggiunto nella corsa dal più veloce. Infatti è necessario che l’inseguitore prima raggiunga il punto dal quale colui che è inseguito è partito, di modo che necessariamente il più lento avrà sempre un qualche vantaggio. […] Dunque il ragionamento ha per conseguenza che il più lento non viene raggiunto ed ha lo stesso fondamento della dicotomia (nell’un ragionamento e nell’altro infatti la conseguenza è […]

Gli ultimi paladini del cristianesimo

L’intera nostra predicazione e teologia cristiana del ventesimo secolo è costruita sull’a priori religioso dell’uomo. Il cristianesimo è sempre stato una forma (forse la vera forma) della religione. Ma quando un giorno sarà evidente che questo a priori non esiste affatto ma che è stato una forma espressiva dell’uomo, storicamente determinata e transitoria, quando cioè gli uomini diventeranno realmente non religiosi in maniera radicale – e io penso che più o meno è già il caso nostro […] – che cosa significherà allora questo per il cristianesimo? Viene sottratto il terreno su cui poggiava finora tutto il nostro cristianesimo e la religiosità funziona soltanto con alcuni “ultimi paladini” e con qualche individuo intellettualmente disonesto. […]