Religione e ragione

Ma – mi domando – che cosa mette costoro in agitazione? Che cosa temono? Forse la religione e la fede non possono essere difese se non a condizione che gli uomini si impegnino a tutto ignorare e a prendere definitivo congedo dalla ragione? Senza dubbio, se questo credono, la Scrittura suscita in loro più apprensione che fiducia. In realtà, sia ben lungi da noi il pensiero che la religione e lo spirito di devozione vogliano asservire a sé la ragione e viceversa, e che religione e ragione non possano esercitare ciascuna il proprio rispettivo dominio coesistendo in piena concordia. (Baruch Spinoza, Trattato teologico-politico) a cura di Massimo Adinolfi

La bellezza del cerchio

Si suole chiamare bellezza l’insieme delle proprietà mentovate, così nelle figure geometriche come nei numeri, per una certa loro finalità a priori rispetto a usi diversi dalla conoscenza, che non si aspettava dalla semplicità della loro costruzione; si parla così, per esempio, di questa o di quella bella proprietà del cerchio. Ma il giudizio con cui le troviamo finali, non è punto un giudizio estetico; non è un giudizio senza concetto, che denota una semplice finalità soggettiva nel libero giuoco delle nostre facoltà di conoscere; ma è un giudizio intellettuale secondo concetti, il quale ci fa conoscere chiaramente una finalità oggettiva, vale a dire la adeguatezza a scopi d’ogni genere (infinitamente diversi). Si dovrebbe […]

Il piacere della scoperta

Spero che i posteri mi giudichino non solo per le cose che ho spiegato, ma anche per quelle che ho intenzionalmente omesso, così da lasciare ad altri il piacere della scoperta. (René Descartes, La Geometria) a cura di Massimo Adinolfi

Quale che sia il principio

La Dea velata, dinanzi alla quale noi da entrambe le parti ci inginocchiamo, è la legge morale in noi, nella sua inviolabile maestà. Noi percepiamo certamente la sua voce, e intendiamo benissimo pure il suo comando; udendolo siamo però nel dubbio se esso provenga dall’uomo, oppure se provenga da un altro, la cui essenza è ignota all’uomo e che gli parla mediante questa sua ragione. Al fondo, forse, faremmo meglio a dispensarci addirittura da questa indagine, poiché essa è meramente specultiva e quel che (obiettivamente) ci spetta di fare è sempre la stessa cosa, quale che sia il principio posto a fondamento. (Immanuel Kant, Di un tono di distinzione assunto di recente in filosofia) […]

Il senso della possibilità

Se il senso della realtà esiste, e nessuno può mettere in dubbio che la sua esistenza sia giustificata, allora ci deve essere qualcosa che chiameremo senso della possibilità. Chi lo possiede non dice, ad esempio: qui è accaduto questo o quello, accadrà, deve accadere; ma immagina: qui potrebbe, o dovrebbe accadere la tale o la talatra cosa; e se gli si dichiara che una cosa è com’è, egli pensa: be’, probabilmente potrebbe anche essere diversa. Cosicché il senso della possibilità si potrebbe anche definire come la capacità di pensare tutto quello che potrebbe ugualmente essere, e di non dare maggiore importanza a quello che è, che a quello che non è. Come si vede, […]

La crisi dell’identità

Nell’antichità, circolava un enigma filosofico sulla reidentificazione della nave di Teseo alla quale negli anni erano state sostituite tutte le parti: era ancora la stessa? Lo stesso enigma ci è familiare grazie a Eraclito, a proposito del fiume in cui non ci si può immergere per due volte, poiché la sua materia si rinnova continuamente. E a questo proposito, il Ralph di oggi è lo stesso che falciava l’erba otto anni fa, se, come si suol dire, la nostra materia corporea si rinnova interamente nel corso di sette anni? Sei veramente ancora tu, dopo tutto questo tempo? Questi tre enigmi – che in realtà ammontano a uno solo – sono erroneamente considerati “crisi dell’identità”, […]

La patria

Infine, ecco l’ultima scelta, quella che senza dubbio occuperà le discussioni dei prossimi mesi: la patria o l’Europa? Si tratta di termini antinomici? Chi si considera europeo della Comunità è un cattivo patriota? O abbandona la sua patria chi per patriottismo vuole la Francia, e la Francia soltanto – senza negare l’utilità di certi accordi, ma senza volere accordi strutturali determinanti, come Maastricht? È per questo un cattivo Europeo? Non è il tipo di discussione in cui mi lancerei. Io ho tentato di dirlo una volta in questo modo: «La Francia è la nostra patria, ma l’Europa è il nostro avvenire». Si può continuare ad essere francesi pur sviluppando la costruzione europea? È la […]

Ridere della vita

Gli italiani ridono della vita: ne ridono assai più e con più verità e persuasione intima di disprezzo e freddezza che non fa niun’altra nazione. Questo è ben naturale, perché la vita per loro vale assai meno che per gli altri, e perché egli è certo che i caratteri più vivaci e caldi di natura, com’è quello degl’italiani, diventano i più freddi e apatici quando sono combattuti da circostanze superiori alle loro forze. Così negli individui, così è nelle nazioni. Le classi superiori d’Italia sono le più ciniche di tutte le loro pari nelle altre nazioni. Il popolaccio italiano è il più cinico de’ popolacci […]. La raillerie [canzonatura] il persifflage [punzecchiatura], cose sì […]

Ma non è l’omicidio

Dicendo che il conservatore non può intendere completamente che gli embrioni umani sono esseri umani, io dico che nessun conservatore sano di mente aborre coloro che richiedono o praticano l’aborto più di quanto aborrirebbe o dovrebbe aborrire Erode e i soldati di Erode. – Almeno quanto egli farebbe nei confronti di un Erode che facesse discriminazioni, un Erode che facesse strage soltanto di quei bambini che non voleva o che trovava scomodi. Erode deve essere fermato a tutti i costi. Io non dico nemmeno che tutto quello che prova un conservatore è semplice disapprovazione o ripugnanza, come nei confronti di qualcosa di brutto e spregevole, e che egli desidera semplicemente trasformare in legge le […]

Signori e possessori della natura

Ma non appena ebbi acquistato alcune nozioni generali di ordine fisico e, mettendole alla prova in diversi problemi particolari, ebbi rilevato fino a qual punto potevano portare, e quanto differivano dai principi di cui ci si è serviti sinora, ho creduto di non poterle tenere nascoste senza peccare gravemente contro quella legge che ci impone di promuovere, per quanto sta in noi, il bene generale di tutti gli uomini. Esse, infatti, mi hanno mostrato che è possibile giungere a cognizioni utilissime alla vita e che, al posto di quella filosofia speculativa che si insegna nelle scuole, se ne può trovare una pratica mediante la quale, conoscendo la forza e le azioni del fuoco, dell’acqua […]