I lavoratori del metallo

Portati a una notorietà che oltrepassava i confini del paese d’origine dal successo del precedente lavoro, “Sick Transit Gloria Mundi” (2002), i norvegesi Red Harvest non sono affatto esordienti: formatisi nel 1989, hanno alle spalle una lunga gavetta e una discografia che include due demo, un 7”, due mcd e ben sette full-lenght, incluso “Internal Punishment Programs” pubblicato lo scorso novembre. E’ probabile che il nuovo lavoro consenta alla band di suscitare l’interesse che merita e raccogliere i frutti della devozione dimostrata a un sound particolare; una miscela di death, black e industrial rispettosa dei canoni ma aperta ad altre influenze. L’uso dell’elettronica nelle produzioni più recenti rimanda senza pedisseque riproposizioni agli anni ’80, […]

A heroic monster of an album

A heroic monster of an album”, così Rolling Stone ha battezzato “Worlds Apart”, quarta fatica della band nota con il succinto nome di And You Will Know Us By The Trail Of Dead. Una definizione azzeccata, considerato che il gruppo fa, qui, proprio il contrario di quello che ogni buon produttore consiglia: scegliere di testa propria, seguendo l’istinto (musicale) a scapito della ragione (commerciale, senza che ciò voglia suonare negativo in sé); indifferenti al mainstream, al momento, alle classifiche. Incidere, insomma, all’altezza della fama di gruppo anarcoide e animalescamente “live” costruita dal 1994, quando Jason Reece (voce/chitarra/batteria) e Conrad Keely (voce/chitarra), accomunati dall’amicizia e dalla locazione geografica (Hawaii), uniscono i loro sforzi in un […]

La colonna sonora dei Sixties

Domanda: “Anni ’60 e anni ’70: qual’è stata la decade migliore, nella musica e nella moda?”. Risposta: “Gli anni ’20 battono tutti”. In assenza di supporto sonoro, questa folgorante battuta (se è una battuta) tratta da un’intervista concessa nel 2002 alla Bbc, rappresenta al meglio lo spirito dei Soundtrack Of Our Lives, gruppo svedese con radici saldamente ancorate nell’humus fertile degli anni summenzionati (non gli anni ’20, gli altri) e lunghi rami protesi nei dintorni dell’attualità. In origine, a dire il vero, era la Union Carbide Production: nessun legame con la potente firm americana nota per la sicurezza dei propri impianti, la ragione sociale indicava l’associazione tra Ebbot Lundberg (voce) e Bjorn Olsson (chitarra) […]

La regola del secondo album

Tourist è la seconda prova degli Athlete, il quartetto di Deptford, South London, assurto alla notorietà con “Vehicles & Animals” del 2003. Elogiati dalla critica, in particolare da quella britannica che vede in loro “the next big thing” e che si è spinta fino a vaticinare un futuro da innovatori del Brit-pop, i quattro hanno atteso prima di concedere il bis forse proprio per smarcarsi dal peso di tanto entusiastico apprezzamento. Come nelle migliori tradizioni musicali, Carey Willets (basso), Joel Pott (chitarra e voce), Steve Roberts (batteria) e Tim Wanstall (tastiere) si conoscono e formano la loro prima band da ragazzi; in seguito si disperdono in gruppi simil-Oasis, per riunire le forze all’inizio del […]

L’angelo della ripetizione

Angel Of Retribution” non è solo la reunion dei Judas Priest con il sovracuto Rob Halford. E non è solo la necessità di rimettere in acqua un glorioso vascello provato dalla lunga navigazione. E’ innanzi tutto il tentativo di ritornare a quello che è comunemente ritenuto il loro momento migliore, quell’arco di tempo tra il ‘78 di “Stained Class” e l’84 di “Defenders Of The Faith” nel quale i Judas hanno forgiato il loro stile e indicato una rotta nell’irrequieto oceano della New Wave Of British Heavy Metal. Il gruppo si forma nel 1970: al nucleo storico composto dal chitarrista K.K.Downing e dal bassista Ian Hill, si uniscono il cantante Alan Atkins (che porta […]

American boy

Benché l’uscita ufficiale dell’album risalga alla fine dell’estate 2004 e fiumi di inchiostro siano stati già versati sull’argomento, ora che i risultati delle elezioni presidenziali americane sono acquisiti si può forse meglio giudicare quell’American Idiot che i Green Day hanno sventolato in faccia ai loro compatrioti. Apparso come parte dello schieramento musicale pro-voto e pro-Kerry capitanato da Bruce Springsteen (uno che dà ancora punti a tutti, Green Day in testa, per energia, rabbia e tenuta on stage), American Idiot è il tentativo molto, molto ambizioso di risollevare una carriera impantanatasi nell’auto-stereotipo dopo un folgorante successo iniziale: amici d’infanzia, Billy Joe Armstrong (voce e chitarra) e Mike “Dirnt” Pritchard (basso) formano la loro prima band, […]

Omini contro

Decollata nell’anno di grazia 1999 dall’irrequieta galassia compresa tra Mantova e Brescia, la band nota come L’Invasione Degli Omini Verdi giunge con l’ultimo Contro (2005) al terzo lavoro in studio, dopo l’esordio con Veniamo In Pace (2001) e il successivo Non E’ Un Gioco (2003), senza contare l’autoprodotto e omonimo demo del 2000. Di classica scuola punk, amano autodefinirsi discepoli dell’Hardcore più melodico. In effetti, gravitano in una nebulosa graziosamente sparsa attorno a queste due coordinate, energizzati dal debito rodaggio on the road e dalla frequentazione di altri dischi volanti italiani quali Moravagine e Derozer; l’esperienza “live” li vede anche protagonisti di un concerto con i guru americani Vandals. Con questa esperienza, con un […]

Feeder, versione britannica di tutto

Forse, “Pushing The Senses” è la seconda occasione dei Feeder: con quel titolo che sembra una dichiarazione d’intenti e un sound che attenua le durezze degli esordi, la band di Grant Nicholas mostra di volere cambiare rotta. Formati nel ‘92 dai gallesi Nicholas (voce, chitarra e tastiere) e Jon Lee (batteria); completati nel ‘95 dall’aggiunta del bassista Taka Hirose, esordiscono nel ‘96 con il sei-pezzi “Swim”. Il loro mix di chitarre abrasive e melodie sdolcinate ottiene subito attenzione e il primo full-lenght “Polythene” (’97), innaffiato con dosi di heavy d’annata, si colloca al primo posto nel referendum annuale della rivista Metal Hammer. La band decolla per un monumentale tour americano e per il successo, […]

Nergal, il semidio della banalità

Chiudete a chiave le vostre donne, chiamate la polizia, nascondete l’alcool, fate sparire la musica da gay, Behemoth sta arrivando! Ricordate, siete stati avvisati!”. Queste esilaranti e squallide parole, ricavate dal sito ufficiale della band, invoglierebbero a chiudere il capitolo Behemoth senza averne neppure sfogliato le pagine; il che sarebbe, nonostante tutto, un errore. Nove album – incluso l’ultimo “Demigod”, ’04 – e due ep alle spalle, questo gruppo è qualcosa di più (o di meno, secondo i punti di vista) di quello che offre in genere l’iconografia tipica del death e black metal: polacchi d’origine, i Behemoth consistono in essenza nel leader, fondatore e spirito-guida Nergal, accanto al quale vari musicisti si sono […]

Dillinger Escape Plan

The End Of Silence” (‘92) era il titolo di un ottimo doppio vinile della vecchia Rollins Band, passato alla storia per il livello di brutalità del suono, preannunciato con ironico contrappasso dal titolo. La musica, come tutte le umane cose, è evoluzione: quel livello fu presto sorpassato da epigoni più o meno tardi, chi deciso ad aprire nuove strade, chi a stabilire nuovi record. I Dillinger Escape Plan, giunti al secondo full-lenght “Miss Machine”, non sono epigoni e non vanno a caccia di record: se il termine sperimentare, spesso abusato, conserva ancora un residuo del suo significato, questa band del New Jersey è impegnata nella ricerca di una feroce alchimia; o meglio, di un’alchimia […]