L’equivoco del partito contendibile

Le infinite discussioni sulle regole di accesso alle primarie e il mito del “partito contendibile” si possono spiegare a partire da un equivoco riguardo al concetto di concorrenza. Secondo la tradizionale descrizione…

Obama e la religione del mercato

La vittoria elettorale di Barack Obama e la sconfitta del Partito repubblicano, della destra religiosa e dei vescovi cattolici in America sono una cosa sola. In un paese in cui ogni concetto politico…

Giovani turchi, vecchi problemi

La personalizzazione del confronto tra Matteo Renzi e Pier Luigi Bersani sta producendo nel Pd una semplificazione della dialettica interna. Da un lato, al netto dell’istanza un po’ trasversale…

Ora e mai più

Dopo lunghi mesi di silenzio, riprendiamo ancora una volta a scrivere su queste pagine, perché prima o poi a casa si torna sempre. E noi a questa piccola casa sperduta nella Grande Rete ci siamo affezionati…

Reductio ad antieuropeistam

Il filosofo Leo Strauss ha teorizzato nel dopoguerra la nascita di una nuova figura retorica, la reductio ad Hitlerum: paragonare l’interlocutore a Hitler, o ad altro personaggio unanimemente considerato come l’incarnazione del male, squalificando così in partenza ogni sua argomentazione. Un’interessante variante dei nostri tempi di tale figura retorica potrebbe chiamarsi reductio ad antieuropeistam. Di fronte alla critica di un determinato provvedimento si risponde invariabilmente: “Ma è l’Europa che ce lo chiede”. Accusando chiunque esprima il minimo dubbio di essere contro l’Europa…

Perché sarò in piazza con la Fiom

Ancora una volta, dinanzi a una manifestazione della Fiom, nei gruppi dirigenti del Partito democratico si apre la discussione sull’opportunità di aderire, partecipare, solidarizzare o meno con l’iniziativa. Ho l’impressione però che i nostri elettori facciano fatica a capire il senso di queste polemiche. Si finirà a fianco di esponenti della sinistra radicale, gli stessi che hanno fatto cadere il governo Prodi, si dice. Sarà senz’altro così, ma che c’entra? Appoggiamo un governo assieme a Sacconi e Gasparri, per le ragioni che tutti conosciamo e condividiamo, e adesso…

Cattolici e progressisti

In un saggio del 2004, ormai classico, per comprendere la questione cattolica dal punto di vista politico negli Stati Uniti, il columnist cattolico liberal…

L’esempio di Scalfaro

“Presidente, lei nella sua vita ha preso più applausi dai democristiani o dai comunisti?”, gli chiesi una volta pensando alle infinite standing ovation che ogni manifestazione del Pd, il suo partito, o dell’area di centrosinistra riservava a Oscar Luigi Scalfaro. “Indubbiamente la domanda è valida”, rispose il presidente con un guizzo di umorismo dei suoi. Disse che l’affetto che gli tributavano oggi le platee di sinistra non era paragonabile all’entusiasmo di quando era iniziata la sua vita pubblica nella Dc, ma perché era diverso il clima: il dopoguerra, gli anni della ricostruzione…

Il trionfo della politica a somma zero

Di questi tempi il discorso pubblico sembra vittima della sindrome del “gioco a somma zero”, per cui ogni decisione politica si risolverebbe sempre in un braccio di ferro tra gruppi di pressione, forze, partiti, dove a un vincitore deve corrispondere sempre un vinto. Quindi: non è possibile fare buone riforme se non scontentando qualcuno (corollario: più sono gli scontenti migliore è la riforma); il dialogo sociale è un freno al raggiungimento di soluzioni ottimali…

Capiamoci bene

Non è vero che la storia sarà più generosa della cronaca con Silvio Berlusconi, come sostiene da tempo il direttore del Corriere della sera. Lo sarà meno. L’eredità politica del Cavaliere è un’Italia sull’orlo della bancarotta finanziaria, politica e civile. Tutto considerato, le cronache dei grandi giornali sono state con lui fin troppo tenere, anche in questi giorni. In tanti, nel momento stesso in cui invitano l’opposizione a mostrare senso di responsabilità, proseguono nella loro irresponsabile campagna…