I miti della Seconda Repubblica

Il tema della riforma elettorale è stato costantemente al centro della lunga transizione italiana, e il modo con cui è stato affrontato ha contribuito non poco ad ostacolarne l’approdo verso una moderna democrazia dell’alternanza di tipo europeo. L’incapacità del vecchio sistema dei partiti di trasformarsi per tempo e le modalità del suo crollo repentino hanno infatti contribuito all’affermazione di un approccio ideologico a questo tema…

Ricambio generazionale e fighismo percepito

La prima volta che l’ho sentita, questa storia dei giovani che dovrebbero prendere il potere e salvare la situazione perché guarda com’è ridotta l’Italia, ero giovane. Il bello è che erano giovani pure loro. Magari un giorno lo racconteremo ai nostri nipoti: sai, piccino, io ho visto un tempo in cui i giovani erano giovani. Il primo sospetto mi venne quando Mario Adinolfi smise di parlare di “under qualche cosa”…

Foto di famiglia nel Pd

All’assemblea costituente del Pd, Gianni Cuperlo ha parlato di una vecchia foto di famiglia che da troppo tempo rappresenta il gruppo dirigente, sempre lo stesso da quindici anni. Un gruppo dirigente che oggi dovrebbe dunque preoccuparsi innanzi tutto di favorire l’emergere di nuovi protagonisti, e poi farsi da parte. La tesi non è nuova, ma è naturale che torni a imporsi dopo la sconfitta elettorale, e soprattutto dopo il dibattito…

Necessità e urgenza di polemiche razionali

“La necessità non è una situazione oggettiva, implica soltanto un giudizio o una valutazione personale. In fondo, sono straordinarie e urgenti solo le situazioni definite tali”. Misuriamoci con questa molto filosofica considerazione, senza rivelare, per ora, se sia tratta dalla dialettica trascendentale di Kant o dal saggio sul concetto del politico di Carl Schmitt. E domandiamo: davvero, “in fondo”, le cose stanno così? Bisogna essere…

Postideologici, postpolitici, posticci

Poche posizioni sono sembrate così indiscusse nel dibattito pubblico italiano dell’ultimo quindicennio come la tesi che la politica dovesse liberarsi di ogni residuo elemento ideologico. Il merito principale dell’ultimo libro di Natalino Irti (“La tenaglia. In difesa dell’ideologia politica”) è rappresentato dalla sfrontatezza intellettuale con la quale questo luogo comune viene messo in discussione. Una sfrontatezza che solo la vera cultura può consentirsi…

La shadow victory

Alla shadow victory, giustamente, segue uno shadow cabinet. A una campagna elettorale in cui il partito è stato ridotto all’ombra del candidato premier, segue una segreteria nominata direttamente dall’ombra di un leader politico: un segretario fantasma che presenta il nuovo organigramma in conferenza stampa, senza nemmeno fingere di sottoporlo prima alla direzione, già convocata per questa settimana…

L’analisi del vuoto

La discussione “ampia e approfondita” che il Partito democratico, dopo la sconfitta, ha finalmente deciso di avviare, dovrebbe partire da una premessa. Questa: sostenere che il risultato delle politiche è stato un successo o un mezzo successo, come continua a fare Walter Veltroni, non aiuta. Di sicuro non ha aiutato nel ballottaggio di Roma, dove un diverso atteggiamento forse non sarebbe stato sufficiente per vincere…

Promemoria per discussioni approfondite

In un’intervista di oggi all’Unità – che lo definisce “fedelissimo del segretario” – Giorgio Tonini dice che Walter Veltroni ha fatto benissimo a proporre un congresso, perché “dobbiamo evitare un pericolo mortale: una lunga fase di mugugni e mezze recriminazioni, sassi lanciati e mani nascoste”. Pienamente d’accordo con lui, sottoponiamo il seguente articolo a quella “discussione ampia e approfondita”…

Il centralismo carismatico

Nella nuova stagione, nel nuovo bipolarismo, ma soprattutto nel nuovo partito che Walter Veltroni ha guidato alle elezioni del 13 e 14 aprile, a quanto pare, non è previsto il dissenso. Non sono ammesse critiche da parte di eletti, elettori o dirigenti del Pd, che sarebbero un segno di resistenza al cambiamento, manovre di apparato, trame di palazzo. Insomma, un complotto. E non sono ammesse critiche neppure dalla stampa…

Mi fidavo di te

cosa dicevamo

Ho passato l’ultima mezz’ora a discutere del braccialetto e della mia incapacità di comprendere perché sia proprio quella la cosa che farà perdere il ballottaggio a Rutelli (voglio dire: a me sembrano più gravi le gigantografie in cui molesta le vecchie sui tram – vecchie senza braccialetto, perdipiù), quindi non aspettatevi un’analisi compiuta della sconfitta. Io al massimo posso fornirvi i puntini, poi a unirli dovete pensarci voi. E fatemi sapere che disegno ne esce alla fine. Nell’estate del 2006 intervistai Jovanotti. Ci dicemmo, come sempre accade, molte più cose di quante ne riuscirono a entrare nell’articolo pubblicato. Due di queste, in particolare, mi sono tornate in mente in questi giorni. Il pretesto dell’intervista […]