Mi fidavo di te

cosa dicevamo

Ho passato l’ultima mezz’ora a discutere del braccialetto e della mia incapacità di comprendere perché sia proprio quella la cosa che farà perdere il ballottaggio a Rutelli (voglio dire: a me sembrano più gravi le gigantografie in cui molesta le vecchie sui tram – vecchie senza braccialetto, perdipiù), quindi non aspettatevi un’analisi compiuta della sconfitta. Io al massimo posso fornirvi i puntini, poi a unirli dovete pensarci voi. E fatemi sapere che disegno ne esce alla fine. Nell’estate del 2006 intervistai Jovanotti. Ci dicemmo, come sempre accade, molte più cose di quante ne riuscirono a entrare nell’articolo pubblicato. Due di queste, in particolare, mi sono tornate in mente in questi giorni. Il pretesto dell’intervista […]

Il voto utile in Germania

In Germania la crisi dei socialdemocratici è tema di dibattito quotidiano. Da quando Kurt Beck ha autorizzato l’Spd a stringere accordi con la Linke (la sinistra radicale) anche nei Länder dell’ovest – una mossa che in campagna elettorale aveva esplicitamente escluso – l’Spd continua a perdere consensi. Ma tutti si affannano così testardamente attorno alla malconcia Spd, tutti sono così impegnati…

La staffetta

“Di chi dobbiamo avere più paura, babbo – domanda oggi la figlia di Bobo sulla prima pagina dell’Unità – di Montezemolo che attacca i sindacati o della Lega che li difende?”. Nel volto stupefatto del padre c’è tutto lo smarrimento del militante democratico. E anche del fedele lettore dell’Unità, che su quelle stesse pagine, a due giorni dalle parole di Luca Cordero di Montezemolo, non ha ancora trovato una sola replica…

Contro il presidenzialismo

Lo scoglio della proposta presidenzialista attende il Partito democratico sul cammino delle riforme, nel mezzo di una difficile strettoia: da un lato un girotondismo sempre attivo e pronto alla scomunica di qualsiasi dialogo, dall’altro la tentazione di rifuggire da un’attenta disamina della sconfitta elettorale, imboccando la scorciatoia di un accordo a due con il Pdl, per imprimere un indirizzo definitivamente plebiscitario…

Con i piedi per aria

Scrivo da un paese che, per la prima volta dalla fondazione della Repubblica, non avrà in parlamento né comunisti né socialisti. Questi ultimi c’erano stati ininterrottamente, se si esclude il ventennio fascista, per più di un secolo. Il voto del 2008 ridisegna il paese e ci costringe a dirci un po’ di cose chiare sullo scarto tra l’Italia com’è e l’Italia come ce la raccontiamo. Indubbiamente, per la sinistra in generale è andata male…

Nuestra es la culpa

Nel piccolo spazio che si apre tra la campagna elettorale appena conclusa e la proclamazione del risultato ancora da scrivere – in questo breve tempo sospeso, pertanto, tra la propaganda e la propaganda – forse è possibile dirsi alcune semplici verità, che nessun risultato elettorale potrà smentire. Chiunque sarà il vincitore, è difficile resistere all’impressione che ci troveremo dinanzi a un ultimo giro di giostra…

Riordinare le file. E le idee

E’ possibile che le elezioni del 2008 rappresentino una svolta. Che la svolta sia epocale è però lecito dubitare, se non altro perché la frequenza con la quale si annunciano le svolte epocali in Italia è tale da far dubitare del concetto stesso di epoca. Soccorre piuttosto un’altra celebre immagine di Aristotele. Il quale, per spiegare come nascano nelle teste degli uomini i concetti, ricorreva all’esempio di quell’esercito in rotta…

Per cosa votiamo

Fortunatamente, la campagna elettorale è finita. Ma anche a chi, come noi, ritiene che non sia stata proprio esaltante, vorremmo provare a spiegare perché è necessario votare e far votare per il Partito democratico. Non ci interessa enfatizzare i limiti dell’alleanza messa in piedi da Silvio Berlusconi, sottolineando il paradosso di uno schieramento che, nonostante il profilo più moderato assunto dal suo candidato premier…

La piccola svolta di Veltroni

All’inizio di febbraio era difficile trovare qualcuno, sia tra gli osservatori sia tra i militanti del Partito democratico, disposto a credere davvero che la partita elettorale con il centrodestra potesse essere riaperta, soprattutto dinanzi alla scelta di rompere l’alleanza con la sinistra radicale. Il coraggio dimostrato con quella scelta e il grande slancio con cui il Pd ha avviato la campagna elettorale hanno invece determinato…

Lettere da una prigionia infinita

Questa volta, nonostante ricorressero trent’anni esatti dal 16 marzo del 1978, non si può dire che il caso Moro sia tornato al centro del dibattito, come pure sarebbe stato ragionevole attendersi. Nuovi libri dedicati al tema sono stati pubblicati e altri sono stati ristampati per l’occasione. Politici, storici e giornalisti hanno aggiunto il poco che avevano da aggiungere al molto che è già stato detto…