Il conto alla rovescia del Pd

La prima conseguenza positiva del voto del Senato sulla Finanziaria è che le scadenze temporali si sono allungate almeno un po’. Un governo interamente consegnato alle cronache delle sue giornate parlamentari difficilmente passa alla storia. Ma anche un’opposizione il cui respiro politico non va al di là della prossima votazione e, quando questa non dà gli esiti sperati, non sa fare altro che dare appuntamento alla votazione successiva…

Un partito senza simboli, ma pieno di valori

L’idea di un partito senza tessere fa discutere, e molto. Comunque, mentre se ne discute, s’è cominciato già con un partito senza simboli. Un partito senza alberi, fiori, bandiere, croci, scudi o altro genere di arnesi, che avrà anche impiegato molto per scrollarsi di dosso le eredità ideologiche del Novecento, ma che non ci ha messo altrettanto nello sbarazzarsi del ramoscello d’ulivo. Nuova stagione, cambio d’abito…

Modello Augusto

cosa dicevamo

Quando nel 31 avanti Cristo, a largo di Azio, le navi di Antonio invertirono la rotta e si ritirarono dopo alcuni brevi scontri, il giovane Ottaviano si ritrovò a capo di un impero quasi senza aver combattuto. Era quello l’esito a cui aveva lavorato per quindici anni, con un meticoloso e paziente intreccio politico e militare; sin da quando, cooptato da Giulio Cesare in persona, aveva mosso i primi passi sulla scena politica romana. Il giovane Ottaviano non era mai stato, né sarebbe stato in futuro, un grande generale. Al campo di battaglia preferiva di gran lunga il gioco politico, allo scontro frontale le ritirate strategiche e il sottile lavoro diplomatico. Ad Azio, quel […]

La fitna ulivista tra Prodi e Parisi

Ad Arturo Parisi bisogna riconoscere un merito. Ci crede. Anzi, di più: se c’è oggi, nel traballante scenario di fine Seconda Repubblica, un politico ancora guidato dall’Idea, questi è il ministro della Difesa. L’Idea di Parisi è l’Ulivo. Che non necessariamente coincide col Partito democratico. Per molti, infatti, il Pd è (bene o male) il coerente approdo finale di dieci anni di ulivismo politico ed elettorale.

Il Family Day del 20 ottobre

La manifestazione rossa del 20 ottobre è stata bella anche perché non è stata una manifestazione contro Prodi, ma neanche banalmente contro Berlusconi (un bel passo in avanti nella pedagogia politica della piazza di sinistra). Non erano neanche “un milione di no” al protocollo sul welfare, come ammiccava il titolo del Corriere della sera, coloro che hanno sfilato sabato scorso. Quella piazza non era espressione…

La costruzione di un amore

cosa dicevamo

“Esco da una storia di dieci anni e non ho voglia di impegnarmi”. Quasi tutte le relazioni iniziano così. Ogni donna sopra i trenta sa riconoscere la dinamica. E la dinamica è che quest’uomo sta mentendo spudoratamente (se incontrasse Monica Bellucci, per dire, avrebbe voglia di impegnarsi eccome) e tenterà di farla sospirare il più a lungo possibile. Pienamente consapevole di tutto ciò, la ragazza in questione si farà intortare in ogni modo, nel vano tentativo di costruire uno straccio di rapporto. Qualunque esso sia. Perché ogni nuova relazione è l’incontro di due aspirazioni diverse. L’aspirazione di lui (lo chiameremo per riservatezza P.D., giovane di belle speranze, ma a guardarlo bene già parecchio navigato) […]

Un partito senza voti

Il dibattito che si è aperto dopo le primarie non appare adeguato alla portata storica dell’evento. Da parte di molti sembra prevalere la volontà di piegare il voto del 14 ottobre al tradizionale schema dello scontro tra fazioni che domina la cultura politica del giornalismo italiano. Così facendo tanti commentatori rimuovono il dato della partecipazione di milioni di italiani alla fondazione di un partito politico, e riducono quell’evento…

Le primarie della società politica

In attesa dei dati completi e definitivi, è possibile fin d’ora azzardare alcune considerazioni sul voto del 14 ottobre, che ha fatto giustizia di non pochi luoghi comuni sul carattere di queste primarie e sulla natura del Partito democratico. Innanzitutto, appare rilevante il ruolo svolto dai candidati dei collegi nel favorire una partecipazione così ampia. Non a caso, la percentuale dei votanti in rapporto a quella degli elettori…

Finché Valter non ci separi

In luglio ho trascorso alcuni giorni in una villa piena di lobbysti americani. Delle sentenze di cui mi sommergevano facendo previsioni sulle loro primarie – “Thompson is peaking too high too early”, “Giuliani is too of a leftist”, “Hillary is the only Dem who can get the nom, and she is the only Dem who can’t get the presidency”, e altre che ho ripetuto a pappagallo al ritorno, suscitando un certo sconcerto…

L’Anno Zero del Pd

Nei giorni in cui i due principali partiti del centrosinistra si apprestavano a dare vita al Partito democratico – attraverso un grandioso processo costituente che mentre scriviamo sta raccogliendo oltre due milioni di cittadini – a dominare il dibattito pubblico erano (ancora) la crisi della politica e la rivolta contro i partiti, considerati come oligarchie autoreferenziali e improduttive (la “casta”). Questo è il paradosso…