La minaccia del legalismo autocratico

Lo scontro frontale tra la maggioranza parlamentare e il presidente della Repubblica per la formazione del nuovo governo non è solo una crisi istituzionale. La Costituzione assegna al capo dello stato il potere di nominare il presidente del Consiglio e, su proposta di questo, i ministri, senza ulteriori restrizioni. Il presidente della Repubblica non pone alcun veto: esercita un potere, che è quello di nominare ministri da lui condivisi. Il potere di nomina è descritto sinteticamente in Costituzione, e nella storia repubblicana è stato esercitato con diversi gradi di autorevolezza, ma è rimasto spesso sotto traccia perché non si è mai giunti a uno scontro così scoperto (si ricordano i casi di Cesare Previti nel […]

La teocrazia degli onesti

Allacciamo le cinture di sicurezza. Se i programmi di governo disegnano un’idea di futuro, quello immaginato per noi dal contratto tra Lega e Movimento 5 Stelle è un capannone abbandonato di una periferia industriale in un giorno di pioggia. Ci sono solo guardie giurate, e sono pronte a sparare. Siamo davanti a una radicale svolta conservatrice e securitaria: la mortificazione del parlamentarismo e del ruolo dei partiti, una privatizzazione dell’azione politica in nome dell’efficienza, l’accentramento dei poteri nei leader grazie al vincolo di mandato e uno scivolamento progressivo verso forme di autoritarismo popolari nell’Europa dell’est, il tutto colorato da una forte spinta nazionalista anti-europea e intollerante. È un programma di governo tetro come il […]

La maggioranza oscurantista

C’è qualcosa di più significativo del «contratto di governo», a ben vedere, che unisce Lega e Movimento 5 Stelle. Questa convergenza ha radici più profonde, nel linguaggio e nel racconto del paese che entrambe le forze politiche hanno adottato negli ultimi anni, in un incrocio di sentimento antistato e di disprezzo verso la faccia liberale della democrazia. È l’oscurantismo il vero collante di questa nuova alleanza. Il loro linguaggio comune nasce dalla rottura del patto tra cittadini e stato, da un profondo rancore verso gli istituti fondamentali della democrazia liberale come descritta nella Costituzione: lo stato di diritto come forma di tutela dei diritti individuali, la democrazia rappresentativa come forma della partecipazione politica, il lavoro […]

La sinistra non è una costola del populismo

Mai come in questa occasione la dialettica politica interna alle diverse componenti del Partito democratico ha avuto come oggetto del contendere una questione di enorme significato. Decidere o meno di allearsi, all’insegna del meno peggio, con il principale antagonista politico dell’intera legislatura passata, e di tutte le campagne politiche e referendarie nel frattempo condotte, non può essere ritenuto questione di stile parlamentare di tradizione proporzionalista e tantomeno il mero esercizio di una responsabilità necessaria a evitare il ricorso al voto anticipato. Ciò che separa il Pd dal Movimento 5 Stelle attiene ai valori fondanti delle rispettive organizzazioni politiche e le attraversa per intero: i diritti civili e le garanzie di libertà, il posizionamento dell’Italia nel quadro […]

Senza direzione

A leggere i giornali pare proprio che il problema del Pd – anzi, il problema per cui il Pd rischia addirittura l’estinzione – sia tutto qui: nel fatto che Matteo Renzi abbia detto in tv di non ritenere possibile un accordo di governo con i cinquestelle, come già stabilito dall’ultima direzione del Pd, all’unanimità, con l’astensione della sola componente esplicitamente favorevole all’intesa (quella di Michele Emiliano). E come ripetuto in questi giorni da tutti i membri di quell’augusto consesso (con la sola eccezione di cui sopra), i quali, nel momento stesso in cui rilasciavano interviste e dichiarazioni per dire che comunque al tavolo bisognava sedersi, respingevano con sdegno l’insinuazione secondo cui il loro obiettivo […]

La responsabilità di dire No (anzitutto da Sud)

Dopo cinquanta giorni di tentativi andati a vuoto, e di evidenti fallimenti registrati sull’asse Di Maio-Salvini, si pone prepotentemente il tema di un possibile governo M5S-Pd. Un governo che fuori da questo quadro sarebbe stato del tutto impensabile. Alla base del dibattito di queste ore, da parte di molti, vi è il richiamo al senso di responsabilità verso il Paese. Personalmente credo che sia proprio il senso di responsabilità oggi a imporre al Pd di evitare in ogni modo e in qualsiasi forma questo accordo. Pur volendo superare le distanze registrate in campagna elettorale, e le asprezze e le offese ricevute in questi ultimi anni, troverei un gravissimo errore ogni tipo di accordo. Un errore che pagherebbe il Paese, in particolare il Sud, prima […]

Pd-M5S? Sulla democrazia non si discute

Perché dovremmo allearci con il Movimento 5 Stelle? Le motivazioni che leggo in queste ore non mi convincono. Non mi convince chi dice che una parte del Pd non si vuole sedere al tavolo perché è stata insultata. Anche se vi posso assicurare che sentirsi augurare la morte, lo stupro e ogni altro genere di violenza, tutte le mattine, non è piacevole, né dai semplici militanti grillini che popolano i social network né dai loro eletti che fanno lo stesso in Parlamento, come i colleghi De Rosa o la Grillo, che sostenne mi fossi comprata il seggio. Ovviamente nessuno di loro ha mai sentito l’esigenza di scusarsi, privatamente o pubblicamente, ma non è questo […]

Cinquestelle e Lega sono la stessa cosa: l’opposto della sinistra

Negli ultimi tempi un largo fronte di intellettuali, giornalisti e opinionisti della stampa e della tv ha teorizzato con foga che il Partito democratico non dovrebbe lasciarsi sfuggire l’occasione di appoggiare un governo del Movimento 5 Stelle. A sostegno della tesi sono state portate varie, e anche opposte, motivazioni, come diverse sono le premesse ideologiche dei numerosi promotori di simili appelli: da quelli che pensano che un’alleanza M5S-Pd potrebbe realizzare una sorta di socialismo dal volto umano, a quelli che pensano, al contrario, che il Pd dovrebbe appoggiare un governo cinquestelle proprio per garantire continuità rispetto a rigore nei conti pubblici, vincoli europei e collocazione internazionale del paese. Lascio da parte chi propone motivazioni di […]

Perché il Pd deve dire no a destra e M5S

Mettere in fila le cose, penso sia necessario per trovare il bandolo della matassa. E ripartire. Dunque: centrodestra e cinquestelle hanno vinto le elezioni. Il Pd le ha perse, molto male. I motivi della sconfitta sono tanti, ma penso soprattutto: aver rinunciato a costruire radicamento sociale, partecipazione, condivisione nei luoghi e tra le persone dove è più forte l’insicurezza sociale, e dove maggiore è la richiesta di protezione e la voglia di emancipazione. Per essere credibili nel pronunciare parole come «riscatto» ed «emancipazione» in quartieri dove manca il lavoro, manca la possibilità di studiare, manca la legalità, serve un discorso politico forte e potente. Noi non l’abbiamo avuto, se non per un periodo troppo […]

Le finte della storia

Cara Left Wing, non so se segui il basket. Se la risposta è sì, allora sai che dall’altra parte dell’Atlantico stanno per iniziare i playoff Nba. È il momento in cui le sedici migliori squadre (su trenta che fanno parte della lega: una selezione talmente lasca da far pensare a un cedimento proporzionalista) si preparano alla parte più difficile della stagione, sfruttando gli ultimi possibili giorni di riposo e affinando gli schemi. A proposito di questi ultimi, ce n’è uno affascinante anche per i profani: si chiama backdoor e sostanzialmente consiste nella finta che il giocatore che dovrebbe ricevere la palla fa rispetto al difensore che lo ha anticipato bloccandogli il primo passaggio, per […]