La sinistra e la lezione dei Simpson

Il fatto che proprio in questi giorni i Simpson compiono vent’anni non sarebbe una ragione sufficiente per occuparsene qui se la sinistra italiana non li avesse malamente presi a modello per così tanti anni. Quando nella primavera del 1987 la Fox iniziò a trasmettere alcune brevi strisce animate all’interno del Tracey Ullman Show, e poi, per i successivi dieci anni, episodi di mezz’ora in prima serata, i Simpson apparvero come una critica spietata e intransigente all’America repubblicana post-reaganiana. Erano la tipica famiglia media americana guardata e disegnata da un liberal della upper class: c’era Homer, il padre inebetito e incattivito dalla televisione fonte di ogni male; c’era Marge, la casalinga devota solo alla famiglia […]

Partiti americani

Giovedì 19 aprile il Corriere della sera pubblica in prima pagina un veemente intervento dell’ambasciatore statunitense contro il governo Prodi. Tema: il ritiro della compagnia americana AT&T dalla partita Telecom nonostante l’intesa raggiunta con il suo proprietario, Marco Tronchetti Provera. Titolo: “L’Italia e gli investimenti che non arrivano”. Lo stesso giorno, su quella stessa prima pagina, Paolo Mieli – di cui Tronchetti è stato uno dei grandi elettori alla direzione del quotidiano della Rcs – firma uno dei suoi rari editoriali. Tema: il Partito democratico. Titolo: “Il partito americano”. Questo dev’essere secondo Mieli il Partito democratico (italiano). E per questo ha bisogno di un leader. Scrive Mieli: “Oggi ancora non sappiamo chi possa capeggiare […]

Pretty Democrat

Voglio la favola, Edward”. E’ così che diceva Julia Roberts in Pretty Woman a Richard Gere che le proponeva una sistemazione vantaggiosa, ma non esattamente romantica. Una proposta che qualunque ragazza nella posizione di Vivian, prostituta suo malgrado, avrebbe accettato. Ed è un po’ quello che pensano tutti quelli che criticano il Partito democratico e pure tutti quelli che al Partito democratico vorrebbero sinceramente credere. Eravamo insulse sedicenni la prima volta che abbiamo sentito Julia Roberts pronunciare queste parole, eppure già allora ci erano sembrate fin troppo pretenziose. Probabilmente eravamo fin da allora ragazzine riformiste, molto prima di saperlo, e molto prima che lo sapessero tutti gli altri (erano pur sempre i primissimi anni […]

Dibattiti intrinsecamente disordinati

A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione”. Così si esprime, al punto 2358, il Catechismo della Chiesa cattolica a proposito del “numero non trascurabile di uomini e donne [che] presenta tendenze omosessuali”. Nella cultura e nel magistero cattolico c’è, evidentemente, la capacità di distinguere tra un giudizio etico fondato sulla Tradizione (poche righe prima del passaggio sopra citato viene affermato che le relazioni omosessuali sono “gravi depravazioni” e atti “intrinsecamente disordinati”) e una prassi, diciamo così, politica, sulla quale fondare la convivenza civile. Esaminando con attenzione le parole ci si accorge che non solo il Catechismo dice che nei confronti delle persone omosessuali va evitata qualunque discriminazione, ma più radicalmente afferma […]

La città di Fausto

Considerate la contestazione della settimana scorsa all’università di Roma e chiedetevi: ma veramente un altro Bertinotti è possibile? Chiunque abbia letto “La città degli uomini”, il primo libro scritto da presidente della Camera, può sincerarsene da solo: difficilmente. In queste “cinque riflessioni in un mondo che cambia”, che nascono da una serie di interviste rilasciate a Sergio Valzania (quello di Radio3 Rai col pallino dei pellegrinaggi e del Monte Athos), l’unico a rimanere se stesso è proprio lui, Bertinotti. “La città degli uomini” è infatti, nel linguaggio e nella sostanza, un tipico libro bertinottiano. E chi gli ha gridato “buffone” per sottolineare che il vecchio attizzatore di fuochi si è trasformato in pompiere farebbe […]

Le Termopili della nostra innocenza

Siamo postmoderni, abbiamo perso l’innocenza (la quale, un po’ come la verginità, una volta andata è andata per sempre). Pensavo a queste cose l’altra sera, al cinema, mentre guardavo 300, il film tratto dalla graphic novel di Frank Miller sulla battaglia delle Termopili. Niente da fare. Non è più possibile ripetere quel gesto che, quando eravamo bambini, era capace di darci una delle gioie più pure che serberemo come ricordo per il resto dei nostri giorni: acquistare il biglietto, sprofondare nell’oscurità della sala, dimenticarci del mondo per due ore, riempirci gli occhi di colori e movimento. E dire che di colori e movimento il film in questione non fa economia. Insomma: a me m’ha […]

Gli esempi del senatore Buttiglione

A me Rocco Buttiglione sta simpatico. Le spiegazioni dell’evento sono varie: assomiglia un po’ a mio padre nell’aspetto e nell’eloquio; ho assistito ad alcune sue lezioni di filosofia quando ancora non era entrato in politica e me lo ricordo chiaro, garbato e divertente; è un ciellino un po’ eretico e un democristiano non pentito (aspetti che io considero apprezzabili, la qual cosa mi rendo conto essere un problema mio e solo mio). Sabato sera era ospite in televisione da Fabio Fazio. Gli è stato chiesto di spiegare la sua posizione contraria alla legge sui Dico. L’ha fatto al suo solito modo che, lo ripeto, io trovo simpatico. Non è partito da pregiudizi fideistici, non […]

Saluti da Volo

Alla prima genovese di “Uno su due”, il film di Eugenio Cappuccio per metà film e per l’altra metà documentario uscito in questi giorni nelle sale italiane, c’era pure lui, il protagonista. Fabio Volo non sai se è un intrattenitore, uno scrittore o semplicemente uno che piace alle ragazze (alla prima ce n’erano alcune con gli occhi illuminati), ma questa prova da attore, per uno che non è neanche attore, appare del tutto convincente. Volo interpreta Lorenzo, un avvocato un po’ stronzo che sta in un appartamento molto bello da 750 mila euro da cui si vedono il porto e i tramonti di Genova, organizza cene e feste con gli amici avvocati che dicono […]

I sentimenti del Campidoglio

Insegna la manualistica del marketing politico che alcune battaglie vanno ingaggiate anche quando la sconfitta sembri inevitabile, se non altro per ottenerne un riconoscimento pubblico del proprio ruolo. La settimana che si è appena chiusa ha visto Walter Veltroni impegnato ad applicare alla lettera questo collaudato schema mediatico. È successo che mentre al senato si apriva e si chiudeva la crisi politica del governo, con Veltroni che se ne teneva opportunamente alla larga, nel quartiere di Roma che fa capo a Ponte Milvio si apriva la crisi politica dei lucchetti. La vicenda è nota: da alcuni mesi i lampioni del ponte sono invasi dai lucchetti che i ragazzini della capitale appendono per sigillare il […]

I nuovi anti-italiani

Se non temessimo di accreditare l’insopportabile litania di tutte le strampalate teorie della cospirazione invalse nella letteratura di genere, diremmo che il ritorno del terrorismo era largamente prevedibile. Tra le tensioni con gli Stati Uniti e le polemiche sull’interventismo del Vaticano, l’Italia del 2007 non sembra avere fatto molta strada rispetto all’Italia degli anni Settanta, che proprio in questi giorni nel nostro paese si celebrano allegramente, nel fiorire di una memorialistica di dubbia sincerità, mentre i giornali si riempiono delle deliranti elucubrazioni dei sovversivi di oggi e di ieri. La manifestazione di Vicenza che in un certo senso ha portato alla crisi di governo, la manifestazione di sinistra (si fa per dire) che si […]