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Riformismi olandesi

Cara Left Wing,
sai che a me piace andare nei paesi dove si vota per chiedere in giro cosa ne pensano delle elezioni, come in Olanda domani? In Olanda ci vado sempre volentieri, sono strani, hanno il re all’Aia, il governo all’Aia e la Camera dei Deputati (che qui si chiama Seconda Camera) all’Aia, però la capitale è Amsterdam. A dire il vero hanno anche una Prima Camera, sempre all’Aia, una specie di Senato composto di rappresentanti degli enti locali non eletti direttamente e che non scrive leggi, che forse non è una cosa così strana. Devo averne già sentito parlare da qualche parte.

Non starò a dirti che per eleggere un deputato basta lo 0,67% dei voti, l’ha già scritto il Guardian che ha fatto cento diviso centocinquanta, che è il numero dei deputati, e ha ottenuto questo incredibile risultato, ma gli olandesi sono dei proporzionalisti convintissimi e se uno va alla Seconda Camera con i voti con cui nemmeno eleggi il sindaco di Firenze non fanno una piega. A me però interessava raccontarti un’altra cosa, più divertente: gli olandesi hanno un partito religioso, in realtà più di uno, ma questo è veramente religioso. Si chiama Staatkundig Gereformeerde Partij, che vuol dire partito della Riforma. Per noi, in Italia questa cosa può sembrare pleonastica, da noi tutti vogliono le riforme, mica c’è bisogno di dirlo, ma questi non intendono una riforma qualunque, intendono la Riforma calvinista, con la maiuscola.

Oltre a essere un bel po’ bacchettoni, come è facile immaginare, fanno una cosa credo unica al mondo: di domenica chiudono il loro sito. Sembra uno scherzo, vero? Non lo è. Mettono una pagina di cortesia che si chiama Zondag, cioè domenica, e il sito finisce lì. In poche righe dicono che domenica è il giorno del Signore e che i negozi dovrebbero stare chiusi e noi pregare o andare a messa, invece che cliccare qua e là. Prendono due o tre deputati in tutte le tornate da quarant’anni a questa parte, sono sempre stati all’opposizione ma nella Zelanda, ovviamente non quella Nuova, governano diversi comuni. Ora pensavo che il Guardian ha scritto pure che lì i governi sono coalizioni di tanti partiti, forse pure cinque o sei pur di tenere fuori i temutissimi populisti del Pvv, che a dire la verità sono già stati in appoggio esterno nel 2010 senza tutto questo baccano, ma ti immagini se i calvinisti fossero necessari per formare una maggioranza? Cosa fanno, reintroducono la chiusura domenicale in cambio dei quartieri a luci rosse? Io sarei veramente curioso di vederlo, un governo con i calvinisti, tu no?

Non tanto, caro Iannacci. Ma è pur vero che da noi, in compenso, si ascoltano decani del costituzionalismo democratico tessere aperti elogi di partiti proprietari e autocratici, fondati sul culto delle scie chimiche e delle sirene. E la chiusura domenicale dei negozi ce l’abbiamo già.

   
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