Cambiare per ripartire davvero

Nessun operatore culturale dovrà essere lasciato solo durante questa drammatica crisi. Sono le parole importanti con le quali il ministro Franceschini ha annunciato un pacchetto di misure di sostegno per il settore. E ha fatto non bene, ma benissimo perché la crisi è davvero grave e profonda soprattutto per un mondo che non sa ancora quando davvero potrà tornare alla normalità. E quindi quelle misure di protezione servono e servono subito. Però, se vogliamo essere sinceri e dirci tutta la verità, le difficoltà che in questi giorni diventano drammatiche c’erano tutte anche prima dell’arrivo del virus. Che, in questo come in altri settori, sta fungendo da amplificatore di problemi e malfunzionamenti preesistenti e stratificati da […]

Il trionfo della tecno-scienza

Il rapporto tra scienza e politica è una significativa chiave di lettura della crisi scaturita dalla pandemia di Covid-19 che consente di riflettere, quanto meno, su due questioni di rilievo. Una prima questione si può formulare in termini molto netti: chiudere tutto è stata una decisione molto più semplice (sebbene non priva di difficoltà) di quanto sembra essere la scelta sui tempi e sulle modalità della riapertura. Il sapere scientifico ai più alti livelli, infatti, di fronte all’esplosione della pandemia, e consapevole del carattere provvisorio di qualsiasi valutazione basata sui dati contingenti, si è fatto ispirare dal principio di precauzione, mostrandosi, dunque, pressoché monolitico agli occhi del decisore politico. Di fronte a un’indicazione così […]

Il lockdown visto da Sarajevo

Tunnel Sarajevo

Cara Left Wing, era passata circa una settimana dall’inizio del lockdown – o comunque tu lo voglia chiamare, quella cosa lì: non esco-esco, quarantena, autocertificazione, guanti-mascherina-gel – quando mi è arrivato un messaggio da un amico che vive a Sarajevo. Prima dell’ingenuo e commovente «se posso fare qualcosa per te, ti prego chiedi e farò del mio meglio» mi ha scritto «tutto questo – le notizie e le immagini che arrivavano dall’Italia – ci ha ricordato i tempi della guerra e cosa significa essere rinchiusi». La frase mi ha colpito perché in mezzo a tante fesserie a sfondo bellico dette e scritte da chi teorizzava la prima guerra della storia combattuta dalle trincee del divano questa […]

La cultura in tv non è solo Grande Cinema

Vedo con un po’ di stupore che da alcuni giorni i vertici della Rai mostrano un inedito interesse per le questioni della cultura in tv. Bene, mi dico. Ma ci sono anche altre cose, probabilmente più urticanti, che sarebbe il caso di dire. La televisione non è un tubo dentro il quale si può infilare qualsiasi prodotto – culturale o meno – pensando che arriverà al pubblico a casa con gli stessi caratteri che aveva al momento della produzione. Il prodotto televisivo è – scusate la tautologia – prodotto televisivo, perché la potenza del medium modifica, talvolta condiziona profondamente, il prodotto pensato per una fruizione non televisiva. Un concerto o uno spettacolo teatrale sono filtrati […]

Per rilanciare la cultura serve il pubblico

teatro senza pubblico

La crisi causata dalla pandemia di Covid-19 sta mettendo in ginocchio la produzione artistica italiana, le istituzioni, le aziende che si occupano di spettacolo, cultura e creatività. Tanti lavoratori dello spettacolo e della cultura non stanno lavorando già da un po’ e non si capisce quando potranno ricominciare: stagioni cancellate, festival chiusi, produzioni rinviate, gallerie serrate e mostre annullate. Tutto questo significa mancanza di lavoro per mesi e mesi. La conseguenza è la morte di numerose iniziative e manifestazioni, che in diversi casi costringeranno tanti a cercare altri modi di sopravvivere. La produzione culturale in ogni ambito si è sviluppata quando è stata in grado di remunerare gli operatori, fossero attori, musicisti, cantanti, tecnici […]

Il virus e la crisi del modello Milano

Coronavirus a Milano

La Milano ansiosa, quella che guarda ossessivamente i numeri sanitari ed economici, è in allarme anche per le prime crepe nell’autoritratto che si era concessa, per scricchiolii sociali che potrebbero annunciare il crollo dell’immagine di città della modernità e dell’innovazione. La Milano della Digital Week si accorge solo dopo molte settimane che per troppi bambini è impossibile accedere alla didattica digitale. Il lockdown delle scuole ha fatto emergere disuguaglianze digitali tra cittadini, coerenti con le disuguaglianze sociali, il divario culturale nell’uso delle risorse e nell’accesso agli strumenti. È soprattutto nelle famiglie con figli nelle classi elementari e medie che questa diversità è evidente: necessaria la presenza di un genitore informatizzato che aiuti i bambini nell’uso […]

Quel vecchio tic dello stato d’eccezione

epidemia stop emergenza

Ne I Promessi Sposi l’erudito Don Ferrante, di fronte alla peste che dilaga, non crede alla possibilità del contagio della malattia poiché non logicamente riconducibile a nessuna delle categorie classiche aristoteliche su cui, egli crede, dovrebbe fondarsi qualsiasi ragionamento per essere valido. Non prende quindi alcuna precauzione contro il contagio, si ammala di peste e muore. Ecco perché “sindrome di Don Ferrante” è stata denominata da Nicolò Lipari, qualche anno fa, la tendenza dei giuristi contemporanei a classificare l’esperienza con categorie tradizionali inadeguate rispetto a fenomeni sociali e istituzionali inediti. Oggi tutti sembrano soffrire della sindrome di Don Ferrante di fronte a un evento, come l’epidemia di Coronavirus, in grado di generare effetti sconvolgenti. […]

La nostra Chernobyl al contrario

Wuhan is the new Chernobyl

Cara Left Wing, da qualche giorno penso spesso a Chernobyl, alla zona di alienazione che ho visto con i miei occhi un po’ meno di tre anni fa. Successe quel che successe, e li fecero andar via tutti. Qualcuno fece resistenza, qualcuno si ingegnò per tornare a dispetto di tutti i divieti e lo fece con tanta tigna che alla fine l’esercito messo a guardia dei nuovi confini si arrese e disse beh, se volete ammazzarvi con le vostre mani fate pure ma almeno non contate su di noi per darvi una mano. Molti fecero fatica a darsene una ragione, soprattutto gli anziani dei villaggi evacuati dall’esercito, quelli che erano scampati ai nazisti e […]

L’uomo che non si riconosceva

Margherita Lazzati

Cara Left Wing, qualche settimana fa sono andato a vedere una mostra fotografica. Era esposta nel Museo Diocesano di Milano, un posto le cui mura fanno spesso concorrenza alle opere che ospitano. Il titolo era Fotografie in carcere; e quelle erano immagini scattate da Margherita Lazzati nel carcere di massima sicurezza di Opera a partire dal 2011. Cinquantotto fotografie selezionate fra oltre tremila, con l’obiettivo di mostrare le manifestazioni della libertà religiosa all’interno, appunto, di una struttura carceraria. Non è però della mostra che ti voglio parlare (bella, emozionante, la lista degli aggettivi di apprezzamento sarebbe lunga). O meglio: ti voglio parlare di una cosa specifica, che ha un suo valore simbolico e spesso […]

Essere antisistema a Sanremo

Diversi anni fa mi capitò di ascoltare un famoso notaio romano che spiegava ad un drappello di giovani artisti che avevano occupato un teatro romano, riunendosi poi in una associazione regolarmente registrata e dotata di uno statuto vidimato, che “la rivoluzione non si può fare dal notaio: o si va dal notaio, o si fa la rivoluzione”. A questo pensavo nei giorni scorsi mentre leggevo dell’ennesima bufera calata su Festival di Sanremo e che ha coinvolto il rapper romano Junior Cally: se non si può fare la rivoluzione dal notaio, si può rivendicare di essere antisistema a Sanremo? Non conoscevo l’opera di questo giovane uomo ma ho letto i testi di alcune sue canzoni […]