Contro la sacralizzazione dei beni culturali

Nel film The Social Network di David Fincher c’è una scena in cui due studenti di Harvard sono seduti nell’anticamera dell’ufficio del rettore, in attesa di essere ricevuti. In un clima molto formale, l’assistente del rettore li informa che sono in un edificio assai prestigioso, di cento anni più antico del Paese in cui si trova, e che quindi facessero molta, molta attenzione. I due, increduli, rispondono: «Siamo seduti su delle sedie». La scena mi è tornata in mente leggendo dell’ordinanza della sindaca di Roma Virginia Raggi che vieta di sedersi sui gradini della scalinata di Trinità dei Monti che domina Piazza di Spagna. Ieri pomeriggio una pattuglia di vigili urbani è intervenuta, ha […]

Fiscal Chernobyl

Qualche giorno fa, in una sessione intensiva di bingelistening, ho ascoltato le cinque puntate del podcast che ha accompagnato l’uscita di ogni puntata di Chernobyl, la miniserie coprodotta con Hbo della quale ha parlato e scritto mezzo mondo, Left Wing inclusa. Ho sentito Craig Mazin, l’autore, sceneggiatore e produttore di quello che è considerato l’evento televisivo dell’anno raccontare a Peter Sagal che la domanda sulla quale si reggono tutte le cinque ore della serie gli si era incistata da qualche parte del cervello e non se ne era andata più: what is the cost of lies, qual è il costo delle bugie? E poi l’ho sentito dire, con la fede nel giusto e nel […]

I cimiteri di Trieste

Cara Left Wing, non so che rapporto hai con i cimiteri. A me piacciono, quando viaggio e ne ho la possibilità vado sempre a visitarli perché mi sono fatto l’idea – banale, mi rendo conto: ma non mi ritengo un pensatore, diciamo – che dicono molto più dei vivi che dei morti. Comunque, qualche giorno fa passavo a Trieste di ritorno dalla Slovenia. Mi piace fermarmi in quella città, vuoi perché ha la piazza più bella del nostro paese, vuoi perché mentre aspetti di attraversare la strada ti può capitare di ascoltare due donne parlarsi in una lingua fatta di slavo e triestino e chissà cos’altro ancora come se niente fosse, vuoi perché se […]

Dentro Chernobyl

C’è un istante, brevissimo, nella seconda puntata di Chernobyl, la serie attualmente in onda su Sky, in cui una donna, richiamata dal rumore dei colpi all’ingresso dei soldati che stanno iniziando l’evacuazione forzata di una intera città, va ad aprire la porta dell’appartamento del grande palazzo brutalista di Pryp’jat’ nel quale vive. Io e i miei amici quella porta l’abbiamo vista. Nel senso che siamo entrati in uno di quei palazzi di Budivelnykiv Prospekt, abbiamo guardato le cassette della posta al centro del pianerottolo che divide le due lunghe ali dell’edificio dove la gente si incrociava per prendere l’ascensore, abbiamo salito le scale per sedici piani fino ad arrivare all’ultimo dove ci siamo separati […]

Un’altra idea di casa

Nella città postindustriale, a Milano, Londra o Parigi, le case popolari, da strumenti di inclusione abitativa e sociale si sono spesso trasformate in pericolose trappole di disperazione. Intonaco scrostato, porte sfondate, ascensori bloccati e cumuli di spazzatura sulle scale. Gli interventi sociali di sostegno faticano a incorporarsi in una strategia continuativa e risolutiva. Architetti e urbanisti guardano da un’altra parte, incapaci di rivivere quella passione sperimentale spentasi nella dismissione ideologica. Si sta però affermando anche una visione alternativa che affronta con determinazione la questione. In questi giorni il premio internazionale BCN-NYC Affordable Housing Challenge, organizzato dai Comuni di Barcellona e New York, è stato assegnato ai progetti congiunti Sistema di costruzione di edilizia popolare […]

Appunti per un salvataggio

People, Prima le persone, è una manifestazione che sabato ha portato in piazza decine di migliaia di persone a Milano per chiedere la fine della discriminazione di stranieri e immigrati e della divisione dei cittadini tra chi ha diritti e chi non ne ha per decreto legge. Per fare un paragone poco più di un anno fa erano i giorni della sparatoria di Macerata, un momento in cui una simile manifestazione sarebbe stata, come in effetti è stata, del tutto inimmaginabile. C’è in giro per l’Italia qualche segnale, timido e in cerca di aiuto, di ribaltamento della retorica governativa sull’immigrazione. E non solo, grazie al cielo (e grazie a quel milione e mezzo di […]

Fake Tav

L’analisi “costi vs benefici” della Tav ci racconta tanto della politica quanto dei media. Hanno torreggiato per un paio di giorni i titoli diffusi a caldo da tv e giornali: «Otto miliardi di euro di perdita secca». L’immediato risultato è stato di confortare l’autostima e le convinzioni di chi quel dato sospettava/desiderava. Quelli come noi, non particolarmente schierati, cercavano qualche lume, ma non lo trovavano. Anche perché nei sottotitoli si faceva appena scorgere un paradosso talmente enorme da farci temere le traveggole. C’è voluto qualche giorno per verificare, nonostante le intemerate di Travaglio, che quell’enorme «perdita» era essenzialmente il venir meno di ricavi pubblici e privati (accise sulla benzina e pedaggi autostradali) eliminati dal […]

Contraddizioni in seno al populismo televisivo

La Fat (Free Air Television), come Rai, Mediaset o La7, si rivolge a tutti, fabbrica visibilità e ne trae ricavi pubblicitari e notorietà (variamente spendibile tra carriere politiche, social, etc). Ed è ovvio che un medium di questo tipo sia come la bicicletta, sempre esposta al rischio del terra terra populista se chi la monta non pedala, specie in salita. È mancata la pedalata, ad esempio, nei vari anni della questione banche dove si è, ben che andasse, organizzato il vociare e non la discussione e l’analisi, col bel risultato di raccontare la favola della contrapposizione del popolo nei confronti delle banche, anziché dei banchieri colti a svaligiarle. E ai più pareva gran peccato stanziare […]

Il Vaso di fiori e l’arte della diplomazia

La settimana scorsa il direttore delle Gallerie degli Uffizi, il tedesco Heike Schimdt, ha esposto nella Sala dei Putti di Palazzo Pitti una riproduzione in bianco e nero del celebre Vaso di fiori del pittore olandese Jan van Huysum, trafugato dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. La copia del dipinto è corredata da cartelli con la scritta «rubato» in tre lingue, italiano, inglese e tedesco, e da una didascalia che ricorda che a sottrarla al museo furono i soldati della Wehrmacht nel 1944 e che ora si trova in una collezione privata tedesca. Il direttore degli Uffizi chiede che il governo tedesco si adoperi per la restituzione del quadro – che è attualmente detenuto […]

Le serie tv ai tempi del videoregistratore

C’è stato un tempo in cui le serie si guardavano in tv, nel senso che dovevano essere trasmesse da qualche canale televisivo italiano per far sì che potessimo vederle. Era cioè un tempo in cui bisognava aspettare che qualcuno (ai piani alti di qualche rete televisiva) decidesse di metterle in palinsesto, a una certa ora di un determinato giorno, e a quell’ora bisognava essere presenti, o perlomeno pronti con il videoregistratore. Sembra un ricordo lontano come quei vecchi racconti di nonna, ma in quel tempo noi c’eravamo, e già scrivevamo su questa rivista. Era un tempo in cui anche solo dell’esistenza di West Wing era a conoscenza appena un ristrettissimo gruppo di iniziati, il […]