Per rilanciare la cultura serve il pubblico

teatro senza pubblico

La crisi causata dalla pandemia di Covid-19 sta mettendo in ginocchio la produzione artistica italiana, le istituzioni, le aziende che si occupano di spettacolo, cultura e creatività. Tanti lavoratori dello spettacolo e della cultura non stanno lavorando già da un po’ e non si capisce quando potranno ricominciare: stagioni cancellate, festival chiusi, produzioni rinviate, gallerie serrate e mostre annullate. Tutto questo significa mancanza di lavoro per mesi e mesi. La conseguenza è la morte di numerose iniziative e manifestazioni, che in diversi casi costringeranno tanti a cercare altri modi di sopravvivere. La produzione culturale in ogni ambito si è sviluppata quando è stata in grado di remunerare gli operatori, fossero attori, musicisti, cantanti, tecnici […]

Il virus e la crisi del modello Milano

Coronavirus a Milano

La Milano ansiosa, quella che guarda ossessivamente i numeri sanitari ed economici, è in allarme anche per le prime crepe nell’autoritratto che si era concessa, per scricchiolii sociali che potrebbero annunciare il crollo dell’immagine di città della modernità e dell’innovazione. La Milano della Digital Week si accorge solo dopo molte settimane che per troppi bambini è impossibile accedere alla didattica digitale. Il lockdown delle scuole ha fatto emergere disuguaglianze digitali tra cittadini, coerenti con le disuguaglianze sociali, il divario culturale nell’uso delle risorse e nell’accesso agli strumenti. È soprattutto nelle famiglie con figli nelle classi elementari e medie che questa diversità è evidente: necessaria la presenza di un genitore informatizzato che aiuti i bambini nell’uso […]

Quel vecchio tic dello stato d’eccezione

epidemia stop emergenza

Ne I Promessi Sposi l’erudito Don Ferrante, di fronte alla peste che dilaga, non crede alla possibilità del contagio della malattia poiché non logicamente riconducibile a nessuna delle categorie classiche aristoteliche su cui, egli crede, dovrebbe fondarsi qualsiasi ragionamento per essere valido. Non prende quindi alcuna precauzione contro il contagio, si ammala di peste e muore. Ecco perché “sindrome di Don Ferrante” è stata denominata da Nicolò Lipari, qualche anno fa, la tendenza dei giuristi contemporanei a classificare l’esperienza con categorie tradizionali inadeguate rispetto a fenomeni sociali e istituzionali inediti. Oggi tutti sembrano soffrire della sindrome di Don Ferrante di fronte a un evento, come l’epidemia di Coronavirus, in grado di generare effetti sconvolgenti. […]

La nostra Chernobyl al contrario

Wuhan is the new Chernobyl

Cara Left Wing, da qualche giorno penso spesso a Chernobyl, alla zona di alienazione che ho visto con i miei occhi un po’ meno di tre anni fa. Successe quel che successe, e li fecero andar via tutti. Qualcuno fece resistenza, qualcuno si ingegnò per tornare a dispetto di tutti i divieti e lo fece con tanta tigna che alla fine l’esercito messo a guardia dei nuovi confini si arrese e disse beh, se volete ammazzarvi con le vostre mani fate pure ma almeno non contate su di noi per darvi una mano. Molti fecero fatica a darsene una ragione, soprattutto gli anziani dei villaggi evacuati dall’esercito, quelli che erano scampati ai nazisti e […]

L’uomo che non si riconosceva

Margherita Lazzati

Cara Left Wing, qualche settimana fa sono andato a vedere una mostra fotografica. Era esposta nel Museo Diocesano di Milano, un posto le cui mura fanno spesso concorrenza alle opere che ospitano. Il titolo era Fotografie in carcere; e quelle erano immagini scattate da Margherita Lazzati nel carcere di massima sicurezza di Opera a partire dal 2011. Cinquantotto fotografie selezionate fra oltre tremila, con l’obiettivo di mostrare le manifestazioni della libertà religiosa all’interno, appunto, di una struttura carceraria. Non è però della mostra che ti voglio parlare (bella, emozionante, la lista degli aggettivi di apprezzamento sarebbe lunga). O meglio: ti voglio parlare di una cosa specifica, che ha un suo valore simbolico e spesso […]

Essere antisistema a Sanremo

Diversi anni fa mi capitò di ascoltare un famoso notaio romano che spiegava ad un drappello di giovani artisti che avevano occupato un teatro romano, riunendosi poi in una associazione regolarmente registrata e dotata di uno statuto vidimato, che “la rivoluzione non si può fare dal notaio: o si va dal notaio, o si fa la rivoluzione”. A questo pensavo nei giorni scorsi mentre leggevo dell’ennesima bufera calata su Festival di Sanremo e che ha coinvolto il rapper romano Junior Cally: se non si può fare la rivoluzione dal notaio, si può rivendicare di essere antisistema a Sanremo? Non conoscevo l’opera di questo giovane uomo ma ho letto i testi di alcune sue canzoni […]

In Italia il diritto è sempre in minoranza

A trent’anni dalla morte di Leonardo Sciascia ho riletto alcuni suoi scritti tornando ad apprezzare, tra l’altro, l’ossessione – come egli stesso la definiva – per il diritto e la giustizia. In altre parole, l’ossessione per il valore culturale dello Stato di diritto. Una tale tensione era sicuramente dovuta alla sua adesione alla tradizione illuministica, ma scaturiva, in ogni caso, da una profonda comprensione filosofica della portata morale dello Stato di diritto. Lo Stato di diritto è infatti quella forma di organizzazione istituzionale nella quale l’esercizio del potere è sottoposto al primato, e dunque al controllo, della legge. In particolare, della legge che incorpora i diritti inalienabili dell’uomo rendendoli fondamentali e indiscutibili nell’ambito degli […]

La mano dell’uomo

Cara Left Wing, qualche settimana fa mi trovavo a Londra e avendo un paio d’ore a disposizione prima di andare a prendere l’aereo di ritorno ho pensato di fare una puntata al British Museum dove, in tanti anni di viaggi da quelle parti, non ero mai stato (lo so, due ore non sono nulla, ma da qualche parte ho letto che si tratta della durata media della visita al Louvre: non ne vado orgoglioso, ma so di essere in vasta anche se non così buona compagnia). Non starò a tediarti con la meraviglia dei bassorilievi di Ninive o della Stele di Rosetta o dei marmi del Partenone né con le giravolte morali che portano […]

Contro la sacralizzazione dei beni culturali

Nel film The Social Network di David Fincher c’è una scena in cui due studenti di Harvard sono seduti nell’anticamera dell’ufficio del rettore, in attesa di essere ricevuti. In un clima molto formale, l’assistente del rettore li informa che sono in un edificio assai prestigioso, di cento anni più antico del Paese in cui si trova, e che quindi facessero molta, molta attenzione. I due, increduli, rispondono: «Siamo seduti su delle sedie». La scena mi è tornata in mente leggendo dell’ordinanza della sindaca di Roma Virginia Raggi che vieta di sedersi sui gradini della scalinata di Trinità dei Monti che domina Piazza di Spagna. Ieri pomeriggio una pattuglia di vigili urbani è intervenuta, ha […]

Fiscal Chernobyl

Qualche giorno fa, in una sessione intensiva di bingelistening, ho ascoltato le cinque puntate del podcast che ha accompagnato l’uscita di ogni puntata di Chernobyl, la miniserie coprodotta con Hbo della quale ha parlato e scritto mezzo mondo, Left Wing inclusa. Ho sentito Craig Mazin, l’autore, sceneggiatore e produttore di quello che è considerato l’evento televisivo dell’anno raccontare a Peter Sagal che la domanda sulla quale si reggono tutte le cinque ore della serie gli si era incistata da qualche parte del cervello e non se ne era andata più: what is the cost of lies, qual è il costo delle bugie? E poi l’ho sentito dire, con la fede nel giusto e nel […]