Sinistra fluttuante

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Senza mappe socioculturali non è possibile pensare la politica nella società di massa. Il difficile del momento attuale è che le articolazioni economico-sociali fissano molto meno d’un tempo l’attività e mentalità dei singoli individui. Del resto, le innovazioni tecnologiche e/o organizzative hanno risucchiato i mestieri e allargato al mondo intero il campo dove si gioca la sorte e il senso delle vite. Scomparendo la forza di gravitazione dei mestieri e dei rapporti di produzione gli individui che vi poggiavano i piedi sono divenuti molecole fluttuanti, ma in misura assai diversa fra sinistra e destra. Nel lato della società dove cresceva la sinistra c’è, per quanto percepiamo, un universo gassoso, dove le molecole collidono a […]

Frutti di stagione

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La Tv dei Ragazzi, ovvero Propaganda Live, raro esempio di programma dai protagonisti rigorosamente maschi anche se non (forse) maschilisti, è il successo di stagione. È partita in autunno con mezzo milione di spettatori e ha terminato ben oltre il doppio, in parte trascinando gli affezionati del fu Gazebo di Rai Tre, in parte disputandosi i telecomandi con Crozza, in molta parte convincendo gli ultra cinquantenni che stanno più a lungo la sera davanti alla tv e dunque pesano maggiormente nelle sorti statistiche dell’audience. Al buon esito dell’impresa hanno contribuito, a parere nostro, due fattori: la scrittura e le elezioni. La scrittura ha progressivamente dismesso i narcisismi dell’esordio, dove loro ridevano molto, e noi a […]

Il populismo tra politica e tv

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Ieri, mentre da molte parti, anche a Roma, si votava, percorrevamo via Enea, l’ombrosa traversa che dall’Appia conduce alla Tuscolana. Quartieri medi, certo non alti. Quand’ecco che sfioriamo una coppia di maschi adulti impegnati in fitta chiacchiera circa il senso dello spread. E, non bastasse, dopo pochi passi si fa incontro la signora che profferisce “Sì, Conte! Ma che non se li fanno i conti loro?” al marito che la segue gravato dalle borse della spesa. E alla svolta della Tuscolana uno che al telefonino sghignazzava “Conte, il Presidente, ah ah, che tutti ci invidiano” e subito ci ha uncinato con un: “che, non è d’accordo?”. Ne è seguito un rapido scambio dal quale […]

Paradossi antieuropei

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L’elemento più spettacolare delle ultime elezioni è stato il voto di rivolta del fu Regno delle Due Sicilie, che ha posto fine all’unità debole praticata dall’Italia uscita sconfitta e destrutturata dall’ultima guerra. La causa immediata sta nell’esaurimento della leva del debito pubblico e del relativo patto di sostentamento che per decine d’anni ha agglutinato a Roma capitale le borghesie estrattive, i boss delle preferenze, le camorre e mafie territoriali, nonché i tanti che a ridosso ci campavano e che da ultimo, in mancanza d’altro, hanno preso a sperare nel reddito di cittadinanza. Il precipitare economico e dunque sociale del Sud rispetto al Centro Nord inizia con gli anni settanta (al tempo dei «boia chi molla») e […]

I no-vax del diritto

Giustizia.

La riforma dell’ordinamento penitenziario è in un limbo spazio-temporale. Il governo non è ancora formalmente abilitato ad approvarla definitivamente, non avendo ricevuto il parere – non vincolante, ma prescritto – della commissione parlamentare che ancora si deve insediare. Si tratta di una riforma epocale, discussa e travagliata, necessaria per rimodernare il sistema dopo oltre quarant’anni, che il governo in carica non è riuscito ad approvare in tempo utile prima delle elezioni. Nonostante sia una riforma appoggiata trasversalmente da chiunque si occupi di giustizia, i maggiori ostacoli in questo momento sono politici, e sono rappresentati dalle posizioni di Movimento 5 Stelle e Lega, che si oppongono strenuamente a un provvedimento contrario alla loro ragione sociale securitaria […]

La moneta di Prizren

Euro.

Cara Left Wing, qualche anno fa mi fermai a parlare con l’amministratore delegato di un’azienda italiana che, insieme a varie altre attività (alcune delle quali, incidentalmente, avevano portato in prigione il suo predecessore), si occupava anche di esportare il nostro usato automobilistico: caricavano decine di bisarche con vetture ormai sfinite, almeno per i nostri criteri – centocinquantamila chilometri e classi di consumo ormai improponibili – e le portavano in Serbia dove, non incredibilmente, riuscivano a venderle senza trucco e senza inganno e ciò nonostante con margini di utile inimmaginabili in Italia. Mi raccontò che stavano trattando con il governo bulgaro per attrezzare un enorme piazzale a ridosso del confine, che sarebbe servito da area […]

Perché le registe donna sono così poche

Cinema.

Cate Blanchett, a capo della giuria del Festival di Cannes 2018, nella conferenza stampa di apertura ha rilevato come siano aumentati, rispetto agli anni scorsi, i film selezionati diretti da donne. Che quest’anno, in effetti, saranno tre, sui ventuno film selezionati, laddove negli anni passati erano uno o due. Consolazione non piccola, direi. Del resto, per trovare l’ultimo premio Oscar vinto da una donna dobbiamo andare indietro fino al 2010, quando vinse Kathryn Bigelow: nulla di stupefacente visto che negli ultimi dieci anni, dal 2009 a oggi, solo due donne sono rientrate nella cinquina finale. Nessun premio David di Donatello per la regia è stato mai assegnato ad una donna. Ma nel 1993 Francesca Archibugi vide […]

Notte da lupi

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Ieri sera ha perso la Roma, ma ha vinto Canale 5 che ha trasmesso la partita per più di 6 milioni di spettatori (medi). Di questi circa un paio di milioni sono stati spettatori d’occasione in attesa di un secondo miracolo romanista dopo quello contro il Barcellona. Senza la partita sarebbero andati a spasso tra movide e pizzerie varie nella Roma dell’incipiente estate (strade e metro strabordavano comunque dei turisti affannati a rimbalzare tra luoghi eminenti alternando, come d’uso in questa città, il «che bello!» al «che schifo!»). Nella quiete delle case, le famiglie si sono sventagliate secondo le propensioni scontate: gli uomini in campo a prenderle e a darle, le donne a scrutare […]

Un coetaneo di nome Karl Marx

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Nel film, il Giovane Karl Marx arriva fino alla pubblicazione del Manifesto del partito comunista, quando poteva ancora essere coetaneo di noi che incontrammo il suo testo nei primi anni sessanta (con Kennedy, Castro, Kruscev, Paolo VI e le prime stragi di Stato). Fu il coetaneo che ci spinse a sostituire il bandolo della Provvidenza con una qualche filosofia della Storia. Perché al fondo, come tutti, fuggivamo dal sospetto del Caos, e dunque scrutavamo nell’orda dei fatti per trovare il terreno solido dove poggiare le stesse “fisse” valoriali in materia di giustizia e verità (scritte, allora, senza virgolette) che con l’educazione cattolica tenevamo precariamente appese al Cielo. Insomma, cercavamo un punto di riferimento nella […]

Il tallone d’Achille dell’algoritmo

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Algoritmi di libertà (Donzelli), di Michele Mezza, è una miniera di idee sue e di stimoli a farsene di proprie, a partire dal titolo. Che è un ossimoro giacché l’algoritmo è previsione e prescrizione (se vai di qui fai così, se succede cosà vai colà, ad uso dell’automazione) mentre libertà – per come la vediamo – è la lotta dell’immaginazione per temperare la imprevedibilità delle cose entro la mappa precaria dei concetti. E dunque l’opposto del “prescrivibile”. Nel tiro alla fune di quell’ossimoro sta prevalendo da qualche decina d’anni l’algoritmo, perché ci fornisce cose utilissime (ricerca, consegne, socialità, funzioni distribuite come il telelavoro, la sanità a casa e senza medici, e via dematerializzando e disintermediando). Come […]