Quindicenni perenni

Poi tutto cambiò, il 16 febbraio del 2007. Ma quando cominciai a scrivere su Left Wing – e in generale: per lettori non consanguinei – il pettegolezzo si fondava su poche semplici regole (e di conseguenza la realtà). Angelina era una sfasciafamiglie, Brad uno smidollato, Jen la zitella dai lunghi capelli: precisamente come adesso. Epperò credetemi: in modo diverso. La storia eravamo noi. I giornali – quelli online, aggiornati ogni sei ore; quelli venduti la mattina nelle edicole; quelli recapitati, con squisita eccentricità e significativo ritardo, in abbonamento – si limitavano a distribuire puntini di presunta verità. Informazioni, le chiamavamo. Non erano più affidabili di adesso, solo meno forsennate. Ci davano il tempo di scegliere le […]

Come abbiamo perso la guerra del buon senso

Va bene, le diseguaglianze sono aumentate. Ma c’è una cosa che rimane ripartita in maniera più o meno uguale fra gli uomini, nonostante la fine dei Trenta Gloriosi, la globalizzazione, la rivoluzione neoliberale, la finanziarizzazione dell’economia, la crisi del 2007-2008 e tutto quello che è venuto dopo: il buon senso. Non lo dico io, lo dice René Descartes, in apertura del suo Discorso del metodo. Dice proprio così: «Il buon senso è la cosa del mondo meglio distribuita». E fornisce subito la controprova: «Ciascuno infatti pensa di esserne cosi ben provvisto che perfino quelli che sono più difficili a contentarsi in ogni altra cosa, non sogliono desiderarne più di quanto ne posseggono». Se in […]

Tirarsi su

Comincia a prendere corpo nelle chiacchiere e sui giornali (da ultimo oggi Franco Arminio sul Corriere della Sera) una sorta di lamentazione sulla depressione che, con epicentro al sud, infuria sulla penisola. Non di meteo si tratta, ma di anime, le nostre, che sarebbero piombate in un cronico “sentirsi giù” che paralizza l’azione, dilata le attese, avvolge il nulla col nulla. Così uno, anziché anticipare i francesi nell’indossare il gilet da battaglia, si lascia andare alla sonnolenza pomeridiana, all’account che surroga il sociale, al voto a dispetto, più che disperato. Sono analisi nel contempo esatte e diversive. Esatte perché anche noi leggiamo la cupezza nelle facce di tanti, compresi gli studenti con i quali […]

Sovranità contro sovranismo

Conosciamo persone (il barista, lo studente, il fruttivendolo) di pessimo umore per tasse, affitti, lavori ingrati, lavori mancanti, lavori vagheggiati, ma inafferrabili. Carlo Calenda nel suo libro (Orizzonti Selvaggi, Feltrinelli) ne spiega la ragione di fondo: lo sviluppo dei Paesi ex poveri che ha sottratto/sconvolto molti mestieri e molte certezze del ceto medio di casa nostra. È vero che per un lavoro (e un cliente) che perdi oggi un altro ne sorgerà l’indomani. Ma fra l’oggi e il domani c’è, per l’appunto, la nottata del malessere, l’incubo del cadere all’indietro, di avere perso insieme con il presente anche il futuro. I talk show mettono in scena quest’ansia e il sovran-populismo ne è il termometro. Mentre […]

La voluttà della punizione

Per comprendere fino in fondo la nostra smodata passione per le manette e le pene servirebbe la psicanalisi, e non la filosofia del diritto. La naturale propensione a pretendere per gli altri punizioni esemplari è sempre temperata dalla tolleranza per se stessi, vittime dell’ingiustizia e del destino. La voluttà della punizione è al centro della vita pubblica, e la nostra anima giustiziera ha sempre trovato un modo per mettere in chiaro che noi eravamo il popolo e volevamo giustizia, segnando una linea invalicabile tra noi e loro, tra la parte buona della società e i trasgressori. La passione per la pena esemplare ha avuto fasi diverse nell’età moderna, si è trasformata ma non è […]

L’autunno e l’inverno della Rai

A guardare l’auditel di questo autunno spiccano due vincitori: la Rai che avanza di mezzo punto grazie alle reti maggiori (1,2,3) e nonostante la flessione delle minori (da Rai 4 a proseguire); La7 che cresce di un punto saziando il suo pubblico di pensionati pensierosi. Mentre Mediaset arretra marcatamente, tranne che con la nuova Rete 4 di Palombelli, Chiambretti, Porro. Il sorriso della Rai di oggi non si estende al suo domani perché, a dirla brutalmente, mai è stata così indeterminata la sua ragion d’essere e mai così infido l’ancoraggio al sistema politico istituzionale. Riguardo al primo aspetto, il problema non è nuovo perché nel Paese esiste da sempre (e perfino misurata dai referendum […]

Prospettive di Midterm

Nel secolo breve, in realtà i due secoli da metà settecento a metà novecento, la classe operaia, generata dalla fabbrica, è stata il punto di riferimento sociale della politica. L’altro riferimento, istituzionale, erano gli Stati “padroni a casa propria”, delineati dalla Pace di Vestfalia del 1648. Punti non più fermi perché, dalla metà del novecento, non solo la fabbrica e la classe cominciavano a essere dissolte dall’automazione e dalla delocalizzazione, ma il capitale diveniva apolide perché assurgendo a pura finanza dimenticava ogni patria e confine. Di conseguenza la sovranità degli Stati decadeva da piena a residuale sicché non ne esistono più che possano definirsi davvero “sovrani” (e questa è la ragione per cui i […]

La Repubblica di Chiambretti

A Chiambretti siamo attenti fin da quando, trovandoci gomito a gomito nelle nascente Rai Tre di Angelo Guglielmi, gli vedemmo applicare la chiave surreale al people show. Nulla era più people show di Complimenti per la trasmissione, che allestiva una gara a premi nella casa stessa dei protagonisti, diversi da sera a sera. Il “popolo” stava al gioco, e certo non per il costo irrisorio dei simbolici premi. Allora, e ancora oggi, il gioco a premi era, col varietà musicale, la quintessenza della tv (favole di fiction a parte). Allestirlo in casa, in mezzo a gondole ricordo e servizi di piatti esposti, e dunque sloggiandolo dal tempio (lo studio tv) ne demitizzava la pompa liturgica […]

Tintinnar di sciabole e frusciar di faldoni

Quando la Procura di Roma (eravamo ad aprile del 2017) accusò il capitan Scafarto di aver condotto e pasticciato indagini contro piuttosto che su Tiziano Renzi, a noi di una certa età vennero subito in mente il tintinnare di sciabole golpiste del 1965, l’arresto di Francesco Ippolito (che stroncò le prospettive del nucleare in Italia), l’arresto di Baffi e Sarcinelli, i capi della Banca d’Italia, che si opponevano a Sindona (il magistrato si chiamava Alibrandi). Tutte occasioni in cui settori dello Stato hanno usato il loro potere contro altri settori dello Stato, in chiave di lotta partigiana (con la p minuscola). Scontri che esistono da sempre e sempre esisteranno (e di certo molteplici se […]

Lo share del popolo

Nelle ultime cinque settimane di programmazione la Rai tra le 19 e la mezzanotte, rispetto al medesimo periodo del 2017, ha raggiunto il 37,6% degli ascolti (+1%) e La7 il 5% (+1,5%). Ha perso essenzialmente Mediaset (-2%), e marginalmente Discovery (-0,3%). Nel frattempo il tempo dedicato in media alla televisione si è contratto, come dimostra il calo degli spettatori medi (-500.000 rispetto ai 20,6 milioni della stagione passata). A guidare la discesa è stato il pubblico femminile, con la scontata eccezione delle classi di età più anziane. E le perdite si concentrano in Lombardia, Veneto e Sicilia. Guarda caso, la connotazione femminile e il radicamento in quelle tre Regioni sono una caratteristica antica, quasi fondante, […]