Se neanche il Pd difende l’habeas corpus

La visita di Ivan Scalfarotto ai due cittadini americani accusati dell’omicidio del vicebrigadiere dei Carabinieri Mario Cercello Rega ha scatenato un’ondata di polemiche, prevedibili dall’area di governo, forse un po’ meno dal Partito democratico. La visita di un parlamentare a dei detenuti non è mai un gesto di solidarietà, ma l’esercizio di una prerogativa che non può essere giudicata a seconda della propria sensibilità: è un atto ispettivo delle condizioni di detenzione, a tutela di quell’incolumità di chi è sottoposto al potere coercitivo dello Stato che è scritta in Costituzione. Le visite dei parlamentari in carcere sono frequenti, e raramente ne sentiamo parlare. Si va in carcere perché sono zone chiuse, accessibili a pochi, […]

La carica dei Realconformisti

Ci sono molti modi di difendere un governo che ha già dalla sua la maggioranza parlamentare e forse anche la maggioranza dei consensi, e se ne fa forte per predicare l’odio contro gli immigrati, fare pressioni sulle forze dell’ordine per utilizzarle contro ong e avversari politici, e allo stesso scopo non esita ad abusare del proprio potere in mille altri modi (salvo poi proteggersi dietro l’immunità), minacciando così la tenuta dello stesso stato di diritto, cioè la libertà e il futuro di ognuno di noi. Per un po’ sono andati per la maggiore i disumanisti. Quelli capaci cioè di rimproverare a chiunque anche il più banale gesto di umanità compiuto nei confronti di uno […]

Fermiamo il bullismo marinaresco di Salvini

La decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo di respingere il ricorso con cui la Sea-Watch chiedeva di poter sbarcare in un porto italiano le quarantadue persone imprigionate a bordo da dodici giorni non è una decisione nel merito. La Corte – che non è un organismo dell’Unione europea, ma del Consiglio d’Europa, un’organizzazione internazionale diversa dalla Ue, di cui fanno parte anche stati come Russia, Ucraina, Turchia, e che decide sul rispetto dei diritti contenuti nella Convenzione europea dei diritti dell’uomo – era chiamata a valutare la concessione di una misura eccezionale (in questo caso lo sbarco di tutti i passeggeri), consentita solo quando vi sia un rischio imminente di un danno irreparabile. […]

Le europee viste dall’Europa

Cara Left Wing, libertà è partecipazione. Il primo risultato positivo di queste elezioni europee è stato la partecipazione. Un europeo su due ha votato, siamo al 50,94% degli aventi diritto, record storico dal 1999. Con un’affluenza molto più alta rispetto al 2014 nei cosiddetti paesi euroscettici (Austria, Polonia, Ungheria, Slovacchia, Romania), ma anche un forte aumento di partecipazione al voto in Germania, Spagna, Francia e Danimarca. E questo è il primo gran bel segnale di queste elezioni, perché significa che noi europei abbiamo compreso che la posta in gioco era alta, e che l’impatto del nostro voto si ripercuoterà nelle nostre vite quotidiane, molto più di quanto molti manipolatori di informazione e gestori di […]

È ora di vedere il bluff populista

Alla fine della grande battaglia che avrebbe dovuto cambiare per sempre i destini dell’Europa, il risultato più clamoroso conseguito dalle armate sovraniste – Italia a parte: ma è da tempo che in Europa siamo un caso a parte – sarebbe rappresentato dal fatto che il partito di Marine Le Pen, primo in Francia con il 23,3 per cento, ha preso lo zero-virgola-nove per cento in più dell’esecrato Emmanuel Macron (non è una novità e non è nemmeno un record: era primo anche alle europee del 2014, e con il 24,8). L’altro grande successo del fronte antieuropeo sarebbe il 31 per cento del Brexit Party. Un successo che tuttavia, se le parole hanno ancora un […]

Gli insoliti fascisti

Il pericolo fascista forse non esiste, se per “pericolo fascista” intendiamo la riproposizione del fascismo storico come lo abbiamo conosciuto: un movimento politico che conquista il potere instaurando un regime dittatoriale e lo mantiene per vent’anni attraverso una violenza generalizzata, la repressione del dissenso, l’omicidio politico, la discriminazione razziale, la costruzione di una società asservita a un’ideologia, un apparato simbolico e rituale, le camicie nere, i fasci da combattimento, un disastro politico e umanitario che ha portato il nostro paese nello sprofondo della storia. Può darsi, ma è sbagliato pensare che l’unico pericolo concreto per le democrazie sia rappresentato da una rievocazione storica del ventennio. Se pensiamo alle idee e ai metodi che il […]

Quale Avvenire

Cara Left Wing, non so se anche la tua bolla, il termine à la page che oggi descrive il microcosmo che ci troviamo in qualche modo ad abitare e frequentare e sul quale basiamo normalmente la nostra idea di mondo, si comporta allo stesso modo: nella mia, da qualche tempo si assiste al fenomeno della (ri)valutazione e dell’apprezzamento dell’Avvenire, il quotidiano cattolico emanazione della conferenza dei vescovi italiani. Apprezzamento che viene in larghissima misura da chi con la Chiesa dei territori, quella delle parrocchie di ogni ordine e grado, quella delle chiese sgarrupate, dei centri d’ascolto traballanti, degli oratori nei quali non nascono più i campioni di calcio essendo diventati un necessario sostituto delle […]

L’algoritmo dell’antipolitica

All’origine del populismo c’è la sfiducia. Sfiducia nelle istituzioni e in tutto ciò che vi assomigli: ieri i partiti e la politica, oggi anche la stampa e i mezzi di comunicazione, la scienza, gli intellettuali, la chiesa, le ong e il mondo del volontariato. Mai avremmo immaginato un’Italia in cui si viene incriminati per aver salvato delle vite umane, in cui i bambini nelle scuole sono discriminati perché figli di poveri, in cui chi porta del pane a chi non ne ha viene aggredito, in cui persino ai parroci si impone di rinnegare il Vangelo e rifiutare la carità a chi è individuato come diverso, come non appartenente al popolo, secondo un criterio puramente […]

Il populismo penale come metodo di governo

Se il populismo è una categoria politica di difficile definizione, il populismo penale offre una dimensione meno problematica: in senso ampio è la strumentalizzazione della giustizia penale al fine di ricercare un consenso politico immediato e contingente. Luigi Ferrajoli parla di uso demagogico e congiunturale del diritto penale, con cui riflettere e alimentare la paura come fonte di consenso elettorale, mentre Giovanni Fiandaca lo descrive come la «strumentalizzazione politica del diritto penale e delle sue valenze simboliche in chiave di rassicurazione collettiva rispetto a paure, allarmi a loro volta indotti, o comunque enfatizzati da campagne politico-mediatiche propense a drammatizzare il rischio-criminalità». È il diritto penale come catarsi elettorale che si manifesta attraverso un continuo […]

Il tradizionalismo anticristiano della destra

La nuova destra italiana ha tanti difetti, tra cui quello non secondario di rappresentare un pericolo per la democrazia, ma ha il pregio della chiarezza e della leggibilità delle intenzioni. Antieuropeismo, populismo penale, invito all’autodifesa armata, sacralizzazione della proprietà privata e dei confini, diffidenza per lo stato, xenofobia e un antisemitismo appena camuffato da antiglobalismo sono parte di un’agenda prima ideologica che politica, costruita parimenti contro la cultura illuminista e la dottrina sociale della chiesa. Ed è un’agenda globale, non certo un’invenzione di Matteo Salvini. Questa agenda, più che compatibile con la retorica anticasta, ha come riferimenti internazionali la triade Trump-Putin-Bolsonaro, e sottintende un’idea del mondo, dell’uomo e del ruolo dei cristiani molto diversa […]