Le europee viste dall’Europa

Cara Left Wing, libertà è partecipazione. Il primo risultato positivo di queste elezioni europee è stato la partecipazione. Un europeo su due ha votato, siamo al 50,94% degli aventi diritto, record storico dal 1999. Con un’affluenza molto più alta rispetto al 2014 nei cosiddetti paesi euroscettici (Austria, Polonia, Ungheria, Slovacchia, Romania), ma anche un forte aumento di partecipazione al voto in Germania, Spagna, Francia e Danimarca. E questo è il primo gran bel segnale di queste elezioni, perché significa che noi europei abbiamo compreso che la posta in gioco era alta, e che l’impatto del nostro voto si ripercuoterà nelle nostre vite quotidiane, molto più di quanto molti manipolatori di informazione e gestori di […]

È ora di vedere il bluff populista

Alla fine della grande battaglia che avrebbe dovuto cambiare per sempre i destini dell’Europa, il risultato più clamoroso conseguito dalle armate sovraniste – Italia a parte: ma è da tempo che in Europa siamo un caso a parte – sarebbe rappresentato dal fatto che il partito di Marine Le Pen, primo in Francia con il 23,3 per cento, ha preso lo zero-virgola-nove per cento in più dell’esecrato Emmanuel Macron (non è una novità e non è nemmeno un record: era primo anche alle europee del 2014, e con il 24,8). L’altro grande successo del fronte antieuropeo sarebbe il 31 per cento del Brexit Party. Un successo che tuttavia, se le parole hanno ancora un […]

Gli insoliti fascisti

Il pericolo fascista forse non esiste, se per “pericolo fascista” intendiamo la riproposizione del fascismo storico come lo abbiamo conosciuto: un movimento politico che conquista il potere instaurando un regime dittatoriale e lo mantiene per vent’anni attraverso una violenza generalizzata, la repressione del dissenso, l’omicidio politico, la discriminazione razziale, la costruzione di una società asservita a un’ideologia, un apparato simbolico e rituale, le camicie nere, i fasci da combattimento, un disastro politico e umanitario che ha portato il nostro paese nello sprofondo della storia. Può darsi, ma è sbagliato pensare che l’unico pericolo concreto per le democrazie sia rappresentato da una rievocazione storica del ventennio. Se pensiamo alle idee e ai metodi che il […]

Quale Avvenire

Cara Left Wing, non so se anche la tua bolla, il termine à la page che oggi descrive il microcosmo che ci troviamo in qualche modo ad abitare e frequentare e sul quale basiamo normalmente la nostra idea di mondo, si comporta allo stesso modo: nella mia, da qualche tempo si assiste al fenomeno della (ri)valutazione e dell’apprezzamento dell’Avvenire, il quotidiano cattolico emanazione della conferenza dei vescovi italiani. Apprezzamento che viene in larghissima misura da chi con la Chiesa dei territori, quella delle parrocchie di ogni ordine e grado, quella delle chiese sgarrupate, dei centri d’ascolto traballanti, degli oratori nei quali non nascono più i campioni di calcio essendo diventati un necessario sostituto delle […]

L’algoritmo dell’antipolitica

All’origine del populismo c’è la sfiducia. Sfiducia nelle istituzioni e in tutto ciò che vi assomigli: ieri i partiti e la politica, oggi anche la stampa e i mezzi di comunicazione, la scienza, gli intellettuali, la chiesa, le ong e il mondo del volontariato. Mai avremmo immaginato un’Italia in cui si viene incriminati per aver salvato delle vite umane, in cui i bambini nelle scuole sono discriminati perché figli di poveri, in cui chi porta del pane a chi non ne ha viene aggredito, in cui persino ai parroci si impone di rinnegare il Vangelo e rifiutare la carità a chi è individuato come diverso, come non appartenente al popolo, secondo un criterio puramente […]

Il populismo penale come metodo di governo

Se il populismo è una categoria politica di difficile definizione, il populismo penale offre una dimensione meno problematica: in senso ampio è la strumentalizzazione della giustizia penale al fine di ricercare un consenso politico immediato e contingente. Luigi Ferrajoli parla di uso demagogico e congiunturale del diritto penale, con cui riflettere e alimentare la paura come fonte di consenso elettorale, mentre Giovanni Fiandaca lo descrive come la «strumentalizzazione politica del diritto penale e delle sue valenze simboliche in chiave di rassicurazione collettiva rispetto a paure, allarmi a loro volta indotti, o comunque enfatizzati da campagne politico-mediatiche propense a drammatizzare il rischio-criminalità». È il diritto penale come catarsi elettorale che si manifesta attraverso un continuo […]

Il tradizionalismo anticristiano della destra

La nuova destra italiana ha tanti difetti, tra cui quello non secondario di rappresentare un pericolo per la democrazia, ma ha il pregio della chiarezza e della leggibilità delle intenzioni. Antieuropeismo, populismo penale, invito all’autodifesa armata, sacralizzazione della proprietà privata e dei confini, diffidenza per lo stato, xenofobia e un antisemitismo appena camuffato da antiglobalismo sono parte di un’agenda prima ideologica che politica, costruita parimenti contro la cultura illuminista e la dottrina sociale della chiesa. Ed è un’agenda globale, non certo un’invenzione di Matteo Salvini. Questa agenda, più che compatibile con la retorica anticasta, ha come riferimenti internazionali la triade Trump-Putin-Bolsonaro, e sottintende un’idea del mondo, dell’uomo e del ruolo dei cristiani molto diversa […]

Come uscire dalla Rete del populismo

Nessuno può dire con certezza se la crisi della democrazia liberale cominciata nel 2016 con Brexit e la vittoria di Donald Trump si rivelerà un malessere passeggero, destinato a essere più o meno rapidamente riassorbito, o una svolta fondamentale nella storia dell’occidente. Ogni analisi e ogni presa di posizione sulle cause prime e seconde dell’attuale situazione si trova così come in equilibrio su un filo, sempre esposta al rischio di cadere da una parte o dall’altra: dal lato dell’allarmismo ingiustificato, e sempre un po’ ridicolo, o da quello dell’irresponsabile sottovalutazione, che risulta sempre moralmente sospetta. Christian Rocca ha raccolto in un libro, provocatoriamente intitolato Chiudete Internet (Marsilio), una buona parte delle ragioni per cui […]

Cosa dovrebbe dire la sinistra a Torre Maura

Molti di quelli che in queste ore hanno commentato i fatti di Torre Maura lo hanno fatto indulgendo pigramente in chiavi di lettura semplicistiche e inadeguate. E anche il dibattito politico è stato viziato dalle consuete strumentalizzazioni. Io credo servano invece sincerità e onestà intellettuale. Soprattutto per rispetto a quelle periferie e alle moltissime persone che le abitano affrontando ogni giorno enormi difficoltà. La rivolta, le minacce, la violenza che in quelle strade hanno fatto seguito alla decisione di trasferire in un centro alcune famiglie rom, proteste in cui si sono mescolati movimenti di estrema destra pronti a tutto e residenti esasperati da anni di abbandono, non consentono risposte facili. Certo, l’amministrazione Raggi ha […]

L’esempio di Medellín

Sarà anche un modello storiografico ottocentesco, ma in questa fase politica è difficile abbandonare l’idea che la storia d’Italia sia la storia delle sue città. La complessità e le differenze del paese si leggono meglio guardando ai tanti modi diversi di vivere le responsabilità, i diritti e i doveri della vita civile. Modi che hanno radici lontane, nella storia particolare di ogni nostra città. L’intensità della passione partecipativa alle questioni urbane, alle politiche più che alla politica, è però un tratto che le accumuna. Saskia Sassen dice che «la città è uno dei pochi posti in cui chi non ha il potere può fare la storia». Perché le città sono lo spazio dei molti, […]