Lo spettro del dispotismo digitale

Sorridi.

In un’intervista alla Verità, Davide Casaleggio, fondatore dell’associazione Rousseau e tra i leader di fatto del Movimento 5 Stelle, ha affermato: “Oggi grazie alla Rete e alle tecnologie esistono strumenti di partecipazione decisamente più democratici ed efficaci in termini di rappresentatività popolare di qualunque modello di governo novecentesco. Il superamento della democrazia rappresentativa è inevitabile”. E ha aggiunto che “il Parlamento ci sarebbe e ci sarebbe con il suo primitivo e più alto compito: garantire che il volere dei cittadini venga tradotto in atti concreti e coerenti”, ma “tra qualche lustro è possibile che non sarà più necessario nemmeno in questa forma”. Proviamo a prendere sul serio il ragionamento di Casaleggio analizzandone la sequenza […]

Attacco allo Stato di diritto

Spirale.

Il presidente della Repubblica ha incontrato ieri Matteo Salvini per discutere temi di politica interna. Sembra non siano state oggetto del colloquio valutazioni su decisioni della magistratura. Si è quindi trattato di un surrogato dell’incontro chiesto veementemente da Salvini qualche giorno fa in relazione alla sentenza della Corte di Cassazione sul sequestro ai danni della Lega per la truffa in materia di rimborsi elettorali. Salvini ha in proposito dichiarato che si tratterebbe di una sentenza politica, di un attacco alla democrazia del nostro paese. Proviamo a tradurre in termini istituzionali: un alto rappresentante del potere esecutivo, ministro degli Interni e vicepresidente del Consiglio, contesta in sé, perché contraria a un partito di governo, la pronuncia […]

Non sono tempi da opposizione omeopatica

Relitto.

Da tempo si usa ripetere, come verità universalmente accettate eppure profondissime, che la sinistra ha perso la capacità di offrire una diversa idea di società e che troppo a lungo ha colpevolmente ignorato i problemi reali sollevati dai populisti. È dunque venuto il momento di mettere in chiaro una cosa: l’una o l’altra affermazione potrà anche essere vera, ma di sicuro non possono essere vere entrambe. Tocca decidersi: o si chiede alla sinistra di imporre un diverso modo di guardare ai problemi dell’Italia e del mondo, o le si chiede di misurarsi con l’insieme di problemi e la scala di priorità dettati dai suoi avversari. È un’alternativa secca, che dovrebbe essere al centro della […]

La certezza della galera

Cella.

In un’intervista al Corriere della Sera, spiegando perché bloccherà la riforma dell’ordinamento penitenziario, Alfonso Bonafede ha detto due cose che mi hanno colpito. Dice il ministro della Giustizia che, premesso che per lui il principio del reinserimento del condannato è la stella polare, la riforma mina alla base il principio della certezza della pena, perché permette ad alcuni di non scontare nemmeno un giorno di carcere. Il ministro evidentemente non sa che, mentre la rieducazione del condannato è prevista dall’articolo 27 della Costituzione, la certezza della pena come la intende lui non è un principio giuridico, e nemmeno etico. La pena, infatti, è sempre certa nel nostro ordinamento, e viene sempre scontata, nelle forme disciplinate […]

Guerra alle Ong, un passo verso Visegrad

Relitti.

Considerare le organizzazioni non governative che operano nel Mediterraneo alla stregua di trafficanti di esseri umani è una follia. Pensare che, eliminando le navi delle Ong, i viaggi verso l’Europa si fermeranno è un’illusione. Nonostante la loro evidente infondatezza, queste posizioni sono percolate dagli angoli remoti delle teorie complottiste, dove si straparla di piano Kalergi e sostituzione etnica, alle trasmissioni di prima serata e, ancora peggio, al governo del paese. Nella settimana in cui le navi delle Ong non hanno effettuato salvataggi in mare, a causa dell’incidente della Aquarius e della politica adottata dal nostro governo, sono state recuperate circa duemila persone provenienti dal Nord Africa da parte di navi militari, mezzi della Guardia […]

Palla lunga e pedalare

post-factum1

L’attuale governo nasce dall’incontro fra una cosa antica, la Vandea della Nazione, e un fenomeno recente ancora da decifrare, i cinquestelle. Una sua Vandea non c’è Paese che non l’abbia. Quella italiana nel dopoguerra è stata contenuta dalla forza della chiesa cattolica e dai vincoli internazionali, sicché se ne stava immersa e ammansita nella Dc. Con l’affievolirsi dell’egemonia cattolica, a partire dagli anni sessanta, e lo sgretolamento, negli anni ottanta, del Muro di Berlino, quella Vandea ha riconquistato bandiera e proscenio co-fondando il centrodestra di Silvio Berlusconi e, con Salvini, arrivando a dominarlo. Una Vandea dalle lunghe radici, fondata (pensiamo al Veneto) sugli avi contadini che sgobbavano sui campi e ne difendevano il frutto […]

Una mobilitazione contro la flat tax

Mobilitazione.

Nella presentazione del suo governo al Senato il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha formalmente ribadito l’impegno, già contenuto nel «contratto di governo» tra Movimento 5 Stelle e Lega, a introdurre la flat tax con «aliquote fisse» e «un sistema di deduzioni che possa garantire la progressività dell’imposta». A nostro avviso si tratta di un grande imbroglio. È sufficiente, infatti, visualizzare su una carta geografica i paesi che adottano un sistema fiscale di tipo progressivo e quelli dove è in vigore la flat tax, per comprendere come le due formule siano antitetiche e che l’adozione in Italia della flat tax renderebbe il nostro paese più ingiusto e più povero, allontanandolo dalla cerchia di nazioni […]

Manifestazioni molto pacifiche

Peace.

Cara Left Wing, ieri sono andato alla manifestazione organizzata a Milano dal Pd, quella a sostegno del Presidente della Repubblica (spero di aver azzeccato tutte le maiuscole). Naturalmente oggi non è semplice mettere in piedi un’occupazione di piazza pacifica con bandiere e microfoni e palco e tutto il resto: se non fai un flash mob ti servono minimo due o tre giorni e per come si sono messe le cose ormai sono sufficienti a uscire dall’euro, rientrarci, cambiare un paio di governi e magari anche invadere la Kamchatka, finisce che ci si ritrova in quello spiazzo più o meno grosso a guardarti in faccia con tutti gli altri chiedendosi: «Scusa, mi ricordi perché siamo […]

Sopravvivere al governo più pazzo del mondo

Casa del cambiamento.

La nascita del governo più pazzo del mondo, al termine della crisi costituzionale più grottesca della storia repubblicana, rappresentava obiettivamente la conclusione meno peggiore tra le alternative rimaste. Essendo le alternative rimaste la guerra civile, il golpe militare e la bancarotta finanziaria (non necessariamente in quest’ordine). Certo la gestazione non è stata semplice e il parto è stato tutt’altro che indolore. Tre mesi filati di travaglio in diretta televisiva avrebbero stroncato persino le tempre più resistenti. Ma dopo una richiesta di messa in stato d’accusa del capo dello stato e l’annuncio di un paio di marce su Roma da parte dei vincitori delle elezioni, per stare solo alla cronaca degli ultimi tre giorni, bisogna sapersi […]

La minaccia del legalismo autocratico

Poveri noi.

Lo scontro frontale tra la maggioranza parlamentare e il presidente della Repubblica per la formazione del nuovo governo non è solo una crisi istituzionale. La Costituzione assegna al capo dello stato il potere di nominare il presidente del Consiglio e, su proposta di questo, i ministri, senza ulteriori restrizioni. Il presidente della Repubblica non pone alcun veto: esercita un potere, che è quello di nominare ministri da lui condivisi. Il potere di nomina è descritto sinteticamente in Costituzione, e nella storia repubblicana è stato esercitato con diversi gradi di autorevolezza, ma è rimasto spesso sotto traccia perché non si è mai giunti a uno scontro così scoperto (si ricordano i casi di Cesare Previti nel […]